martedì 23 dicembre 2025

DA BUTTARE (post sugli sprechi alimentari e la povertà)

 (Prima pubblicazione 15.05.2019) © Crenabog 


Al solito, ogni volta che sto alla tastiera, mi ritrovo con l'eterno dilemma, di che possiamo discutere oggi? Qualcosa che non sia le solite chiacchiere personali, ma che possa coinvolgere e far ragionare, dai, anche litigare basta che poi dopo essersele dette ci si sieda davanti ad una bella spaghettata e tutto passa. Oh, ecco, una bella spaghettata: in quanti oggi se la potranno permettere? Ne parlo dato che quasi ogni notte mi ritrovo tra i ceti più bassi e la micro e macro criminalità, così spesso mi capita di assistere ai vari lati di questo dado che rotola sul tappeto dei dubbi. Su uno, ecco le associazioni caritatevoli, che sciamano in gruppo o in borghese - se sono amici che vogliono sentirsi buoni - o paludati con divise, giacchetti e altro a formare pattuglie sovente accompagnate da monache , che si piazzano in mezzo a nugoli di disperati offrendo bevande calde e panini suonando chitarre e cantando col microfono lodi a Gesù Cristo, ben sapendo che quella gente stracciata e spesso ubriaca che sta sdraiata sui cartoni appartiene in massima parte a religioni diverse e chi sa, magari si sentono tanto i nuovi convertitori nell'elargire vivande e parabole a chi è costretto ad andare a prenderle a denti stretti, umiliato. Un altro lato del dado, forza rotola rotola, a cui troppe volte mi è successo di essere testimone è l'osceno spreco di cibo che si fa, continuamente, nei negozi, nei forni (quelli magari no, che il pane raffermo lo riusano non fosse che per farlo grattato), nei negozi di sushi che alla sera gettano via enormi buste di cibo che fino a mezz'ora prima vendevano magari a venti euro a porzione e se glieli chiedi ti dicono no perché può essere andato a male e poco dopo abbassano la serranda del negozio e vanno a casa con altrettante buste piene: addirittura nelle ferrovie. La foto in alto è una delle tante scene notturne, scatoloni pieni di alimenti gettati tra le rotaie alle fermate dei treni nei ricoveri notturni, perché anche il personale delle pulizie è composto da discendenti di baroni, marchese, imperatori e quant'altro e mai sia che almeno tutti quei cartoni di succhi di frutta, panini, pizzette, dolciumi e merendine se li portassero a casa, o li dessero ad un barbone fermandosi con la macchina, o li regalassero al vicino di casa che magari non ce la fa a pagare l'affitto. No, via, tutto in mezzo alla campagna e poi ci si chiede come mai i sorci romani siano così enormi. Dei gabbiani non voglio nemmeno parlare... Un altra faccia del dado? Subito servita. sapeste quante volte ho visto gli sfd ( lo sai? no? senza fissa dimora, che a dire barboni si incorre anche in denunce per intolleranza, come se un barbone si mettesse a chiamare un avvocato, no, lo fanno per loro i benpensanti, quelli che i soldi a lui non glieli danno ma a casa hanno sempre il piatto che li aspetta e la prosopopea per spaccare l'anima agli altri) dicevo, gli sfd ricevere panini sigillati igienicamente, aprirli, estrarne la fetta di prosciutto e gettare in terra il resto. Perché via, anche loro probabilmente sono nobili decaduti, o quanto meno sono talmente ingrassati da tutte queste associazioni che non gliene importa nemmeno di quel che gli si dà. Naturalmente anche tra loro mica si danno quel che l'altro non è interessato ad avere, troppa grazia, fanno circolo solo quando gira la bottiglia. E gettiamolo ancora, un altra faccia, eccola qui: una celebre pasticceria della capitale ha ben affisso al suo interno il manifesto dell'aderire alla campagna contro lo spreco e tutte le sere regala le torte, le paste, i cornetti che non si sono venduti e che pure altri negozi furbescamente terrebbero in vetrina per venderli il giorno dopo, ad una parrocchia vicino a loro dove la sera si radunano i disperati consci che riceveranno qualcosa di buono. Quante facce nel dado dello spreco, quante sofisticazioni negli alimenti che ci vengono proposti, quanta fame che ancora ammazza indiscriminatamente senza fare distinzione di età, colore della pelle, religione. E quanto potremmo starne a ragionare, discutere, fare proclami - magari se fossimo nordici, con le trecce e qualche genitore che tira i fili dietro - ma alla fine, l'unica cosa che non dobbiamo fare è sprecare. Compriamo solo quello che sappiamo che consumeremo e se proprio avanza lo si riutilizzi (ho ancora un antico libro del ventennio su come cucinare con gli avanzi, perché a quanto pare se non c'è una guerra di mezzo nessuno si rimbocca le maniche)e se ci riesce aiutiamo concretamente chi ha bisogno, magari se non si vuole invitare a pranzo almeno portandogli qualcosa : Tutto quello che diamo ci ritornerà, quello che buttiamo invece testimonierà contro di noi, quando verrà il momento.

Commenti scelti dei lettori dell'epoca : 

freepause : Il capitalismo ha in se stesso il seme del fallimento, si parla dappertutto di crescita ... il problema è che si dovrebbe parlare di ottimizzazione ... e soprattutto rendere durevoli i beni, espandibili ed implementabili cellulari e computer invece che costruirli a scadenza con l'obsolescenza programmata come fanno con ogni elettrodomestico ... costruire per ridurre sprechi e rifiuti, invece per il dio danaro si distruggono arance per farne salire il prezzo e c'è chi muore di fame ... Beh! Tanto

quelli aiutano a prevenire la sovrappopolazione.

Penso a come abbiamo ridotto il pianeta in un solo secolo .. una immensa discarica ... inquinata per i prossimi secoli senza possibilità di recupero. Sostenibilità .... altro che crescita!

VirPaucisVerbo : Secondo uno studio della FAO purtroppo datato 8 o 9 anni orsono, l'ottanta per cento del MILIARDO E MEZZO di tonnellate di cibo che vengono buttate ogni anno è ancora consumabile. E già solo questo fa pensare a quanto sia simile ad un cancro questa umanità diventata perlopiù insensibile e soprattutto inutile. In Italia buttiamo la "lieve" cifra di 150 chili A TESTA all'anno... 150 chili. Qua non c'è granché da discutere, c'è da guardarsi allo specchio e prendersi a schiaffi.

