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giovedì 18 dicembre 2025

SCRIPT FOR A JESTER'S TEAR

 (Prima pubblicazione 10.06.2010)


Stamattina, per pulirmi un po' il cervello dallo stress, in auto mi son portato una vecchia cassetta (già, voi mortali usate i lettori cd,ipos,usb, io invece ho una Pioneer che da trent'anni trasferisco ritualmente su ogni macchina che cambio, anche perchè ho centinaia di tapes e non saprei più dove sentirle altrimenti...so' giurassico, è notorio) già ascoltata mille volte ma sempre amata. Era il primo lp fatto dai Marillion e son tornato indietro con la memoria agli anni d'oro, quegli '80 in cui cominciarono la loro epopea e a tutti i concerti ai quali assistetti seguendoli. Ero, sono, un dannato disegnatore e non potevo non restare affascinato dalle loro copertine che mi spinsero all'acquisto del primo disco subito iniziando una ricerca spasmodica. Ricordo che avevano fatto tre lp e io già contavo circa trecento loro dischi nella mia collezione. Tutti gli extended, i picture, i 45, una massa mostruosa di bootleg dal vivo dai titoli e dalle copertine più disparate, dal rarissimo lp trasparente "The juggler and the ventriloquist" a "Misplaced Childhood" versione live in tre lp, e tutti i sagomati, quei dischi non tondi ma ritagliati nella forma del disegno come ad esempio "The great cucumber massacre" col Jester col monocolo, un coltello in una mano e un cetriolo nell'altra, stupendo. Ricordo ancora con rimpianto di non aver potuto prendere l'unico extended che mi mancava, "Grendel" chè già all'epoca stava sulle trecentomila lire, ma la collezione che ne è venuta fuori vale davvero milioni. E tutte le t-shirt e le felpe e le memorabilia acquistate ai concerti, compreso i program books, e le riviste estere, a cominciare dal leggendario numero di Rolling Stones con Fish in copertina, nella vasca da bagno e ovviamente con una birra in mano...Ricordo i loro meravigliosi concerti, uno tra tutti eseguito sulla scalinata del Colosseo Quadrato, il palazzone d'epoca fascista che sta all'Eur, con migliaia di persone accalcate e il backstage a salutare Fish e i suoi insieme al gruppo più importante di fans italiani, quello che faceva capo alla fanzine "Real to read" di Roberto Lohner sul quale facevo le vignette della serie di Fat Frog Mary (gioco di parole che verteva sul titolo della celebre song dei Jethro Tull, Cross eyed Mary, e chiaro riferimento alla mia diletta consorte...cinico come sempre, eh?). Ricordo ancora quando Fish si staccò dal gruppo che rotolò alla ricerca del nuovo cantante, e i primi lp di Fish da solo, belli e struggenti, i primi dei Marillion col nuovo cantante e i loro concerti. Sempre più in calo, fino ad un tremendo concerto romano sotto un tendastrisce di Fish, dove saremo stati meno di cento persone. Da piangere. E i continui mutamenti dei Marillion, ormai trasformati in una sorta di impiegati, tutti colpiti dallo stesso virus, obesi e pelati, anche se sempre bravi ma oramai l'aura leggendaria che me li aveva fatti tanto amare si era dissolta. E continuare a dispiacersi nelle brume del passato non serviva. Meglio, sì, meglio restare ancorati alle prime songs, ai video favolosi di un gruppo che venne accusato di essere la copia dei Genesis mentre invece potevano essere più che degnamente i loro continuatori o i loro eredi. Non me ne vorrà il caro Antelao, so quanto sia un loro fan, e ammetto che scrivendo questo post ho pensato a lui principalmente, ma averli "vissuti" così da vicino per più di vent'anni rende drammatico continuare a vederli come sono ora. Opinione peraltro personalissima, sia chiaro. Ricordiamoli insieme con questa loro prima song, anche se in realtà ho le registrazioni delle tapes che inviarono per prova alle case discografiche e la prima vera e propria era Grendel in una pazzesca versione di quasi venti minuti. Un tributo ad un gruppo grandissimo con un Fish al meglio della forma.

