giovedì 18 dicembre 2025

UN BACIO

 (Prima pubblicazione 28.10.2010)


Lei si sveglia piano, scuote i capelli chiari, si stropiccia quegli occhi grandi e azzurri, pensa alla sua vita. Non sa che sto per telefonarle. Telefonare a quello che è stato il primo grande amore della mia giovinezza, quando la timidezza me la faceva trattare da amica, da sorella del mio compagno di scuola quale era, senza mai il coraggio di rivelarmi. Lei si alza, si lava, si trucca, squilla il telefono. Quel telefono che, per trovarlo, dopo così tanti anni, ho dovuto fare i salti mortali e ora eccola lì, risponde stupita, ma sei tu? davvero? e tutte quelle cose semplici ma attese da tempo escono di bocca con la semplicità nata da anni passati a fare esperienze con altri ed altre. Un appuntamento, il cuore batte così stupidamente forte, la illusione di una speranza, un ritrovarsi così a lungo atteso.  E qualche ora dopo eccola lì, bella, tanto bella, ma di più, tanto desiderata. Si avvicina, sorride, il nostro abbraccio è lungo, profondo, il contatto dei corpi totale, inaspettatamente simile a quanto sognato per anni. Tutto così assurdamente semplice. Ci fissiamo negli occhi , non ci stacchiamo. Le parlo, racconto tutto, gli anni trascorsi, quanto l'ho cercata e quanto la desideravo. La timidezza è un vecchio ricordo che non esiste più. Mi guarda ancora, sorride, così dolce, così carica di promesse. E dice, oh sì, lo dice davvero: Che peccato, Marco. Mi sposo tra un mese.  E mi bacia, ma non è un bacio, di quelli ne ho vissuti anche troppi, è scambiarsi il soffio stesso della vita, con il cervello in fiamme, le lacrime agli occhi, stretti allacciati timorosi di distaccarsi. Un bacio come non ne ho avuti mai, l'essenza stessa di tutto quello che amore può significare. E ci lasciamo, sorridenti, ma ognuno con la cenere nel cuore. Quanti anni sono passati ormai? Non lo so più, davvero. Ma il tuo volto lo ricordo ancora e quel bacio, l'unico che ci siamo mai scambiati, è l'unico bacio che ricordo di tutta la mia vita.

Per Antonella

Commenti dei lettori dell'epoca : 

Antelao : Che emozione che mi hai dato. Lo sai che ho gli occhi lucidi? Bellissimo come lo hai descritto. Pareva di stare li, a guardarvi. Il primo grande amore, la timidezza. E poi e' tardi. Ne so qualche cosa anche io e ti capisco molto, molto bene....

gattamannara : E quando ricevi un bacio del genere,nulla sarà più come prima, conserverai nel cuore e nell'anima il ricordo di quel momento durante il quale anche l'universo si è fermato per qualche istante… ed hai toccato il cielo con un dito per tornare a terra, sapendo che non avrai mai più modo di provare un'emozione del genere…purtroppo...Un caro saluto Babs

tenalady : Ti giuro....e non sei obbligato a credermi... ma ogni volta che ti leggo rimango senza parole...è come se ti avessi vicino...come se raccontassi dal vivo cio' leggo..

Dirti che sei una persona eccezionale sembrerebbe un grandissimo "lecchinaggio" ma per me è la verita'.

L'amore non ha scadenze...tempo e confini...mai dire mai.

Buona serata e buon lavoro

serenella21 : leggendo traspare amore e rimpianti

tanto dolcezza nel ricordare con un velo di amara rassegnazione

in quel bacio rakkiuso un amore mai vissuto

un abbraccio dolce papa'marco


UN SORRISO

 (Prima pubblicazione 11.10.2010)


Quante volte passiamo un intera giornata senza vedere in giro l'ombra di un sorriso? Oh sì, in verità ce ne son tanti, guarda lì, su quella pubblicità, che denti splendenti, che labbra carnose...e quella ragazza laggiù, col suo fidanzato, non sta forse sorridendo? Che bel sorriso, lo vedi, il volto alzato a guardare lui, gli occhi raggianti, le labbra alzate in modo birichino, nasconde così tanto amore. Chi sa se lui lo merita, se lo saprà apprezzare. E quel signore, in giacca e cravatta, non sorride forse a quell'altro? Ma non arriva agli occhi quel sorriso, che truffa starà architettando? Sorriso a labbra strette, di convenienza, sorrisi di circostanza, vaghe risate inappropriate al momento sbagliato, E il sorriso carogna di chi ti sta marcando stretto per rubarti il portafoglio e se ne fregherà se dentro hai gli ultimi soldi della pensione e non potrai mangiare, povero vecchio, per giorni mentre lui andrà a giocarseli in dieci minuti alle slot machines. Quanti sorrisi vedo, e non sono per me. Ne vedo tanti in giro anche quando non ci sono perché non sono sorrisi veri. Non vengono dal cuore. Sono sorrisi spenti, sono sorrisi morti. Finti. Come la gente che vaga senza fermarsi mai. Un sorriso vorrei, che fosse calmo, quieto, che portasse in sé il seme della felicità, che fosse gravido di sentimenti, di silente allegria, di promesse di baci che mai verranno dai e per questo - proprio per questo - avranno il sogno di un sapore ineguagliabile. Un sorriso, che non sia solo quello di una foto, ma vero, chi sa se un giorno potrò trovarlo. Fa bene al cuore crederci.

Commenti dei lettori dell'epoca : 

serenella21 : papa' marco si ke mi hai fatto una bella sorpresa 

il sorriso vero è qndo nasce dal cuore ..sincero il sorriso dei bambini spontaneo

allegro contagioso

forse anke io un giorno tornero' a sorridere e grazie anke a te

ti voglio bene papa' marco

mi sono familiari quelle labbre ki sa' xkè eh?

Duchessazzurra : non per sviolinare: manco da secoli ma i tuoi blog (belle le favole dell'altro!)non si smentiscono mai..

è vero, un sorriso costa poco ma spesso ci dimentichiamo a quanto può servire..

che sia a casa per tirare su di morale un malato (e ne so qualcosina..), che in ufficio, quando vedi qualcuno in evidente difficoltà e senza fare il pietista dai una mano, che in giro per spese, tutti imbruttiti e incavolati neri, sempre di corsa..magari fai un frontale col carrello e (come già successo) ti metti a ridere con un emerito sconosciuto/a per fare il cid...

ciao...angy

cittadino.italia : ... verità vera hai riportato in questo tuo post. Ciao Marco, una buona giornata a te.

tenalady : Molto spesso ci concentriamo sulle nostre "disgrazie" al punto da non notare minimamente il sorriso della persona che ci sta vicino,che sia un genitore,amico.compagno.

Avevo dimenticato la bellezza di un sorriso..e me ne sono resa conto aprendo un album di foto,iniziare a pensare cio' che è stato ,iniziare a pensare a quelle sensazioni...persone che sembrano cosi lontane ,ma che tornano per qualche istante cosi vicine.In certi momenti sono cosi giu'  da cercare qualcosa che mi faccia tornare il sorriso ,ma spesso i ricordi ci inabissano ancor di piu',ma è giusto andare avanti e cercare i raggi di sole nelle persone e nelle situazioni che ci vengoni incontro..non ricordare una luce passata ...se poi non era cosi forte!

la vita va avanti...ognuno porta la sua croce..nessuno è poi cosi solo.ma perchè non provare a sorridere ugualmente?

tanto nessuno avra' mai le risposte che tanto desidera...

la Vita è bella Crena....ma molti non riecono a notare le sue sfumature...non esiste ne bianco ne nero...a volte mi chiedo se davvero molti stanno poi cosi male...e sai perchè?

SOLO CHI SOFFRE RIDE CON IL CUORE! ti abbraccio


LA BELLEZZA

 (Prima pubblicazione 08.10.2010)


Certe volte, quando sto giù e non proprio in sintonia col mondo, il mio cervello vaga qua e là. Stamattina, mentre tornavo a casa tentando di non schiantarmi con l'auto per il sonno che mi chiudeva gli occhi, riflettevo che non sempre la bellezza è soggettiva. Intendo, la bellezza è sì la meravigliosa prostituta quasi minorenne dalle gambe lunghe un metro, il corpo da favola fasciato da un tubino in lycra che arrivava agli slip e il viso d'angelo che mi occhieggiava nel bar della stazione stamattina mentre, circondata da un gruppo di tunisini che la tenevano d'occhio per non farla scappare, mi occhieggiava dolcissima. Sì. Era una visione bellissima. Ma soggettiva. Di certo c'è chi preferisce buzzicone alte un metro, pelose e con rotoli di ciccia. E le ritiene bellissime. Quella bellezza invece che non è soggettiva è quella che mi è apparsa poco dopo, per strada. Un alba micidiale, limpida come acqua di fonte, attraversata nel suo infinito orizzonte da stralci sfumati di nuvole irrorate dai primi bagliori del sole. Le colline perdevano il nero della notte e iniziavano a verdeggiare, l'aria aveva il sapore della verginità. Ecco, questa era la vera Bellezza, quella che nessuno può discutere, quella che ti prende il cuore e te lo frantuma, quella che ti fa capire che il motivo per essere al mondo è godere del mondo, non solo di una donna, per quanto meravigliosa possa essere. Le donne passano, le rughe arrivano, ma ci sarà sempre un alba a farti venire le lacrime agli occhi...

