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lunedì 8 dicembre 2025

INNSBRUCK

 (Prima pubblicazione 26.10.2009)


Ah, quanta parte di cuore è rimasta sul suo selciato! Fuor d'ogni dubbio, la città più romantica che abbia mai visto! Ci andammo più volte, sia con i miei col pulmino volkswagen, reduce da migliaia di chilometri in tutta Europa, sia in viaggio di nozze e sempre ci ripagò con incredibili cose da vedere e gustare. Ricordo l'atmosfera fuori del tempo, le ragazze che giravano con i loro tradizionali drindl di velluto e merletto alcuni dei quali, in sete pregiate e colori melange, facevano bella mostra nelle vetrine a prezzi lunari, e gli uomini con i bizzarri calzoni corti tirolesi in fustagno dalle bretelle cariche di bottoni e spillette. Si poteva acquistare di tutto a prezzi che da noi non ci sognavamo, con l'equivalente di poche lire entravi nei ristoranti e ti sommergevano di knodel fumanti nelle tagesuppe, di spetzel coperti di formaggio, di cacciagione d'ogni genere, cervi, caprioli, persino istrici e cinghiali, in salse cremose e gravide di spezie. Ma le pasticcerie! Dalle bettoline rustiche ai maestosi, quasi principeschi cafè dove la gente beveva tazze giganti di caffè insieme a microscopici bricchetti di latte dal vago sapore acidulo - e si ostinavano a chiamarli "cappuccino" - cosa che ci fece capire perché quando vengono a Roma lo bevono ad ogni ora, persino dopo un piatto di carbonara. Forse temono di non riassaporarlo più, tornati a casa... Dolci di aspetto imponente, cioccolate troneggianti, creme multicolore farcite di canditi e la Sacher, ah meraviglia!, la Sacher che l'Hotel Sacher spediva in ogni parte del mondo in cassette di legno aromatico. E i tabacchi, ne vogliamo parlare? L'AustriaTabak produceva e produce le sigarette aromatizzate più strane che esistano ed i sigari più dolci e morbidi, quasi sempre all'olandese, ovvero di tabacchi di Sumatra, Java e Honduras. Mentre i cubani dall'aroma tipico di cioccolato tostato li tenevano gelosamente in casseforti humidor. Ricordo il RomantikHotel Schwarzer Adler dove andammo, la camera era una bomboniera di pizzi, trine, ricami, sul cuscino il regalo di una trousse per cucire e ricamare, incredibile, e quel che davano in sala pranzo era spropositato. Nei negozi di musica trovai così tanti lp e cd di Bert Kaempfert come a Roma non ne avevo mai visti, ma è ovvio, era di lì e ancora gli rendevano omaggio. E, visione favolosa, una incredibile bizzarria: nella piazza regale centrale, nel mezzo di un lindissimo giardino, una grande serra dove, in un umidità tropicale tale da rendere persino difficile tenere gli occhi aperti, ci si posavano addosso enormi farfalle rarissime dai colori inauditi, senza paura alcuna si fermavano sui capelli per ripartire leggiadre e nascondersi tra i grovigli di Flugkartoffeln, assurde piante rampicanti e volanti di patate grigie appese alle volte della serra. Innsbruck dal Tetto d'Oro, Innsbruck con la cattedrale colma delle statue e le tombe degli Imperatori, Innsbruck con i suoi locali dove entravi per una birra e ti sedevi insieme a cento altri tutti sotto braccio a bere e cantare... Dove sei ora, così vicina e così lontana.

