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giovedì 4 dicembre 2025

LA VOLPE

 (Prima pubblicazione 19.04.2009)


E' buia, del tutto, la strada che percorro, nel silenzio della campagna del parco di Vejo. Rare stelle dall'alto si domandano che diavolo ci faccia a quest'ora in giro, invece di starmene sul divano con mio figlio sulla pancia a guardarmi i pesci nuotare nell'acquario. Lo stormire quieto delle foglie degli alberi fa da tappeto al nero della notte. I fari dell'auto lo tagliano, nel mostrarmi il quotidiano asfalto da percorrere e lei sta lì, eccola, improvvisa, a far capolino dal bordo di un cespuglio, col suo muso appuntito, girovaga come me, anche lei alla caccia di qualcosa, che non sa se troverà, altre cose minuscole e pelose, cose che si muovono furtive ai limiti dello sguardo, cose che brucano, che masticano, che strisciano e non sanno che stasera moriranno. Lei sta lì, e mi osserva indecisa, pensa forse che farà in tempo a passare prima che io arrivi fino a lei, o forse pensa che sia meglio rinquattarsi tra l'erba e aspettare che questa cosa grossa e rumorosa passi oltre e si perda nel buio. La vedo, con il suo pelo giallo rossiccio, la coda lunga e piena, le orecchie appuntite e gli occhioni spalancati. Penso quanto sia dolce ritrovarla, ogni tanto, confortevole quasi, una compagna sperduta e inaspettata, protagonista di un appuntamento che non ci siamo dati eppure ritorna, casuale. Fa bene all'anima vederla e sapere che c'è, da qualche parte, come i ricci grassocci, come i fagiani dalla lunga coda, che anche loro, stanotte, stanno osservando le stelle. Rallento, mi piace riempirmene gli occhi, riempirmene la mente, proibirmi di scordarla.. e infine passo e la lascio laggiù, mentre selvatica zampetta rapida da un bordo all'altro della strada e già mi ha scordato, presa da sé e dai suoi famelici pensieri.

sabato 18 ottobre 2025

GLI SCAVI ARCHEOLOGICI DI LABARO 5

 (26,08,2008)

Questa foto risale al 13 agosto, e mostra lo stato relativo allo stupro del Parco di Vejo, come sia proseguita la totale copertura del basamento della villa romana trovata facendo gli scavi in via di Quarto Peperino. Ecco qua, tra poco crescerà l'erba, i passanti dimenticheranno, e un giorno arriveranno nuove ruspe a spazzare via tutto. Ma non è finita qui - avrò modo di farvi vedere cosa sta succedendo in via di Grottarossa dove nell'arco di dieci giorni hanno devastato la vallata che veniva usata per la transumanza e il pascolo delle greggi. Una volta tanto - cinicamente - dobbiamo ringraziare i Ricchi: infatti l'enorme polmone verde del Parco di Vejo sito nella zona Grottarossa/Labaro  è ormai diviso a metà pur essendo nato "intoccabile". metà la stanno devastando e metà resterà verde.. perché oramai è un campo di golf!


(03.09.2008)

Ci risiamo...eh sì, perchè ne avevano trovato un altro, un bel basamento di un altra villa romana ma che vi credevate? Mi son girato un attimo e tiè, guardate che capolavoro, che bella gettata di cemento pronta da ricprire di terra, farla scordare e poi rimuovere tutto con le ruspe come d'abitudine. Per i pochi che non hanno seguito, parlo ovviamente di via Quarto di Peperino nel Parco di Vejo, a Roma.



venerdì 17 ottobre 2025

GLI SCAVI ARCHEOLOGICI DI LABARO 3

 (04.08.2008)

in questa immagine di agosto del 2008 ricordiamo che fine hanno fatto i resti della antica villa romana trovata nel parco di Vejo dove dovevano fare gli scavi per costruire delle villette. Alla fine, asfalto e pista ciclabile, e alla faccia della Sopraintendenza. Ora è tutto ricoperto di erba e nessuno ricorda più cosa c'è lì sotto..