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venerdì 12 dicembre 2025

IL CONTINENTE DEGLI STRUZZI

 (Prima pubblicazione 04.02.2010)


Si sa, lo so che lo sapete, che non ho mai molto digerito gli americani, a parte John Wayne e Charlton Heston... e ogni volta che mi arriva qualche notizia dalla patria dei trisnipoti dei pellegrini inglesi non so mai se restare stupito o lanciare improperi, vista anche la maledetta abitudine inculcataci nel dopoguerra che qualsiasi fesseria loro facciano dobbiamo per forza farla nostra. E sui maledetti hiphoppers magari una volta o l'altra ne dirò di tutti i colori. Ma stamattina volevo ghignarmela insieme a voi parlando del vizio di giocare a nascondino con le cose tipico degli yankees. In quanti film avete visto gente girare con bottiglie di superalcolici celate da sacchetti di cartaccia marrone, come se così la cosa non esistesse?  E tracannarseli per strada direttamente dal cartoccio? Bene, dopo aver riempito il mondo di pacchetti di Marlboro, dopo essersi ricostruiti la verginità vietando il fumo in qualsiasi locale chiuso e adesso anche vietandolo per strada in prossimità di locali - il che per un fumatore cittadino vuol dire prendersi la tenda da campeggio, un paio di stecche e ritrovarsi come gli Arrapaho sulla cima delle rocce del Grand Canyon a chiacchierare con altri smokers mediante segnali di fumo - dopo aver realizzato mostruosi packaging con repellenti foto di autopsie, tumori, devastazioni orofaringee e aver scoperto che questo incrementava la vendita dei portasigarette... ora ne hanno tirata fuori un altra. Le sigarette verranno vendute in pacchetti di cartaccia marrone tutti uguali e senza loghi e colori. Immagino i "me ne frego" che avrebbe detto la tabaccaia di Fellini, che le nazionali le vendeva sciolte ad una ad una! Così magari vedremo americani girare con sacchetti di cartaccia marrone davanti alla bocca a mo' di palloncino, senza poter distinguere se stiano facendosi una Camel, una pippata di crack o se stiano inalando gas per accendini come i loro cugini delle favelas messicane. Nel frattempo gli smokers italioti resistono sulle barricate di Virginia, di Kentucky e di Burley (tutti gioiosamente coltivati in Toscana e oltre) spassandosela con i nuovi pacchetti delle Pall Mall che in una stecca propongono dieci pezzi ognuno di un colore diverso e più bello dell'altro. A tutto polmone! Come diceva d'altronde un grande saggio, Woody Allen, noto per i suoi istinti paterni alquanto peculiari: "Ho smesso di fumare. Vivrò una settimana in più. E pioverà dal lunedì alla domenica..."      Dimenticavo, per amor di legalità, faccio notare che il post non può e non deve essere considerato un invito a fumare. Il fumo riduce la mobilità degli spermatozoi e non deve essere considerato come un presidio medico chirurgico per la limitazione delle nascite.

Commenti dei lettori dell'epoca : 

DonnaDiClasse : .........una fumatrice anche se moderata.........ma questo non vuol dire, il fumo fa male poco o tanto, tutto dipende dalla risposta dell'organismo ai veleni contenuti nelle .....bionde! Quindi mi prendo le considerazioni della scema e della cretina così come si riteneva Milady quando decise di iniziare a fumare..........beata lei che è riuscita a smettere prima però ancora di iniziare!.........dopo sarebbe stato molto più difficile! Qualche anno fa, in Ospedale, al centro antitabacco mi iscrissi e iniziai a frequentare il corso e, ......come hai citato sopra. filmati con polmoni neri come la fuliggine, interventi con parti di polmone asportati......insomma di tutto di più, quasi da svenire solo ad assistere; Iniziamo con la psicologa che inizia con:  buttate tutti i posacenere che avete in casa, non frequentate gente che fuma, non bevete caffè, appena avete finito di pranzare alzatevi subito da tavola e andate a farvi una passeggiata e respirate aria pura...e soprattutto, ogni volta che vi viene voglia di fumare fatevi una bella doccia.........in sostanza, una ventina di docce al giorno smile Poi la bolletta del gas la paga lei? Cerotto la sera impregnato di nicotina, un cerotto alla mattina, bocchino con capsule di nicotina , fino a 20 capsule al giorno , continuare a fumare a volontà fino a che non lo avessero detto loro; appena iniziai con la prima capsula, un bruciore di gola tremendo e voglia di rimettere......ma continuo imperterrita a seguire le regole; Il giorno prima di smettere di fumare ci dissero di fumare fino a star male e così feci; La notte non riuscii a dormire con il pensiero che dal giorno dopo non avrei più potuto fumare, mi alzai al mattino che sembro un ebete e così per tutto il giorno ma non toccai mai una sigaretta. La sera prima di andare a letto, erano le 23 circa, mi dissi, Anna sei stata proprio brava, tutto il giorno senza fumare, ti meriti una sigaretta; E così fini il corso antifumo! Lo so non sono intelligente per quanto riguarda questo argomento , ma per quello che penso io, niente può far smettere di fumare se non la nostra volontà! Se continuerà (giustamente) questa campagna antifumo, saremo sempre di più considerati alla stessa stregua dei delinquenti comuni, fino a non molto tempo fa hanno pubblicizzato in ogni dove tutte le marche di sigarette, adesso ci tacciano quasi da assassini! Buona Notte

