venerdì 5 dicembre 2025

NON C'E' NIENTE

 (Prima pubblicazione 02.06.2009)


Mi capita spesso di andarmene vagando per i vostri blog, sovente anche in quelli che non conosco, e tra i tanti post mi accorgo che la maggior parte son dedicati all'Amore. Ma anche, e forse più spesso, ad una infinita tristezza per tutti gli amori, finiti, i sentimenti non ricambiati, i dolori che gli uomini sanno regalare e tutte le piccole meschinerie che rendono questo mondo una palla di fango e la vita non degna di essere vissuta. Quante amiche, quante donne in preda a questa tristezza! E sempre mi rendo conto della mia mostruosa inadeguatezza, pur nell'empatia che sempre mi coglie il cuore, a saper dire un qualsiasi commento capace di aiutare, di rinfrancare, di far capire che non siamo tutti delle bestie, che non tutti facciamo del male o almeno che a volte ci proviamo - a far del bene - e quelli che ci provano spesso son quelli che invece ricevono pesci in faccia. Donne perdute nei loro sogni romantici, donne che oggi scrivono post fantastici sulla scia di nuovi amori e qualche giorno dopo le ritrovi in lacrime, disilluse, annientate da uomini incapaci di comportarsi degnamente, uomini che quando ti vedono pensano solo a portarti a letto e scordano tutte le meravigliose cose che fino a poco prima hanno detto o scritto, al solo scopo di sembrare quel che non sono. Non sono capace. E me ne dolgo, anche se nessuna me lo chiede, perché credo che ci sia di più, si possa fare di più, si debba fare di più specie se si vuole iniziare un rapporto con un altro essere umano. Io? ah, io sono solo un uomo che ancora, dopo venticinque anni, litiga con la moglie che non vuole avere rapporti, manco a pregarla. E allora tiro le somme e dico: ma faccio schifo? Sono un Quasimodo? No.. sono solo uno che dorme tre ore al giorno per stare con la famiglia ogni volta che serve, uno che ogni centesimo guadagnato lo spende per farli stare bene, che ancora adesso non va a puttane perché non si fa, che non si ammazza di seghe perché non è morale, che stringe i denti e si chiede ma che ho fatto per meritarmi questo. Uno che quando è stato sfiorato da altri amori ci ha creduto, ha sognato di potersi rifare una vita e di nuovo si è accorto che era solo cenere, illusioni pronte a volare nel vento: e allora resta qua, con i piedi per terra, ferocemente legato al figlio e ad una parvenza di famiglia che da un lato prende e da un lato non dà nulla. Uno che farebbe all'amore venti volte al giorno e non può, manco a pregare. Già, perché se una volta c'era l'inadempienza agli obblighi coniugali a costringere l'altra metà a fare quel che aveva promesso davanti a Dio ora c'è la violenza domestica se solo ti azzardi a tirarglielo fuori non richiesto. Bella società. Proprio bella. E se provi a parlargliene, a chiedere, a cercare di capire i motivi sempre arriva il solito ritornello: Non c'è niente. Niente. E già, niente è quello che le mie mani stringono. Così, vago nei vostri blog con il mio carico di amarezza e provo tutto il dispiacere del mondo nel leggervi. Perché so cosa state vivendo e non vorrei proprio che vi tocchi continuare a viverlo. Ma la felicità io non sono capace a darvela, mea culpa, posso solo tentare ogni tanto di farvi sorridere. Perdonatemi.

P:S: alcuni commenti dei lettori dell'epoca:

ivapdm :

Amico Cre sfogarsi anche solo scrivendo fa stare meglio - leggendo la tua storia ho ripensato ad un amico che non molto tempo fà mi ha detto le stesse cose che hai scritto tu solo che lui i figli li aveva grandi e non più in casa, come vedi ci sono persone che stanno peggio, lo so che non è granchè come aiuto ma io quando sto male penso a questo - c'è chi sta peggio di me- mi aiuta a superare.

Un'altra cosa Cre tu fai molto per noi blogghisti non pretendere di fare di più - quello che ci doni con i tuoi post è fantastico -  alle volte ci fai ritornare bambini -altre ci fai conoscere quello he non sappiamo.