CORTESIE (un post sul rispetto e le diversità)

 (prima pubblicazione 30.04.2019) © Crenabog 


Ritornando in questo mondo, a volte formato da campi fioriti e a volte disseminato di mine interrate, mi sono dilungato a leggere quanti più blog e commenti potevo - non tanto la famigerata bacheca che se ne è parlato sin troppo. E, non c'era da aspettarsi niente di meno, ho trovato buone cose, ottime cose e anche un diluvio di pressapochismo e cattiveria gratuita, spesso derivata da profonda ignoranza - intesa come la non conoscenza delle cose. Ma soprattutto ho dovuto constatare quanto sia andato a farsi friggere il galateo, quel bon ton di cui tutti vorrebbero usufruire e che quasi nessuno invece offre a chi ospita, sia nella propria casa che sulle proprie pagine di blog. Non si spiegherebbe altrimenti perché in tanti fanno sfoggio di eloquenza intavolando lunghissimi commenti o post con i quali perorano sì le proprie idee - cosa assolutamente legittima - ma senza tenere in conto non dico il diritto degli altri alle proprie ma neanche il garbo dovuto nel proporle. E' una gran cosa avere delle opinioni, delle convinzioni, una fede in qualcosa, che sia la squadra del cuore o il Grande Spaghetto Cosmico o il candidato elettorale ma parlare, straparlare contro gli altri lo trovo disdicevole. Chi mi conosce, o ha avuto la bontà e la pazienza di leggermi in questi lunghi anni sa come ho sempre cercato di rendermi disponibile ad allargare le mie vedute, ad accogliere e dare spazio al pensiero altrui e questo mi ha regalato una innegabile crescita interiore, allontanandomi da vedute ristrette e faziose verso una sorta di minuscola universalità dove tutti con i loro pro e contro hanno i loro spazi. Ma mi turba non vedere diffondersi questa specie di filosofia, vedo invece montare a ondate ricorrenti ed esponenziali odio su odio, insoddisfazione, sentimenti di ripulsa e di rivalsa, incanalati non verso i vertici del potere costituito - da sempre radici di ogni casino che ci capita - ma contro i nemici che lo stesso ci foraggia a piene mani. Una volta sono i vaccini, una volta sono gli estremisti politici, una volta sono gli immigrati, un altra fedeli di religioni diverse da quella - ormai non più da un pezzo - di Stato, fino ad arrivare a chi vorrebbe situazioni come (mi sono state riportate persino con dei video da gente del posto con cui ho avuto a lavorare) certe nazioni dell'Europa dell'est dove stanno ammazzando qualsiasi cane e gatto trovato in strada e dove sembra sia diventata legge l'obbligo di tenere gli animali segregati in casa. Cose da delirio puro, che non trovano alcuna giustificazione se non in vaghe interpretazioni di chi sa quale codice primitivo o falso allarmismo sanitario. Mi è capitato di vedere interviste su Youtube ad un certo politico quotidianamente alla ribalta nelle quali tacciava di delinquenza e invitava alla cacciata - senza operare alcun distinguo - una intera comunità religiosa. Comunità che, faccio presente, in Italia consta di oltre due milioni di italiani senza contare tutti quelli stranieri. Che se si mettessero a marciare sulla sede del governo gli farebbero passare certe fantasie, che cominciano con sparate di questo tipo puramente elettorale e finiscono con l'introdurre non la TAV ma i carri bestiame diretti ai forni. Sparate miserabili di chi apre bocca senza minimamente aver letto alcunché su certi credi religiosi, che se lo facessero intanto si vergognerebbero (se fossero ancora esseri umani) e poi non dico che prenderebbero in considerazione l'idea di convertirsi ma certo avrebbero più rispetto in chi crede nella stessa cosa a cui dicono di credere di loro, solo in maniera più rigida e concreta. Ma tant'è e ritornando al concetto di base del post mi auguro, seriamente, che chiunque scriva e quindi offra ad altri qualche minuto di lettura, lo faccia in maniera corretta, onesta, rispettosa degli altri. Che si chieda un attimo, in coscienza, ma sto parlando con questo/a, so veramente cosa sto dicendo? Potrei offenderlo? Sto facendo battute che invece lo stanno ferendo e a cui per buona grazia non mi sta rispondendo con sano "vaffa" ma se lo tiene per sé, pensando che forse io che scrivo un giorno potrei essere nella stessa condizione? Magari sto facendo orrende battute sui negri e chi mi sta rispondendo magari è un nero e non lo so? Perché, perché non pensate un attimo prima di partire in quarta? Credo che la verità sia soltanto che ognuno si senta legittimato a far quello che vuole a casa sua, e sin che si sta in democrazia questo è cosa buona e giusta, e ovviamente vedendo il blog come la propria casa virtuale ci scrive quel che vuole. Ma fin che lo si fa a finestre chiuse è lecito, aprirle sbandierando certe miserie personalissime oltre a creare profondo imbarazzo in chi casualmente le vede dimostra anche la pochezza di chi lo fa. A meno che certi spiriti polemici non amino a tal punto l'esibizionismo da fare di tutto pur che se ne parli. Ma questi, in internet, rasentano la qualifica di troll, se qualcuno se ne fosse scordate. Quindi, e siccome sapete bene che potrei andare avanti all'infinito e non mi pare il caso di annoiarvi, vi lascio con la preghiera, che vorrei diventasse corale, virale perfino, unico buon contagio, ritornate ad essere cortesi, ad usare linguaggi forbiti, a pensare a chi vi sta dinnanzi prima di dire cose che potrebbero offenderlo. C'è così tanta gente ancora dotata di sensibilità, non prendiamola - metaforicamente, virtualmente - a calci. Anche perché, ma questo non andrebbe ricordato, andrebbe soltanto scoperto a proprie spese, dall'altra parte anziché trovare chi ingoia i rospi o porge l'altra guancia, potrebbe anche capitare di trovare qualche bestia rabbiosa. E Dio ve ne scampi.

