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venerdì 26 dicembre 2025

POESIOLA NATALIZIA (scritta da mio figlio bambino)

 (Prima pubblicazione 20.12.2012) © Crenabog 


Anche quest'anno i notiziari si sono scatenati a mostrare interviste alla gente su cosa faranno per regalo a Natale e come si sentono, depressi ovviamente, a causa della crisi. Per una volta vorrei evitare di sentire le solite cose, che lasciano in bocca soltanto il gusto spiacevole di una visione consumistica, segno che il senso stretto - ed ultimo - della Natività si è perduto o almeno che han fatto di tutto per cancellarlo. Perciò, approfittando del fatto che come compito, a scuola, a mio figlio han dato da fare una poesia sul Natale, mi permetto di postare qui quel che ha scritto, che mi fa piacere e spero anche a voi.

Natale ritorna tra i fiocchi di neve

che scende bianca, che scende lieve.


Il cielo è grigio e ovunque è il gelo

e la tristezza mi sembra un velo.


Ma sempre torna la luce quaggiù

perché ogni anno rinasce Gesù.


Commenti scelti dei lettori dell'epoca :

albaincontro : Delizioso, fresco prodotto di un'anima gentile. E' stato piacevole constatare che" buon sangue non mente" .Ciao Marco, un bacione al tuo ragazzo. Affettuosamente Alba

MorganaMagoo : caro...! che tenerezza..!

lupa.65 : Tenera e ha pure le rime questa poesia. Un grosso bacio al tuo novello poeta. Quanta ragione hai, ormai impazza il turismo nelle città dagli accattivanti mercatini di Natale, che pure servono ed aiutano la crescita, ma quanta desolazione nel vedere la tristezza negli uomini, nei padri che non sanno dove sbattere la testa perchè hanno perso il lavoro o perchè quanto guadagnano non è sufficiente a dare una vita dignitosa alla propria famiglia, ed ora che viene Natale per loro è ancora più dura. Si dovranno mostrare ai figli nella loro nuda disperazione e desolazione, dovranno dire ai propri figli che non sono stati capaci di dare a loro quello che hanno i propri amici. Eppure hanno tanta dignità. Ecco se noi, in questi giorni, portassimo nel cuore la sofferenza di tutti i padri e le madri, probabilmente daremmo a questo Natale il vero valore, perchè, come scrive tuo figlio, ogni anno torna la luce quaggiù perchè rinnoviamo la nascita di Gesù.

Lucrezya.57  : Ciao Crena bellissima poesia che ha esplicato tuo figlio questo dovrebbe far riflettere tutta quella gioventu invece che pensa all'ultimo ipod tablet e quanto altro....queste sn le vere cose che toccano l'animo di ogni genitore altro che Natale del consumismo ...un abbraccio a te e tatino Lucrezya

goccesulmare : Leggera, fresca, con le caratteristiche di un Natale di altri tempi, ma anche con una base di speranza fatta di luce che porta cose nuove...ha preso tutto del papà

POESIOLA MATTUTINA (dedicata a mio figlio bambino)

 (Prima pubblicazione 18.10.2012) © Crenabog 


Oggi all'alba, in via Paisiello,

è successo un fatto bello.

Un omino, da un de' balconi,

tirava giù dei rossi palloni:

eran palloni a forma di cuore,

scendevano piano, senza rumore.

Subito, al volo, mi sono fermato

e uno di loro mi sono rubato

perchè mi son detto,

tenendolo stretto:

C'è niente di meglio,

di primo mattino,

del portare a tuo figlio

un bel palloncino?


Commenti scelti dei lettori dell'epoca :

Hamsho : Basta poco si !

Ma tu ... tu lasci senza parole, sgomenti, con la signorilità che al tuo essere appartiene.

Volevo rubarla (da buon napoletano ) e visto che il piccolo l'ha già fatto ne approfitto perchè i figli son tutti eguali.

ororosso.LT : ci sono persone come te, che il loro star bene dipende dal sorriso del proprio bambino, tuo figlio è un ragazzino fortunato, tu sei un papà fortunato.

Bella la foto che hai messo, belle le parole della tua poesia, dimostrazione del vero senso dell'amore.

gattamannara : Crena, i tuoi versi, mi ricordano il grande Gianni Rodari, le sue novelle fresche, allegre e con una grande morale...

Sono i piccoli gesti, che fanno capire alle persone che li amiamo, e

che li pensiamo durante la nostra giornata:)

Un abbraccio affettuoso!

parnassius2 : Ma che BELLA Marco....veramente Bella!