Lo so che non è vita quella che stai facendo - ma pensa in quanti vorrebbero essere al tuo posto piuttosto che in un letto oppure con un male inguaribile ecc....

Buona giornata ciaoooo

friarielle:

... il tuo è uno specchio nel quale tantissimi di noi possono tranquillamente specchiarsi e trovare esattamente ciò che hai scritto.

Amico mio, quando arrivi a questo punto credo che sia effimero ogni tentativo, perchè nel frattempo, inconsapevolmente, ti sei cucito addosso la tristezza, e allora lo scrivere, cazzate o cose serie, è come dare una mano di vernice fresca alla facciata del tuo essere.

Sursum corda

illaka:

é assolutamente perfetto. E lo condivido in pieno. Parlo dall' altra parte ovviamente e vedo che alla fine uomini o donne che siano i sentimenti che proviamo sono più o meno gli stessi. Il fatto é caro crena che nessun amore é eterno, nessuna passione resiste al logorio della quotidianeitá e purtroppo la famiglia pare fatta apposta per massacrare questo sentimento (nel senso della passione), per evolversi poi in tutt'altro tipo di affetto. Tutti noi, nessuno escluso passa per queste forche caudine... tu hai voglia di far l amore tutti i giorni anche venti volte al giorno? Io pure il problema é che ti passa la voglia quando ti trovi nel letto (e sempre e solo nel letto, dopo una giornata sfibrante di impegni e lavori di casa), una persona a cui vuoi profondamente bene pero che dopo 25 anni o più non può altro che essere un fratello/sorella per te... e la consuetudine di cose sempre uguali, sempre ripetitive portano a questo. Non c'é una soluzione, penso che noi essere umani siamo destinati a combattere giornalmente contro la nostra voglia di cambiare, di provarci con un altra persona, di esperimentare sempre nuove emozioni (legittima), e la tentazione del legame stabile, tranquillo senza trambusti... con cui arrivare in fondo al percorso di vita. Entrambe dovrebbero riuscire a compenetrarsi per trovare il giusto equilibrio e in questo voi maschietti siete piu avvantaggiati, piu libertá di movimento soprattutto, meno controlli...

L'importante é non cedere alla tentazione, fortissima per tutti, di pensare che qualsiasi altro amore o passione che la vita ti proponga possa essere o durare per sempre, e mai dico mai cercare di incatenarlo con una qualsivoglia quotidianitá, fosse anche solo nel virtuale.

Solo se libero di volare il cuore si lega a un altro, solo se libero di cambiare sempre non lo fa mai...

E scusami... non credo che dedicarsi anima e corpo ai figli sia una soluzione, c'é sempre un momento in cui loro si distaccano da te e allora se questo conflitto con te stesso non l hai risolto ti ritrovi nello sconforto più totale.

Che fare?

antonisceddu:

caro Marco, fare un commento a questo post mi riesce un pò difficile...ma ci tento. In tutto il tuo scritto appare chiaro che quando hai deciso di farlo stavi in un momento di solitudine e tristezza e il pensiero è volato sui ricordi del passato e la realtà del presente...ognuno di noi spesso transita in questi momenti di  infelicità, prendi per esempio la mia famiglia: otto anni fà eravamo al top, una moglie che adoravo e quattro figli, però un giorno lei se ne andata, non per volontà sua ma perchè un qualcuno più grande di noi terreni l'ha chiamata a sè e questo senza far caso che in quel momento uno dei quattro aveva solo 8 anni e aveva più bisogno degli altri della sua mamma...io nei due anni successivi sono crollato ma un bel giorno ho ripreso in mano la mia vita e ho scoperto anche che per aiutare gli altri bisogna prima pensare a noi stessi e questo è una specie di "egoismo sano"...essere noi stessi e aprire quella mano, dentro ci sono quattro frutti dell'amore. Come hai visto nei miei post cerco anch'io di esprimere i sentimenti dell'amore e soprattutto dei bei momenti di vita vissuta e questo spesso lo faccio in musica..."così è la vita" è il mio blog, Carissimo Marco un augurio di tanta serenità e un amichevole abbraccio, smile Antonello 

dolcesmeralda:

Sei un uomo dalle mille risorse sai?