Commenti dei lettori dell'epoca : 

follettoarrabbiato : L'ho visitata piu' volte anch'io e' davvero ed esattamente come la descrivi tu.....fantastica, poi io che amo lo strudel...mi ci sono ammazzata e non sono per niente pentita...anzi ci ritornerei subito...ha dei colori davvero particolari e' fredda in clima, ma calda proprio anche per i colori...bellissima, c'ho lasciato il cuore....un abbraccio Folletto

ninfeadelnilo : hai descritto questa città dipingendola magica..man mano che ti leggevo il fascino dei luoghi ed il sapore dei cibi li vedevo e li assaporavo..deve essere stupenda e mi rammarico di non esserci mai stata..ma elencandone i pregi dovrò prima o poi recuperare tale lacuna..anche perchè ogni cosa descritta mi affascina e mi piace..poi la sacher guai chi me la tocca..e la gioia dei canti fatti inseme intorno ad un tavolo con boccali di fresca birra..amo un pò meno il freddo...un bacio raffy 

p0ladani : grazie a te stasera ho viaggiato mi hai portato a visitare con la fantasia luoghi mai visti e che ora sono desideri chissa' che un giorno possa visitarli veramente e di persona grazie!

HOPFGARTEN

 (Prima pubblicazione 25.10.2009)


E' forse appropriato, in una fredda notte come questa, lasciare che i ricordi tornino  a rincorrersi, ricordi gioiosi di tanti anni fa. Quando ancora usavamo partircene tutti insieme in famiglia in viaggi europei, a bordo del caravan con la famiglia intera o dopo sposato, con il caro Maggiolino raggiungevo insieme alla consorte mio padre e mia madre che ci precedevano da qualche parte a farsi le vacanze per loro conto. Una delle mete che tanto ci attrassero, stupendamente locata in quell'Austria Felix che sempre ci ammaliò, era la minuscola cittadina di Hopfgarten, là nel Tirolo. Sita in un amena vallata, tra campi sempreverdi e alti monti a circondarla, con i locali caratteristici della zona aperti dal mattino al tardo pomeriggio, ché i buoni austriaci usavano cenare presto e subito chiudere per andare a dormire, ospitava un grazioso campeggio ed un grande albergo dove ci aquartieravamo, pronti a raggiarci intorno per valli e città. Il sindaco aveva la curiosa abitudine, a chi fosse stato ospite per almeno tre anni di seguito, di nominarlo cittadino onorario, piacere che toccò a mio padre, il quale un giorno ricevette appunto una lunga lettera in austriaco e trasecolò dopo essersela fatta tradurre. La mattina al cantar del gallo si correva subito giù nella hall dove ci propinavano inaudite e sontuose colazioni, pari a pranzi sibaritici, zuppe, insaccati, formaggi a iosa, cereali, frutta, dolci a perdercisi, soprattutto dei curiosi e gargantuelici piattoni di creme con sopra decori disegnati con sciroppi multicolori. Preparavamo panini d'ogni genere e poi scarpinavamo sino all'ovovia, lanciandoci su per le vette. Raggiunti i termini dell'ovovia scendevamo per battere sentieri scoscesi e dirupati, godendo di spettacolari panorami, col cervello inebriato dall'altitudine si raggiungeva una certa qual baita minuscola e ruspante, nella quale una ghiotta servotta a piedi nudi (con quel freddo!) rasserenava i nostri spiriti con balde ciotole brodose e dense nelle quali galleggiavano grandi e untuosi knodel di fegato macinato misti ad erbe a noi sconosciute. Quei sapori intensi rimpallavano tra lingua e palato, confortando stomaco e cuore. Scendevamo infine, aggrappati ai nostri alpenstock sui quali orgogliosamente mostravamo costellazioni di stemmi in peltro d'ogni (così tante!) vetta e città visitata, fermandoci a far foto a gruppi di mucche incuranti, perse nei loro gastrici ragionamenti. E la sera, seduti sul balcone di legno traforato dell'albergo, discettavamo dei luoghi ancora da vedere davanti a grandi bottiglie di Marillerschnaps o di KaiserWilhelmschnaps, inframezzando il tutto con le mie lunghe tirate di pipa... Grandi momenti, perduti nel tempo insieme agli alpenstock ed a mio padre, e mentre sfumano riguardo la mia giacca di tweed, rozza, marrone, dalle toppe in pelle e i favolosi bottoni in corno di cervo che papà trovò ad Innsbruck, ma sì, la giacca che ogni tanto citavo nelle favole di re Brian Borough, sempre quella, che ancora porta in sé il canto dello jodel e quei profumi fantastici.