I nostri figli sono tutti i pezzi del nostro cuore....sono la nostra stessa Vita!

Mi hai riempito l'animo di felicità credimi....

lacasadelladea : E' davvero bellissima Marco...mi ha divertito e commosso...tuo figlio sarà una gran bella persona grazie a te.

mercoledì 24 dicembre 2025

CRYING POPEYE (paternità e gli anni che fuggono)

 (Prima pubblicazione 01.04.2012) © Crenabog 


Oggi non ero esattamente nello stato d'animo più lieto che si potesse immaginare per un insieme di motivi che magari mi toccano marginalmente ma che contribuiscono a far vedere la vita non come un campo di margherite e di speranze ma come i bombardati camminamenti della Linea Maginot. Forse per questo, prima di buttarmi a letto inevitabilmente depresso, mi era tornata in mente una striscia degli anni Trenta di Braccio di Ferro. Questo amabile ma iracondo personaggio dell'epoca ce lo ricordiamo tutti, quasi sempre impegnato in scazzottate con Brutus o in corteggiamenti con Olivia ma penso che pochi ricordino il suo profondo rapporto emotivo di padre adottivo di Swee'Pea (Pisellino), che aveva bizzarramente trovato in una scatola. E quella striscia, che mi colpì tanto quando ero giovane, mi è tornata alla memoria rivedendo me e mio figlio, che seguo costantemente ogni giorno, non più ormai con la spensierata gioia che accompagnava i suoi primi anni ma con l'accrescersi dei miei timori per la sua impellente fanciullezza. Nel fumetto per la prima volta vedevo Braccio di Ferro piangere davanti a Poldo, che incuriosito gliene chiedeva il motivo e la sua risposta è stata una delle cose più tragiche e profonde che abbia mai letto. "Piango perché penso che Pisellino sta crescendo, e sarà padre e avrà dei bambini e loro cresceranno e invecchieranno anche loro e non ci saranno più bambini." Paradossale, mi direte, forse pure assurda. Ma è il ciclo della vita e non ho mai nascosto che ho veramente iniziato a rendermi conto che un giorno sarei morto anche io solo quando nacque mio figlio. Prima ero ancora fanciullo dentro, anche se realmente ero un uomo fatto e poi non lo sono stato più, per quanto finga di sentirmi - magari quando scrivo qui - allegro e burlone. I figli crescono, invecchiano. Bambini attorno a noi, che ci facciano ricordare l'essere stati bambini, non ce ne saranno. Oh sì, forse possiamo essere nonni ma la frase di Braccio di Ferro contiene verità profonde, inaspettate dalla penna di Elzie Crisler Segar; verità che fanno male, perché ci fanno vedere il limite del nostro essere. Il Tempo che cambia e distrugge. La Vita che scorre e ci abbandona sul suo cammino. E sempre, quotidianamente, cerco di scolpire nel cuore ogni attimo che passo con lui, perché non si ripeteranno, non torneranno. Non è solo Braccio di Ferro colui che piange, per quanto forte sia, per quanti avversari possa battere.

Commenti scelti dei lettori dell'epoca : 

Evelin64 : Quando guardo i miei figli, mi rendo conto che il tempo passa velocemente, poichè essi ti danno riferimento a tutto cio' che non torna piu'. Fino a che si è soli e responsabili del destino, ci si crede immortali forse, o forse allontana l'orizzonte del tramonto inevitabile, pero' loro ti danno i limiti, oltre i quali non vi è posto per la spensieratezza  Buona domenica Crenabog....Evelin

gattamannara : Molto profondo, molto sentito questo post...si evince il tuo forte legame con Tatino, la tua coscienza di uomo e padre, ma anche la spontaneità e la genuinità di un fanciullo, quel fanciullo che è in te, e che nonostante il tempo scorra inesorabilmente, non ti abbandona... Vivi intensamente ogni momento con tuo figlio, con la responsabilità del padre, ma anche con la freschezza del fanciullo...il tempo passa, ma non può usurare e rendere meno speciali i ricordi che conserverai nel tuo cuore! Ti prego di scusarmi se ti scrivo queste parole, io non ho avuto figli, e quindi probabilmente non sono la persona più adatta a dire la sua, ma ho solo espresso le sensazioni che ho provato leggendo il tuo bel post... Un forte abbraccio