Commenti dei lettori dell'epoca : 

un:amorepersempre : siamo circondati da Bellezza e tante volte nemmeno ce ne accorgiamo proprio perchè questa Bellezza non è frutto del lavoro umano o non ha niente di umano.

un caro saluto  lucia

tina67 : ...quanto sei tenero stamattina! A me piacciono gli uomini che sanno ancora emozionarsi dalle meraviglie che la natura ci offre. Bellissima la foto che hai fatto.un abbraccio

Annette P.A.

venuste : mi dispiace per quella ragazza cosi bella...

e molto sfortunata...

che deve ''vendere la sua bellezza''

ne ho il pieno rispetto...

sicuramente lei desidera una vita migliore...

ed in quei occhi che occhieggiano dolcemente a tutti gli uomini.....

lei cerca... nel suo cuore un uomo che la amera' per sempre

e la rispettera'...

chissa come piange nei suoi silenzi...

gia è vero la bellezza......... è della natura...

un tramonto... oppure l'alba...

poi sulmare.... pensa questa estate alle 5 del mattino ero sveglia...

mi affaccio dal terrazzo dell'hotel a naxos... e mi godo l'alba... sulmare.... un incanto...

poi vado a svegliare mia figlia.......dicendole.. vieni a vedere qualcosa di meraviglioso...

lei si alza tutta assonnata...

e rimane incantata in silenzio... mi sorride... 

è meraviglioso... tutto cio..... poi con un figlio accanto che c'è di piu' meraviglioso...

mi fai venire in mente la canzone di Modugno ''meraviglioso''......

parla proprio di cio che hai scritto tu...

e meraviglioso.......sei tu Crena con i tuoi scritti...

Crena.. ti mando una foto.......di quella meravigliosa alba sul mare...

e la foto di mia figlia.....''assonnata''........per me... è lei la mia meravigliosa ........vita

serenella21 : mi sono commossa leggendo la tua descrizione di un alba di un nuovo giorno

questo è l'animo vero di un uomo ke oltre ad apprezzare la bellezza materiale sa ammirare la bellezza visiva di un aurora

buon fine settimana papa' marco

alienman : Il tuo post è molto di più di una cornice. E’ uno splendido dipinto impressionista !

Immagini che si intrecciano nel limite tra l’onirico e il reale salendo in un susseguirsi di “onde” dove si accavallano i pensieri (i tuoi) che vogliono uscire tutti insieme ma la strada è stretta e difficile risulta liberarsi dal “ normale “

Ciao Marco…..veramente splendido!!!

P.S. Scusa la poca presenza, ho pochissimo tempo per chatta


ADOTTA IL TUO BARBONE

 (Prima pubblicazione 01.10.2010)


Dato il lavoro che faccio, ammetto di averne le tasche piene di combattere ogni notte con qualsiasi risma di delinquente e feccia della Terra, compresi i barboni lezzosi e perennemente ubriachi, intenti a bestemmiare, sporcare e girare con coltelli o colli di bottiglia, rubando qualsiasi cosa gli capiti a tiro. E' un ondata che ti cancella dal cuore ogni briciola di pietas umana e ti rende incattivito e acido. Ma, nel vergognoso verminaio in cui affondo i piedi ogni notte, a volte capitano quelle persone rese così da destini avversi e non da scelte personali e che cercano malgrado tutto di sopravvivere senza far danno e senza disturbare nessuno. A questa tipologia appartiene un piccolo vecchino malaticcio e malandato, che fino a una settimana fa gironzolava coperto da una camicia stracciata, un paio di braghe dell'epoca che fu e due scarpe scalcagnate. Vederlo ondeggiare per il freddo in cerca del caffè dell'alba per riscaldarsi mi era diventato insopportabile perciò ho cominciato a parlarci, cosa complessa visto che viene dal lago Titicaca e parla una sorta di spagnolo andino bizzarro, ma è una persona buona e gentile che vive quel po' di vita che gli resta in signorile solitudine. Perciò senza dir nulla in giro, un giorno praticamente l'ho rivestito di tutto punto, cosa che adesso gli permette di starsene seduto all'addiaccio sorridente e tranquillo, in attesa di farsi due chiacchiere con me appena mi riesce di rubare un minuto alle ronde. Il "caballero" insiste per portarmi sul lago Titicaca e donarmi le sue terre...ma "caballero", fratello mio, io non desidero niente e non merito niente. So benissimo che quel che ora sei tu, un giorno potrei essere io. E allora, se mi vuoi ringraziare, dì una preghiera per questa animaccia sporca che mi porto dietro, e nulla più.

Commenti dei lettori dell'epoca : 

suina : chissa' quali peripezie a dovuto affrontare quella persona dal suo paese a venire qui in italia per fare quella vita,il tuo gesto solidale gli ha dato un po' di calore che ci ricorda che nella vita basta davvero poco per essere felici,bisogna d'altronde ricordarci che quella condizione non si augura a nessuno ma di questi tempi soprattutto e piu' facile finire per strada che trovare un lavoro,purtroppo.Se sei credente, il signore diceva che se aiuti persone come loro e come se lo avessi fatto al Signore stesso ed un giorno(il piu' tardi possibile) sara' propio quella persona ad accoglierti nel regno dei cieli.ciao e buona giornata!

Antelao : al tuo caballero se e' peruviano o boliviano. Magari conosce la lingua Quechua. Pare che il lago Titicaca prenda il nome dalla sua isola. Ha una altitudine di ben 3.812 metri ed inoltre e' 22 volte piu' grande del lago di Garda trattandosi del lago navigabile piu' alto del mondo, nonche' del lago piu' grande del sud America. E' meraviglioso e ha le acque estremamente limpide. Io ci farei un pensierino, se il nonnetto ti volesse cedere qualche terreno. Potremmo costruirci una baracca e andare a pescare assieme: anzi, mentre tu peschi io potrei scalare qualche picco andino nei dintorni. Inoltre le piccole andine sono proprio carine e sorridenti. Insomma, che cacchio ci fa qui il simpatico indio? Hai fatto bene a dargli qualche vestito, perche' e' evidente che e' una persona a posto che la vita deve aver maltrattato assai. Sarei decisamente interessato a conoscere la sua storia. Se puoi approfondire io sono tutt'orecchi.

cittadino.italia : ... è stato un gesto di grande umanità che quell'uomo ricorderà fino alla fine dei suoi giorni. E' proprio vero, fai del bene e scordatene, fai del male e pensaci. E poi lo hai chiamato in italiano, barbone, non come fanno in tanti che li chiamano clochards, quasi volessero elevarli dal loro penoso stato sociale e darsi un contegno di persone nobili d'animo. Un caro saluto.

naig67 : Grazie per il tuo gesto generoso, mi hai strappato una lacrima. Se ci fosse più tolleranza e amore per il prossimo, questo mondo sarebbe veramente civile.

Buona vita, Viviana

LoCAr : viviamo in un mondo di merda...il tuo post mi fa venire in mente il buon vecchio Alex Murphy,divenuto poi ROBOCOP,il super poliziotto...ti stai trasformando in un poliziotto duro,ma buono come il super cyborg!smile quante esperienze si vedono,ma sai siamo nel "bel paese" padre di ben pensanti e moralisti...e io DICO CHE SONO LORO LA VERA MERDA! gente inutile! tutto va male,ma per loro siamo una potenza...si una potenza del nuovo 4 mondo...un caloroso saluto mannaro!

serenella21 : li kiamiamo barboni ma sono stati padri ..fratelli e ora x fallimenti o disastri sono senza + una casa ne famiglia senza + nessuno ke gli regala un sorriso
sono uomini e nn rifiuti umani come tante pensano e li evitano o gli fanno solo la carita'
bisognerebbe pensare ke le strade della vita sono infinite e kissa' se un giorno potremmo fare la stessa fine..alle volte x qste persone anke una parola un gesto gentile li rende felici....specialmente ki ha visto il marciume di questa societa' e tu lo vedi ogni notte sei un uomo con un cuore grande e generoso x qsto tvb papa' marco

PROBABILI CAMBI DI ROTTA

 (Prima pubblicazione 17.09.2010)


E' già da qualche giorno che ci sto pensando, ed in effetti mi sto facendo parecchi giri nel web per saggiare questa idea. Mi ha frenato, sinora, solo il vedere quanti dei vecchi amici che lasciarono Chatta per fare blog su altre piattaforme hanno poi trascurato o rallentato la produzione dei loro post. Ho parecchi loro nominativi nei miei preferiti ed ogni tanto vado a dare un occhiata e li trovo lì fermi, sconsolatamente senza novità. Non fa testo il vecchio Sitry che con Movimento Paraculo ha messo su addirittura un sito web, non un semplice blog, ma tanto di cappello a lui per tutto quello che aveva in mente e sta riuscendo a fare, anche se eravamo di idee (politiche) diametralmente opposte. Ma forse la maggior parte di loro si tratteneva qui per via delle amicizie intraprese e, anche scrivendo pochi post, si divertivano a mantenere contatti che poi, andando in altre piattaforme, sono finiti per cadere. Il mio caso invece è lievemente diverso. Io sono uno che ama scrivere, a lungo, tanto, di tutto come si è ben capito e mi accorgo, man mano che vado avanti, che il bacino di utenza, qui, è ristretto . Peggio ancora, da tempo a questa parte mi son reso conto che la valutazione del blog - anche se è sempre stato definito dalla maggior parte dei bloggers e dei responsabili come una delle colonne di Chatta ed esempio di come andrebbe fatto un blog - è stata resa nulla. Come? semplicemente con la scomparsa del blog da ogni tipo di classifica, anche se ha reso quasi undicimila visite in due anni, se conta ben più di mille post di vari argomenti e via discorrendo. Un blog così dovrebbe tirare, e parecchio, e tirando diventare anche un appetibile spazio per la presentazione di spot e ads pubblicitari il che significa resa economica per i titolari della piattaforma. L'esclusione dall'apparire in ogni classifica porta ad un annullamento delle visite da parte dei nuovi lettori che aprono Chatta e passano nelle List e vanno a curiosare. Non parlo del cosiddetto zoccolo duro dei miei lettori, quelli fedeli nell'amicizia e nella giornaliera presenza per leggere i post che compaiono. Parlo del fatto che se viene a mancare nuova linfa il blog finisce per essere poco produttivo e quindi anche lo stimolo a farlo, per me solo emotivo, per i titolari di Chatta economico, non esiste più. Ora, che non cominciate le solite discussioni già viste e sentite su altri blog del tipo "che te ne frega della classifica", "ma che ti danno la medaglietta", son cose trite e ritrite e anche io ho risposto così ad altri. Ma a volte si trattava di altri con blog da cento visite, pochi post sempre sugli stessi argomenti eccetera eccetera, insomma facevano poco testo rispetto al mio. Ho chiesto in giro e mi è stato detto che si tratta del fatto che gli aggiornamenti delle List ora sono settimanali, ma questa storia va avanti da agosto quindi comincio a dubitarne. Altri mi han detto di lotte interne tra gruppi per fare sparire certi blog dalle classifiche a vantaggio di altri, e chi sa se non è così. Non lo so quindi non posso giurarci ma resta l'insoddisfazione di fondo personale per la mancata valorizzazione di un prodotto ben fatto, ben confezionato e che da sempre attira pubblico. Quindi, come ripeto, sto muovendomi nel web, sto valutando altre chances molto più in vista a livello mondiale e non è detto che presto non apra un blog altrove. Se poi questo possa continuare o se continuerà è da valutare. Mancheranno tutti gli amici che mi hanno seguito sin ora, lo so bene, ma è probabile che la visibilità diventerà estremamente più ampia. E la gratificazione anche. Nel caso dovessi convincermi ve ne metterò a parte, per adesso il progetto è del tutto in embrione, e sia chiaro che questo post non è un invito a lasciare Chatta per voi, né un rimprovero verso alcuno per tutto ciò che è stato fino ad oggi. Ognuno ha collaborato con la propria esistenza all'esistenza di questo blog e di questo ringrazio tutti, amici, nemici, semplici lettori, passanti casuali. Un abbraccio e ci sentiamo nel prossimo post.