E' da poco che ti leggo, e la tua sincerità e la tua schiettezza mi ha semplicemente confermato, ciò che io pensavo.

Una persona che non vuol nascondersi dietro a degli eufemismi sociali, insofferente alle sofferenze altrui, semplicemente un uomo che adora il sorriso e la pace negli animi delle persone.

Il suo sapere a disposizione per il sapere altrui.

Un caro saluto da Esmeralda e dico ancora sono orgogliosa di essere una tua amica

tablor:

non sei il solo.

Non me ne frega nulla che lo leggeranno in tanti, ma ti copincollo qui una parte di una mail che ho inviato in risposta a qulcuno, una donna, che mi diceva delle su aspettative per la vita che le resta da vivere:

"Sono sposato con la stessa donna da quasi 38 anni (lo saranno al 7 di agosto) Ho commesso errori e ne ho perdonati. Purtroppo il fuoco si è spento e, da anni, ...ho una seconda sorella, ma nonostante ciò voglio a mia moglie un bene dell'anima. Avrei ancora esigenze di altro tipo, ma solo se mi staccassi da lei completamente potrei darmi ad un'altra donna, perchè se volessi un'altra la vorrei senza illuderla e senza illudermi: sono troppo legato ancora e penso e spero di finire i miei giorni con la madre dei miei figli e la compagna di una vita intera. Non credere che questo non mi costi. Non sono un monaco, ma l'età aiuta.

Ho avuto qualche storia qualche anno fa, (la carne e la mente sono deboli) ma con donne che erano a conoscenza della mia situazione e dell'amore che ancora provavo e provo per mia moglie, anche se trasformato da passione a amore per la "persona". Con entrambe sono amico ancora ora e ci si sente ogni tanto, ma sono esperienze, pure belle quando le vissi ma che non vorrei rifare.

Mia moglie se n'era andata di casa per un pò di tempo prima di queste storie che avvennero in quel periodo poi tornò a casa e la accolsi a braccia aperte. Non era andata a vivere con un uomo, ma a disintossicarsi dallo stress che provava pensando di riuscirci lontana da me."

Non continuo, ma come vedi il mondo è grande ma molte storie si assomigliano. Io non faccio, né voglio fare, come quegli uomini che illudono e poi deludono amaramente le tue (e magari nostre) amiche. Sublimo i miei desideri scrivendo e tenendo il mio blog. Esattamente come fai tu.

Un abbraccio da un amico sincero, Lorenzo

fata1:

Sono uscita per una gita fuori porta, e mentre percorrevo un viale alberato ho pensato a cosa trasmettiamo agli altri con un blog. Si è vero, si parla quasi sempre di amore, di sofferenza, di disillusioni e di illusioni. Di maschi solo pronti ad ottenere la preda, ma anche di donne che lo fanno fregandosene altamente dei sentimenti. Ricordati una cosa, dolcissimo nelle tue corazze, e ti sorprenderà questo mio dirti: a volte star male, frantumati, correre dietro alla malinconia, ci permette di venir fuori, di gettar via la parte più profonda di noi stessi, che nn riusciremmo mai a esternare. Il Carducci x scrivere invocava la febbre, gli artisti producono le loro opere migliori solo quando sono nelle fasi di esaltazioni emotiva, noi intesi come fruitori di queste realtà, almeno per chi prende la scrittura in un certo modo, mettiamo giù pensieri solo se spinti da una emozione. Ed il dolore affettivo è fonte delle massime produzioni.
Un sorriso Marco, un sorriso 
Stefania

MEZZANOTTE E QUARANTASEI

 (Prima pubblicazione 31.05.2009)