Matt.44 : Però ..l'alta capacità di fermare il tempo, interpretarne la sua lezione e trasfonderla in questo bel messaggio credo che raccontino di una innocenza conservata nei tuoi giorni ; con questo post hai fermato, seppur per un poco, il tempo tornando un pò bambino...mirabile meraviglia dell'artista interiore....ciao Crena

astro42 : E’ vero, la nascita di un figlio ci fa vedere la vita, il mondo, sotto un’altra ottica. Facciamo di tutto affinché esso abbia il nostro buon esempio da poter imitare e andar fieri di noi. La morte comincia a far capolino nei nostri pensieri come pure la paura di non vedere terminato il nostro lavoro di genitore o la paura che l’uomo avido e menefreghista distrugga il regno animale, vegetale, non permettendo più agli esseri umani il regolare svolgimento della vita. Facciamo bene ad assaporare ogni momento dei nostri figli, ma dobbiamo anche caricarci di un po’ di ottimismo altrimenti…….


venerdì 19 dicembre 2025

TANTI AUGURI !

 (Prima pubblicazione 25.02.2011)


Ma a Tatino, naturalmente, che festeggia il suo compleanno e ha portato a scuola una valanga di patate fritte, torte, coca cola e altra roba bambinesca per far festa, cosa che purtroppo non potevamo fargli fare nè a casa nè in un locale e quindi, ci è spiaciuto tanto, così non avrà regali dai compagnetti. Ho cercato di soddisfarlo lo stesso spendendo una cifra improba in clamorosi modellini da costruire delle astronavi di Star Wars (Antelaooo...)  che a lui piacciono e un po' alla volta impara a realizzarli. Stasera si gioca insieme, da bravi. Anche perché son stanco morto e ieri notte lavorando in stazione ho preso tanto di quel freddo da avere la testa spaccata in due da una nevralgia. Che tocca fa' per campare, eh? Un saluto a tutti gli amici!

Commenti scelti dei lettori dell'epoca : 

Antelao : birthday al Crenaboy! Nemmeno l'illuminato Obi Wan avrebbe potuto fare regalo piu' bello! Mi tornano alla mente i momenti di gioia pura quando con la mia Arianna giocavamo per ore con le astronavi e i personaggi di star wars, con i poster delle locandine dei films  appesi ai muri, ricreavamo le varie scene e io facevo il perfido e cattivissimo Dart Maul! Ho sentito il maestro Yoda, si e' commosso e si e' raccomandato di trasmettere gli auguri a Tatino e un forte abbraccio Jedi a te. Mi ha anche chiesto se per caso ti occorre una spada laser per le tue ronde....

venuste : infiniti auguri a TATINOOOOOOOO  BUON COMPLEANNO TESORO...che la tua vita......sia sempre...... felice .........auguri anche al papa' ed alla sua mammina...beh io credo che Tatino sia piu' felice di festeggiarlo a scuola con tutti i suoi amichetti... della sua stessa eta'...io ricordo iaia... si divertiva tantissimo.....a casa... beh c'erano anche i parenti... e non potevano pazziare come volevano.. dicevano....oddio......come gridano..a scuola invece..... c'erano tutti... era piu bello...erano tutti bambini...AUGURI

DonnaDiClasse : ......bellissima testata, ma questo te lo avevo già detto in privato..........un angelo dallo sguardo severo.......come dire "guai a chi me lo tocca", ed è giusto che sia così, non importa certo dirti .......proteggilo dalle cattiverie del mondo, il tuo sguardo insieme alle mani protettive che lo abbracciano saranno per lui la più grande sicurezza! Toccante e commovente ritratto Anna

SUPERMAGIC 2011

 (Prima pubblicazione 02,02,2011)


Ieri sera, sforando il budget e andando tragicamente in rosso, ci siamo concessi di portare Tato a teatro a vedere lo show Supermagic, ottava edizione, al teatro Olimpico. Ci tengo a dirvi che è stato assolutamente all'altezza delle aspettative, con numeri altamente spettacolari, bravissimi tutti gli artisti, una gioia per gli occhi e anche i più smaliziati han goduto due ore di grande prestidigitazione. Meraviglioso Jae Hoon Lim, che vedete nella foto quando siamo andati nel backstage a farci fare gli autografi da tutti loro, che ha fatto comparire decine di colombe con una bravura assurda. Gran finale con Dani Lary che, con una scenografia gotica imponente, ha sfruttato una macchina magica scenica che era stata già adoperata da Brachetti nello spettacolo che portò mesi fa al Sistina ma che in tanti non hanno riconosciuto. Bellissimo show che non dovete perdere, c'è tempo fino a domenica, a Roma, se trovate ancora i biglietti.