crenabog : allora faremo come i lemming, tutti di corsa con la cicca in bocca verso il precipizio, sperando che, come in WATERWORLD, sotto stia passando la nave dei cattivi, sporchi e beceri, ovviamente gli Smokers! Per quanto riguarda gli aumenti io ho adottato una tattica di resistenza cerebrale, quando vado dal tabacchino lo tiro scemo facendogli tirar fuori tutti i tipi di sigarette, perchè devo scegliere la più profumata, quella di contenuto medio, col pacchetto più ganzo e col prezzo più basso. Dopo dieci minuti che me le mette tutte sul banco con la fila di gente inkazzata faccio sempre: me le spiega lei, che non ho gli occhiali e sono cieco come una talpa e non vedo che c'è scritto? in pratica li tiro scemi fin che non ho scelto, e dopo aver chiesto sempre quelle che (vedendoci bene da lontano) già so che non ha. Dirai, a che serve? ehhh, è un risarcimento psicologico che mi prendo, il gusto levantino di fare mercanteggiamento. Quel quid in più che abbassa sulla bilancia del cervello il peso dell'aumento dei pacchetti. Folle, eh?

lunedì 20 ottobre 2025

ALLA RICERCA DEL TEMPO PERDUTO : 15

(05.11.2008)

 Ricordo ancora mio padre negli anni della mia infanzia, con le sue sigarette Gallant, nella loro livrea rosso e blu, il pacchetto morbido nella tasca del giaccone di fustagno col quale andava a caccia. Tanto mi intrigavano che desideravo rubarne una e provare a fumarla, per sentirmi grande anch'io; papà ben comprese quel che stavo per combinare e ritenne giusto avvertirmi che non era una buona cosa per la salute ma al tempo stesso mi insegnò a fumare e mi regalò il primo pacchetto. Una sensazione nuova di libertà le accompagnava, il senso profondo della padronanza di me stesso e delle mie scelte, lontano dal luogo comune dell'emulazione bieca dei compagni ma la vicinanza a lui e ad un rito antico e carico di gesti e significati. La condivisione dell'offerta del fuoco, il dono magnanimo della sigaretta a chi la chiedeva, la ricerca dell'aroma perfetto che sempre mi ha ossessionato negli anni...mai legato ad un solo tipo, provai tutte le essenze sul mercato collezionando scatole e scatole meravigliose, le EVA dagli infiniti fiorellini colorati, le Turmac ovali nel pacchetto piatto, le fantastiche Camel ancora fatte con il Latakia affumicato negli stallaggi turchi, le Celtique col guerriero a spada alzata, le confezioni più colorate e disegnate che si potesse sognare, anni luce lontane dalla piatta monotonia di questi anni, le Pack al mentholo italiane, le MS Venezia commemorative con le gondole in bella vista. E le Sobranie russe col filtro d'oro e ognuna d'un colore diverso, verdi, viola, rosa...Mio nonno, povero caro, prediligeva le Muratti Ambassador ed io il sabato sera, manco fosse Radio Londra, mi incollavo alla radio per seguire il Fumorama Show di RadioMontecarlo, all'epoca l'unica radio "libera" che trasmetteva da fuori Italia, con Herbert Pagani che cantava la sigla inneggiando alle Muratti e mi sembrava una cosa grandiosa. Passavano gli anni, mio padre raccontava che nella sua giovinezza, gli anni della boxe, se non avevi le dita sporche di nicotina le donne neanche ti guardavano, e nonno raccontava di quando durante la guerra si usava fumare la cicca retta con uno spillo per arrivare in fondo e con i resti del tabacco si formavano nuove cartine per risparmiare. L'ineffabile gusto di giocare col fumo, farne cerchi nell'aria, espirarlo ed inspirarlo con le narici in un lieto ritorno, divertimenti minimi. Ed il pacchetto di Lucky Strike infilato nella manica rimboccata della t-shirt bianca come James Dean, o la sigaretta sull'orecchio alla Teddy Boy, quanta importanza ci davano, che pose, che scene con le ragazze e con gli amici. E lo Zippo? che dovevi accenderlo strusciandolo sui jeans, sempre bruciacchiati sulla coscia...La boccata profonda, liberatoria, prima di un esame, prima di chiedere a Lei di mettersi insieme, e poi i cinema affollati e fumosi, piccoli ritrovi della periferia alla Pasolini, tra le cartacce in terra e le cicche rosseggianti mentre si rubavano baci nascosti dagli schienali delle poltroncine. I nuovi sapori, corrotti dai composti chimici, avvelenati da dosi di nicotina sempre più massicce per schiavizzare, ma così ingenui nelle moderne confezioni tutte simili, quasi tristi, prive di mordente, di fascino, persino dalle Camel è scomparsa la città turca con le colonne ed i muezzin, chissà, forse per qualche fatwa...restano a tenere la barricata le leggendarie sigarette dell'AustriaTabak, con i loro profumi di vaniglia e cioccolata, o le novissime Sunday's Fantasy inglesi, figlie bizzarre del tabacco da pipa ben più conosciuto, che quando le annusi ti avvolgono in un alone di pasticceria fresca, travolgente...ma tutto questo resterà nei ricordi, accompagnando la gioiosa gioventù che mai ritorna, svanita, fuggita, lieve, come un sogno nell'alba, come l'acqua della Vita stessa che qualche misteriosa inesplicabile fessura nell'anima ha lasciato scivolare via, piano, piano...e la ricerca disperata di quel gusto, di quel sapore mitico della mia prima sigaretta sempre anelato, lo compresi bene un giorno, quando mi resi conto che era semplicemente diverso perché all'inizio, il fumo, non lo aspiravo. Tutto qui. Un trucco, e nulla più, che non avevo mai afferrato. I ricordi, in fondo, sono i trucchi che il cuore regala all'anima per ingannarla..