"Non dovevamo farli entrare..", fu l'ultimo sussurro di Don Alvaro, poi un gorgoglio di sangue chiuse la sua esistenza. Morì così, tra le mie braccia. Era stata una lunga giornata, troppe cose avevo visto percorrendo le strade di quella sporca città, sempre alla caccia di delinquenti, sempre con i nervi tesi, la macchina piena del fumo delle sigarette, la radio sempre sintonizzata sul canale della polizia che non smetteva mai di mandarci da un capo all'altro. In quella infinita ricerca. Ero stanco e faticavo a reggermi in piedi; per questo avevo deciso, molto dopo che il mio turno era finito, di fermarmi in chiesa per parlare col mio padre spirituale e liberarmi da tutto quell'orrendo groviglio che mi impediva da giorni persino di chiudere occhio. La porta era socchiusa e non sembrava ci fosse nessuno alla tenue luce delle candele dell'altare, mi ero diretto verso il confessionale la cui piccola luce rossa splendeva nella mezza luce ma mi ero subito reso conto che qualcosa non quadrava. Le panche erano spostate in modo disordinato e un candelabro giaceva in terra. Camminando rasente al muro, la Walther .40 stretta nel pugno, avevo raggiunto il confessionale e là, riverso in terra, Don Alvaro stava per incontrare il suo Creatore, in un lago di sangue. A stento era riuscito a sussurrare quelle ultime parole, dandomi un brivido gelido per la schiena. Non ne capii il senso, pensavo si riferisse a qualcuno dei diseredati della società che accudiva con le sue opere di carità, magari avevano provato a rapinarlo, ringraziando a modo loro la società globalizzata e multietnica sempre pronta a mostrare la sua faccia politicamente corretta, salvo gridare aiuto al telefono quando ci chiamavano per essere salvati da quelli che avevano voluto salvare. Mi girai con attenzione tutt'intorno, troppe ombre nelle nicchie potevano nascondere qualsiasi cosa quando giunse, troppo rapido anche per me, l'assalto. Venni scaraventato a terra e urtai violentemente la testa contro i gradini di marmo dell'altare, alzai la pistola e feci fuoco verso l'ombra che ancora mi veniva addosso. Quattro, cinque colpi in rapida successione, la .40 avrebbe sfondato un muro ma niente sembrò fermarlo. Pensavo a un tossico strafatto di crack quando lo sentii ridere e la sua risata mi agghiacciò le vene. "Non è così che mi ucciderai", sibilò e le candele ai piedi della statua della Madonna rivelarono un volto bianco come la morte che intendeva donarmi. Ghignava e i suoi denti aguzzi lanciarono riflessi. Raggiunsi il crocefisso sull'altare e lo alzai verso di lui, raccomandandomi l'anima a Dio e iniziai a recitare il Pater Noster: si fermò a pochi metri da me, lentamente estrasse da una tasca il documento di accoglienza per i rifugiati politici e sghignazzando disse: "Inutile. Sono musulmano.." Fu l'ultima cosa che sentii.

IL LAMENTO DEL DOTTOR SPOCK

 (Prima pubblicazione 29-05.2009)


N:B: per i nuovi lettori, questo post è una evidente metafora di ciò che stava succedendo tra i blog degli utenti del social Chatta.it, ed infatti venne ben compresa dai lettori bloggers dell'epoca.

Partimmo, un giorno, con le nostre navicelle al plasma, diretti verso l'infinito e oltre. Navigammo nel cosmo chattico ben aggrappati alle leve dei comandi e dietro i vetri vedemmo sfilare pianeti e galassie e nella nostra corsa atterrammo su tanti di essi, facendo conoscenza e stringendo amicizie ed alleanze con i più strani, curiosi abitatori dell'universo. Dietro di noi, nella nostra scia, pulviscoli dorati di infiniti microcosmi che ci inseguivano felici. Abbiamo tracciato strade, abbiamo inventato rotte sempre diretti avanti. Ma che strano, vedere ogni tanto passare e a volte incrociare, altre grandi navicelle spaziali, luminose, con le loro proprie scie e cariche del loro equipaggio. Ci siamo scambiati segnali, abbiamo mandato messaggi ma laggiù, nel buio profondo del cosmo, essi si persero. Non ricevuti, non accettati, non considerati. Abbiamo provato ad analizzare con i nostri computer questi strani comportamenti, abbiamo dato la colpa alla curvatura dell'universo, abbiamo pensato che forse i nostri segnali erano troppo deboli ma, chissà perché, quando le navicelle più grandi si incrociano tra loro non scorrono mai né interscambi commerciali né proposte di alleanze. Ci si guarda passare, ognuno con la propria scia, frammenti delle quali ogni tanto passano da una all'altra, ma si resta sempre sulle proprie rotte. E la Confederazione, che di vedere tutti uniti invece avrebbe sempre bisogno, assiste impotente. Che mancanza di logica!