SCHERZACCI (dedicato a Marcello Marchesi)

 (Prima pubblicazione 08.01.2011)


Pochi giorni fa, l'ultimo giorno prima della chiusura della scuola per le vacanze, ce ne stavamo io e mio figlio ,a far cagnara in mezzo a tutto il bailamme nel cortile, tra pupi e pupetti, mamme e altri parenti di vario tipo, festeggianti e chiassosi quando, allontanatici dal portone scolastico abbiamo visto in terra una meravigliosa piccola scatola da regalo.  Come insegnava il Conte Mascetti, e quel luminare di Marcello Marchesi, il genio si rivela nel saper approfittare del momento per inventare qualcosa di totalmente folle. Ci siamo guardati un attimo e siamo scattati, abbiamo raccolto la scatolina e siamo corsi nelle aiuole in cerca di quel che ci necessitava. Mi ero premunito di usare il cellophane del giornalino che stavamo per gettar via e , trovato esattamente quel che occorreva, giusto per quantità e consistenza, ne abbiamo fatto incetta e stipato nella scatola. Poi, con aria sorniona, le mani nelle tasche del giaccone onde non mostrar nulla, la scatola sotto tenuta per bene a farla opportunamente scaldare e riprender vita (e odore), siamo tornati chiacchierando in mezzo alla confusione. Poco dopo ecco la scatola cascare da sotto il giaccone senza che nessuno vedesse muovere un dito... di lontano ci siamo premurati di gustarci la scena. Chi passava vicino, chi era indeciso...poi ecco un bambino precipitarsi ratto ad acchiapparla e la mamma a sgridarlo di non prendere cose per terra ma... ovviamente era pesante e la mamma, guardinga che non ci fosse il proprietario in giro, ha velocemente infilato le dita dentro per prendere il contenuto. Io e Tato stiamo ancora ridendo, lei immagino stia ancora a lavarsi...

(Marcello Marchesi "non cercate mai di farla dentro un portamonete, è una cosa difficilissima, da marziani" cit.)

Commenti scelti dei lettori dell'epoca :

spazio1969 : proprio uno scherzo di mer**... che impuniti!

DonnaDiClasse : ............certo che siete due sagome tu e tuo figlio, anzi prima di tutto tu, che sei grandicello ma sono scherzi da buontemponi, del resto la curiosità a volte fa brutti scherzi. Mi hai ricordato un fatto di quando ero bimbetta, allora abitavo nella stessa casa di mio cugino, che per me anche ora è come un fratello, abbiamo la stessa età:  un filo sottile legato ad un vecchio portafoglio e lasciato su di un lato del marciapiede; Un portafoglio fa gola, quindi le persone che passavano si fermavano per raccoglierlo e allora mio cugino dava uno strattone al filo ed è allora che le persone si accorgevano dello scherzo! Ma la cosa divertente era vedere le espressioni delle persone che facevano finta di niente e continuavano a camminare senza nemmeno fermarsi per capire chi era l'autore dello scherzo. Crena e Crena junior...........due tipi da tenere sott'occhio ahahahahaha Buona giornata a te Anna

LoCAr : non hai proprio nulla di meglio da fare! Sei terribile!

IMPRESSIONI D'AUTUNNO

 (Prima pubblicazione 26.11.2010)


Mentre per noi questo è il periodo delle alluvioni, del freddo, dei raffreddori, del grigiore, della malinconia, delle foglie morte per te , che sei solo un bambino, basta una pozzanghera d'acqua e una barchetta di carta per vivere in un mondo dove il grigiore non esiste. E se tu sapessi quanto invidio la tua ingenuità, forse faresti una barchetta di carta anche per me...

Commenti dei lettori dell'epoca :

cittadino.italia : ... non ti si può dar ragione? e aggiungo anche che osservare un bambino che gioca e immagina chissà cosa, l'essere trascinati nella sua dimensione, è di per se un fatto molto positivo. Il pensiero di un uomo adulto che quasi si rifugia in quella visione, è senz'altro l'ammirazione per il mondo che lo circonda, anche se non lo pensa. Siamo stati tutti bambini e tutti abbiamo sognato, poi siamo cresciuti ed i sogni in parte sono svaniti. Non è forse un sogno osservare un bambino nella sua spensieratezza? ecco, quella è una parte di quei sogni che non sono svaniti, che ancora e per sempre porteremo dentro. Un caro saluto.