Commenti dei lettori dell'epoca :

Arcansiel : incredibile....su chatta non ci sono solo fans di shakira sciaquira sciaqcuette allora, grande post e grandi loro.....visti live 3 volte....con fish e con hogarth...ok sulle tue considerazioni....ma Marbles...qualche brivido ....  (neverland)...lo da'.....ciao.e.... direi....siamo pochi.....ma buoni, ora mi sparo i pendragon not of this world e un pizzico di camel....ice....non metto nursery crime senno' mi vengono le lacrime 

venerdì 12 dicembre 2025

INNO A ROMA

 (Prima pubblicazione  27.01.2010)



Ohhh, che bello, dopo dodici ore di turno di guardia, senza neanche aver potuto vedere il pargoletto stamattina che è dovuto andare a scuola col treno e due autobus, sapendo che stasera lo vedrò per il tempo di prenderlo da scuola e scaricarlo con la moglie (mia, non sua) al treno per riandarmene di guardia, sono - direi - così gioioso e baldanzoso che non ho sparato a un camionista che giocava a "stringi-la-macchina-contro-il-guardrail" solo per il miracoloso intervento di San Giuda.  Quindi ho aperto con sovrumano menefreghismo il primo giornale che mi è capitato tra il cappuccino e il cornetto e la sequela di moccoli che è partita in automatico avrebbe fatto la gioia di Tomas Milian ne "Il commissario Monnezza". Allora , i fatti son questi: a Pessano con Bornago, un paesino del Nord, desiderando preparare i bambini di quinta elementare per una gita a Roma, una maestra ha pensato di caricarli emotivamente facendo loro imparare alcune righe del celebre Inno a Roma. Una nonna ha aperto il diario del nipotino ed è insorta, da vera pasionaria, gridando allo scandalo. I giornali mobilitati hanno parlato di "rap fascisti", la maestra si è fatta venire uno choc nervoso, il direttore - tale Felice Menna, che si gloria di aver cambiato lo storico nome della scuola in vigore fino al 2005 (sic!) "BALILLA" in "Daniela Mauro", una psichiatra reperibile su facebook, quindi a quanto pare personaggio storico di tale levatura ed onore da meritarsi il nome su svariati istituti, alla faccia del piccolo Balilla il cui nome, divenuto quasi un aggettivo, era foriero di ben più alti valori insurrezionali contro l'invasore della Patria (e non certo del fascismo, che se ne appropriò molto tempo dopo) - il direttore appunto ha tenuto subito a dire che una bimba li aveva presi dall'inno fascista che poi a lui han detto che è di Orazio, ma che comunque ha consigliato caldamente per la prossima gita di far studiare ROMA di Venditti, grande inno di valore musicale e certamente gradito a tutti gli appassionati della storia. Del calcio. Puntualizziamo alcune cosucce: la fotografia del diario incriminato, manco fosse la ristampa anastatica delle lettere di Anna Frank o del documento con il quale Hitler decretò l'olocausto, mostra solo questo passaggio: " Sole che sorgi libero e gioioso, sul colle nostro i tuoi cavalli doma, tu non vedrai alcuna cosa al mondo maggior di Roma, maggior di Roma." Come potete notare, in queste righe, si evidenzia chiaramente l'apologia del fascismo ad opera di un bieco/a minore certamente portatore di manganello nello zainetto dei Gormiti. L'anziana pasionaria poi risulta, news alla mano, aver riconosciuto i versi "che era stata obbligata ad imparare a scuola e che aveva poi sentito urlare dai repubblichini di Salò". Ah, la mistica bellezza del fraseggio giornalistico, notate come con il sapiente uso di due verbi abbiano dato una connotazione orribilmente costrittoria all'ora di musica nelle scuole del ventennio e alle becere guerresche grida di quegli infami dei ragazzi di Salò, morti per un ideale, sbagliato magari, ma non per quattro soldi o per altro. Come se i repubblichini se ne andassero in giro ad "urlare" un inno notoriamente complicato anche da mandare a mente. E veniamo all'inno in sè: fu commissionato nientemeno che a Giacomo Puccini dal sindaco di Roma Prospero Colonna nel 1919 come commemorazione per le vittorie italiane nella Prima Guerra Mondiale, su testo del poeta Romano Salvatori, ispirato vagamente al Carme Saeculare di Quinto Orazio Flacco, venne eseguita per la prima volta a giugno del 1919 allo Stadio Nazionale di Roma riscuotendo il grande e meritato successo che lo segnò negli anni a venire quando il fascismo ne fece un motivo da imparare e cantare per le masse. Quindi come si vede un opera musicale di tutto rispetto, patriottica e NON fascista, ma le menti libere e liberali di certi individui non hanno tempo di informarsi, gli basta avere vaghi ricordi del ventennio per fare, evidentemente, di tutta l'erba un Fascio. Ora la vecchia signora avrà avuto la sua ben meritata vendetta contro quel che all'epoca evidentemente non gli era andato giù, magari l'avevano bocciata in canto, chi sa, il signor Menna ha avuto il suo bravo momento di gloria mediatica erigendosi a paladino dei sacri valori dei partigiani, il piccoletto sarà stato mortificato al massimo e crescerà magari desideroso di riscossa diventando un brigatista per ripicca, la maestra sarà stata messa in ginocchio sui ceci a piangere sul latte versato e Venditti potrà farsi pagare il copyright ogni volta che i piccoletti guarderanno l'Altare della Patria cantando RomaRomaRoma, core de sta città... Dite un po', non è una notizia di quelle sulle quali ci sarebbe da discutere una settimana? Una di quelle capaci adesso di spaccare in due fazioni perfino i blogger di chatta, dove naturalmente immagino che subito ci sarà chi non vede più in là del naso e inizierà a dirne di tutti i colori. Uno spasso da non perdersi, assolutamente.  Voi intanto, chi non lo conosce, ascoltatevi quest'opera di Puccini e trovatemi UNA parola addebitabile al fascismo, all'epoca di là da venire. Nel frattempo io e il pupo ci ripassiamo un altro ameno ritornello, molto più democratico: "Me ne frego"...