Commenti dei lettori dell'epoca:

follettoarrabbiato : Fantastico trovo il modo in cui descrivi alcuni scenari, sembra di caderci dentro...e sembra anche di sentire i sapori che descrivi....e' fantastico il tuo mondo e tu....Folletto

roberto.1969 : stupendi ed emozionanti momenti di vita

i bei ricordi un energia infinita dalla quale tutti noi dobbiamo attingere la forza per andare avanti

tieni duro amico mio credici e questi torneranno

un abbraccio

roberto

domenica 7 dicembre 2025

TACCUINO DI VIAGGIO : OLTREMARE

 (Prima pubblicazione  03.07.2009)


Dopo i due giorni a Mirabilandia non poteva mancare anche il parco di Oltremare. La giornata è iniziata subito benissimo con un imbecille di addetto al casello autostradale che invece di mandarci verso Ancona ci ha dirottato verso Bologna facendoci perdere centotrenta chilometri a vuoto e attirando su di sé e tutta la sua famiglia fino alla sesta generazione futura innumerevoli maledizioni cliniche ben specificate nei minimi termini così che gli arrivino senza pietà. Giunti infine a Oltremare ci siamo gustati un parco formidabile, molto interessante, con moltissime cose da visitare e imparare dal punto di vista scientifico, i meravigliosi ippocampi che dal vivo non avevo mai visto, il delfinario, la ricostruzione della foresta preistorica, tutte le sfaccettature della natura, insomma un ottimo bersaglio per chiunque di voi debba andare in vacanza e voglia passare due giorni a vedere cose di valore. A volerlo raccontare tutto ci metterei più tempo che voi a visitarlo, quindi andateci.

TACCUINO DI VIAGGIO . MIRABILANDIA

 (Prima pubblicazione 03.07.2009)


Dopo aver rosicchiato le finanze tutto l'anno il vostro amabile blogger ha imbarcato la famiglia e l'ha portata un paio di giorni a sgavazzare al parco di Mirabilandia, come l'altr'anno.  E come l'altro anno la E45 si è rivelata un ignobile guazzabuglio di strade interrotte, deviazioni per paesi improbabili (la patria della Pera Cocomerina, figuriamoci..), tunnel di vari chilometri nei quali siamo stati fermi in coda per un ora mentre io ricordavo Daylight con Stallone e la consorte dava fuori di testa per la claustrofobia mentre il Terribile ne combinava di tutti i colori...insomma un calvario. Arrivati a Cesena  ottima accoglienza nel solito Best Western che avevamo prenotato da tempo con un risparmio mostruoso sulle tariffe normali il che ci ha consentito di far rientrare nel budget anche tutte le mangiate elefantiache al ristorante Il Rugantino dove il Minuscolo si è dilatato con piatti di strozzapreti pasticciati e bisteccone (mentre il padre pagante andava a insalate miste..). Come sempre gli italiani in crisi affollavano il Parco spendendo e spandendo a migliaia, ma tutto sommato ci siamo divertiti anche noi parecchio!

martedì 4 novembre 2025

TACCUINO DI VIAGGIO : TERMINILLO

 (02.10.2009) Ci è capitato di fare una scampagnata al Terminillo, la ben nota località montana, dove abbiamo trovato quasi tutto chiuso per via che non è né stagione estiva né ancora invernale, ma abbiamo avuto una piacevole sorpresa presso il ristorante ROMA. Abbiamo infatti potuto gustare il seguente menù: gnocchi al ragù di cinghiale, fettuccine al sugo, polenta con i funghi, entrecòte con funghi, patate fritte, bieta, ossobuco alla salsa rosa, dolce al cucchiaio di crema di mandorle à la chef, mezzo litro di rosso locale, acqua e pane, il tutto al prezzo invero contenuto di 60 euro in totale, e con la massima soddisfazione dato che era tutto davvero buono. Se vi capita fateci un viaggetto!