PrimaDelSilenzio : .........certo, le piccole cose , quelle artigianali, poco pretenziose, sono quelle che di solito fanno divertire di più i bambini, la loro fantasia deve ricominciare a crescere inventando, costruendo quello che vogliono con le cose più semplici, fogli, matite, forbici (adatte a loro)  escludendo quando è possibile tutti quei giocattoli fatti in serie e , alcuni anche pericolosi a causa dei materiali con cui vengono costruiti. Oggi avevo da me le mie nipotine, ho fatto da cavia alla grande, aveva voglia di  fare l'estetista con me, mi ha truccata e pettinata, poi mi ha fatta guardare allo specchio smile avrei potuto fare la clown in un circo smile ,ma lei si è divertita ,  mentre la piccola giocava con la mia bigiotteria indossando bracciali, anelli, collane, fino a che una si è rotta e il pavimento si è riempito di pietruzze bianche sul pavimento bianco, quindi tutte in ginocchio per terra, compresa mia figlia,  per recuperare  ; Insomma è stata una goduria tutto il pomeriggio, infatti sono sfatta dalla stanchezza; smile ; L'importante è che loro si siano divertite. Ai bambini dobbiamo sempre dare modo di usare la fantasia e concedergli il nostro tempo dando loro soddisfazione e mai lasciarli a se stessi in balia dei giocattoli: Tanti genitori pensano di compensare la loro assenza riempendoli di tutto quello che chiedono, credo invece che la cosa importante per loro, per farli stare bene, sia quella di non farli mai sentire soli! Ti auguro una buona nottata (immagino di lavoro) Anna

la.claudia65 : ...la mia barchetta forse è ancora là, in quel quadrato di terreno meta di pozzanghere nei lunghi mesi autunnali, ero un diavoletto e la mamma si arrabbiava perchè mi sporcavo sempre tutto il vestitino della domenica...Ma sempre presente era il sorriso e la gioia di vivere in quelle lunghe giornate autunnali...Uff....benedetta malinconia

L'ORSO DI PELUCHE PIU' GRANDE DEL MONDO

 (Prima pubblicazione 17.11.2010)


Dopo essersi fatto i suoi bravi giretti in tutta Italia, ultima Firenze, ecco che da un po' staziona a Roma, al secondo piano del mega centro commerciale Porta di Roma, il gigantesco orsacchiotto di peluche al quale finalmente è stato dato un nome, Ronfy, anche perchè i visitatori con spasso possono ascoltarlo russare a tutto volume. Infatti Ronfy se ne sta steso vicino ad un cuscino, una tazza ed un cornetto di dimensioni maestose. I piccoli che lo guardano con meraviglia non possono però rotolarcisi sopra né toccarlo, perchè il super peluche, inventato da Gaby Hauser Parodi ed entrato a tutto diritto nel Guinnes dei Primati nel 2005, se ne sta circondato da una staccionata protettiva al fine di evitare vandalismi. Lungo quasi diciotto metri, imbottito con più di 180 metri cubi di polistirolo e dotato di una magnifica pelliccia di peluche sviluppata per quasi 250 metri quadri, Ronfy aspetta di avere il suo pigiamone composto dai disegni che un poco alla volta stanno realizzando tutti i bambini che vanno a vederlo e che si siedono sulle seggiole lì vicino a disegnare sotto l'occhio vigile e amorevole delle ragazze addette all'orso. Una scusa simpatica per portare i vostri piccoli in visita ad un "qualcosa" che gli rimarrà davvero impresso!

Commenti dei lettori dell'epoca :

venuste : anche io avevo l'enorme orso giallo.......me lo aveva regalato il mio fidanzato.. per il compleanno 16 anni...il mio fidanzato... è il papa' di jaja...cosi ho conservato il peluches...e lei ci ha giocato...e poi....... l'ho buttato.....felice e contenta...

spazio1969 :per una allergica alla polvere, per il quale i peluche sono out! simpatica la foto di Tato col guiness.... come potevi fargliela perdere?!!!! un salutone!

serenella21 : + bello dell'orsakiotto è tatinooooooooo  azz ma è cresciuto tanto dall'ultima volta eh buona domenica un forte abbraccio

giovedì 18 dicembre 2025

TATINO DICE

 (Prima pubblicazione 04.06.2010)


salve a tutti io mi chiamo Bruno e ho 10 anni , mi diverto molto con mio padre  , gioco molto con lui , mi porta sempre in giro e mi fa conoscere tante cose che non so , per questo gli voglio molto bene . Anche se qualche volta si arrabbia io gli voglio sempre bene .Quando sono triste lui mi aiuta e mi consola . E mi compra sempre tante cose belle e che mi fanno divertire molto . Ciao a tutti .