Commenti dei lettori dell'epoca : 

milady444 :letto con molto piacere cio che hai scritto impossibile fraintendere ciò che scrivi ma si in italia ora come ora devi stare attento pure se sbagli braccio per chiamare un taxi concordo con nerorosso non esiste piu cultura storica nè musicale ma una caccia alle streghe senza sapere nemmeno che volto hanno ma come dice crena "me ne frego"  e  vado avanti........a modo mio ciao crena graziella

nerorosso : 1) AMO QUEST'INNO2) LO CANTAVA SEMPRE LA MIA POVERA MAMMA3) L'UNIVERSO FORSE NON HA CONFINI LA STUPIDITA' UMANA SI4) LA STORIA PER MOLTA GENTE E' TABU'5) MENNA, O COME CAZZO SI CHIAMA CONOSCERA' VENDITTI MA NON PUCCINI6) MENNA O COME CAZZO SI CHIAMA NON CONOSCE NEMMENO LONTANAMENTE LA GRANDEZZA DELL'IMPERO ROMANO7) MENNA O COME CAZZO SI CHIAMA CONOSCE IL FASCISMO COME IO CONOSCO IL GIAPPONESE8) SE TU DEL PENSIERO DI MENNA , O COME CAZZO SI CHIAMA, TE NE FREGHI IO ME NE STRAFREGOCIAO VECIO

p0ladani : non l'ho vissuto...come non ho vissuto il comunismo e le sue morti..i suoi massacri...mi sono stati raccontati da un'anziana cliente ...mentre le pulivo casa mi raccontava la storia! vissuta da lei personalmente e quindi raccontava di fascismo e di comunismo (tutto cio' che sui libri è vietato scrivere...non viene proprio scritto!)pero' ricordo l'uomo di mia madre...lui era fascista...e prima che mangiassi mi faceva cantare Giovinezza altro che il bimbo della suola del nord. buona continuazione di giornata Paola

lunedì 3 marzo 2014

IN CADUTA LIBERA



Stoffe preziose intessute con cura sapiente.
Fili di note musicali si dipanano da qui.
Con te.