Commenti scelti dei lettori dell'epoca :

Sebas71 :Cavolo.. non immaginavo ci fosse tutto questo movimento intorno ad un blog, io credevo fosse legato solo al piacere di scrivere qualcosa per far conoscere se stessi e le proprie idee... mmmhh cosi l'ho interpretato... per me chatta è prima di tutto un modo per conoscere gente nuova e magari incontrarla se è possibile...Leggendo questo post mi apri un mondo nuovo!...fatto di impegno,novità e ricerca di cose interessanti da scrivere... un mondo che si avvicina a quello degli scrittori e dei giornalisti...un mondo fatto di passione e applicazione giornaliera, di curiosità e prospettive legate anche ad un discorso di visibilità piu ampia...che dirti Crena!!! questa è la tua passione!!! e anche se il mio parere conta poco devo ammettere che lo fai molto bene...alloraaaa!!!  in bocca alla tastieraaaa :)

Antelao : tua disamina non fa una piega, come sono corrette le tue considerazioni e conclusioni. L'importante sara', nel momento in cui deciderai, mettere a parte noi fedilissimi  lettori della tua decisione, in modo da poterti seguire e leggere su qualsiasi altra piattaforma. Lo slogan potrebbe essere "dacci oggi il nostro Crena quotidiano", nel senso che sei come il caffe': non si inizia la giornata senza dare una occhiata a quel che ti inventa il Crena...

Bon, vecchio templare, a presto!

serenella21 : giusto il tuo blog merita di stare nei top

anke x soddisfazione personale..ci sono blog ke nn valgono in confronto al tuo è si trovano ai primi posti tutto xkè fanno favoritismi..fanno sparire dei blog di valore x far salire altri xkè raccomandati..qsto mi viene da pensare ..

nn è giusto tutto qsto hai ragione ke sei deluso e ti senti quasi umiliato x tutto cio'..è veramente penoso tutto qsto..è quasi un abuso..nn ci devono essere preferenze solo xkè alcuni bloggers la classifica nn dovrebbe essere manovrata

nn andare via ..scrivi su aiuto e informazione ed esponi il tuo problema ..anke se nn serva a niente ,,dicono ke il server viene aggiornato settimanalmente ed nn è vero

un bacione papa marco

LoCAr : mannaro,io credo che l'amicizia e' la cosa fondamentale! un ottimo blog si e' vero da soddisfazione,rimane un prodotto costruito nel tempo...tuttavia,spesso le cose cambiano e come diceva una famosa frase del Gattopardo:se vuoi che nulla cambi tutto deve cambiare! ricorda che anche una sola frase vale oro se detta con convinzione e senno! al posto di mille salamelecchi e ipocrisia! ma nella vita come nel virtuale,ci si evolve,si vedono altri posti...insomma si cresce di esperienza! un viaggio! caro mannaro,alla fine sei uno scrittore accanito e la sporadicita' di tutto ti crea fastidi, perche' vivi le emozioni in pieno e non a meta'! sempre onorato di esserti amico e di condividere la passione per il fantasy! un saluto e ricorda TU sei il MANNARO!!!

dolcestellaxte : Solo leggendo il tuo post sono venuta a conoscenza di cose che non sapevo e di cui però mi son chiesta il senso ...... ho anche constatato che non ci sei tra i cosiddetti primi ... ma non  seguendo le classifiche e non sapendo in base a cosa i blog occupino un posto piuttosto che un altro non saprei.... Eppure i tuoi post sono di sostanza ......mah...Ti dico solo che quando un'idea inizia a balenare nella testa, prima o poi prenderà forma e diventerà reale ...quindi segui cio' che ti piace ...SEMPRE!

Una felice domenica Crena! dolcestellaxte

drittoinvena : giorno Crena ma che sono tutti questi dubbi? per noi che ti seguiamo tu sei sempre er mejo! scrivere ti da vita e chi ti legge lo sa sei un giornale sempre in stampa e sempre con nuovi argomenti,non pensare di lasciarci che un altro Crena dove lo troviamo? Ti auguro una felice giornata e se puoi nel prossimo post parla di una cura per la depressione da-alcool!

cittadino.italia : ... Marco, io fossi in te partirei da un presupposto. Un poeta, uno scrittore, un saggista, quando decidono di scrivere qualcosa pensi che lo fanno per essere apprezzati o perchè sentono in loro qualcosa che li spinge a scrivere i proprii pensieri? è vero che poi saranno pubblicati e saranno anche fonte di guadagno, ma questo penso sia l'ultimo pensiero di chi scrive. Se pensi che ci sono stati scrittori che hanno pagato con la loro vita un'idea poi condivisa universalmente, porta a credere che scrivere non significa necessariamente essere gratificati dal commento di turno. Tu hai scritto molto e di tutto, hai toccato argomenti importanti o allegri, hai parlato di cinema e di fumetti, sei stato poliedrico perchè tutto ti interessa. Per te è importante comunicare e anche se cambi chatta con un altro mezzo di comunicazione tu sarai sempre lo stesso, colui che scrive e null'altro. Forse troverai chi ti apprezzerà in modo diverso ma la sostanza non cambierà, le idee ed i pensieri sono i tuoi, non sono di altri. Forse sono un po' crudo ma non sopporto l'ipocrisia, a volte penso sia meglio un discorso diretto piuttosto che un girarci attorno con metafore e mezze verità. Ti faccio i miei migliori auguri, qualunque sia la tua scelta. Un saluto carissimo

Giorgia.969 : ... è vero quello che scrivi.Gli amici vecchi,si sono persi nel loro cammino.Io sono tornata,perchè solo qui riuscivo a sfogarmi(nel mio piccolo ,s'intende).Basta che non ti perdi pure tu!!...Ma sei talmente bravo,che sarebbe un peccato non provare... Il mondo è di chi osa.bacini.

lagunablu2010 : Tutte le mie scelte di vita, cosi' come credo le tue, sono sempre state dettate dal cuore.

Niente e nessuno potranno farti cambiare idea, se hai gia' scelto con il cuore,

ed in cuor tuo, io credo che tu abbia gia' scelto!

Quindi.....segui il tuo cuore ed ascolta cio' che ti dice!

Lui ti fara' certamente fare la scelta giusta!

Un caro e sincero abbraccio!

PAROLE PAROLE PAROLE

 (Prima pubblicazione 15.09.2010)



Di solito me ne sto buono buono a subire le intemperanze linguistiche dei telegiornali, le inglesizzazioni caracollanti nella nostra lingua, i discorsi politicamente corretti e tutta quella robaccia lì che farebbe venire le ulcere duodenali a qualsiasi studioso vegetariano. Intendo, traducendo per chi non coglie la battuta, per qualsiasi Accademico della Crusca. Poi ogni tanto, ad ogni luna piena magari, o quando non dormo a sufficienza, sbotto anche io e mi tornano su i rigurgiti di quel che sento. Ci sono parole che non reggo più e guarda caso son parole alla ribalta o per moda o perché danno la dimostrazione di come truppe di milioni di articolisti subiscano la fascinazione del "primo che l'ha detta" e subito le adottino per metterle ovunque. Un esempio è questo. Abbiamo sempre detto "inondazione" ogni volta che un fiume scavalcava gli argini e liquefaceva qualche città, poi d'improvviso arrivò "esondazione". Non vi dà la sensazione di qualcosa che esce? Sì? Giusto ma un territorio inondato sempre inondato resta. Non dicevamo "il Po è traboccato"? Perché ora "tracimato"? Uscito dalle sue cime? Mica sta a Lavaredo! Un fiume non ha cime, ha rive. Forse è "arrivato"? Ha le sponde, sarà "spondato"? Ha delle sponde alte e frastagliate come rupi, sarà "arrupato"? Io non sarò un fiume ma di regola prima mi "arrupo" e dopo "esondo" . E normalmente non "arrivo", tutt'al più "vengo". Vedete come, giocando con le parole ne viene fuori un bailamme pazzesco? E quelle parole, o verbi, che vengono forzatamente inseriti come fossero parole d'ordine? Da quanti anni è che non leggete un articolo in cui si parli di un porporato che "ha rilasciato una dichiarazione" oppure "ha detto"? Secoli, nevvero, visto che oramai ogni volta che si legge un trafiletto su qualche prete che dice qualcosa compare sempre " Ha tuonato!" . E figuriamoci, ve lo immaginate il cardinal Camillo Ruini - che ogni volta che lo vedevo mi ricordava quel capoccione dello scienziato pazzo di Happy Betty nel film d'animazione VIP MIO FRATELLO SUPERUOMO - che tuona? Ruini il tronitruante? Come Giove? ma nemmeno con un amplificatore degli Iron Maiden ci riuscirebbe! Ma per i giornalisti i preti tuonano sempre, manco campassero di ostie e fagiuoli...E quelle parole a cui tutti han sempre dato una pronuncia e improvvisamente qualcuno si sveglia e dopo sessant'anni si accorge che gli è arrivato Buddha in sogno, lo ha illuminato, gli dà i numeri del Lotto e la pronuncia esatta, manco dovessero dire Llevioosa e non Leviosà, che Harry Potter mi perdoni.  Un esempio? In quanti di voi, o milioni di lettori che frequentate questo blog, avete sempre detto Hìroshìma  e mai Hiròshima? Grazie dell'en plein, amici miei. Capisco che i nipponici mettano l'accento sulle O nelle loro pronunce ma dal '45 in poi nessuno se ne era mai accorto? E ammesso che, cambiava qualcosa? Forse diventava meno radioattiva? Ma a quelli che gli frega, tanto hanno Godzilla... Banzai! e mi piace chiudere questa minuscola sfogata con una citazione da ROMA di Fellini: "Lo sai come se dice a Roma? Come magni, parli. Ma quanto magni male, fijo mio!"...