Commenti scelti dei lettori dell'epoca : 

LINTERDIT : hai detto tutto ,anche cio' che non avrei mai pensato di dire , mi sono sentita piccola leggendo questi concetti , forse i miei pensieri sono troppo semplici a volte il mio linguaggio esuberante ,a volte mi si equivoca , ma ho sempre letto e apprezzato tutti vorrei che l'utenza di chatta avesse la sensibilita' di coltivare anche questi sentimenti , ma un po mi conosci e spesso ho bisogno anche di leggerezza dell'essere , sappiamo essere tante cose , si vero in passato abbiamo riso scherzato creato ci sei stato con tutti e per tutti e quando si diventa complice di sorrisi si e' grandi

MOMO (una leggenda metropolitana)

 (Prima pubblicazione 06.03.2019) © Crenabog 


Che le vaste praterie del web fossero in realtà un campo minato dovrebbero essersene accorti anche i sassi, quello che stupisce - o forse non poi troppo data la velocità con la quale il pubblico assorbe qualsiasi cosa vi trova - è la facilità con cui ad ondate cicliche si avventano sui cervelli per lo più giovani nuovi miti e leggende metropolitane. MOMO è a buon diritto una di queste, la meno nota ancora in Italia, ma una delle più pericolose, che nell'arco di meno di quattro anni ha seguito tutta la naturale evoluzione, decadenza e trasformazione propria di una reale specie vivente. Nel 2016 l'artista giapponese Aisawa (Keisuke Aiso) realizzò una scultura a forma di arpia ma platealmente derivata dalla protagonista della serie horror cinematografica "The Ring" e la espose presso la Vanilla Gallery di Tokio, fin qui nulla di particolare visto che Aisawa lavora per l'industria degli effetti speciali cinematografici, se non che a metà del 2016 una sua foto apparve su Instagram per opera del nick nanaakooo, Ora, sappiamo tutti che Instagram è l'ultima frontiera del web, alla quale stanno accedendo tutti i transfughi delusi dalle piattaforme di blog, ed è il terreno più fertile - trattando unicamente di immagini - per la creazione e diffusione dei famigerati meme. I meme, è bene ricordarlo, sono le prese in giro, le messe in ridicolo di qualsiasi cosa vada di moda, dai personaggi pubblici, agli spettacoli, a foto di persone con qualche difetto o atteggiamento bizzarro rubate nei vari profili. Spesso e volentieri appaiono meme bellissimi, con battute intelligenti e argute, altre volte si scade nel trash o nell'incomprensibile - per chi non sia un giovane meno che diciottenne dotato di linguaggio e mentalità appartenente a subculture loro proprie, che riderebbero di qualsiasi assurdità che a noi poveri vecchi risulta inintelligibile. MOMO, come è stata denominata la figura mostruosa della foto, ha subito spopolato e si è procurata un altissimo seguito di creatori di meme ma ai primi del 2018, in Spagna, avviene la prima trasformazione di MOMO che da fotografia più o meno inquietante va a confluire nell'immaginario relativo al ciclo di "The Ring" e muta in leggenda metropolitana, diffondendosi la voce su tutti i social che un particolare numero stesse chiamando gli utenti di Whatsapp facendo comparire la foto di MOMO e lanciando maledizioni. Come se ci fosse stata una chiamata alle armi, immediatamente tutti cominciarono a inviarsi messaggi finti a nome di MOMO imbastendo una clamorosa catena di Sant'Antonio e la iniziale scherzosità della cosa poteva anche passare se non fosse che in questa corrente era finito per spuntare qualcosa di veramente pericoloso. Si scoprì, a metà del 2018, in Argentina che il suicidio di un minorenne era legato ad un video da lui realizzato dove si uccideva per partecipare alla MOMO CHALLENGE, epigono della tristemente famosa BLUE WHALE CHALLENGE che sta ancora mietendo vittime, una specie di ring del quale non si intravvedono i limiti nel quale si muovono sobillatori che cinicamente spingono a suicidarsi ragazzini già tormentati da questo tarlo ed in cerca di una giustificazione che possa glorificarne la fine portandola all'attenzione dei media. All'inizio del 2019 dalla Scozia hanno cominciato a pervenire notizie che hackers avevano inserito messaggi e immagini relativi alla MOMO CHALLENGE in programmi per bambini come Peppa Pig e giochi on line come Fortnite, entrambi dal vastissimo seguito. Dopo che video relativi alla situazione MOMO erano apparsi su Youtube destando allarme, i responsabili di Youtube negarono ogni addebito e responsabilità dicendo di non aver trovato niente di censurabile, ma sappiamo bene tutti come questi confini morali e censorii siano estremamente discutibili, se è vero ad esempio che su Instagram non accettano segnalazioni in merito a, e quindi si può, oltraggiare una religione ma non mostrare un capezzolo di un quadro di Michelangelo, o pubblicare foto in atteggiamento osceno di minori ad uso dei criptopedofili purché non sia visibile alcun organo genitale. Mentre tutto questo caos mediatico sembrava fuori controllo, Aisawa pochi giorni fa, sentendosi responsabile in parte della situazione MOMO ha pubblicamente dichiarato che la statua è stata distrutta e ha rassicurato tutti i bambini che l'essere mostruoso non potrà più minacciarli in alcun modo: e per un qualche strano rigurgito di coscienza a livello internazionale gli utenti di internet hanno iniziato a girare il timone per contrastare il fenomeno, usando Photoshop e Instagram e veicolando via Whatsapp centinaia di meme di MOMO, sempre più ridicoli e comici, ma anche dedicati al pubblico femminile di giovane età, usando la mostruosa MOMO imbellita a dimostrare che si può essere belle anche con dei difetti. e tutta questa controrivoluzione, francamente inaspettata visti i tempi, non potrà che fare del bene nel tentativo di riparare i disastri che MOMO ha prodotto fino ad oggi. Sulla piattaforma Instagram italiana corre intanto l' hashtag MOMO CHALLANGE (non CHALLENGE) dove quasi duecentomila igers hanno riversato le loro idee e i loro fotomontaggi.


