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giovedì 18 dicembre 2025

ADOTTA IL TUO BARBONE

 (Prima pubblicazione 01.10.2010)


Dato il lavoro che faccio, ammetto di averne le tasche piene di combattere ogni notte con qualsiasi risma di delinquente e feccia della Terra, compresi i barboni lezzosi e perennemente ubriachi, intenti a bestemmiare, sporcare e girare con coltelli o colli di bottiglia, rubando qualsiasi cosa gli capiti a tiro. E' un ondata che ti cancella dal cuore ogni briciola di pietas umana e ti rende incattivito e acido. Ma, nel vergognoso verminaio in cui affondo i piedi ogni notte, a volte capitano quelle persone rese così da destini avversi e non da scelte personali e che cercano malgrado tutto di sopravvivere senza far danno e senza disturbare nessuno. A questa tipologia appartiene un piccolo vecchino malaticcio e malandato, che fino a una settimana fa gironzolava coperto da una camicia stracciata, un paio di braghe dell'epoca che fu e due scarpe scalcagnate. Vederlo ondeggiare per il freddo in cerca del caffè dell'alba per riscaldarsi mi era diventato insopportabile perciò ho cominciato a parlarci, cosa complessa visto che viene dal lago Titicaca e parla una sorta di spagnolo andino bizzarro, ma è una persona buona e gentile che vive quel po' di vita che gli resta in signorile solitudine. Perciò senza dir nulla in giro, un giorno praticamente l'ho rivestito di tutto punto, cosa che adesso gli permette di starsene seduto all'addiaccio sorridente e tranquillo, in attesa di farsi due chiacchiere con me appena mi riesce di rubare un minuto alle ronde. Il "caballero" insiste per portarmi sul lago Titicaca e donarmi le sue terre...ma "caballero", fratello mio, io non desidero niente e non merito niente. So benissimo che quel che ora sei tu, un giorno potrei essere io. E allora, se mi vuoi ringraziare, dì una preghiera per questa animaccia sporca che mi porto dietro, e nulla più.

Commenti dei lettori dell'epoca : 

suina : chissa' quali peripezie a dovuto affrontare quella persona dal suo paese a venire qui in italia per fare quella vita,il tuo gesto solidale gli ha dato un po' di calore che ci ricorda che nella vita basta davvero poco per essere felici,bisogna d'altronde ricordarci che quella condizione non si augura a nessuno ma di questi tempi soprattutto e piu' facile finire per strada che trovare un lavoro,purtroppo.Se sei credente, il signore diceva che se aiuti persone come loro e come se lo avessi fatto al Signore stesso ed un giorno(il piu' tardi possibile) sara' propio quella persona ad accoglierti nel regno dei cieli.ciao e buona giornata!

Antelao : al tuo caballero se e' peruviano o boliviano. Magari conosce la lingua Quechua. Pare che il lago Titicaca prenda il nome dalla sua isola. Ha una altitudine di ben 3.812 metri ed inoltre e' 22 volte piu' grande del lago di Garda trattandosi del lago navigabile piu' alto del mondo, nonche' del lago piu' grande del sud America. E' meraviglioso e ha le acque estremamente limpide. Io ci farei un pensierino, se il nonnetto ti volesse cedere qualche terreno. Potremmo costruirci una baracca e andare a pescare assieme: anzi, mentre tu peschi io potrei scalare qualche picco andino nei dintorni. Inoltre le piccole andine sono proprio carine e sorridenti. Insomma, che cacchio ci fa qui il simpatico indio? Hai fatto bene a dargli qualche vestito, perche' e' evidente che e' una persona a posto che la vita deve aver maltrattato assai. Sarei decisamente interessato a conoscere la sua storia. Se puoi approfondire io sono tutt'orecchi.

cittadino.italia : ... è stato un gesto di grande umanità che quell'uomo ricorderà fino alla fine dei suoi giorni. E' proprio vero, fai del bene e scordatene, fai del male e pensaci. E poi lo hai chiamato in italiano, barbone, non come fanno in tanti che li chiamano clochards, quasi volessero elevarli dal loro penoso stato sociale e darsi un contegno di persone nobili d'animo. Un caro saluto.

naig67 : Grazie per il tuo gesto generoso, mi hai strappato una lacrima. Se ci fosse più tolleranza e amore per il prossimo, questo mondo sarebbe veramente civile.