Commenti dei lettori dell'epoca :

Antelao : poi quel romano, per non fare brutta figura disse "Alessandro mangio" e non magno, perche' era dialettale. E perche' dicono ormai sempre "deflagrazione" anziche' esplosione???? Io che ho studiato arte militare so che un esplosivo esplode, mica deflagra! La deflagrazione e' una reazione meno violenta, non di esplosivo ma di chesso', barattoli di vernice...

Happy Betty, la forte, la divina! Happy Betty....Tutti col missilotto conficcato in testa, tutti che parlano in modo malomogeneo e similschifido...

Caro Crena, una disperazione. Davvero!

alienman : Ciao grandissimo Crena, scusa il ritardo con il quale arrivo ma non è colpa mia . Sono stanchissimo, ma non posso esimermi dal lasciarti un commento accondiscendente al tuo post. Ormai avrai intuito che sono alquanto distante da tante frivolezze e cazzate di questa società. Potrà sembrare scontato dire che mi trovo in perfetta sintonia con il tuo pensiero perché al momento ,vista la mancanza di forze non trovo altre terminologie per significarti tutto il mio apprezzamento.
Ripeto, sei davvero in eruzione continua e non so da dove prendi tutta questa energia per veicolare le tue idee e le tue opinioni attraverso post di grande levatura.
Con immenso stima ed affetto.


DONNE 2

 (Prima pubblicazione 13.09.2010)


In questi giorni ci stavo ripensando, a quel mio post di qualche tempo fa, nato da due chiacchiere con S.Luna e ammetto che aveva ragione nel nominare diversi volti famosi che non avevo citato. Ora, il mio post nasceva dall'esigenza di rendere omaggio alle mitiche bellezze cinematografiche dei primissimi del novecento ma certamente vanno ricordate certe donne dello schermo che hanno accompagnato i nostri sogni giovanili. Parlo sempre dell'era preisterica, quando non c'era bisogno di mostrare metri quadri di carne - per quanto soda ed apprezzabile - per diventare celebri. Il viso. Ecco cos'era che ci catturava. Quei volti meravigliosi, particolari, che con uno sguardo ti rubavano l'anima e ti rendevano le notti insonni. Ve la ricordate la favolosa Giulietta Masiero? Con quell'aria da grandissima signora, da intoccabile nume del palcoscenico? E naturalmente anche Anitona, certo, visto che sono un fanatico di Fellini, come scordarla, nella sua impagabile giovinezza in OTTO E MEZZO e quel bagno nella fontana, una dea lacustre, un apparizione notturna. O quando gigioneggiava ne LE TENTAZIONI DEL DOTTOR ANTONIO spaventandolo da un manifesto gigantesco, ciclopica, summa totale di ogni mistero femminino. E ancora splendidamente carnale nella sua vecchiaia insieme a Marcellino in INTERVISTA nel commovente brano in cui insieme rivedono i film ormai muti e scomparsi...Ma tra le tante chi mi rimase impressa fu la meravigliosa, bellissima Josiane Tanzilli. Ehhh, mi ci gioco la barba che non ve la ricordate, certo. Il suo vero nome è Gloria Maria Sansa, nata a Ravenna il 28 novembre del '50 e faceva la cantante e l'attrice ai primi degli anni sessanta quando venne notata e subito scelta dal grande Federico per il ruolo di "Volpina" in AMARCORD. Ahh, ecco, lo sapevo che adesso ve la ricordavate! Che icona, con pochi gesti, con un semplice atteggiamento (e soprattutto vestita) riuscì a dare l'idea della più morbosa sessualità, come se avesse un fuoco vivo dentro inestinguibile. Con quel trucco d'epoca, i capelli al vento, liberi, come una Medusa Gorgone, quelle sopracciglia furbesche, quello sguardo micidiale! Rotolò su sé stessa in un bailamme di altri piccoli film, oltre a LA CITTA' DELLE DONNE di Fellini, come LA BELLA ANTONIA, L'UOMO LA DONNA E LA BESTIA, LICENZE E AMORI DEL DECAMERONE SEGRETO e alcuni altri; fece anche qualche lavoretto per la televisione ma difficilmente la gente la ricorda più. Un vero peccato abbandonare simili volti all'oblìo, quelle donne stupende che anche negli anni della piena maturità, per non dire dell'anzianità, non cedevano il passo alla tentazione del bisturi per restare sull'onda come accade oggi in questa società fatua ed edonistica. Togliamoci il cappello alle grandissime, alle dimenticate, a tutte le donne che non si sono arrese e vivono nei nostri ricordi.

Commenti dei lettori dell'epoca :

cittadino.italia : .. ma che te stai a fà vecchio? condivido appieno, non vi è dubbio alcuno su quello che hai scritto, anche senza precisazioni di nomi altisonanti o meno. Era una dimensione più umana, le sensazioni che si avevano erano senz'altro paragonabili a quelle di oggi ma con un fare garbato, senza strafare. La pudicizia è un fenomeno antico, ora è roba da dizionario, nessuno e nessuna la conosce. Saremo anche obsoleti, vecchi o matusa come si soleva dire anni fa, ma ripercorre quei tempi farebbe bene a coloro che vivono questo periodo povero, povero di povertà, anche quella di desiderare una coca cola. Cosa c'è di più bello di desiderare? ma se si ha tutto e subito non è più desiderio, è un acquisto. A me faceva rabbia quel tal 007 che se sbaciucchiava Ursula Andres. Urca che rabbia, ahahahahaha. Ciao Marco.

gattamannara : Attrici non si diventa..si nasce! Come giustamente hai scritto tu, le attrici degli anni che furono, oltre che di una bellezza non ritoccata dal bisturi erano dotate di un grande talento, bastava anche solo un'espressione   oppure uno sguardo intenso per suscitare negli spettatori emozioni profonde …Il tutto condito con l'eleganza  degli abiti che rivestivano i loro corpi, nulla a che vedere con quella esposizione di seni a mongolfiera e labbra  a canotto alla quale ci hanno abituato al giorno d'oggi..

io ho visto di recente una foto di Virna Lisi..la sua bellezza è inalterata, trasformata dagli anni ma il suo volto conserva  splendore …porta con orgoglio i segni dell'età…

un saluto

Babs

UNA GIORNATA BIZZARRA

 (Prima pubblicazione 08.09.2010)


Non sapevamo bene cosa fare stamattina, una signora vista un paio di giorni fa ci aveva parlato delle grotte di Pastena, sai com'è, ma sì, prendi di là, arrivi a Latina, segui le indicazioni e in un oretta ci arrivi. Va be'! Insomma stamattina carico macchina e figlio e mi avvio, sì che era già un po' tardi, ma comunque guardo la cartina - da Google sembrava una fesseria - che tengo in auto e mi accorgo che avrei dovuto fare un viaggio assurdo per arrivarci allora mi son saltate subito le scatole e ho detto, guarda qui, vicino a Latina c'è l'oasi di Ninfa, mi pare che sia un parco botanico, andiamo a vedere quella. E siccome abbiamo lo spirito del lupo, che se ne va girando per il gusto di girare senza una meta precisa, segnando il territorio e mangiando dove e come gli capita, ci siamo avviati. Viaggio lunghissimo per vie traverse e litoranee, alla fine ci si allunga verso Ninfa, nessuna indicazione! Per grazia ricevuta arriviamo fin là e troviamo un cancello chiuso, un cartello di lavori del Comune e un negro che aspirava l'interno della sua macchina, evidentemente il guardiano del posto (si sa, gli italiani non vogliono nemmeno stare seduti dentro un casale a fare la guardia ad un giardino, ahah!) che gentilmente ci dice che è aperto solo il primo sabato del mese e a ottobre chiude! Grande sòla! Ripartiamo, alle 14 circa con una fame ciclopica, in cerca di un posto dove mangiare e ci inerpichiamo sulla montagna che porta a Norma. Tornanti fantozziani e strapiombi omerici gratificavano i nostri occhi in cerca di beltà paesaggistiche, nubi temporalesche si affastellavano sulle nostre nuche...giungiamo all'antica Norba (a sinistra) a destra c'è Norma, eh eh, che simpatici! Seguiamo i cartelli per l'antica fabbrica e museo del cioccolato, e la trattoria vicina, giungiamo con uno sterrato ad una fattoria disabitata dove solo teste di cavallo (il Padrino...) si affacciavano dalle finestre e fuggiamo verso il museo, che ovviamente è in ristrutturazione e non potevano venderci neanche un cioccolatino. Fame! roba da mangiarsi le unghie per antipasto e il fegato condito dalla rabbia. Comunque riusciamo a tornare al centro del paese nuovo e troviamo un ristorante panoramico con una superba terrazza per pranzare al coperto e una sottostante per ballare dove finalmente ci siamo fatti: la Ramiccia al ragù (una pasta fatta a mano, tipo fettuccine sottili sottili), i Fagottini al formaggio e pere con burro e salvia, una scaloppina al limone per Tato e una clamorosa fetta di pecorino primo sale coperta di lardo di Colonnata e cotta alla piastra per me, panna cotta ai mirtilli per Tato e pan di Spagna con crema chantilly e pesche fresche, panna e succo di ribes per me. Acqua, pane e coperto, tutto ci è costato sui 45 euro, cifra assolutamente meritata e decorosa, in totale. Il ristorante ci è piaciuto molto e vi lascio qui il link perché ha un bel sito dove vi invito a guardare le foto, i menù e tutto il resto www.lapiccolafontana.it  . Ripartiti, giungiamo fino a Latina dove TUTTI ci hanno dato info sbagliate e abbiamo finito per girare come matti nella ricerca della litoranea; trovata, arriviamo a Nettuno e lì parte un nubifragio che l'acqua in strada era più di quella del mare...eheheh! Ma insomma alla fine rieccoci qua, stanchi ma divertiti. Una giornata che non si sapeva cosa sarebbe venuto fuori e invece è stato un bel viaggio padre-figlio, così come doveva essere in fondo. E un modo per donare a voi il consiglio di andare a riposarvi a Norma un paio di giorni, il panorama e il cibo sono spettacolari!

