martedì 23 dicembre 2025

DA BUTTARE (post sugli sprechi alimentari e la povertà)

 (Prima pubblicazione 15.05.2019) © Crenabog 


Al solito, ogni volta che sto alla tastiera, mi ritrovo con l'eterno dilemma, di che possiamo discutere oggi? Qualcosa che non sia le solite chiacchiere personali, ma che possa coinvolgere e far ragionare, dai, anche litigare basta che poi dopo essersele dette ci si sieda davanti ad una bella spaghettata e tutto passa. Oh, ecco, una bella spaghettata: in quanti oggi se la potranno permettere? Ne parlo dato che quasi ogni notte mi ritrovo tra i ceti più bassi e la micro e macro criminalità, così spesso mi capita di assistere ai vari lati di questo dado che rotola sul tappeto dei dubbi. Su uno, ecco le associazioni caritatevoli, che sciamano in gruppo o in borghese - se sono amici che vogliono sentirsi buoni - o paludati con divise, giacchetti e altro a formare pattuglie sovente accompagnate da monache , che si piazzano in mezzo a nugoli di disperati offrendo bevande calde e panini suonando chitarre e cantando col microfono lodi a Gesù Cristo, ben sapendo che quella gente stracciata e spesso ubriaca che sta sdraiata sui cartoni appartiene in massima parte a religioni diverse e chi sa, magari si sentono tanto i nuovi convertitori nell'elargire vivande e parabole a chi è costretto ad andare a prenderle a denti stretti, umiliato. Un altro lato del dado, forza rotola rotola, a cui troppe volte mi è successo di essere testimone è l'osceno spreco di cibo che si fa, continuamente, nei negozi, nei forni (quelli magari no, che il pane raffermo lo riusano non fosse che per farlo grattato), nei negozi di sushi che alla sera gettano via enormi buste di cibo che fino a mezz'ora prima vendevano magari a venti euro a porzione e se glieli chiedi ti dicono no perché può essere andato a male e poco dopo abbassano la serranda del negozio e vanno a casa con altrettante buste piene: addirittura nelle ferrovie. La foto in alto è una delle tante scene notturne, scatoloni pieni di alimenti gettati tra le rotaie alle fermate dei treni nei ricoveri notturni, perché anche il personale delle pulizie è composto da discendenti di baroni, marchese, imperatori e quant'altro e mai sia che almeno tutti quei cartoni di succhi di frutta, panini, pizzette, dolciumi e merendine se li portassero a casa, o li dessero ad un barbone fermandosi con la macchina, o li regalassero al vicino di casa che magari non ce la fa a pagare l'affitto. No, via, tutto in mezzo alla campagna e poi ci si chiede come mai i sorci romani siano così enormi. Dei gabbiani non voglio nemmeno parlare... Un altra faccia del dado? Subito servita. sapeste quante volte ho visto gli sfd ( lo sai? no? senza fissa dimora, che a dire barboni si incorre anche in denunce per intolleranza, come se un barbone si mettesse a chiamare un avvocato, no, lo fanno per loro i benpensanti, quelli che i soldi a lui non glieli danno ma a casa hanno sempre il piatto che li aspetta e la prosopopea per spaccare l'anima agli altri) dicevo, gli sfd ricevere panini sigillati igienicamente, aprirli, estrarne la fetta di prosciutto e gettare in terra il resto. Perché via, anche loro probabilmente sono nobili decaduti, o quanto meno sono talmente ingrassati da tutte queste associazioni che non gliene importa nemmeno di quel che gli si dà. Naturalmente anche tra loro mica si danno quel che l'altro non è interessato ad avere, troppa grazia, fanno circolo solo quando gira la bottiglia. E gettiamolo ancora, un altra faccia, eccola qui: una celebre pasticceria della capitale ha ben affisso al suo interno il manifesto dell'aderire alla campagna contro lo spreco e tutte le sere regala le torte, le paste, i cornetti che non si sono venduti e che pure altri negozi furbescamente terrebbero in vetrina per venderli il giorno dopo, ad una parrocchia vicino a loro dove la sera si radunano i disperati consci che riceveranno qualcosa di buono. Quante facce nel dado dello spreco, quante sofisticazioni negli alimenti che ci vengono proposti, quanta fame che ancora ammazza indiscriminatamente senza fare distinzione di età, colore della pelle, religione. E quanto potremmo starne a ragionare, discutere, fare proclami - magari se fossimo nordici, con le trecce e qualche genitore che tira i fili dietro - ma alla fine, l'unica cosa che non dobbiamo fare è sprecare. Compriamo solo quello che sappiamo che consumeremo e se proprio avanza lo si riutilizzi (ho ancora un antico libro del ventennio su come cucinare con gli avanzi, perché a quanto pare se non c'è una guerra di mezzo nessuno si rimbocca le maniche)e se ci riesce aiutiamo concretamente chi ha bisogno, magari se non si vuole invitare a pranzo almeno portandogli qualcosa : Tutto quello che diamo ci ritornerà, quello che buttiamo invece testimonierà contro di noi, quando verrà il momento.

Commenti scelti dei lettori dell'epoca : 

freepause : Il capitalismo ha in se stesso il seme del fallimento, si parla dappertutto di crescita ... il problema è che si dovrebbe parlare di ottimizzazione ... e soprattutto rendere durevoli i beni, espandibili ed implementabili cellulari e computer invece che costruirli a scadenza con l'obsolescenza programmata come fanno con ogni elettrodomestico ... costruire per ridurre sprechi e rifiuti, invece per il dio danaro si distruggono arance per farne salire il prezzo e c'è chi muore di fame ... Beh! Tanto

quelli aiutano a prevenire la sovrappopolazione.

Penso a come abbiamo ridotto il pianeta in un solo secolo .. una immensa discarica ... inquinata per i prossimi secoli senza possibilità di recupero. Sostenibilità .... altro che crescita!

VirPaucisVerbo : Secondo uno studio della FAO purtroppo datato 8 o 9 anni orsono, l'ottanta per cento del MILIARDO E MEZZO di tonnellate di cibo che vengono buttate ogni anno è ancora consumabile. E già solo questo fa pensare a quanto sia simile ad un cancro questa umanità diventata perlopiù insensibile e soprattutto inutile. In Italia buttiamo la "lieve" cifra di 150 chili A TESTA all'anno... 150 chili. Qua non c'è granché da discutere, c'è da guardarsi allo specchio e prendersi a schiaffi.

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