martedì 4 novembre 2025

TACCUINO DI VIAGGIO : TERMINILLO

 (02.10.2009) Ci è capitato di fare una scampagnata al Terminillo, la ben nota località montana, dove abbiamo trovato quasi tutto chiuso per via che non è né stagione estiva né ancora invernale, ma abbiamo avuto una piacevole sorpresa presso il ristorante ROMA. Abbiamo infatti potuto gustare il seguente menù: gnocchi al ragù di cinghiale, fettuccine al sugo, polenta con i funghi, entrecòte con funghi, patate fritte, bieta, ossobuco alla salsa rosa, dolce al cucchiaio di crema di mandorle à la chef, mezzo litro di rosso locale, acqua e pane, il tutto al prezzo invero contenuto di 60 euro in totale, e con la massima soddisfazione dato che era tutto davvero buono. Se vi capita fateci un viaggetto!



COLLEZIONISMO BIBLIOFILO

(27.09.2008)

Siccome sono un onnivoro divoratore di libri e ne ho a migliaia, mai ho saputo resistere alla tentazione di fare la collezione degli autori che preferivo, anche se questo mi ha spinto sovente a spendere cifre esagerate. Da anni, ad esempio, raduno tutto ciò che ha scritto Guareschi (s'era capito?) e sapevo che nel 1967 aveva scritto un piccolo raccontino, LA CALDA ESTATE DEL PESTIFERO, una sorta di raccontino morale su dei bambini che diventano amici di un bambino fantasma. L'aveva scritto affinchè facesse da veicolo pubblicitario per un suo amico che produceva i gelati Tanagra (l'ultima volta che vidi un Tanagrino fu in calabria nel 1982...) e infatti il testo finiva con i bambini che mangiavano tutti questo gelato. La casa editrice lo diede da illustrare al mitico Paul, che faceva Toto e Tata, Angelino e tanti altri personaggi su Carosello. Paul però modificò tutto il testo e ne uscì un librone cartonato che Guareschi, appena lo vide, perse il lume della ragione, fece causa e ottenne che tutte le copie fossero mandate al macero: anni fa, girando per Roma, mi imbattei in un banchetto di libri per ragazzi, chiesi se aveva qualcosa di Guareschi e mi tirò fuori proprio LA CALDA ESTATE DI GIGINO IL PESTIFERO, titolo fatto da Paul, poi mi scrutò e disse:-  Viene tre euro, ma tu sei un collezionista e allora sono cinque euro! Io mi misi a mercanteggiare poi me ne andai a passo di samba...Quel libro, per noi bibliofili, è una sorta di Araba Fenice, non lo trovereste manco a smuovere le montagne. Gli avrei lasciato un assegno in bianco per averlo, altro che cinque euro. Sono un pazzo? Chi ama i libri, e Guareschi, mi capirà!