Commenti dei lettori dell'epoca : 

dolcestellaxte : Sono le scoperte più interessanti quelle che nascono impreviste... il tuo Tato ricordera' certamente l'avventura ed un papa' che davanti alle controversie non si perde d'animo ... sara' nel tempo un ottimo insegnamento aver vissuto quella giornata bagnata dalla pioggia...Eh sì a Nettuno e lì nei dintorni ha piovuto come che ieri!

Buona serata Crena,


RISPETTO

 (Prima pubblicazione 25.08.2010)


N.B. questo post, come tutti gli altri che lo precedono e lo seguono, è stato scritto nel mio vecchio blog sulla piattaforma "Chatta" , che chiude e cancella tutti i blog a dicembre 2025, ragion per cui sto salvando qui il mio materiale, ed è questo un post relativo all'ambiente spesso tossico e farcito di fake che vi regnava, con grave disappunto dei blogger che onestamente si presentavano e scrivevano le loro cose.


Mi è capitato varie volte, da quando sto in Chatta, di assistere a repentini mutamenti, a ribaltoni, a cancellazioni e altre amenità del genere. E di solito, come naturale corollario a certe cose, vi è dietro tutto un substrato di lotte fratricide, di dispetti, canagliate, mormorii o semplicemente qualcuno non regge allo stress di mostrarsi per quel che non è e svanisce tra le brume del Porto delle Nebbie. Francamente, tutte queste cose poco le capisco ed ancora meno le apprezzo. Sono troppo semplice o forse molto stupido ma sin dall'inizio io qui ci ho messo tutto me stesso, la mia vita, i miei pensieri. Sopra tutto la mia faccia. Sarà perché oramai, dopo tutti gli anni che mi porto sulla schiena e dopo tutto quel che ho vissuto, mi importa poco di nascondermi, non ha un senso, sono quel che sono, prendere o lasciare e non è nemmeno detto che voglia essere preso. Voglio solo essere. E nella mia vita tutto quel che ho detto, l'ho sempre fatto, dalla più piccola sciocchezza alla più grave promessa, dal decidere un regalo al formare una vita con qualcuna. Ho fatto le mie scelte, molte sbagliate, alcune rimpiante, ma ho proseguito sui miei passi, mordendo sale, strusciando i piedi, chinando la testa. Ma sempre avanti. E ancora sto qui. Ho visto ed ho subito tanto, beffe, furti, truffe, idiozie, gelosie, cattiverie ma ho mandato giù tutto come una macina. Perdonando quando serviva, vendicandomi quando occorreva. Ho donato tutto e vivo senza niente, se non la soddisfazione di quel che di buono ho fatto, fosse pure l'aver scritto qualche cosa scherzosa che ha dato di che ridere agli altri ed un poco di sollievo. Ma ho l'orgoglio di essere me stesso, un orgoglio che non è superbia ma solo la constatazione di una realtà. Non è stata una vita facile, è stata bella, sì, a volte molto bella, ma anche atroce e spesso. Eppure reggo, e vivo, e non ho mai fatto mancare ai miei tutto quel che volevano e che potevo. E alla fine, se mi guardo indietro, o nelle tasche, e faccio qualche bilancio non posso che ricordare la parole di Tony Montana:" Ho solo due cose nella vita, le palle e la mia parola. E non le rompo per nessuno." Una grande verità, e ci vogliono le prime per mantenere la seconda. Ogni maledetto debito che ho contratto l'ho pagato o lo sto pagando, sia materiale che morale. Perché a me nessuno, e dico nessuno, mi può dire niente. Il rispetto che mi viene dato me lo sono guadagnato fino all'ultima briciola.

Commenti dei lettori dell'epoca : 

gattamannara : Che tu fossi un uomo degno di essere chiamato tale, non c'erano dubbi, lo si evince da quanto scrivi, dai tuoi post rivolti alla pace ed all'armonia in chat, e all'essere sempre persone rispettose e degne di essere rispettate…ed io ti sarò sempre riconoscente per la benevolenza che mi hai dimostrato!un caro saluto! Babs

Antelao : E' per questo che ti voglio bene! Sei vero. Nel senso "pieno" del termine.

serenella21 : marco sei una persona vera affidabile sincera ..se dai amicizia dai rispetto
e fa male qndo persone ke consideri amici..poi si rivelano tutt'altro
fa tanto male la delusione e essere presi ingiro
tu sei un uomo onesto con un lavoro ke ne vedi di tutti i colori e conosci ogni specie di animali o uomini...e ankora ti meravigli ke anke qui ci sono ki nn conosce la parola rispetto e gioca con i sentimenti degli altri??
ormai nn mi stupisce + niente
nn andare via papa' crenabog
ti voglio bene

PINOCCHIO RIVEDUTO ED AGGIORNATO

 (Prima pubblicazione 25.08.2010)


C'era una volta un falegname molto ricco, perché aveva il più grosso allevamento di tarli della zona e l'accortezza di metterne una coppia in ogni mobile che faceva, così ogni tre mesi lo chiamavano per rifarli. Un giorno la strega del paese gli tirò una maledizione terrificante per vendetta e un suo ciocco di legno cominciò a parlare, bestemmiando in aramaico. Subito Mastro Ciliegia - si chiamava così - pensò generosamente di regalarlo al suo vicino, il poverissimo Mastro Geppetto, che non era mai stato capace di allevare tarli. Questi lo ringraziò educatamente poi, appena sentì il ciocco parlare, terrorizzato, cominciò a prenderlo ad accettate e finì per dargli le sembianze di un burattino. Spaventato dalle occhiate malevole che gli dava cercò di bruciarlo ma aveva finito i fiammiferi così lo posò in un angolo e si mise a dormire. Si svegliò all'alba per il freddo e si ritrovò nudo e con la porta aperta: il burattino gli aveva fregato anche i vestiti ed era scappato. Uscì di corsa per ritrovarlo tra le risate dei paesani e i bambini che gli tiravano carote e porri. Lo trovò fuori della bottega di Mastro Levi, al quale aveva venduto tutto, che contava allegro i baiocchi ricavati. Furibondo lo prese per il naso (in verità molto lungo) e lo vendette al Circo dei Freaks di Stromboli detto Mangiafuoco, un emigrante di incerte origini mediterranee. Con i soldi Mastro Geppetto prese un nuovo ciocco molto grazioso e ci si fece una Barbie a grandezza naturale. Il burattino durante una esibizione starnutì in faccia a Stromboli attaccandogli una rara malattia tropicale che rendeva commossi e generosi, oltre che lacrimosi, e questi subito lo liberò pregandolo di andarsene con Dio o con chi gli paresse. Scappato di là il burattino andò a giocare a dadi i baiocchi di Mastro Levi nella taverna della contea di Bubbole dove incontrò il Gatto e la Volpe, i più celebri tagliagole della regione. Alla fine di una partita estenuante durata due giorni e due notti, dove vinse ai due sfortunati anche le ghette che portavano sulle zampe, tentò la fuga ma venne raggiunto e appeso per il collo dai due lestofanti. Mentre se ne stava lì a fare da trespolo per i piccioni che lo imbrattavano gli apparve la Fatina Turchina che, impietosita, lo fece scendere e gli promise che se avesse fatto il bravo lo avrebbe trasformato in un bambino vero. Davanti ad una simile proposta il burattino cacciò una variopinta ed elaboratissima bestemmia in visigoto che la Fatina non riuscì a tradurre ma della quale comprese il senso a tal punto da far venire i suoi corvi in frac che lo cacciarono a pedate oltre la scogliera. Caduto che fu tra i marosi il burattino se la galleggiava da bravo pezzo di legno quando arrivò la Balena SPIVE che aprì la bocca e se lo ingoiò. Dentro la Balena SPIVE (Specie Protetta In Via d'Estinzione) il burattino, alla tenue luce che calava dal foro d'aereazione, vide un barcone illuminato da palloncini di carta rossi, si avvicinò e trovò una comunità di immigrati cinesi che tiravano su con le reti tutto il krill che mangiava la Balena SPIVE per impastarlo, farne dei ravioli al pesce e spedirlo ad un import-export di Shangai. Ovviamente, visto che i cinesi gli fregavano tutto il krill, la Balena SPIVE aveva sempre fame, e per questo aprì la bocca di nuovo e si ingoiò anche la barca di Mastro Geppetto che remava disperato alla ricerca del suo burattino, da quando si era ricordato dei baiocchi di Mastro Levi. Sulla barca c'era la tenera e innocente Barbie e il perfido Lucignolo, il somaro di Mastro Geppetto, che cercava di indurla a pratiche sessuali alquanto bizzarre con la scusa di volerla condurre al Paese dei Trastulli. Tutti insieme si abbracciarono commossi e decisero di andare a mangiare dai cinesi che appena videro il burattino e la Barbie offrirono a Mastro Geppetto due casse di involtini primavera in cambio, desiderosi di trasformarli in tremila bastoncini per mangiare. Mastro Geppetto ci pensò su poi, essendo molto innamorato della sua Barbie, prese la fuga remando a più non posso senza pagare il pranzo. I cinesi furibondi gli tirarono dietro la salsa di soja che fece starnutire la Balena SPIVE e così ne furono fuori. Chi nuotava, chi galleggiava, chi zampettava, giunsero a riva stremati. Lì comparve loro la Fatina Turchina che aveva da poco fatto un tiretto di coca e si sentiva molto allegra, perciò disse loro "Bibidi Bobidi Bù" e li trasformò dando loro un gioioso futuro. Lucignolo diventò Furia il Cavallo del West, andò ad abitare con Mal dei Primitives e fece fortuna nel cinema. Barbie divenne una ricca ereditiera americana, normalmente bionda e perennemente senza mutande ma con un chihuahua ingioiellato. Mastro Geppetto fondò l'IKEA e fece morire d'infarto Mastro Ciliegia quando vide la sua faccia sui cataloghi che arrivarono nelle buche delle lettere di tutto il paese. Il burattino diventò Arnold Schwarzenegger e con i soldi guadagnati nei concorsi di culturismo ci si pagò venticinque operazioni chirurgiche al naso riuscendo finalmente ad averlo alla francese. Cosa stia facendo la Fatina Turchina non si sa ma ogni tanto arrivano voci di probabili avvistamenti in Colombia. O almeno, così dice il Cartello di Medellìn...