IL PESO DELLA LUCE (una riflessione su un paradosso)

 (Prima pubblicazione 25.03.2012) © Crenabog 


Ho sempre amato, per lontani, sottili e cari ricordi familiari, il momento del crepuscolo e quello dell'alba. Ero giovane e conoscevo il Tempo, ne sentivo il potere, il dipanarsi, mi piaceva restare fermo a sentirlo scorrere. Momenti privi di attività e di significato, fermati come una immagine statica sulle pagine della vita. Restavo così, nella mia camera, sdraiato sul letto, a vedere dalla serranda leggermente alzata scivolare piano le prime lame di una luce pallida, nella quale volavano minimi frammenti di polvere. Il buio intorno a me, con la sua cupezza, blandiva ogni spigolo, ogni forma. Eppure, per quanto strano potesse sembrare, la luce dimostrava la sua pesantezza. Non ha forse un peso la vernice? Non copre, non delimita, le cose? Stessa cosa fa la luce, scivolava leggera in lame sottili e andava a depositarsi anche dove non colpiva direttamente. Lenta, silenziosa, contagiava di sé ogni oggetto, ne fugava il senso di puro sogno rendendolo fisico, palpabile, tangibile. Come una malattia della pelle progrediva, si ampliava, si riproduceva in ogni minimo anfratto. I minuti allargavano i propri limiti, nel torpore che ancora albergava in me. La luce ha un suo peso, un suo corpo, una sua volontà. Per quanto speri di chiudere tutto, coprire tutto, basta una minima fessura e si sparge qua e là, inarrestabile. Era così dolce vederla diffondersi cauta, timorosa, lenta. Perché la luce non ha fretta. Anche lei conosce il Tempo e lo accompagna da sempre.

Commenti scelti dei lettori dell'epoca : 

albaincontro : Il tuo scritto ha una potente carica suggestiva e la scorrevolezza di un narratore padrone della sua prosa elegante.La luce ,e il suo peso inevitabile, assomiglia al destino a cui non puoi sottrarti. Piaciuto molto .Alba

Evelin64 : Hai descritto il "cammino" del tempo, usando parole colorate di sensazioni inebrianti, ma cio' che mi è piaciuto di piu', è l'aver dato forma a quelle lame di luce, poichè rendono l'immagine nitida della forma che ci indica la mente...Molto bravo, complimenti! Buona serata...Evelin

Lucrezya57 : Ciao Crena la luce per me è come quel faro che mi illumina durante il cammino il tuo post è cosi distensivo perchè sai scrivere cosi bene che mi suggestioni sempre...e lo sai che sei un mitico...buon inizio settimana

codiceluna : Bella riflessione esposta con maestria Marco! Sì vero, la luce si insinua, esplora, evidenzia appena trova un piccolo spiraglio per farsi strada. Ma personalmente la amo solo in questi frangenti e quindi quando non abbaglia. Ma io sono un animale "notturno", e quando tutti inneggiano all'estate, al sole, alle giornate "che si allungano" io mi ritrovo a pensarci con enorme fastidio, e non solo perché detesto il caldo estivo, ma amo passeggiare la sera, guardare la città illuminata dai lampioni, il buio appena schiarito e ovviamente...la luna! Un abbraccio Anna

FioreDeiVisconti : Sono...ammirata. Hai scritto un pezzo di vera prosa-poetica, pervasa di emozioni e capace di trasmetterle. Anche se oggi siamo diversamente giovani, spero pur sempre giovani nel sentire, il Tempo lo viviamo, lo percepiamo, lo...amiamo?, non accettando supinamente il suo lento scorrere, piuttosto cercando di renderlo più nostro. Amico.

ZVEZDA (articolo sul modellismo e soldatini in miniatura)

 (Prima pubblicazione 24.02.2012) © Crenabog 


Da piccolo, uno dei miei giochi preferiti, oltre a leggere Verne e Salgari, era il modellismo e realizzai una infinità di aeromodelli, carri armati e cose del genere, imparando tutti i trucchi e le tecniche di lavorazione. Naturalmente, abituato a lavorare sul piccolissimo, non potevo non amare anche i soldatini di plastica, quelli della Airfix in scala 1:72, ne avevo moltissime scatole e li dipingevo minuziosamente in tutti i particolari. Non avendone più, causa i cinque traslochi e l'età oramai avanzata, sono riuscito comunque a fare appassionare a queste cose il figliolo e ogni tanto, quando c'è qualche lira in tasca, andiamo da Giorni a vedere cosa c'è di nuovo. L'Airfix produce ancora, e talvolta si trovano antiche scatole della Italaerei, ma molte nuove case stanno conquistando il mercato dei collezionisti. Tra queste, una delle più amate è la Zvezda, che da fabbrica russa di ingranaggi negli anni sessanta si è trasformata in produttrice di modellini e soldatini (oltre che delle Barbie russe). A cercare, se ne trovano moltissime delle loro scatole e ogni volta le sorprese non finiscono. Non ci sono più solo i classici eserciti della seconda guerra mondiale ma la Zvezda crea anche moltissime figure medievali, africane, orientali - basti pensare che i samurai e le loro varianti occupano più di quattro pagine del loro catalogo. Molto intelligente, tra l'altro, la scelta patriottica della Zvevda di produrre tutte le varianti degli eserciti russi, dai tempi delle invasioni mongole e degli zaporoski (chi ricorda Taras'Bulba?) alle truppe di Pietro il Grande, ai corpi speciali anti terrorismo. Ora, è vero che questo ha aumentato le sue vendite nella madre patria ma l'ha resa primeggiante nel mondo tra le concorrenti per varietà di soggetti. Non solo i classici soldatini vengono offerti ma anche mini scatole per diorami, intendo ad esempio, sempre 1:72, una moto BMW tedesca con i soldati a bordo, che misura in tutto circa cinque centimetri e che serve per realizzare scene di guerra, e anche per i war games tipo Risiko. Ma il punto di forza di questa ditta che agisce dal 1993, sono i nuovi stampi che ha creato nel 2010 e che si stanno evolvendo sempre di più: i suoi soldatini, che in scala 1:72 sono circa 22 millimetri di altezza, hanno una bellezza impressionante e non solo come "action" cioè la posizione plastica dei corpi ma proprio per l'infinità di particolari che ci si aspetterebbe magari nella scala 1:35, molto più grande, che non in questa! Vederli dipinti dai collezionisti dà veramente una sensazione mozzafiato, se si pensa alle loro dimensioni, e si apprezza la bellezza dei particolari delle microfusioni. In definitiva, per chi fosse amante del genere, per chi ci ha giocato da piccolo, o se tra voi ci sono dei modellisti, cercate i suoi prodotti e non ve ne pentirete assolutamente.