DIFFERENZE SOSTANZIALI NEL COMPORTAMENTO UMANO

 (Prima pubblicazione 26.05.2009)


Alla luce della pubblicazione di un rapporto americano, da tempo tenuto segreto ma finalmente pubblicato, che deriva da un enorme sondaggio realizzato in primis tra i militari in forza ai battaglioni aerotrasportati (sia uomini che donne) e in seguito presso uno scelto target di migliaia di impiegati bancari ci è dunque concesso di comprendere quanto l'Uomo e la Donna siano differenti tra loro sia per moduli comportamentali sia per scopi e finalità oggettive. L'Uomo ne esce rappresentato come concreto, tendente alla realizzazione di un ideale, scevro da dubbi e potentemente motivato, mentre la Donna appare latentemente insicura, afflitta da problematiche spesso soggettive e lontane dalla realtà, tendente alla fantasticheria e spesso negativa nell'affrontare i rapporti con superiori o pari grado sia nell'ambito sociale che lavorativo. Il risultato del sondaggio, protrattosi per tre anni, venne esaminato da uno staff di docenti universitari della Università di Bangor che riferirono dettagliatamente in merito agli uffici della Cia che lo avevano commissionato per finalità di controllo a lungo termine dei comportamenti devianti. Il test a cui vennero sottoposti i soggetti, a volte edotti ma spesso inavvertiti, si componeva di due semplici ma efficaci domande, pure nella loro oggettiva sostanzialità. Alle Donne venne chiesto: " Me la dai?" e le risposte ottenute furono:

- Dovrei pensarci.

- Al momento ho dei problemi.

- Potrei essere vergine.

- Potrei essere indisposta.

- Potrei essere sieropositiva.

- Non credo che tu sia la persona giusta.

- A quest'ora?

- Qui?

- Sei sposato?

- Pensi che mi sposerai?

- Quanto guadagni?

Più tutto un corollario di altre risposte frammentate in varie minime percentuali che vennero catalogate genericamente sotto la voce Altre Scuse. Agli intervistati Uomini venne chiesto, da parte di soggetti Donne:

" Me lo dai?" e nel novantatre per cento delle risposte si ottenne un secco:

- Sì.

Dal che risulta evidente come, anche di fronte ai continui mutamenti sociali, al rimescolarsi delle classi, ai cambiamenti della morale e dell'economia e del costume, l'Uomo è sempre quello che ha meno tempo da perdere.

RISULTATI CURIOSI DELLA CONVERGENZA DELLE RAZZE

 (Prima pubblicazione 26.05.2009)


Sin dall'alba dei tempi ci furono due razze, in competizione tra loro, per il totale sfruttamento delle risorse: gli Umani e i Maiali. La prima all'inizio condivideva con la seconda la motivazione essenziale, la sopravvivenza, poi con il susseguirsi dei secoli se ne dimenticò e continuò a farlo per abitudine. La seconda, molto più etica e avveduta, continuò imperterrita a mangiare per sopravvivere e ovviamente finì per far parte delle risorse sfruttate dall'altra. Gli umani svilupparono tendenze deleterie quali il fumo, il vin brulè, il chili e lo stress che inevitabilmente li portarono a conseguenze fisiche assai dolorose mentre i maiali svilupparono la tendenza a donarsi alla comunità rendendosi utili fino all'ultimo grammo del loro peso. Gli umani svilupparono la Pittura e i maiali le Setole, gli uni la Culinaria e gli altri tutto il Necessario per essa, gli uni la Satira Politica e gli altri prestarono la loro Immagine, gli uni la Bestemmia e gli altri il proprio Nome e così via, sempre interagendo. E infine, quando l'Uomo credeva di aver adoperato fino all'ultimo pezzetto del Maiale e per il dispiacere di non aver altro a che farci si era talmente innervosito da essere colpito da una delle Tre Piaghe che il buon Dio aveva scatenato sul mondo dopo essersi accorto che il diluvio non era servito a niente (l'Analfabetismo, il Bolscevismo e le Emorroidi - non necessariamente in quest'ordine..), infine dicevamo ecco che il Maiale, nella sua infinità bontà e dedizione alla causa del progresso degli Umani rese disponibile l'unica cosa che gli era rimasta da donare: il Buco, e quel che c'era intorno. Avveduti scienziati scoprirono infatti che da un accurato Frullato di Buco potevano estrarre e sintetizzare le Cerevisium Suillae, componente principe della più potente pillolina in grado di curare una delle suddette Piaghe e subito la commercializzarono con grande diletto della razza Umana che ovviamente non si sentì neanche in dovere di erigere un monumento al Buco dei Maiali per ringraziare. E così, mentre una volta ancora i destini delle due razze felicemente sinergono, gli Umani si arrovellano nel risolvere alcuni dei più importanti misteri dell'universo del tipo: Che altro possiamo farci con i Maiali? e sopra tutto: Esiste un altro blog capace di parlarvi del Culo con simile forbito eloquio?