lunedì 20 ottobre 2025

ALLA RICERCA DEL TEMPO PERDUTO : 8

 (11.10.2008)

Mentre gli anno 60 davano i loro primi vagiti, noi iniziavamo la nostra nuova vita a Roma, pieni di speranze per il futuro e nei fine settimana facevamo viaggi più o meno lunghi, sempre proiettati in quell'ansia di non stare fermi che con gli anni ci avrebbe condotti in giro per tutta l'Europa, come degli hippies ante litteram. D'inverno andavamo a Marsia, a Campo Staffi, al Terminillo, ovunque ci fosse la neve, con la Dauphine blu carica di vestiti, pacchi, gli sci pesanti sul portabagagli, termos e tutto quel che ci passava per la testa. Avevo anche uno stupendo slittino in legno, certo non si chiamava Rosebud ma era bello lo stesso, o così pensavo fino al giorno che scivolando non ci restai con la mano sotto la lama e i pianti si sprecarono...Mio padre chino a montare le catene approfittava della sosta per invitarci a riempirci i polmoni con quell'aria gelida e sopraffina che ci faceva diventare rossi e lacrimosi. Ci si divertiva a fare nuvole con l'alito e ad infagottarci di maglioni, ne avevo uno bianco nero grigio disegnato a stelle che portai fino al liceo, costringendo mia madre di anno in anno a cucirgli altri pezzi per allungarlo. Chissà mai dove è finito. Ci illudevamo di essere degli sciatori divagandoci sulle collinette basse e prendendo ogni tanto la funivia, godendoci le vertigini. Quando si faceva ora di pranzo ci radunavamo sotto un albero e mia madre preparava il tavolo pieghevole, distribuendo piatti di cappelletti al sugo dal thermos e mio padre si scaldava col vino rosso delle nostre vigne.  Dormivamo a turno, sazi della giornata, del calore che ci scaldava i cuori, baloccandoci a dare briciole di pane a certi minuscoli topolini arboricoli che ci venivano sfacciati tra i piedi. Le montagne sembravano immense, il solo nominarle ci sembrava qualcosa di fantastico, le tre cime di Lavaredo, il passo del Pordoi...Quel colore del cielo mi avvolge ancora nella sua immensità, non esistevano confini a quel che avremmo potuto vedere, ai luoghi dove avremmo viaggiato...Mai mio padre ci fece mancare qualcosa, nel suo piccolo, e quel piccolo per noi era moltissimo. Un panetto di sciolina sembrava un tesoro da conservare e i cappelleti con la carne e il grana, mangiati lì, in quei momenti magici, non li avrebbe battuti neanche il più grande degli chef. Alberi della mia infanzia, che piovevate cristalli di neve sul mio cappellino austriaco, crescete ancora lassù? Regalate la vostra ombra alla memoria di mio padre.



sabato 18 ottobre 2025

TACCUINO DI VIAGGIO : NEMI

 (25.08.2008)

Gironzolando sulla Via dei Laghi, dalle parti dei Castelli Romani, si incontra Nemi prospicente al famoso lago. E' una cittadina amena, piena di vicoli sui quali si affacciano parecchi negozietti curiosi, soprattutto di specialità mangerecce, insaccati e carni suine la fanno da padrona. In questi giorni, se vi sbrigate, potrete trovare i cestelli di more che gli autoctoni vanno a capare dai roveti delle campagne lì vicino, saporiti, zuccherini, come non se ne mangiano altrove, visto che spesso quelli che trovate nei negozi sono di serra. Se poi vi sentite in vena di scherzi, non mancate di acquistare le vere specialità locali che vedete in foto, gustose e piccanti




venerdì 17 ottobre 2025

TACCUINO DI VIAGGIO; ricordo del Ristorante IL MODERNO

 (13.08.2008)

N.B.:Da anni il ristorante IL MODERNO ha chiuso, purtroppo, ed è bello poterlo ricordare con affetto con questo post dell'epoca.