(Oggi non avevo fantasia di scriver nulla, quindi ho lasciato il pc in mano a Tatino e quel che avete letto è quel che gli passava nel cervellino. E' sempre molto caro. Un saluto a tutti!)

venerdì 12 dicembre 2025

ADDOBBI NATALIZI A SCUOLA DI TATINO

 (Prima pubblicazione 22.12.2009)


Ecco come le maestre, sempre tanto impegnate, hanno pensato di addobbare la classe del cittino presso la scuola Pistelli.  Povero, aveva persino costruito dei pacchetti infiocchettati da metterci sotto e se li era portati con dei nastri da metterci, quando li ha dati alla maestra lei li ha presi e lo ha sgridato dicendo, ecco così te li rubano, come se li avesse fatti per sé e non per la classe. Ovviamente il padre gli ha imposto di riportarsi tutto a casa, dove sono di certo più graditi. Ma da donne che - quando alla ricreazione in cortile lo hanno messo in mezzo e spogliato in cinque ed è andato da loro a lamentarsi - gli dicono che deve lasciarle in pace perché anche loro hanno bisogno dei loro spazi vitali, cosa c'è da aspettarsi? Glieli darei io gli spazi vitali, in fronte.

giovedì 11 dicembre 2025

PIOVONO POLPETTE la pubblicità

 (Prima pubblicazione 09.12.2009)


Qui a Roma sta prendendo piede un nuovo tipo di cartellonistica, a rilievo e con strane robe appese. Già per il film 2012 abbiamo visto cartelloni con l'acqua che scendeva a cascata, naturalmente recuperata e rimessa in circolo sotto da curiose apparecchiature.. per PIOVONO POLPETTE io e il figliolo ci siamo trovati davanti ad un manifesto con polpette e spaghetti appesi e svolazzanti ed un clamoroso gelato cascato. Come resistere alla tentazione di fotografarsi? Salvo scoprire poi che durante la notte aveva piovuto e la vernice al mattino era pressoché liquida quindi eravamo imbrattati di bianco ovunque...eh eh eh!

NATALE 2009

 (Prima pubblicazione 07.12.2009)


Sarà che sto piuttosto male in salute e il freddo qui al lavoro non aiuta ad elevare l'animo, ma non avevo gran che voglia di scrivere poi, pensando al figliolo che se ne sta dormendo tranquillo mi è venuto da ragionare un pochino sul natale, al di là delle ovvie considerazioni religiose che non vi faccio, tanto sapete come la penso. Per me quei giorni saranno solo ed unicamente tesi a mantenere viva la felicità del piccolo, non esiste altro scopo a questa vita, niente che possa lontanamente paragonarsi all'atto di vivere per crescerlo, proteggerlo, renderlo lieto. Niente. Natale è per me la tradizionale ricerca annuale alla palla, che ogni anno compro, sempre più bella, una all'anno, da aggiungere all'albero, ed un pupazzetto da mettere nel presepe. Ma sì, poche semplici cose che fanno abitudine ma senza le quali mi spiacerebbe passarlo. I doni? ah be', oramai se li voglio me li cerco da me, non c'è problema, ma per lui deve essere ancora e sempre tutto una favola. Non ha chiesto lui di scendere dalla sua nuvoletta per venir qui ed è giusto che abbia quel che lo fa contento, fin che mi riesce. E quando non mi riuscirà troverò il modo, come l'ho sempre trovato, visto che devo stare attento io ai conti ed ai cordoni della borsa mentre altri spendono e se ne frullano allegramente.  Ma che ben venga il natale, ben venga il portarlo in giro a vedere addobbi e mercatini, chiese, presepi, negozi, tutto quello che fa la magia di quei giorni. Che sia felice. Che siano felici tutti i bambini del mondo. Ne abbiamo la responsabilità. Togliergli la gioia è un peccato che non ci sarà perdonato.

giovedì 4 dicembre 2025

POESIOLE SCOLASTICHE

 (Prima pubblicazione 04.05.2009)


(N:B: Una piccola raccolta di poesie scritte da mio figlio quando era bambino)

-Amico sol, nel tuo splendore

ogn'ombra fugge

e del gelo il rigor

presto distrugge.


-Mare, mare grande, mare antico

se la luce del faro t'innamora

ogn'onda tua s'ingrossa e trascolora.

Rimani, te ne prego, un buon amico.


-Vento birichino che voli lassù

sai dirmi che cosa intravvedi quaggiù?