LA FUTILITA' COME DESIDERIO PRIMARIO (acquisti compulsivi di cose inutili)

 (Prima pubblicazione 27.10.2011) © Crenabog 


Quel che ho visto oggi ha rafforzato la mia convinzione che stiamo vivendo un periodo buio delle coscienze, al punto di essere quasi un delirio. Per capire bene però bisogna fare un prologo, dare un'occhiata indietro di parecchio tempo. C'era una volta il mercato rionale di Ponte Milvio, fascinoso e storico, con i suoi clamori e odori, la sua confusione e i banchi tramandati da generazioni: si pensò bene - adducendo motivi igienici - di trasferirlo in un palazzo coperto, si diedero inizio ai lavori di costruzione e venne realizzato ben oltre i tempi previsti. Si ottennero così parecchie cose, che danno molto da pensare; la realizzazione nell'area del mercato di un grande parcheggio ad uso di piazza di Ponte Milvio e dei residenti ma a pagamento, cosa che lo rende desolato dalla mattina alla sera mentre tutti si accalcano fuori. Lo schizzare in alto delle quotazioni delle case antistanti e con veduta sul Tevere, case costruite nuove al posto di antichi fabbricati demoliti durante la creazione del nuovo mercato. L'esodo forzato dei banchisti nella nuova struttura che però, essendo costeggiata solo da via Riano ed essendo detta via una viuzza a senso unico che per prenderla toccava fare un giro assurdo fin su Corso Francia, direzione Flaminia ad uscire da Roma e rientro, era pochissimo frequentata. Come era prevedibile in breve tempo gli affari di molte famiglie di banchisti crollarono e lasciarono il mercato coperto, lasciando campo libero alla catena di elettrodomestici Trony di prendersi tutta la parte superiore del palazzo. Supportata da una campagna pubblicitaria martellante, con la distribuzione a tappeto a Roma e provincia di volantini con gli oggetti e i prezzi, molto scontati per l'inaugurazione, e da una incredibile, miracolosa e quanto meno provvidenziale risistemazione della viabilità, con la chiusura della rotatoria e l'apertura di via Riano a doppio senso per renderla immediatamente percorribile anche da dentro la città, si è preparata la giornata d'inferno che ha sconvolto Roma, oggi. Alle sei e trenta la via Flaminia era un'unica fila da fuori Roma sin dentro la tangenziale, alle sette e mezzo l'unica via di scampo in entrata era svicolare per un tratto di via Olimpica e arrivare a piazzale Clodio. Gente accampata a dormire fuori dal negozio e circa ottomila persone contate in fila all'apertura. Roba che Lourdes e Fatima se lo sognano. All'ora di pranzo, guerriglia e sfondamenti di vetrine con l'intervento della forza pubblica mentre in tutta la città si spargevano a macchia d'olio voci incontrollate su cosa mai stesse succedendo. Due ore e mezza per arrivare da Formello, la Nomentana bloccata da oltre il grande raccordo anulare. Alle diciassette, passando davanti si vedeva via Riano diventata pedonale con le transenne, una moltitudine di gente che si accalcava; ho visto con i miei occhi gruppi di zingari trasportare allegramente scatole di televisori al plasma da cinquanta pollici. Nel parcheggio di via di Tor di Quinto, dal quale - guarda caso - poche settimane fa è stato rimosso il tendone del Gran Teatro per farlo sorgere davanti al palazzo della Rai sulla Flaminia, era stato allestito il Trony Campus, con camion e tendoni pieni di casse di elettrodomestici in previsione del tutto esaurito, per rifornire di continuo il negozio. Ora, qualche acida considerazione: in quanti hanno mangiato su una manovra a lungo termine del genere? Quante famiglie di banchisti sono andate rovinate a causa degli affitti non più coperti dalle vendite? Che razza di popolo è questo, che dalla mattina alla sera piange e si strappa le vesti davanti alle telecamere dicendo di non avere più soldi per arrivare a fine mese e poi si sbrana davanti ad un tablet, un iphone, un tv al plasma? Sono queste le necessità della vita? Siamo davvero tutti così poveri da urlare e scendere in piazza, e poi pronti a sborsare centinaia di euro per delle cazzate di cui si può fare a meno? Questo popolo che si lamenta sempre e poi compra minicar da novemila euro a dei bambocci? Che minaccia di darsi fuoco - dopo aver allertato i reporter delle tivù locali - per non essere stato accettato al Grande Fratello? Gente che chi sa da quanto pregustava di essere presente alla inaugurazione, badate bene, non di domenica quando il caos non avrebbe intaccato la vita lavorativa ma oggi. Che giorno è oggi? Il 27? Appunto. Giorno di busta paga per moltissimi che ci sono andati. Ah, che le cose le sanno fare bene, molto bene, gli esperti di vendite. Personalmente sono disgustato, schifato, e non posso non riandare con la mente al film di George Romero, "Zombi", nel quale profeticamente diecine di anni fa si vedevano torme di cadaveri assieparsi allucinati davanti alle vetrine di un centro commerciale. Per loro, per tutti, questo oramai significa la Vita. Spendere. Acquistare. Consumare. Senza un'oncia di pensiero coerente dietro. E nel frattempo i telegiornali non parlano che di crisi, sempre crisi, ipotesi di licenziamenti più facili per le aziende a rischio di fallimento come se non si sapesse bene che uno degli sport nazionali è il dichiarare fallimento, scappare con i fondi e riaprire altre imprese magari all'est dove la roba e la manodopera costa meno, al punto che persino Hollywood oramai gira i film lì. Ve lo ricordate, il buon Jovanotti, quando davanti a folle di decerebrati, starnazzava "Cancella il debito" con la sua orchestra tribale, per salvare l'Africa dai debiti contratti col mondo? Che solo a riscuotere le cambiali oggi ognuno di noi avrebbe un'oasi e un pozzo di petrolio. Bene. Ma nessuno che grida "Cancella il debito" dell'Italia nei confronti della comunità europea. Non è politicamente corretto? No, non fa comodo a chi dall'alto ( ma molto, molto più in alto di un qualsiasi Cavaliere) manovra per appiattire le menti di intere popolazioni e prendere possesso di interi stati. Rivolta? E che rivolta ci può essere, quando le rivolte sono fatte da cani sciolti ai danni sempre e solo del popolino. Qui, se non apriamo alla svelta occhi, orecchie e cervelli, siamo fottuti tutti, amici miei.