Buona vita, Viviana

LoCAr : viviamo in un mondo di merda...il tuo post mi fa venire in mente il buon vecchio Alex Murphy,divenuto poi ROBOCOP,il super poliziotto...ti stai trasformando in un poliziotto duro,ma buono come il super cyborg!smile quante esperienze si vedono,ma sai siamo nel "bel paese" padre di ben pensanti e moralisti...e io DICO CHE SONO LORO LA VERA MERDA! gente inutile! tutto va male,ma per loro siamo una potenza...si una potenza del nuovo 4 mondo...un caloroso saluto mannaro!

serenella21 : li kiamiamo barboni ma sono stati padri ..fratelli e ora x fallimenti o disastri sono senza + una casa ne famiglia senza + nessuno ke gli regala un sorriso
sono uomini e nn rifiuti umani come tante pensano e li evitano o gli fanno solo la carita'
bisognerebbe pensare ke le strade della vita sono infinite e kissa' se un giorno potremmo fare la stessa fine..alle volte x qste persone anke una parola un gesto gentile li rende felici....specialmente ki ha visto il marciume di questa societa' e tu lo vedi ogni notte sei un uomo con un cuore grande e generoso x qsto tvb papa' marco

venerdì 12 dicembre 2025

UNA NOTTATA COME TANTE

 (Prima pubblicazione 12.02.2010)


Arrivo presso la portineria dove svolgo il turno, una cosa tranquilla stasera, chilometri da fare e tanti ad andare su e giù per il palazzo ma rischi pochi. Mezz'ora prima, giusto per scendere presso la postazione centrale a prendermi la busta paga che han lasciato lì, arrivo e scherzo coi colleghi della stazione, si cazzeggia del più e del meno quando arriva di corsa uno di noi a dire che ci sono problemi nella zona dietro i bagni. Loro vanno, io non sono ancora in servizio, me ne frego, mi accodo, non si lascia soli i colleghi se c'è casino o almeno questa dovrebbe essere la regola. Scendiamo e troviamo un tossico orrido e strafatto con una siringa in mano e una tossica seminuda che gli sta succhiando il braccio insanguinato, intorno lerciume e masserizie sparse in terra. Loro si bloccano, lui si mette a urlare che è sieropositivo; esplodo, mi faccio avanti e urlo che 'ste cose non si fanno, meno che mai in mezzo alla gente che sta passando. Un attimo e il collega mi tira indietro per un braccio mentre quello parte con la siringa puntata, la scanso per un pelo, ci allontaniamo tenendo bloccate le porte, uno parte e va a chiamare i carabinieri che arrivano armati di tutto punto. Usciamo a fumare, saranno cavoli loro. Sono piuttosto senza fiato e le Camel aiutano poco. Me ne vado in postazione, scrivo un po', vado di ronda. All'una mi suona il cellulare: è mio figlio che prega che vada a casa, ha mal di stomaco e non riesce a dormire. Papà è al lavoro, figlio, lo sai che non posso andarmene da qua, mamma dove sta? E' a letto a dormire, ovvia risposta. A dormire. Fai il bravo per favore, prendi l'orsetto e mettiti sotto le coperte, sogna tuo padre, domani dormo a casa, ti faccio le coccole, stai tranquillo. Ci mandiamo baci, attacco il cellulare. Dai vetri su strada vedo un gruppo di sbandati che si trascina verso l'interno della stazione. Cosa sto facendo qui seduto? Perché non sto là fuori con gli altri? Vi voglio morti. Tutti. Dal primo all'ultimo.

Commenti dei lettori dell'epoca : 

did.lina : Non è giusto! Non so se questa sia la vita e la professione che tu hai scelto...Immagino di si. Ma leggendo ciò che scrivi qualcosa in me si ribella: non è giusto! Comprendo fino in fondo al cuore la tua ultima frase... Dove abbiamo sbagliato? Perchè tutte le notti e tutti i giorni si ripetono queste cose, in tutte le stazioni, in tutte le città...Qualcosa è sfuggito alle famiglie, alla scuola Sono pensieri in libertà i miei, ma ripeto: non è giusto!

neteyes : Di sicuro vedere certe cose non è affatto bello,anche io le ho viste. La cosa che noti subito è come ti riduce la droga,uno zombie vegetale,uno schiavo di essa al 100%,la rabbia è anche per quelle persone che ci cadono,vederle ridursi cosi abbandonate a se stesse in balia della loro dipendenza.E poi pensi ,ma come cazzo si fa' a vivere(morire) per la droga in quella maniera,se volevi morire ti suicidi direttamente con una pistola o una corda,purchè finire in mezzo ad una strada con una siringa in mano tra fango e immondizzia.Ma la droga purtroppo annebbia tutto cervello e dignita' personale compresa.Io ho sempre pensato che a quelle scene , se si è costretti  e capita di vederle per lavoro,come te...forse è meglio che le guardi tu che non i genitori di quelle persone a cui farebbe molto piu' male assai.Ciao!