Vedi noi tanti, ma tanti bambini

intenti a giocare coi nostri giochini

e invece tu corri lontano, lontano

e giochi da solo con un aeroplano.


-Oh notte, che spandi sui colori un velo scuro

rubato hai la mia ombra contro il muro.

Eppur m'accompagnava stamattina!

Me l'hai nascosta nella tua cantina?

STUPORE

 (Prima pubblicazione 22.04.2009)


(N:B: un piccolo testo scritto all'epoca per la scuola da mio figlio bambino)


Salgo sopra un albero e rimango stupito del paesaggio: vedo un limpido ruscello, tantissimi alberi, un enorme vulcano, piccole montagne e in lontananza c’è anche il mare.

Non ho proprio idea di dove sono finito, però sento in lontananza il ruggito di un animale feroce ma dopo il silenzio. Ad un certo punto sento però un brontolio al mio stomaco, così infilo la mano nella tasca e prendo una delle mie merendine e la mangio affamato.

Sono veramente solo e desidero incontrare qualcuno, cammino, cammino e non trovo nessun umano.

Comincio ad avere un po’ di sete fortunatamente trovo un ruscello e mi metto a bere ma mi faccio il bagno. Nel ruscello trovo tantissimi pesci ma riconosco anche degli esseri che ho studiato a scuola: i nautiloidi e i trilobiti; ma non è possibile! Questi esseri sono scomparsi milioni di anni fa, sono finito in una foresta preistorica!

venerdì 14 novembre 2025

LE PAROLE PER DIRLO

 (04.03.2009)  Dodici milioni di anni fa, quando la terra era giovane e io cercavo di scansare i dinosauri andando a scuola, ci intruppavamo tutti belli belli con i nostri grembiulini e le cartellette in cuoio stile ministeriale, i maschietti dai preti, le femminucce dalle suore, gli altri dove gli pareva...e andavamo avanti per diciotto anni, sospirando su testi in lingua d'Oc che descrivevano l'amore angelicato e fremendo (ma solo da una certa età in poi) al fortuito ritrovamento stradale di quei cari giornalini tipo Caballero, Il Lando, Ov, Os, Belzeba eccetera eccetera che sembrano divenuti più rari di un trilobite. Arrivati alla maturità si cominciava con le festicciole in casa dove riuscire a scroccare un bacio alla malcapitata di turno già faceva presagire fidanzamenti, matrimoni o almeno un piacevole pomeriggio alla scoperta di dio sa cosa. Mio padre, buonanima, con mostruoso imbarazzo, verso i diciotto anni tentò di darmi spiegazioni preventive sulla riproduzione, con uno schematico disegnino relativo a cose con la coda e uova alquanto minuscole. Va da sé che ne sapevo già del mio, ma con affetto accettai questa sua rassicurante premura. Altri tempi, si diceva, ben diversi dall'oggi dove son già mescolati dai quattro anni in poi e si preparano a futuri devastanti. Basta leggersi certi blog dove ragazze appena maggiorenni si crucciano dei loro grandi amori già perduti e del sesso sfrenato che vanno facendo da almeno quattro anni. E ci sarebbe da chiedersi  a cosa serva definire maniaco uno che va (non che "stupra", badate bene..) con una così, visto che a vent'anni se ne son presi un battaglione. Ma tant'è, il problema non era questo ma: a molti di voi, madri e padri, sarà capitato che l'amato pargolo se ne sia uscito con la richiesta di informazioni, vero? In giro e nelle librerie si trovano montagne di libri sull'argomento, solitamente dipinto come un dramma in arrivo nella quiete della famiglia, e si danno le risposte più disparate. Io son dell'idea che sia una plateale montatura a scopo di guadagno, ed un problema indotto, che magari nella realtà problema poi non è. Come ve la siete cavata voi? A me, l'altra sera, il marmocchio mi ha bloccato una forchettata di spaghetti in bocca esternandomi: Che sono gli spermatozoi?, eh diamine, gli ho detto: I semini per fare i bambini. al ché lui, carogna, subito: E dove stanno gli spermatozoi?,  - Nel pipo, ovviamente. - E come si fanno i bambini? - al ché, spaghetti permettendomelo, ho ribattuto: Si mette il pipo nella patata! - E' da ieri notte che sta ridendo e gridando che schifo! che schifo!... Direi che anche stavolta l'abbiamo scampata.. E' andata bene anche a voi?



mercoledì 22 ottobre 2025

ALLA RICERCA DEL TEMPO PERDUTO : 24

 (06.01.2009)