Commenti scelti dei lettori dell'epoca : 

Milton : ciao Sor Crena,ho visto pure io davvero impressionante, gente che si dovra' esser preso pure un giorno di permesso o saltare un giorno di scuola per fare la fila per un cellulare scontato ultimo modello o altro.Ecco la nuova gioventu' dell'avvenire lavorativo incerto ma pronta a scannarsi per uno sconto dell'ultimo modello di cellulare o televisore al plasma,tu pensa che io ho ancora untelefonino del 2007 che non fa ne foto,ne video ne il caffè e finche nun me se rompe non lo cambio.

methos1phd : La gente ha perso il senso del valore da attribuire alle cose, tutti infelici e ci si appaga facendo acquisti. Non importa se il paese sta andando a rotoli, quando si ha in tasca una manciata di cartacce ci si prende l'ultimo modello di qualcosa che la tecnologìa ci mette davanti. Oggetti inutili e già superati dopo qualche mese. Siamo allo sbando totale. Un saluto saggio Crena. Angie

SOGNANDO59 : Ho visto alla Tv quello che è successo e devo dire che sono sorpresa quanto te. Continuo a vedere e sentire gente che "piange" miseria ma non rinuncia al superfluo o all'apparecchio di ultima generazione! Dove andremo a finire non lo so....so solo che a malapena si riesce a sobbarcare il lunario e che queste cose rasentano la demenzialità! Buona serata Marco, un abbraccio , Michela

ClarissaDalloway : La gente sta male! Sta male, due conoscenti di mio zio, in veneto si son suicidati perchè la loro impresa era fallita ed era piena di debiti. L'altro giorno in tv dalla sciarelli, ben due persone erano scomparse nel nulla perchè licenziate. Quindi la gente sta male... ma è una massa silenziosa che non fa notizia se nn per tragedie che vengono dimenticate il giorno dopo. E sicuramente tra quella gente che si accalcava per un ipod c'è gente che non arriva a fine mese, che è piena di debiti ma... ma c'è ma:questa è gente che ha abdicato al pensare, gente che è il frutto di anni di fango e di tv spazzatura, gente che ha il culto della furbizia e dell'apparire...Questa è gente che non sa cosa sia la cittadinanza, conosce la sudditanza... gente che ha fatto proprio, come fosse vangelo, il motto: nasci, consuma, crepa. E ha permesso agli altri di farglielo fare...

DonnaDiClasse : Come altri anche io ho visto in TV questo fatto di gente che si è alzata al mattino alle 4 oppure addirittura ha dormito là fuori per accaparrarsi l'ultimo modello di un so cosa, non amo tante nuove tecnologie, forse perchè non sono capace di usare certi aggeggi che alla fin fine non sono affatto necessari alla vita di ogni giorno se non per mostrare ad altri che "io ce l'ho". Sono d'accordo se alcuni di quelli in fila aspettavano magari di comprare una lavatrice rotta da tempo e, quale occasione migliore per comprarla nuova, ma penso ci siano state anche persone in possesso di due o tre telefonini e magari volevano quello di ultimissima generazione. Una cosa non mi spiego, oppure si, ma questa riduzione di prezzi così drastica a cosa è dovuta, forse sono oggetti costruiti dove la paga di chi li produce è così bassa che permette ai venditori di guadagnare ugualmente tanto? sarà così anche per gli oggetti che saranno prodotti dalle fabbriche che stanno chiudendo in Italia per andare ad aprire in quei paesi dove la mano d'opera costa poco e poi portare quelli stessi prodotti in Italia così da far concorrenza ai nostri? Il Sindaco non sapeva? mi viene da ridere, e, se davvero non sapeva, ci sono gruppi di persone che si permettono di spadroneggiare in una città come e quando vogliono? caro Doc la crisi in Italia c'è a dispetto delle file di acquirenti, solo che al giorno d'oggi è molto più importante sfoggiare un oggetto tecnologico piuttosto che andare in libreria a comprare un paio di libri interessanti e di cultura oppure.........se non arrivo in fondo al mese, mangerò pane e pomodoro! Siamo un popolino che si frigge il cervellino ecco cos'è, l'apparire , questo è ciò che conta, può andare bene per chi se lo può permettere, ci sono anche quelli, ma quelli non fanno file chilometriche, vanno nei negozi di elite! Vanno o sono andati a farsi friggere anche i caratteristici mercatini rionali e non solo a Roma, dove era così bello passeggiare, curiosare, trovare un oggetto interessante, parlare e consigliarsi con il proprietario del banco, rapporti interpersonali di conoscenza e fiducia. Adesso tutti nei grandi centri commerciali che, come ti sanno fregare bene lì.......ma la gente è convinta di risparmiare.......vai per acquistare 10 oggetti, e vai alla cassa con il carrello pieno, da persona matura ti attieni alle regole dell'effettivo bisogno ma, quanti sprovveduti ci sono!!!

