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martedì 23 dicembre 2025

IL PESO DELLA LUCE (una riflessione su un paradosso)

 (Prima pubblicazione 25.03.2012) © Crenabog 


Ho sempre amato, per lontani, sottili e cari ricordi familiari, il momento del crepuscolo e quello dell'alba. Ero giovane e conoscevo il Tempo, ne sentivo il potere, il dipanarsi, mi piaceva restare fermo a sentirlo scorrere. Momenti privi di attività e di significato, fermati come una immagine statica sulle pagine della vita. Restavo così, nella mia camera, sdraiato sul letto, a vedere dalla serranda leggermente alzata scivolare piano le prime lame di una luce pallida, nella quale volavano minimi frammenti di polvere. Il buio intorno a me, con la sua cupezza, blandiva ogni spigolo, ogni forma. Eppure, per quanto strano potesse sembrare, la luce dimostrava la sua pesantezza. Non ha forse un peso la vernice? Non copre, non delimita, le cose? Stessa cosa fa la luce, scivolava leggera in lame sottili e andava a depositarsi anche dove non colpiva direttamente. Lenta, silenziosa, contagiava di sé ogni oggetto, ne fugava il senso di puro sogno rendendolo fisico, palpabile, tangibile. Come una malattia della pelle progrediva, si ampliava, si riproduceva in ogni minimo anfratto. I minuti allargavano i propri limiti, nel torpore che ancora albergava in me. La luce ha un suo peso, un suo corpo, una sua volontà. Per quanto speri di chiudere tutto, coprire tutto, basta una minima fessura e si sparge qua e là, inarrestabile. Era così dolce vederla diffondersi cauta, timorosa, lenta. Perché la luce non ha fretta. Anche lei conosce il Tempo e lo accompagna da sempre.

Commenti scelti dei lettori dell'epoca : 

albaincontro : Il tuo scritto ha una potente carica suggestiva e la scorrevolezza di un narratore padrone della sua prosa elegante.La luce ,e il suo peso inevitabile, assomiglia al destino a cui non puoi sottrarti. Piaciuto molto .Alba

Evelin64 : Hai descritto il "cammino" del tempo, usando parole colorate di sensazioni inebrianti, ma cio' che mi è piaciuto di piu', è l'aver dato forma a quelle lame di luce, poichè rendono l'immagine nitida della forma che ci indica la mente...Molto bravo, complimenti! Buona serata...Evelin

Lucrezya57 : Ciao Crena la luce per me è come quel faro che mi illumina durante il cammino il tuo post è cosi distensivo perchè sai scrivere cosi bene che mi suggestioni sempre...e lo sai che sei un mitico...buon inizio settimana

codiceluna : Bella riflessione esposta con maestria Marco! Sì vero, la luce si insinua, esplora, evidenzia appena trova un piccolo spiraglio per farsi strada. Ma personalmente la amo solo in questi frangenti e quindi quando non abbaglia. Ma io sono un animale "notturno", e quando tutti inneggiano all'estate, al sole, alle giornate "che si allungano" io mi ritrovo a pensarci con enorme fastidio, e non solo perché detesto il caldo estivo, ma amo passeggiare la sera, guardare la città illuminata dai lampioni, il buio appena schiarito e ovviamente...la luna! Un abbraccio Anna

FioreDeiVisconti : Sono...ammirata. Hai scritto un pezzo di vera prosa-poetica, pervasa di emozioni e capace di trasmetterle. Anche se oggi siamo diversamente giovani, spero pur sempre giovani nel sentire, il Tempo lo viviamo, lo percepiamo, lo...amiamo?, non accettando supinamente il suo lento scorrere, piuttosto cercando di renderlo più nostro. Amico.

lunedì 3 marzo 2014

DENTRO DI TE





Sto dentro di te
inevitabilmente.

Non importa dove
se nella mente o nel corpo.

Non possiamo dividerci
e sia quel che sia.

Una vaga simbiosi inavvertibile.


MERCANTE DI PAROLE



Avvizzita, intimorita.
In questo mondo pieno di parole.
Non contro te, ma altrove.
Amici dei nostri momenti bui.
E per riconoscenza, nell'atrio di questo conversario,
è che sia l'ora del mea culpa.
Ma tu sai, per caso, con quanto tremore e timore,
mi son avvicinata a questo abisso senza fine?
E che non ne son più uscita fuori?
La mia non-parola ha generato non-primavere.
Perle della notte, e gocce consapevoli di dolore.
Mi son saziata, sì.
Ed ora rimangono qui, nel mio esofago.
Strozzate ed avviluppate.
Contorte.
Doloranti.
Essere nuova come la luce ad ogni ombra.
Grazie...

(scrisse la Musa, con lettere incise nella carne del suo cantore)


IN CADUTA LIBERA



Stoffe preziose intessute con cura sapiente.
Fili di note musicali si dipanano da qui.
Con te.


E TU...



Mi hai accolta con un sorriso,
mi hai toccata con un sorriso.
Un sorriso a bassa voce.
In tutto questo che è un sogno.
Ombra e Luce
Tramonto e Alba
Perchè si confondono nel tempo.
In questo valzer di parole.
Aprono un varco, nel cuore.
Dopo la pioggia c'è sempre un raggio di sole.

Balliamo?

Io sono lo specchio
tu il mio riflesso.
Io sono il tuo labirinto
tu la mia porta.
Quando avanzerò
sii la mia ombra.