"Larga la foglia, stretta la via, rollatevi la vostra che io mi fumo la mia".


DONNE

 (Prima pubblicazione 09.08.2010)


Si sa, è ben notorio, che i miei gusti in fatto di universo femminile sono alquanto desueti. Non son mai stato uomo dal palato facile e purtroppo la mia formazione estetica e letteraria mi preclude la gran massa delle bellezze femminili odierne. Quando sento parlare di nomi tipo Belen mi viene da ridere e non ne capisco l'entusiasmo generale. Posso - forse - subire una certa fascinazione nei confronti della Bellucci ma unicamente perché ai miei occhi preistorici si avvicina a quelle icone perdute nel tempo. Parlavamo con la cara LagunaBlu2010 di gusti in fatto di donne e vagheggiavo della suprema Bette Davis e di Marlene Dietrich, ma volendo restare con i piedi per terra e in terra italica soprattutto, come dimenticare - se non con forti sensi di colpa - le vere divine nate in Patria? E son tornato con la memoria a certe attrici dei primi del Novecento, che han posto basi imprescindibili nel cinema nostrano. E' naturale togliersi il cappello davanti ad una Lyda Borrelli ma ricordate la sublime Pina Menichelli? Fragile, bionda, minuta, grandissima nel porsi a disposizione dei suoi registi, diversamente dalle star come la Borrelli e la Bertini,  nata nel 1890 e morta nel 1984, già nel 1907 calcava i palcoscenici come comparsa ed esplose sugli schermi con monumenti come IL FUOCO e TIGRE REALE del 1916 di Pastrone, il celebrato regista di CABYRIA. Tutti film nei quali le orme di D'Annunzio e Verga la facevano da padrone e dove le eroine vivevano amori sensuali e tormentati. Guardatela, magnifica, con quelle occhiaie che ispirano amori torbidi, erotismi struggenti ed estenuanti, immaginatela aggrapparsi ad una cortina di damasco dove attira l'amante di turno per celarvi la loro passione. Fu sua la prima scena di nudo, a cavallo, in TIGRE REALE, a volte ricordato come TIGRE IMPERIALE, molto prima del più scandaloso seno nudo di Clara Calamai in LA CENA DELLE BEFFE con Amedeo Nazzari (e chi non beve con me, peste lo colga!). Che volto, che sex appeal, quale scatenarsi dell'immaginazione al solo vedere le sue narici frementi di belva in caccia della carne...Quell'espressione stanca, affranta, disfatta, degna del cinismo di un Petrolini e di un Gastone, quegli abiti drappeggiati addosso con una nonchalance micidiale... come si può, ditemi, appassionarsi ad una Belen, ad una Lina Sastri, cosa mai hanno da offrire le donne di oggi rispetto a questi quadri viventi? Un'ora di amplesso su un sofà di velluto, tra pelli di tigre in terra e zagaglie appese ai muri, con una Pina Menichelli valgono mille anni di sesso con una Canalis. Certo, donne così non esistono più, si sono estinte con Theda Bara e Mata Hari... ma chiunque abbia nel cuore un afflato d'estetica dannunziana mai potrà rinunciare a mantenere viva la fiamma del sogno, quel sogno in cui donne così ti guardano fisso negli occhi, ti strappano l'anima e ne fanno coriandoli da spargere al vento. Eterne.

Commenti dei lettori dell'epoca : 

S:Luna : Mi inchino riverente in segno di rispetto!

Approvo "in toto" l'opinione del post, ma colgo una terribile pecca:

E Greta Garbo? Ava Gardner? Anita Ekberg? E la più "recente" Bettie Page? smile

Diamine, nemmeno menzionate di sfuggita, cione di un Tempo che fu, in cui "seduzione" e "bellezza" non significavano "faccio vedere le cosce e un pezzo di tetta in TV, per il servizio completo aspettate il Calendario dell'anno prossimo".

Donne belle e con anche quel "qualcosa" per esserlo. Attrici, cantanti, un talento senz'altro coadiuvato dalla bellezza, ma anche da un'oggettiva capacita' nel fare qualcosa che non fosse il sopra citato "mostrar di poppe".

Quantomeno loro, seppur sparite dalla nostra quotidianita', rimarranno negli annali e ai posteri, mentre le tanto apprezzate bellezze moderne spariranno l'anno venturo, come i loro calendari bruciati allo scoccare della mezzanotte!

P.S. E per non peccare anche io di trascuratezza, aggiungerei al mio elenco di poco sopra anche Colette. Donna forse non di bellezza fisica sconvolgente, ma di grandiosa bellezza mentale

dolcegatta62 : bellissime donne...delle vere seduttrici con anima passione e corpo .....Mi piaceva molto anche una delle muse di Godard, l'attrice Jean Seberg. Aveva quel viso fragile, da "angelo tormentato" (ruolo cult: "Fino al ultimo respiro" con Belmondo). Purtroppo è morta giovane, prima della giusta consacrazione... Famosi erano i suo capelli corti, non a caso ancora adesso si dice il taglio "alla Seberg". ....e Lauren Bacall. Aveva uno sguardo incendiario....

SESSO E VACANZE

 (Prima pubblicazione 05.08.2010)


Ah, sia ben chiaro che non mi riferisco a me, è oramai universalmente noto che qui non si batte un chiodo , intendevo invece ragionare su quel che aspetta la maggior parte di voi, o fortunati gaudenti vacanzieri che a differenza di me andrete in vacanza, avete dei fisici spettacolari, siete giovani e belli, avete un botto di soldi nel budget, sapete ballare come Lady Gaga e rimorchierete come faine in un pollaio. Io me ne starò qui a fare la guardia agli spacciatori e ai quaranta ladroni che vagano la notte, ho i mutandoni ascellari alla Fantozzi, sono più vecchio del Numero Uno (il capo del Gruppo TNT) e sul bello non ci metterei la firma, ho una superfetazione di bollette che mi aspetta a casa insieme ai pesci rossi ed entrambi vogliono da mangiare, una volta sapevo ballare l'hullygully ma solo in via teorica e naturalmente rimorchierò solo se ottengo un imbarco su un rimorchiatore a Odessa. Comunque, è naturale che partiate con l'intento di far fare al vostro beneamato Pesce Rosso qualche nuotata in qualche acquario diverso da quello che avete a casa. Perciò ricordatevi, mentre state tirandolo fuori dalla sua bustina acquosa per tuffarlo là dentro, che in quell'acquario così nuovo, liscio, lussureggiante, ci si saran tuffate anguille sudafricane portatrici del Tripanosoma Gambiense, cefali rumeni col Trichomonas tra le branchie, cozze traslucide stracariche del vibrione del cholera e, se proprio vi dice bene, tra le ricciolute piantine che sorgono nell'acquario, un bel carico di Escherichia Coli potrete sempre trovarlo. Quindi qualora vi si spalancasse il buco del filtro posteriore - in quel giovane e gioioso acquario - ricordate di tuffarvi il Pesce Rosso solo dopo averlo ben alloggiato in una scatola di latta marca Nostromo, quella del tonno pinne gialle. La foto sopra vi farà fare una bella figura, non mettetelo mai nella lattina dei Pollastrini di Anzio sotto sale, troppo striminziti, l'acquario potrebbe non gradire! Ad ogni modo, se proprio volete farlo, fatelo strano, mai lasciare che alla partner vengano le piaghe da decubito sotto i vostri impavidi rotoli addominali, piuttosto aggrappatevi penzolanti alla bocchetta della doccia mentre lei vi si srotola addosso - sempre che entrambi non scivoliate sul bagnoschiuma omaggio eccessivamente saponoso, procurandovi ematomi clamorosi ed il colpo della strega con contrazione sua e gonfiamento vostro, il che vi porterà appaiati in clinica tra gli sghignazzi del maitre e del portaborse. E quando lo fate, perché lo farete, oh yeah, e che te pare, mica siete sfigati come me... ricordatevi del vostro beneamato blogger e stappate i vostri Geroboam alla mia salute, fosse che fosse che siate positivamente contagiosi (e non contagiosi e positivi, eheheheh!) e la Dea Bendata si ricordi anche di passare da queste parti con la sua cornucopia. Sempre che prima la carichi a patate e non...a banane AHAHAHAH!!!

Commenti dei lettori dell'epoca : 

Antelao : suvvia, non fare il modesto....Sai bene che le tue fattezze sono molto apprezzate da donne di ogni eta'. Lo dimostrano i tantissimi commenti in quel senso ogni volta che pubblichi una foto, oltretutto coloro che non conquisti coll'aspetto le seduci con la cultura e con l'eloquio. Quindi dì la verità, avanti!