P:S: aggiornamento del 05.12.2025 per i lettori interessati: queste pillole, notoriamente il prodotto più vemduto presso la farmacia del Vaticano in quanto ancora non riconosciute dallo stato italiano, hanno recentemente cambiato il foglietto informativo e non vengono più menzionate le Cerevisium Suillae. Questo non vuol dire che non ne siano il componente, ma solo che così nessuno sa cosa sta assumendo.

- commenti dei lettori dell'epoca:

tablor:

In attesa di ricevere al più presto una scatoletta di Cerevisium Suillae che mi curi da tutte le piaghe della razza umana, mi asciugo le lacrime da delirium ridens e ti faccio le congratulazioni per il post smileLorenzo

spazio1969:

e si vede che le emorroidi e il loro buco di riferimento costituiscono un punto nodale della tua esistenza....scommetto che eri nel pool di scienziati pronto a far da cavia per testare la pillolina....Il buco, da sempre, si sà, ha ispirato i più grandi....come potevi restare tu insensibile all'argomento.....pensa che oggi pur di parlarne si sò inventati la faccenda dell'ozono!!!!!(magari fosse una bufala!!!!sigh!)

un carissimo abbraccio!!!! sei favoloso!!!! smile

CANZONCINA NOTTURNA

 (Prima pubblicazione 20.05.2009)

N:B: una divagazione su una celebre canzone italiana


C'eravamo tanto amati

per un anno o forse più

c'eravamo poi lasciati

non ricordo come fu,

ma una sera c'incontrammo

per fatal combinazion

quando entrambi riparammo

dalla pioggia in un porton.


Eri eterea, quasi bianca

con quell' aria tanto stanca

io ti cinsi per un fianco

e ti dissi: Non ti manco?


Forte il collo mi baciasti,

steso in terra mi lasciasti...


Or vampiro vo' vagando

per fatal combinazion

e la gente vo' succhiando..

..come allora, nei porton..

STEAMPUNK

 (Prima pubblicazione 20.05.2009)