Restando in termini di micro guida ai vostri viaggetti questa volta desidero indicare ai veri gourmet un locale noto agli appassionati locali e non. Si trova a Montepulciano, che avrete conosciuto per via di una certa serie televisiva italiana dedicata all'Arma e ambientata costì. Dietro la stazione di Polizia locale, in piazza delle corriere dove appunto si fermano i pullman, quindi appena all'entrata della città e prima della porta e delle mura, si trova il ristorante IL MODERNO, di Carlo che lo gestisce e lo fa funzionare da tanti, tanti anni con la moglie Elena: io ci vado da vent'anni, addirittura partivo da Roma la mattina per andarci a mangiare e naturalmente per caricare il portabagagli di casse del Vino Nobile locale che Carlo si fa imbottigliare in vigna per sé, ottimo, di nerbo forte ma anche facendosene mezzo litro non ha mai dato alcun fastidio. Per tre giorni ci siamo spanciati di pici, gli spaghettoni fatti a mano dalla Elena, freschi, col ragù, con le briciole di pane fritto, con l'aglione, ai funghi e in quant'altro modo li preparasse. Ah, delizia del palato! Quella che comunque vedete nella foto è la torre col campanile e l'orologio scandito dal Pulcinella, si trova in via di Gracciano al Corso. Ultimamente Montepulciano appare molto ripulita e restaurata, sia negli antichi palazzi che nell'insieme del centro storico. Vale sempre il viaggio e se ci andata ricordate che Carlo il sabato è chiuso perchè...va a pescarsi il pesce per sé, il briccone!



TACCUINO DI VIAGGIO: NINTENDO SHOW TOUR

 (08.08.2008)

A Mirabilandia il 24,25,26 e 27 luglio si è tenuto lo show della Nintendo, per la presentazione dei nuovi games di Crash e Spyro che verranno commercializzati ad ottobre; tra le varie attività si è tenuto anche un concorso di disegni che verranno esposti in tour per tutta Italia. Ovviamente ho partecipato per due giorni consecutivi spiazzando tutti e portandomi via i premi ma la cosa che mi ha dato più soddisfazione perché
del tutto inaspettata è che secondo classificato si è piazzato il piccolo briccone! 



TACCUINO DI VIAGGIO: EREMO DI SAN GALGANO

 (08.08.2008)

Proseguiamo con gli appunti dalle troppo brevi vacanze in giro per la Patria con il piccolo briccone. Sono sicuro che moltissimi di voi già la conoscono ma per chi ancora non lo sa è bene ricordare che a San Galgano, in Toscana, esiste un grandioso monastero celebre perché privo dell'intero tetto che crollò moltissimo tempo fa, e che è stato usato come location per tanti film sopra tutto gialli ed esoterici; è sormontato da una collina sulla quale è eretto un minuscolo eremo che contiene la vera spada nella roccia, piantata lì da San Galgano nel 1108, quando decise di smettere di fare il guerriero per dedicarsi alla religione. Nel corso degli anni molte persone hanno cercato di estirparla, rovinandola in più punti e quindi, dall'originale basamento del tutto scoperto ed accessibile (che ebbi modo di visitare circa venti anni fa) ora ci si trova davanti ad un luogo molto più protetto. Peccato, ma fino a che la madre degli imbecilli si darà da fare non ci si potrà godere alcunchè liberamente. Comunque eccola qui, per chi non l'ha mai vista e sarà il caso che ci faccia una visita, ne vale sempre la pena.


lunedì 3 marzo 2014

VIA DA TUTTO



Se solo potessimo andarcene da tutto...
Ma se volterò gli occhi per un momento
forse partiresti da sola.