PrimaDelSilenzio : .......che lo hai fatto apposta per scoraggiare chi pensa di andare in vacanza a cercare avventure amorose  ma che schifooooooooo......Tripanosoma Gambiense, Trichomonas, Escherichia Coli.........sappiamo bene che non è roba da mangiare e.......conosco anche chi........non lontano da me, all'ospedale c'è andato ed..........in coppia 

Bene , sono contenta per te, direi che sei guarito !!!

Anvidiosooooooooo............carina la foto........mi hanno colpito i calzini a righe di lui, poteva anche toglierli ahahahahaha

Buona serata

Anna

UOMINI E TOPI

 (Prima pubblicazione 02.08.2010)


Ci sono, a ben vedere, su questa palla di fango che si ostina a ruotare nel cosmo, solo due categorie di esseri viventi, il resto è roba strisciante di poco conto, utile per l'alimentazione. Questi sono gli Uomini. E i Topi. Ci sono Uomini di antica razza, che scendono da caste use a stringersi le mani per stringere contratti e patti, gente che alla propria parola dava un significato, gente che dell'onore aveva fatto una bandiera, della croce uno scudo, gente che quando diceva una cosa quella cosa faceva, costasse quel che costasse. Fosse pure restare sposati per venticinque anni. Gente che antepone alla propria vita il comodo della propria famiglia, che vaga la notte per far loro da trasportatore e badante durante il giorno, invece di fare altri lavori, dormire o andar folleggiando dietro biancherie di pizzo. Gente che dà al pane il suo valore, e suda per averlo e non ne lascia briciola e si incazza a morte nel vedere sprecato il mangiare e i soldi spesi per esso. Gente che se va al lavoro ci va. E lo fa. E zitta. Gente che magari finisce per avere la febbre addosso, per trascinarsi dolente fino all'ultimo, gente che decide - chi sa perché - di prendersi qualche giorno per riprendere le forze. E fa tutte le cose per bene, in regola con la morale e con la burocrazia. E avverte per tempo per non creare disagi e si riempie di pillole e antibiotici. Solo allora, mentre il mondo ruota imbelle senza un senso logico nelle profondità del cosmo, solo allora dal buio , dagli anfratti, dal liquame in cui stagnano, sorgono i Topi. Quelli che credevamo secondi, che credevamo sconfitti, han ben pasciuto la loro progenie. Han creato razze, sottorazze, legioni e miriadi di sè stessi. Tutti uguali. Tutti muniti di una sola cosa, che ne giustifica l'esistenza. Il potere. Potere. Quale che sia e quanto ne sia, da un oncia ad una presidenza, dal potere di spegnere la luce di una camera spingendo un interruttore a quello di far esplodere una nazione spingendone un altro. Il Potere, quello che li spinge, li attiva, li muove, ne ottenebra il cervello, gli fa credere di esistere. Quello che gli fa telefonare agli Uomini per dirgli che al loro ritorno non avranno più la loro turnazione ma anzi andranno di mattina al lavoro, costringendoli a far vivere un bambino come uno zingaro nella notte trascinandolo presso inutili e lontani parenti che ne dimostreranno subito la insofferenza. E di fronte a tali prospettive gli Uomini, quella razza gloriosa di imbecilli convinta di poter vivere facendo il proprio dovere, ingoia il fiele, china la testa, umiliata nel profondo, offesa, chiede di poter gettare via i certificati medici e di tornare al lavoro anche se ammalati. E lo squittio roboante e vanaglorioso cambia subito, torna mieloso, torna accondiscendente, torna consapevole della propria bontà nell'offrire il perdono al cane che ha osato alzare la testa per chiedere un altro osso. O un antibiotico. E naturalmente, nella loro aquiescente magnificenza, si sentono tenuti a ricompensare il malato immaginario con undici ore, poi con altre dodici la notte dopo e altre dodici la notte seguente. Lo vogliamo vedere strisciare, no? E allora facciamolo per bene. Guardiamolo macinare chilometri con la febbre addosso, la divisa fradicia, la vista annebbiata, i nervi spaccati da tre giorni senza fumare le solite trenta sigarette quotidiane, i piedi ammaccati. Guardiamolo imbottirsi di pillole e coca cola per restare in piedi, massacrato, marcito. I Topi ballano. Godono. Vibrano nei loro solitari cerebrali orgasmi di poco conto. Quanto si sentono bene, lustri, magnifici. Quanto non pensano, non ricordano, non immaginano che esistono anche Uomini che non portano scarpe ma stivali di ferro. E sono Uomini dalla memoria tragicamente lunga, crudele, priva di qualsiasi spiraglio per la pietà. Uomini che conoscono ogni più piccolo significato di un antica parola e ad essa pregano, ad essa alzano altari votivi, ad essa fanno sacrifici, come una lontana dea barbarica. La Vendetta. Uomini che nella propria mente han bene scolpita quella frase dantesca, "E tu saprai sì quanto sa di sale lo pane altrui" e però non per questo vogliono giustificarla. Accettarla sì, ma combatterla pure. Uomini che non covano in sè soltanto germi di bronchite o diosacosaltro, ma anche qualcosa di peggio. Di peggio per i Topi.

Commenti dei lettori dell'epoca : 

forteapache : mi incuriosiva nel tuo caso l'accoppiata uomo-lavoro e ora scopro che la curiosità era giustificata,  che il mio intuito non mi ha tradito. Difficile fare dei commenti al tuo post che non risultino o troppo timidi o troppo azzardati senza una conoscenza adeguata dei problemi che lo ispirano. Però il motto che campeggia nella tua testata è "non muoio neanche se mi ammazzano" ed è quello secondo me lo spirito a cui dovresti ispirarti sempre, se non vuoi soccombere  ... Quanto meno, alcuni "topi" li ributterai nella fogna. Ti auguro di rimetterti in forma presto.   Ciao.

PrimaDelSilenzio : ....mi pare che stia tornando lo spirito di sempre, quindi presumo e spero tu stia meglio......per quanto riguarda i politici che hai citato nel tuo post di risposta al mio, gli unici che mi pregio di ricordare sono Almirante e Berlinguer, certo non avevano lo stesso modo di pensare essendo, almeno leggendo i simboli ai quali erano abbinati i loro nomi, su due diversi schieramenti, ma credo che come PERSONE degne di rispetto e considerazione siano stati gli unici a cercare di lavorare per la massa e non per loro stessi!

Hai ragione, sono stati tempi duri e le fabbriche sfornavano anche alcuni assassini, idealisti senza un ideale se non quello di spargere terrore, ma pensa a quante morti psicologiche oggi giorno grazie a chi non uccide con i mitra ma con un'arma forse ancora più deleteria che io chiamo...potere arrogante !

Buona giornata a te Ann

venuste : e non te li dico.. per dipingerti.....

non ho questo magnifico dono della natura...

dono.....che invece ha mia figlia.....

quello di dipingere....... se vuoi puoi vedere i suoi dipinti nelle mie foto....

si l'arte... tutte le forme di arte che hai citato.......

vedo che ti appassionano.......

ma che sei......?? .......ma quanto......sei????

sei meraviglioso....... sei un pozzo senza fine...

sei come un bellissimo ventaglio........

ogni stecchetta un capitolo del tuo immenso sapere........

complimenti........ mi stupisci......mi incanti........

mi riempi........ mi affascini............

meraviglioso.......... sei meraviglioso........

sei un uomo........ a 360° ............. di tutto e di piu'..............

ehi........grande Crena.........

negli anni di piombo.........io stavo dalla parte della tua barricata... smile

ciao......... sei......... te lo scrivo in privato

NOTTE DI ORDINARIA FOLLIA

 (Prima pubblicazione 14.07.2010)


C'è gente ovunque, peggio che nella ritirata di Russia. Gli scioperi dei treni si sono sommati ad un concerto di un grosso nome che ha portato centinaia di ragazzi fuori dalle porte a vetri, tutti convinti di poter entrare a qualsiasi ora e nessuno a conoscenza del fatto che all'una, massimo alle due come in questo caso, si chiude e si riapre alle quattro e mezza. Scene di panico e smarrimento si susseguono, alla fine si sbragano in terra nel polverume lasciato dalle auto e dai senza tetto e iniziano a bivaccare sul marciapiede. All'interno cominciamo la bonifica, accompagnando fuori chi non ha biglietto. La massa di cenciosi, ladri, stranieri che si sono nascosti ovunque si confonde tra i passeggeri in attesa ed è un impresa titanica prenderli e portarli all'uscita. Improvvisa la chiamata di un collega mi porta in fondo ad un binario: vicino ad un treno ha fermato un negro che stava sbattendosi una barbona totalmente ubriaca e priva di conoscenza. Sta lì che urla che lui vuole scopare, che deve scopare, che quando gli si alza il cazzo deve venire per forza. Già ci fremono le mani. Lo tratteniamo fin che non arriva la forza pubblica, lo interrogano, dice che è la sua donna da sei mesi ma non ne sa il nome. Quella sembra una morta, sta lì gettata, quasi nuda, un corpo devastato dagli anni e dal pessimo vino. Indegna. Lui dà fuori di testa, parte una rissa, alla fine lo ammanettano e inizia ad urlare che ci ammazzerà tutti. La risvegliamo a schiaffi, io in inglese gliene urlo di tutti i colori, dice che non lo ha mai visto e che l'ha presa a pugni. Li portano via entrambi. Resta una panchina con del sangue sopra e cartoni di vino vuoti in terra. I pulitori guardano schifati. Iniziamo il giro dei magazzini, l'aria greve si incolla alla pelle, la limatura di ferro si alza dalle rotaie della metro su cui fanno i lavori e si infila sotto le palpebre peggio della sabbia di El Alamein. Manca il fiato. Torniamo alle vetrate. Davanti ai ragazzi stesi in terra passa lentamente un giovane rumeno, li guarda, osserva, valuta le prede poi torna dietro alle mura per fare rapporto al gruppo di ladri tunisini che aspetta, come sempre. Quando iniziano a camminare, pronti allo scippo e alla coltellata, usciamo rapidi una, due, cinque volte facendoli scappare. La massa dei giovani venuti da tutta Italia guarda, e non capisci se sono contenti che gli stai salvando la pelle o se il partito gli ha detto quanto siano bastarde le guardie. Quando gli avranno aperto le tasche con un rasoio allora decideranno a chi credere. Un uomo ci viene a dire di essere stato derubato, la descrizione corrisponde ad uno zingaro che sta con i tunisini, lo accompagniamo e lui esplode aggredendolo, il gitano prende una bottiglia e la rompe per sfregiarlo, li dividiamo, iniziano tutti a citare leggi secondo le quali loro sono bravi ragazzi che non hanno fatto niente perché addosso non hanno niente e vogliono denunciarlo. L'uomo se ne va bestemmiando. I tunisini ridono. Siamo costretti ad andarcene. Dico al maresciallo che se potessi andrei a lavorare in Cile. Annuisce. Lentamente si avvicina l'alba. Le macchinette automatiche sono ormai vuote, niente acqua, le fontane sono tutte chiuse, i barboni ci si facevano il bidet nudi davanti ai passeggeri. Bambini piangono. Trovo, dietro il magazzino di un ristorante, una scatola con tre ravioli cinesi freddi. Li mando giù. Mi faccio schifo da solo. Untuosi. Proteine per tirare avanti. Sembro un sorcio di trincea. Alla fine apre il primo bar, apriamo le porte ed entrano tutti, loro e le bande in attesa. In molti tra poco faranno la fila al commissariato. Partono allarmi dai negozi. Corro qua e là, senza senso, a controllare. Alla fine arrivo a casa distrutto. Mi butto sotto la doccia per sgrumare il lezzo di dosso, ma dall'anima non va via. Il vapore mi confonde i sensi. Vedo sul portasapone il topolino giallo di gomma con cui fa il bagno mio figlio. Il topolino con cui facevo il bagnetto io da neonato. Lo prendo, me lo stringo sulla faccia, inizio a piangere. I singhiozzi mi squassano, mi viene da vomitare. Mi sento come Sven Hassel. Siamo tutti maledetti da Dio.