L'ultima e più eclatante tendenza, sia culturale che estetica, che sta spadroneggiando via web è lo Steam-Punk. Si è diffusa come un lampo secondo un ben assestato triangolo, Londra, Australia, San Francisco e ha preso piede tra artisti e giovani leve che stanno virando definitivamente dallo yuppismo prima e dall'hip hop dopo verso un incredibile ritorno ad usi e costumi della generazione del vapore (steam) sorta in Inghilterra ai primi dell'ottocento. Pur se conducono una vita alquanto normale, ai loro raduni convergono paludati in perfetto style retrò, redingote, bombette, pizzi, bustini in una commistione di genere che deriva anche, se non del tutto, dall'estetica mostrata negli ultimi anni da una serie di film e manga tra i quali, per intendersi, è bene ricordare La leggenda degli uomini straordinari, The illusionist, i film dei Monty Python come Brazil e i manga di Mijazaki come Laputa o Kiki, senza dimenticare quel capolavoro assoluto che fu Steamboy di Katsuhiro Otomo, il creatore del leggendario Akira. Steamboy è probabilmente il cartoon - l'anime - che meglio ha prefigurato l'esplodere della tendenza SteamPunk, ambientato durante l'Expò londinese dell'800, tra gigantesche costruzioni semoventi e mostruose macchine da guerra, tutte rigorosamente basate sulla tecnologia del vapore. Costumi neo guerreschi, cappotti di cuoio, lacci, fondine, pistole tipo Mauser o Luger, gli immancabili occhiali da pilota in cuoio e cromo rotondi, frammisti ai frac dell'alta società vittoriana in piena espansione coloniale ma attraversata da un impeto fantascientifico alla H.G.Wells o alla J.Verne, questi i vestiti di rigore per gli uomini mentre le donne si sbizzarriscono con bustini in stecche di balena, pizzi, colletti inamidati, calze e guanti a rete e improbabili acconciature ingentilite da ninnoli e gioielli a volte eseguiti persino con ossi di animali e denti di balena - spesso però sintetici - istoriati con scene marinaresche. Steamboy, uscito nel 2004 dopo anni di lavorazione, è un opera colossale e mirabolante con i suoi centoventidue minuti di invenzioni visive e ha tutto il diritto di rivaleggiare, nella filosofia di vita e immagine degli SteamPunks, con quel gioiello delirante che fu The Yellow Submarine dei Beatles. I nuovi seguaci di questa tendenza seguono couturier come Ghesquiere e Ralph Lauren ma alla fine dei conti preferiscono creare da soli i propri abiti e modelli, andando alla ricerca di oggetti e particolari nei mercatini antiquari; adorano le buone maniere e il gusto del tè delle cinque - preferendo i rari sentori dell'Oolong o il più classico Gunpowder - in perfetta linea con gli anni della regina Vittoria anche se politicamente non giustificano i modi con i quali venne perseguito il colonialismo imperiale. Come nel film Brazil creano arredamenti moderni e oggetti ricostruendoli col legno e con l'ottone lucidato, c'è persino chi vende computer rivestiti in pino e ottone come qui: www.datamancer.net , sito di un giovane californiano emergente. Il cyberpunk degli anni ottanta sembra quindi aver esaurito la sua spinta, che pure diede vita a capolavori letterari come Neuromancer o gli strepitosi videoclip di Billy Idol , per miscelarsi con il sottile piacere per il ritorno a radici profonde e quasi perdute ma mai veramente sepolte. A quanto pare, Britannia Rules for Ever!

RIDERCI SOPRA

 (Prima pubblicazione 15.05.2009)


Quante volte ho acceso internet e son venuto qua, a vedere chi viene da me, chi va da altri, chi scrive, chi risponde, quali e quanti amici hanno postato nuove cose.. e quante volte, troppe volte, ho dovuto vedere amici litigare, amici accapigliarsi, amici sparire. Ve li ricordate? Ognuno ne ha qualcuno nascosto nel ricordo, o magari ancora nel cuore, e perché, mi domando e dico, la maggior parte delle volte si trattava di gente i cui blog erano interessanti, vari, articolati, colorati, pieni di notizie, ragionamenti, discussioni.. crollati, distrutti, annichiliti da attacchi assurdi e sempre, dico sempre, fatti da nick nati e morti nell'arco del male che gli serviva di fare. Al ricordo dei tanti amici e amiche che hanno donato a tutti noi momenti di allegria, gioia, chi sa, forse persino di affetto, dedico queste righe e se qualcuno di loro ancora entra, magari di soppiatto, di nascosto, timoroso di tornare pubblicamente per evitare la sofferenza ricevuta, a loro dedico - dicevo - la mia beffarda risata. Una risata ciclopica, che possa scuotere le fondamenta del cosmo, che faccia ballare le nuvole sotto i piedi degli dei, che faccia venir giù i tetti delle case virtuali degli idioti che nascosti nel buio, come sorci, come tarli, tramano e rodono. E lo faccio con la mia faccia, ridicola quanto volete, vecchia e rugosa quanto vi pare, e con la cravatta più ridicola che ho. Ma sì, sono un buffone e rido. Rido di chi se lo merita e rido per chi non ha avuto la forza di ridere quando era il momento. E se ne avete le palle, ridete con me.