Iniziarono bene, in fondo, le nostre minuscole vacanze. Un padre e un figlio, bagagli nel cofano, pronti ad un inarrestabile voglia di stare insieme e divertirsi per quei pochi giorni permessi dai turni lavorativi. Un bel viaggio lungo fino a Cesena per portare il cucciolo a far cagnara a Mirabilandia, ristoranti per farlo strabiliare davanti a portate inconsuete, giocattolini ad ogni richiesta perché in fondo io posso sempre andare con le toppe ai pantaloni e le scarpe slabbrate ma lui ha il diritto ad essere felice. E poi un tranquillo fine settimana a Montepulciano, a fargli conoscere un vecchio amico ristoratore prodigo nel riempirci piatti e stomaci di pici in tutte le salse, i musei, i favolosi panorami della vecchia, cara Toscana. Ore liete, a trascinarci qua e là, nella placida indolenza di chi è intimamente soddisfatto delle poche cose che la vita concede, pago del vederlo ruzzare senza pensieri per le viuzze e nei negozi. E per finire la serata perché non portarlo al parco centrale di Montepulciano, tra chioschi, fiere paesane, stand, giardini, alberi, cespugli e quanto altro? Già, perché? Ed eccoci là, io seduto in panchina a fumare guardandolo correre sugli scivoli e le altalene con i bambini del luogo e dei villeggianti, mentre intorno la folla ondeggia lentamente da un capo all'altro della fiera. E lo vedi far comunella con un bambino napoletano, e chiacchierare, e bisbigliare con aria complice e sorniona e poi mettersi a correre per tutto il parco, allegri, ma senza la minima intenzione di tornare quando lo chiamavo. Così, dopo aver fatto un poco finta di niente, aver provato a chiamarlo per vedersi ridere in faccia e fuggir via, cominci a sentirti nervoso, e poi anche preso in giro e ti alzi e inizi ad andargli dietro per riprenderlo. Ma no, che subito fuggono via, svicolando tra i meandri del parco. E inizi a correre, vergognandoti come una bestia degli sguardi della gente, sentendo addosso il peso del ridicolo e della sua disubbidienza. E poi sparisce. E inizi a non vederlo più, lì, in quel parco improvvisamente troppo grande, troppo affollato. E scende la sera, e la notte la segue e tutto diventa così buio, tra le mille luci dei lampioni e degli stand. Troppo buio in tutta quella luce. E la senti, prima leggera, poi sempre più forte, la mano ghiacciata della paura che ti accarezza la nuca. E corri qua, e poi là, e da uno stand all'altro, con mille occhi per cercarlo e non trovarlo. Poi d'un tratto eccone la sagoma furtiva che corre lontano, e via, appresso, chiamandolo e loro scappano di nuovo. E non sai cosa fare, se allertare la polizia, se rivolgerti a qualcuno ma non c'è nessuno, mille persone ma nessuno che possa aiutarti, e ti ricordi il mestiere che fai e le cose che senti e che vedi tutti i giorni e che non sa lui. Lui che sta correndo chissà dove. Passa un ora, ne passano tre, la gente va via, e tu a correre vicino alle uscite per trovarlo prima che.. già, prima che. Prima che quello che non vuoi pensare, succeda. Prima che sparisca davvero. Alla fine è là, sono là, nascosti dietro un albero e inizi a urlare, a girargli intorno come un pazzo per prenderlo e te lo ritrovi piangente, terrorizzato persino, tra le braccia. Ma terrorizzato, scopri, da te perché l'altro bambino gli aveva detto che lo avrei picchiato e lui aveva paura. Di me. Di suo padre. Così lo prendi per mano, senza rivolgere la parola all'altro bambino i cui genitori neanche per un attimo si son curati di cercare, e lo trascini fuori verso l'albergo, e lo senti implorare di non picchiarlo. E fatichi a rispondere che no, non avrei voluto picchiarlo, volevo solo ritrovarlo, e te lo metti seduto sulle spalle, per sentirlo finalmente preso. Tenuto. Tuo. Tornati in camera alla fine si acquieta e si addormenta su di me, al mio calore che lo tranquillizza. E mentre le ore si susseguono guardi il soffitto in preda ad una furia cieca, pensando che se fossi stato armato qualcuno sarebbe morto. Pensando che se fosse sparito sarei morto io. Così, ringrazi Iddio che te lo ha ridato e, col vuoto dentro, aspetti il sorgere del sole e sai di dover essere grato alla vita per averti insegnato qualcosa di nuovo, come fa sempre quando non gli viene richiesto: il vero, reale significato del terrore.