COME TOGLIERSI UNA DONNA DI TORNO (una satira sui comportamenti di uomini e donne)

 (Prima pubblicazione 25.10.2011) © Crenabog 


Qualche sera fa, rivedendo con un amico il film ATTRAZIONE FATALE, ci siamo ritrovati a ragionare sulle paure maschili e su come affrontarle. Il film è noto per aver terrorizzato milioni di americani, sospingendoli verso un nuovo puritanesimo. Contenti loro, che se la fanno sotto per così poco. Certo, il problema dello stalking esiste ma c'è modo e modo di rispondergli. Vediamo un po', facciamo qualche esempio illuminante... Diciamo che state qui, in una community, per darvi al gioioso rimorchio e finalmente trovate un bel faccino nella vostra città. Via con messaggini, gif, fiorellini, bacetti, ciccipalli, puccipucci, triketrak e tutte le solite cose che tocca fare per avere un etto di ciccia, non andando direttamente dal macellaio. E finalmente scatta l'appuntamento, eccola lì, graziosa, attraente, che invece di dirti "Andiamo a prendere un caffè" esordisce subito con "Conosco proprio il motel adatto". Ora, al di là del non credere alle vostre orecchie, ovviamente vi precipitate e vi fate la vostra migliore cavalcata da un pezzo a questa parte. E, altrettanto ovviamente, mentre voi state al bagno a lavarvi preventivamente l'organo indispensabile, lei si segna tutti i dati della vostra patente. Così che, tempo una settimana, quando si sarà fatta più insistente lei e più recalcitranti voi, se ne andrà in circoscrizione e chiederà, gratuitamente e ad uso richiesta tessera dell'autobus, il vostro certificato di stato di famiglia, che comprende tutti i dati di vostra moglie. Poi, scaricando un semplice programmino delle Finanze, ricaverà anche i dati dei codici fiscali, esponendo vostra moglie al rischio di ritrovarsi con una lettera di dimissioni dal lavoro non mandata da lei stessa e voi a ritorsioni fiscali terrificanti da parte dell'Ufficio delle Entrate... Adesso, vi trovate scaraventati nell'incubo? Tremate come foglie al suo solo pensiero? Temete che entri a casa vostra, attacchi il phon alla presa della corrente e lo getti nell'acquario friggendovi i pesci rossi? Via, non fate così! Anzi, ringraziate Iddio per la fortuna che vi ha dato di poter esercitare tutto il vostro spirito diabolico e passate alla controffensiva. Prima di tutto, importantissimo, parlate di lei con vostra moglie, in maniera scherzosa e continua, senza darle peso, tipo "Sai che c'è una matta nell'ufficio che continua a starmi dietro, che cosa assurda!". Tanto gliene avrete parlato che non ci farà più caso, figurarsi sospettare che ci avete fatto qualcosa. Dopo di che, via! Si parte! Dategli appuntamento, arriverà incazzatissima perché non ve la siete filata per giorni e giorni, voi fate come se fosse niente e portatela in un ristorante. Primo, mettersi subito il tovagliolone al collo. Secondo, ordinare bucatini all'amatriciana, sbrodolarsi e succhiarli a tutta forza. Magari cercate anche di schizzargli il sugo addosso. Terzo, bevete Coca Cola, a litri, e gonfiatevi come un dirigibile. Importantissimo, un piattone di fagioli con le cipolle per secondo. Al momento di pagare dite al cameriere, ad alta voce che vi sentano tutti: "Scusi, non abbiamo un soldo, vado a un bancomat!" e lasciatela lì a crogiolarsi nella vergogna. Uscite, trovate il bancomat, girate per i negozi, fumatevi un sigaro toscano, godetevi il tramonto, date il becchime ai piccioni, aspettate davanti a una edicola che arrivi l'edizione della sera. NON tornate prima di un' ora e mezza, come minimo. E NON lasciate mance, anzi, potendo, pagate tutto in monetine, come un vero pezzente. In macchina, mentre lei già sarà furibonda, NON guardatela ma tenetela sotto controllo con la coda dell'occhio e premuratevi di eseguire la vostra migliore pulizia nasale e auricolare, fingendo che lei non vi veda inorridita, pulendovi le dita sotto il sedile della macchina. Cercate di tenervi al centro della strada e, quando il solito coatto spazientito vi sorpasserà sulla destra, esplodete in bestemmie degne di un ubriaco e lanciate maledizioni comprensive di espressioni clinico-ginecologiche tali che neanche il dottor House si sognerebbe sotto effetto della morfina. E mentre lei si ritrae terrorizzata dallo scoppio di furia, infilatele la mano sotto le gambe, sbandando col volante. Ma NON per toccarla amorevolmente, solo per afferrare il crick che avrete lasciato lì allo scopo, e brandirlo dal finestrino. Arrivate ancora bestemmiando al solito motel e NON fate caso al suo improvviso - e sospetto - mal di testa, anzi uscite diretti e apritele la portiera dicendo: "Forza, che tra un'ora c'è la partita alla tele". In camera, NON stendetevi sul letto, assolutamente, ma state sopra. Avrà così modo di apprezzare pienamente il panorama spettacolare della vostra pancia clamorosamente dilatata dalla Coca Cola. Importantissimo, ricordatevi in previsione dell'incontro, di "darvi da fare da soli" almeno tre volte, non vi si rizzerà neanche se nel letto avrete Jessica Rabbit. Possibilmente, sudate: fa sempre effetto. E, grazie al piatto di fagioli e cipolle, potrete esibirvi in divertentissime - per voi - imitazioni dei geyser naturali del parco di Yellowstone. Alla fine, disfatti e inerti, afflosciatevi di fianco a lei e accendetevi il toscano, quel che ne è rimasto, concentrato perfetto di nicotina ammorbante; e, se ancora vi regge lo spirito, date la colpa a lei per non esserci riusciti, dicendo che vi siete sentiti umiliati perché non ha pagato lei il ristorante e vi ha costretto ad uscire davanti a tutti. Tornando verso casa sua, si sa che siete un gentleman e la volete riaccompagnare anche se vi avrà chiesto più volte di lasciarla alla fermata del bus, continuate a insistere per avere un altro appuntamento sessuale perché il vostro capoufficio sta con una pervertita e gli piacciono gli scambi di coppia, così in previsione di una promozione, sarebbe il caso che lei si mostrasse disponibile. Sì, va bene che il capo ha settant'anni e una gamba di legno, però è così simpatico... Aspettate che scenda da sola e tornate a casa. Non vi richiamerà mai più; e se dovesse farlo allora vuol dire che è una vera maniaca sessuale, in tal caso ditemi dov'è l'appuntamento che ci vado io.

Commenti scelti dei lettori dell'epoca : 

solo.lettore : Gentile Crenabog, ho preso debita nota delle indicazioni elencate nel suo sintetico corso di formazione. Solo un chiarimento... per chi come me non è appassionato di calcio e non segue partite in TV, posso dire di dover correre a fare le analisi del sangue e delle urine come faccio dopo ogni rapporto occasionale ?? Grazie assai della sua esperte consulenza.

