giovedì 18 dicembre 2025

BUNKER

 (Prima pubblicazione 09.07.2010)


Opprimente, greve, denso come nebbia cala su di noi un calore angosciante. La notte avanza, sbriciolando quel frammento di falce di luna. Nella stazione si agitano in centinaia, obbligati ad accamparsi dagli scioperi selvaggi che stanno bloccando i treni in tutta Italia. L'atmosfera è estremamente tesa, la rissa è nell'aria ad ogni parola che viene pronunciata. Non si chiude e in ogni anfratto si stipa gente di ogni risma, la nottata si preannuncia tremenda. Verso l'una il gruppo della polizia saluta con uno stentoreo "Buonanotte!", chiude il gabbiotto e si trincera in attesa del mattino. Resta l'armata Brancaleone, i soliti quattro ceffi a tenere le redini di tutto l'ambaradam, centinaia di potenziali aspiranti al carcere di là e noi di qua. Grondo dal caldo, mi accorgo che, complice anche la tensione, sto fermo e dalle punte delle dita cadono grosse gocce di sudore. Gli angoli degli occhi san di sale, la bocca è riarsa. Bevo due bicchieri d'acqua al bar, come entra così esce da tutti i pori. Il miasma mefitico galleggia a due metri da terra avvolgendo uomini e cose. Scendiamo nei cunicoli, nei magazzini, tra ciclopiche castellature di materiali ignoti tanto quanto la loro destinazione nell'ordine del cosmo. Marciume, sporcizia, afrore che prende alla gola. Ogni tanto, all'aprirsi di qualche porta rugginosa, un refolo di aria vecchia smuove il polvericcio che ci ottunde. Ci si cala nei sottoscala dei locali caldaie, pavimentazioni disconnesse, cataste di cose estranee. In un angolo buio, con la coda dell'occhio, noto qualcosa di incredibile: una gabbia toracica di uno scheletro. Faccio finta di nulla. Meglio, molto meglio pensare sia di plastica o sia stata trafugata da qualche obitorio per chi sa quale goliardata. I ratti nei muri e dietro ogni angolo non mi lasciano ben sperare, comunque. Passiamo oltre addentrandoci tra tubazioni che si perdono nel buio e un labirinto di corridoi male illuminati mi porta davanti ad un antico retaggio di cui non conoscevo l'esistenza: una porta pesante e rugginosa, irta di bulloni e leve come quella di un antico sottomarino mi lascia entrare in un nuovo dedalo. Camere e camere che si susseguono, tutte divise da porte simili fino a perdersi sotto la città, tre livelli sotto la superficie e fino alla piramide Cestia. E' il bunker segreto del Duce, dal quale Mussolini avrebbe potuto sopravvivere con i suoi al bombardamento della capitale e fuggire verso il mare. Tutto quello che in origine vi era stipato è stato trafugato, rubato, venduto, nascosto e ora vengono lasciate piene dei materiali gettati via dal servizio manutenzione: memorie perdute che nessuno sospetta. Risaliamo al primo livello terra, ogni gradino mi fa pensare al Re di Francia che sale verso la ghigliottina, ogni respiro è un boato nei polmoni riarsi, un calcio d'asino insopportabile. Nel tentativo di limitare il tanfo le sigarette si seguono una dopo l'altra e oramai il catrame si sta sostituendo all'emoglobina. Guardo con disperazione fuori dalle porte a vetri il piazzale antistante, pensando a cosa sia la vita esterna. E sul marciapiede distinguo nettamente due uomini di colore con vezzosi cappellini chiari trascinare per le ascelle una ragazza bianca seminuda in stato di totale incoscienza che gli cade di mano ogni pochi passi. La trascinano ancora, dopo averle tolto le scarpe, verso una macchia di cespugli. Abbiamo ordine di non uscire. Le auguro di poterla raccontare, domani. Se avrà un domani. Intanto, uno sfregiato capobanda rumeno mi confessa, in cambio di una sigaretta, di bere venti litri di vino al giorno. Ma bianco, perché il rosso gli dà fastidio. Poi sparisce per raggiungere i suoi. Mezz'ora dopo due donne giungono correndo gridando di essere state assalite da una banda sbucata da un treno fermo che le ha derubate di tutto. Corriamo ma sono già lontani, nell'intrico dei binari. Zingari napoletani tatuati e sornioni ci guardano beffeggiandoci. Il caldo continua, cala su noi come un sudario, la stanchezza mi fa camminare con gli occhi chiusi e la voglia di farla pagare al primo che passa, un vecchio pazzo ci arriva pericolosamente vicino quando prende ad insultarci ma mi dicono di lasciar perdere. Saggia decisione. Stranieri sbragati ovunque dormono nel sudiciume lasciato dagli addetti alle pulizie che hanno subito aderito allo sciopero. Ragazzine dalle gambe nude sdraiate su cartoni attirano tunisini, marocchini, rumeni e ogni sorta di miscuglio multietnico. Continua la ronda, cercando un improbabile ubiquità, salvifica per loro ma decisamente mortale per me. Che non ne posso più . E stasera si replica lo stesso copione... potessi almeno avere un caffè..

Commenti dei lettori dell'epoca : 

Antelao : so cosa dire di intelligente o almeno di interessante dopo aver letto questo tuo scritto. Probabilmente l'inferno e' meglio di cosi'. Spero che tu riesca a tener duro.

serenella21 : maronna mia..leggendo quello ke hai scritto ..mi sono ricordata un vekkio film ke ho visto tempo fa..la notte dei morti viventi
povero sommo ke sporca vita  devi fare x tirare avanti la baracca..
mi dispiace.smile ma tu tieni duro  spero ke cambi luogo e destinazione
un bacione ..tua figlioccia.. hihihi

DonnaDiClasse : .........che leggevo mi sentivo soffocare, a parte la paura e lo schifo per tutto quanto ho letto, vedi.......abitando in un tranquillo paesello di campagna, dove quel che può darmi fastidio sono il tic-toc-tic-toc delle racchette dei ragazzi che alle 1 di notte giocano a ping pong nei locali all'aperto dell'oratorio davanti a casa mia, non riesco nemmeno ad immaginare che tutto quello che hai raccontato possa esistere davvero, e, se lo racconti tu, come altre volte hai fatto, mi viene facile crederci e soprattutto non so davvero come fai a rischiare la tua vita ogni notte a causa di relitti umani come quelli.
E' stato interessante anche se per me soffocante, quello che hai scritto sui tre piani sotto terra ex rifugio del Duce, non sapevo di questo; Leggendo te, a parte le belle favole che  immancabilmente mi copioincollo, riesco a conoscere quella parte di Roma che ogni volta ci racconti e che presumo sarà anche a Milano, Torino e altre grandi città d'Italia; Quando di solito andiamo a visitare queste città, lo facciamo di giorno andando in zone conosciute e famose, non sempre si pensa a tutto quello che invece può succedere durante le ore della notte in certi luoghi e chi, come te vi ha a che fare rischiando la pelle!
Scusa la lungaggine ma, non riesco a liquidare con una frase certi argomenti, devo per forza scrivere il mio pensiero e io sono una imbrattatrice di pagine e, non solo sul blog 
Ti auguro almeno un buon fine settimana tranquillo
Ciao  Anna

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