Commenti dei lettori dell'epoca : 

Antelao : Feldmaresciallo Erwin Crena ad El Alamein. La volpe del deserto. Ogni volta che descrivi una tua nottata di lavoro mi montano i brividi. L'ho gia' detto una volta e lo ridico: non so come fai. Io non resisterei due notti cosi'...

serenella21 : maròò xro' ke vita ke lavoro il tuo 

massacrante orrendo..ogni volta ke leggo il rissunto delle tue notte mi vengono i brividi

fai bene piangi  sfoga tutta la tua tensione il tuo skifo x qsta sporca vita

papino ti ho dedicato un post..e ti ho fregato pure la foto 

nun t'arrabbia eh?

un bacione forte forte...


BUNKER

 (Prima pubblicazione 09.07.2010)


Opprimente, greve, denso come nebbia cala su di noi un calore angosciante. La notte avanza, sbriciolando quel frammento di falce di luna. Nella stazione si agitano in centinaia, obbligati ad accamparsi dagli scioperi selvaggi che stanno bloccando i treni in tutta Italia. L'atmosfera è estremamente tesa, la rissa è nell'aria ad ogni parola che viene pronunciata. Non si chiude e in ogni anfratto si stipa gente di ogni risma, la nottata si preannuncia tremenda. Verso l'una il gruppo della polizia saluta con uno stentoreo "Buonanotte!", chiude il gabbiotto e si trincera in attesa del mattino. Resta l'armata Brancaleone, i soliti quattro ceffi a tenere le redini di tutto l'ambaradam, centinaia di potenziali aspiranti al carcere di là e noi di qua. Grondo dal caldo, mi accorgo che, complice anche la tensione, sto fermo e dalle punte delle dita cadono grosse gocce di sudore. Gli angoli degli occhi san di sale, la bocca è riarsa. Bevo due bicchieri d'acqua al bar, come entra così esce da tutti i pori. Il miasma mefitico galleggia a due metri da terra avvolgendo uomini e cose. Scendiamo nei cunicoli, nei magazzini, tra ciclopiche castellature di materiali ignoti tanto quanto la loro destinazione nell'ordine del cosmo. Marciume, sporcizia, afrore che prende alla gola. Ogni tanto, all'aprirsi di qualche porta rugginosa, un refolo di aria vecchia smuove il polvericcio che ci ottunde. Ci si cala nei sottoscala dei locali caldaie, pavimentazioni disconnesse, cataste di cose estranee. In un angolo buio, con la coda dell'occhio, noto qualcosa di incredibile: una gabbia toracica di uno scheletro. Faccio finta di nulla. Meglio, molto meglio pensare sia di plastica o sia stata trafugata da qualche obitorio per chi sa quale goliardata. I ratti nei muri e dietro ogni angolo non mi lasciano ben sperare, comunque. Passiamo oltre addentrandoci tra tubazioni che si perdono nel buio e un labirinto di corridoi male illuminati mi porta davanti ad un antico retaggio di cui non conoscevo l'esistenza: una porta pesante e rugginosa, irta di bulloni e leve come quella di un antico sottomarino mi lascia entrare in un nuovo dedalo. Camere e camere che si susseguono, tutte divise da porte simili fino a perdersi sotto la città, tre livelli sotto la superficie e fino alla piramide Cestia. E' il bunker segreto del Duce, dal quale Mussolini avrebbe potuto sopravvivere con i suoi al bombardamento della capitale e fuggire verso il mare. Tutto quello che in origine vi era stipato è stato trafugato, rubato, venduto, nascosto e ora vengono lasciate piene dei materiali gettati via dal servizio manutenzione: memorie perdute che nessuno sospetta. Risaliamo al primo livello terra, ogni gradino mi fa pensare al Re di Francia che sale verso la ghigliottina, ogni respiro è un boato nei polmoni riarsi, un calcio d'asino insopportabile. Nel tentativo di limitare il tanfo le sigarette si seguono una dopo l'altra e oramai il catrame si sta sostituendo all'emoglobina. Guardo con disperazione fuori dalle porte a vetri il piazzale antistante, pensando a cosa sia la vita esterna. E sul marciapiede distinguo nettamente due uomini di colore con vezzosi cappellini chiari trascinare per le ascelle una ragazza bianca seminuda in stato di totale incoscienza che gli cade di mano ogni pochi passi. La trascinano ancora, dopo averle tolto le scarpe, verso una macchia di cespugli. Abbiamo ordine di non uscire. Le auguro di poterla raccontare, domani. Se avrà un domani. Intanto, uno sfregiato capobanda rumeno mi confessa, in cambio di una sigaretta, di bere venti litri di vino al giorno. Ma bianco, perché il rosso gli dà fastidio. Poi sparisce per raggiungere i suoi. Mezz'ora dopo due donne giungono correndo gridando di essere state assalite da una banda sbucata da un treno fermo che le ha derubate di tutto. Corriamo ma sono già lontani, nell'intrico dei binari. Zingari napoletani tatuati e sornioni ci guardano beffeggiandoci. Il caldo continua, cala su noi come un sudario, la stanchezza mi fa camminare con gli occhi chiusi e la voglia di farla pagare al primo che passa, un vecchio pazzo ci arriva pericolosamente vicino quando prende ad insultarci ma mi dicono di lasciar perdere. Saggia decisione. Stranieri sbragati ovunque dormono nel sudiciume lasciato dagli addetti alle pulizie che hanno subito aderito allo sciopero. Ragazzine dalle gambe nude sdraiate su cartoni attirano tunisini, marocchini, rumeni e ogni sorta di miscuglio multietnico. Continua la ronda, cercando un improbabile ubiquità, salvifica per loro ma decisamente mortale per me. Che non ne posso più . E stasera si replica lo stesso copione... potessi almeno avere un caffè..

Commenti dei lettori dell'epoca : 

Antelao : so cosa dire di intelligente o almeno di interessante dopo aver letto questo tuo scritto. Probabilmente l'inferno e' meglio di cosi'. Spero che tu riesca a tener duro.

serenella21 : maronna mia..leggendo quello ke hai scritto ..mi sono ricordata un vekkio film ke ho visto tempo fa..la notte dei morti viventi
povero sommo ke sporca vita  devi fare x tirare avanti la baracca..
mi dispiace.smile ma tu tieni duro  spero ke cambi luogo e destinazione
un bacione ..tua figlioccia.. hihihi

DonnaDiClasse : .........che leggevo mi sentivo soffocare, a parte la paura e lo schifo per tutto quanto ho letto, vedi.......abitando in un tranquillo paesello di campagna, dove quel che può darmi fastidio sono il tic-toc-tic-toc delle racchette dei ragazzi che alle 1 di notte giocano a ping pong nei locali all'aperto dell'oratorio davanti a casa mia, non riesco nemmeno ad immaginare che tutto quello che hai raccontato possa esistere davvero, e, se lo racconti tu, come altre volte hai fatto, mi viene facile crederci e soprattutto non so davvero come fai a rischiare la tua vita ogni notte a causa di relitti umani come quelli.
E' stato interessante anche se per me soffocante, quello che hai scritto sui tre piani sotto terra ex rifugio del Duce, non sapevo di questo; Leggendo te, a parte le belle favole che  immancabilmente mi copioincollo, riesco a conoscere quella parte di Roma che ogni volta ci racconti e che presumo sarà anche a Milano, Torino e altre grandi città d'Italia; Quando di solito andiamo a visitare queste città, lo facciamo di giorno andando in zone conosciute e famose, non sempre si pensa a tutto quello che invece può succedere durante le ore della notte in certi luoghi e chi, come te vi ha a che fare rischiando la pelle!
Scusa la lungaggine ma, non riesco a liquidare con una frase certi argomenti, devo per forza scrivere il mio pensiero e io sono una imbrattatrice di pagine e, non solo sul blog 
Ti auguro almeno un buon fine settimana tranquillo
Ciao  Anna