LadyFlowery.70 : nn ci posso credere dai consigli a uomni ma come sia possibile e tutte cosi sono le donne ???me moro dal ridere ahahahahaahah mann e vero nn sono tutte cosi le donne uffa ahahahahahah ci sono donne che nn vanno al sodo ma prefriscono ben altro uffa......ecco allora per il prossimo post dai consigli alle donne che ci sono ancora donne che nn sono come le hai descritte tu anzi so sfortunate nn ci sanno fà con uomini ahahahahahahahah managgia ahahahahahaah

forteapache : Vedi cos'è la tragedia? Che tu fai un post ironico, divertentissimo, degno sicuramente di applausi, e alcune donne che fanno, invece? Ci imbastiscono un discorso serio. Bisogna dimostrare prima di tutto che "loro sono diverse" dalla donna del racconto. Vedrai anche che più in là qualcuna ti racconterà anche la sua vita, per rimarcarlo. Non finirò mai di strabiliarmi, viaggiando nei blog ... Una lode comunque alla tua incredibile pazienza.

Evelin64 : Esilarante!! Trovo sia di una fantasia stratosferica, anche se molto, ma molto impegnativa come strategia.


MANUALE D'USO (come utilizzare un Crenabog modello De Luxe)

 (Prima pubblicazione 20.10.2011) © Crenabog 


Gentile Cliente, desideriamo congratularci con Lei per aver acquistato il nostro Crenabog modello 1957.

Ci auguriamo che la scelta La soddisfi pienamente e per lungo tempo.


DESCRIZIONE

Il mod.CRENABOG rappresenta da tempo la punta d'eccellenza della nostra Casa Produttrice. Lievemente modificato negli anni, viene oggi offerto al pubblico nella nuova versione antichizzata, curato nei particolari fino all'ultima macchia di fegato sulla pelle sintetica. Le rughe sono realizzate a mano una per una nei laboratori di Pechino, mentre l'intelaiatura inox in adamantio sottostante viene direttamente dal Canada. Le proporzioni sono state studiate per adattarsi ad ogni occasione e ad ogni fascia di pubblico, l'apprezzamento generalmente ottenuto è la prova della nostra oculata politica aziendale. Non sono sinora stati riscontrati difetti tali da renderlo pericoloso, neanche in presenza di clienti femminili minorenni, grazie ai microchip inibitori pronti a scattare in ogni momento.

MODO D'USO

Il mod.1957, per il suo style custom, arricchito di accessori, ben si adatta ad un uso quotidiano ma va benissimo anche nei fine settimana, durante le locali festività religiose e per le occasioni mondane. Vi accompagnerà a lungo, basta che lo vogliate, al semplice comando vocale e - nella versione De Luxe - tattile. Basta usare le mani nei punti giusti, indicati nello schema allegato dalle frecce, e agirà di conseguenza.

ALIMENTAZIONE

Essendo stato concepito come modello ecosostenibile, la nostra Casa ha rinunciato a pile, batterie e combustibili inquinanti. Il mod.1957 è predisposto per agire per 24 ore con un piatto di carbonara, un ossobuco alla vaccinara, un piatto di patate al forno e due bicchieri di Cannellino. Si raccomanda, qualora si voglia apprezzare al meglio le sue prestazioni, di rifornirlo di babà al rum e cannoli siciliani al pistacchio di Bronte. Usare sempre e solo acqua Ferrarelle per non mandare in corto i circuiti.

PULIZIA

Si consiglia vivamente di lavare il mod.1957 almeno una volta alla settimana con acqua decalcificata, sapone neutro e shampoo all'ortica. Non usare troppo spesso il bagnoschiuma Pino Silvestre, per evitare che il sorriso non si levi dalla faccia. Il modello De Luxe va frizionato con colonia alla lavanda Atkinson per i migliori risultati.

MANUTENZIONE

Ricordarsi di spurgare l'apposito tubo visibile sotto gli addominali almeno una volta al giorno, per evitare malumori e depressione, talvolta riscontrate in questo specifico modello. Le clienti che ne avessero bisogno troveranno presso le Concessionarie il depliant con tutte le posizioni ottimali. Non lasciate troppo a lungo inutilizzato il mod.1957 al fine di prevenire l'insorgere di ragnatele nella calotta cranica.

AVVERTENZE IMPORTANTI

Essendo dotato di fabbrica di una memoria speciale e di un hard disk di venti terabyte, il mod.1957 una volta sottoposto all'imprinting da parte dell'acquirente non dimentica mai nulla e, in caso di discussioni, elabora da solo il backup di tutto. Evitate di confonderlo presentandovi con nomi differenti, potrebbe diventare instabile e pericoloso. Normalmente tranquillo e dotato di file di Buona Creanza, ha una dotazione in armamento tale da renderlo facilmente adoperabile sia nelle file al supermercato che in azioni tattiche del genere Desert Storm: si raccomanda quindi la massima cautela e l'uso della modalità "Combattimento" solo in casi estremi. Cliccare ripetutamente sui capezzoli, o titillare i lobi auricolari non farebbe altro che sovralimentare le sinapsi e sono stati segnalati casi, peraltro rari, nel Sud Est asiatico, di mod.1957 che, invece di comportarsi signorilmente durante le sessioni desiderate dalle Clienti, hanno estratto il Maglio Rotante e hanno creato notevoli problemi.

REVISIONI A NORMA DI LEGGE

Il mod.1957, sia nella versione custom che De Luxe, va portato in Concessionaria ogni dieci anni al fine di lisciare il rivestimento, rinfoltire la barba, controllare le articolazioni, sostituire i liquidi interni e sgrassare in profondità dietro le orecchie e sotto le unghie. I nostri Specialisti saranno lieti di riconsegnarvi il Vostro Crenabog perfettamente caricato e pronto a soddisfare ogni Vostro desiderio. Non perdete il blocchetto dei tagliandi ma tenetelo sempre nell'apposita fessura che troverete nel fondo schiena.

Rinnoviamo il nostro apprezzamento per la Vostra fiducia e Vi auguriamo buon divertimento.

Ha-oy Xyao Ping

(Direttore Generale )