NOTTE BALORDA

 (Prima pubblicazione 10.02.2010)


E allora parto, per andare al safari notturno a Termini, sotto una pioggia carogna e subito mi incastro sul viale del Muro Torto dove un imbecille contromano si è spiattato contro una Smart. Mi diletto a elaborare bizzarre teorie sulle traiettorie dei guidatori ma non ne vengo a capo, arrivo e parcheggio, mi blocco a prendermi un caffè al ginseng e le sigarette e vado a registrarmi, neanche il tempo di prendere la radio e chiamano perché un nero ha tirato fuori le sue parti anatomiche e sta spaventando le donne che passano. Ci si precipita, è fuori di testa, lo si butta fuori. Passano i City Angels tutti giulivi coi loro corpettini e sacchi di vettovaglie per un nugolo lezzoso di barboni che sta impestando l'area Giolitti, invece di ringraziare quelli mandano tutti a fare in culo, cerchiamo di allontanarli, uno lercissimo si alza dalla pozza nella quale ristagna e ci domanda quale codice di legge ci dà il diritto di allontanarli. La voglia di stampargli l'intero Digesto sul grugno scorre nelle vene, lasciamo stare. Si va nei magazzini e nei sottoscala, si ramazza i subumani che allignano tra la ruggine e gli scarichi dei treni, una offre sesso in cambio della notte lì sotto. Fuori. Fuori dalle palle. Il freddo mi sballa il cervello, fatico a camminare, ciondolo tra l'area tre e la quattro, punto uno che piscia sotto la scala del ristorante, lo caccio. Entrano dappertutto, fatichiamo a radunarli, escono a sgoccioli. Mi guardo camminare in una vetrina di cioccolate varie, non sono loro gli zombi, sono io. Non riesco ad afferrare il senso di quel che faccio, sto perso nel vuoto, ad un tratto mi sento toccare su una spalla, mi giro di scatto, un nero strafatto tiene il braccio nascosto nel giubbotto, penso eccola, è arrivata, biascica cose che non capisco, continua a tenermi, mi sposto, si allontana camminando all'indietro. Non smette di guardarmi. Non avrei fatto neanche in tempo a prendere il ferro, dobbiamo tenerlo sotto il giubbotto se no la gente si impressiona. Cazzo. Però i carabinieri girano in mimetica e armati di tutto punto, quelli non impressionano nessuno? Alle tre, mentre appoggiato con la fronte ad un angolare metallico cerco di esalare dalle narici tutto il puzzo che ho mandato giù sin ora, e non c'è verso, sembro un cane fradicio, mi faccio schifo da solo, arriva correndo l'area undici a dirmi di andare subito al cantiere dove stavo l'altra notte: in un tentativo di furto hanno seccato il collega, è all'ospedale, devo andare, anche il turno si allunga sino alle sette. Attraverso Roma sotto il diluvio cercando di fare presto, la zona è scoperta, in mezz'ora sono lì, esco dall'auto insieme ad una nuvola grigiastra di sigarette al mentolo, parlo con la pattuglia, prendo posizione vicino ai container sfondati. Nel buio non si vede niente, possono tornare a prendere quel che è rimasto. Loro partono, io resto e penso. Questo è il guaio. Penso che poteva toccare a me se fossi stato lì. Una volta avevo una vita, con idee, programmi, speranze, illusioni. Ora ho soltanto una regola: torna a casa vivo. Continua a piovere.

Commenti dei lettori dell'epoca : 

did.lina : Ho letto e sono senza parole...Io, ma forse come me  tanta altra gente, non penso molto a queste cose!  Si danno un po' per scontate nella  nostra normalità piatta e rassicurante...Mi colpisce ciò che scrivi e so che è la realtà e che voi siete gli eroi dei nostri giorni.  Descrivi una nottata difficile e lo fai con distacco, serenamente. Ma concludi con amrezza: "Torna a casa vivo!" Gli angeli fra la gente siete voi!

milady444 : essere orgoglioso del lavoro che fai, ci vuole coraggio e spirito di sacrificio. buonanotte. Graziella

shon1977 : come sergente maggiore capo, mi tolgo tanto di cappello,merita tutto il mio rispetto, se tutto il mondo fosse come lei...

giovedì 11 dicembre 2025

ASPETTI AGRESTI DELLA VITA LAVORATIVA

 (Prima pubblicazione 20.12.2009)


Talvolta non si riesce bene a comprendere quel che si sta facendo e ci si lascia andare a vivere così, senza una ragione tangibile, per puro moto perpetuo o per l'ineluttabilità del fato. Fatto sta che è leggermente stressante fare dodici ore notturne a guardia di un paio di mezzi d'opera dei vigili del fuoco posizionati sulle sponde dell'Aniene, in un mare di fanga, sterpaglie e spuntoni micidiali di roccia che affiorano carogne tra le zolle in attesa delle coppe dell'olio delle auto private dei guardiani della notte comandati al servizio. Quando dai vostri cadreghini ufficiosi vi capita di borbottare contro il capoufficio che vi nega l'uscita per la spesa proletaria, date un occhiata qua, stampatevela anzi e piazzatevela sul muro, magari ghignando sì, ma pensando che quando la notte, da sotto le coltri, sentite la procella procedere e il tuono mugghiare in lontananza, bene, sappiate che da qualche parte, là sotto, avvolto in un incerata e col fango agli stinchi c'è sempre qualcuno che sta peggio di voi.