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venerdì 12 dicembre 2025

NON FATEVI INGANNARE DAL DENTISTA

 (Prima pubblicazione 29.01.2010)


Recita da tempo su ogni spazio libero dei nostri blog questa amena pubblicità, e direi che qualche rapper dovrebbe decidersi a farne il tormentone per la prossima estate, alla faccia di quella mentona di Lady Gaga. Chi non ha mai provato la tentazione di avere denti come quelli che vedi da ogni schermo televisivo e cinematografico alzi la mano, e ci si è provato con ogni tipo di dentifricio pubblicizzato, fregandosene se in microscopiche postille compariva la scritta: Effetto momentaneo, cioè appena abbassi gli occhi dallo specchio e sputi arieccoli gialli! Abbiamo provato anche i metodi degli aborigeni australiani, che li hanno bianchissimi, pensando che dovessimo fregarceli non con lo spazzolino ma con le cortecce degli alberi o con la pelle conciata degli armadilli.. Abbiamo provato con lo spazzolino sempre meno bagnato, sempre più a secco, qualcuno anche con la carta vetrata 00, ma niente! Anche perché, appena usciti dal dentista, per festeggiare lo smagliante rilucere dei canini, di solito festeggiamo con un bignè al cioccolato, e un caffè per digerirlo e una sigaretta per mandare giù il caffè..Quel che nessuno osa ammettere è che TUTTI i personaggi pubblici si fanno evidentemente estrarre tutti i denti e campano con la dentiera, di cui a casa avranno tante paia quante mutande abbiamo noi nei cassetti, e gli fanno passare la revisione e i tagliandi come noi con la Panda.. Quindi dopo aver provato ogni sistema empirico o termostatico, catarinfrangente o equipollente, ecco a voi la rivelazione definitiva, che vi aprirà le porte dell'alta società e finalmente potrete arridere a Emanuele di Savoia, pranzare con i Thyssen-Bornemitza, copulare con Emanuela Clerici o richiamare dall'aldilà Agnelli con la tavoletta ouija. A meno di 0,65 euro l'uno, a patto che compriate lo stock da mille pezzi, con questo favoloso e innovativo ritrovato della chimica moderna potrete dilettarvi nel prendervi cura di ogni vostro dente, coccolandolo e lucidandolo. Ricordate comunque di restare a bocca aperta per due ore, senza salivare, affinché possa asciugarsi a puntino, di non respirare gli effluvi emanati, di non mangiare per due giorni, di non partecipare al campionato americano di sputo di grumo di tabacco controvento, e di camminare sempre a labbra aperte e col sole in faccia affinché il brillantante evidenzi l'opera! Se poi vi chiedono se avete una paresi agli zigomi fregatevene, o sono degli invidiosi o sono dei masticatori di liquirizia.


lunedì 20 ottobre 2025

ALLA RICERCA DEL TEMPO PERDUTO :11

(15.10.2008)

 Mentre gli anni sessanta avevano appena visto la luce, noi continuavamo la nostra vita in quel di Bari, mio nonno e mio padre con la loro impresa costruivano i palazzi dell'Università e io me ne andavo all'asilo dalle suore, una grande costruzione circondata da un piazzale in terra dove scendevamo per giocare.  Tutti  in fila con i nostri grembiulini, e una volta alla settimana ci recavamo in un ala dove, seduti educatamente su tante piccole panchette di legno, assistevamo alla proiezione cinematografica, che di solito era un film tipo La Bibbia, o I Dieci Comandamenti, tutte cose molto edificanti e soprattutto che ci davano la gioia di vedere uno spettacolo che altrimenti non avremmo potuto godere, dato che i cinema erano costosi e quando con mia madre passeggiavamo davanti al Teatro Petruzzelli, sul lungomare, ci sembrava una cosa di un lusso sfrenato con i suoi stucchi e i suoi decori e i sontuosi tendaggi che occhieggiavano nell'ingresso. Essendo piccolo e gracile, mi capitava di soffrire di mal di gola e alle tonsille, quindi su consiglio del medico di famiglia i miei presero decisioni drastiche ma, non sentendosela personalmente, una mattina mi affidarono a nonno che mi portò a fare una passeggiata con la promessa di una bustina di pescetti rossi di liquirizia; mi portò invece dal medico che mi mise sul lettino e cercò di addormentarmi col cloroformio. Spaventatissimo, gli sparai un calcio in faccia che ricordò per anni, poi riuscirono nell'impresa e mi risvegliai privo di tonsille ma con molta poca fiducia in mio nonno. Mamma, per consolarmi, mi preparava una sua piccola specialità, nata dall'esigenza - per noi un abitudine - di risparmiare: stendeva sul piano di marmo un velo di burro, metteva a sciogliere lo zucchero in un pentolino, poggiava sul burro degli stuzzicadenti poi ci colava sopra lo zucchero fuso che, stendendosi e raffreddandosi, dava vita a meravigliosi lecca lecca color oro, autentiche ghiottonerie  con le quali passavo le ore, mentre in tivù guardavo Magilla Gorilla e Braccobaldo e mio fratello si rotolava nel suo box. Adesso i lecca lecca li fanno con i coloranti e su quello che si vede in televisione, meglio sorvolare..