(Prima pubblicazione 13.04.2010)

In questi giorni ho assistito con malcelato fastidio alla ennesima provocazione pubblicitaria che sta spuntando ovunque, su manifesti e sulle fiancate degli autobus. Probabilmente l'avrete già vista anche voi, foto glamour, ammiccanti, a volte quasi subliminali nello smuovere pulsioni interne e titoli cubitali, rigorosamente in inglese, perchè dal 1945 in poi fa sempre fico, si sa che siamo oramai una colonia mentale dei Liberatori. Traducendoli in italiano, i titoli suonano così: L'ntelligente critica, lo stupido crea ( ovvio, la creatività NON parte mai da chi ha studiato e ragiona bensì dall'essere istintivo e animalesco, legato ai bisogni primari). L'intelligente può avere il cervello ma lo stupido ha le palle (ovvio, la differenza sta intanto in quel PUO', perchè non è neanche detto che lo abbia, il cervello mentre che l'essere primordiale e stupido abbia le palle è un dato di fatto, e ci credo, presupponendo che non abbia neanche le esperienze per dire se è giusto o no quel che sta facendo). L'intelligente dice no, lo stupido sì ( ovvio, l'intelligente viene mostrato come il reazionario, quello dalla mentalità chiusa, il negazionista, tutta roba da mandare al rogo del politicamente corretto, mentre lo stupido dice sempre sì, è positivo, allargato, globalizzato, mescolato). L'intelligente ascolta la testa, lo stupido il cuore (accompagnato da foto di uno in bici con squinzia eccitante e feticisticamente bardata appollaiata sulla canna, quintessenza dell'essere primordiale ecologico, certamente non un venditore di piastrelle di klinker visto che il campionario non so dove se lo metterebbe e che Antelao mi perdoni, che nel suo fancazzismo alternativo conquista la sbarba di turno che MAI la darebbe ad un intelligente nerd colto ma sfigato chiuso nella sua auto). Solo lo stupido può essere davvero brillante (e certo, chi ha un grano di intelligenza non brilla, consuma la sua vita gretta e incanalata nei rugginosi binari del trantran casa lavoro famiglia, tutta robaccia totalmente out). Sgorgato dalla fertile mente di Renzo Rosso, il capo di DIESEL, tutto questo grandioso lavoro di marketing si riduce al tentativo di far acquistare alla gente i soliti jeans, t-shirts e altri capi correlati. E anche qui finiamo nella più elementare banalità del voler mostrare come ultra-fico (o cool, se proprio siete affezionati al gergo dei Liberatori) colui che sceglie un capo con la scritta STUPID anziché un completo grigio di Lancetti da tremila euro fatto a mano. Cose del genere spuntano oramai ritualmente e ciclicamente, chi ricorda i capi con le scritte DE PUTA MADRE o NARCOS o MEDELLIN, usciti due o tre anni fa? Orrendi, disgustosi nel loro significare il desiderio di mostrarsi come uno spacciatore colombiano figlio di puttana eppure ebbero una diffusione spaventosa. Segno certo che le picconate a quei lobi mentali che presiedono al buon gusto e alla buona creanza del vivere civile hanno dato i loro marci frutti. Il politically correct, dopo aver sputtanato l'idea di Patria, Eroismo, Famiglia, Religione, Chiesa, Madre, Padre e tutto il corollario non sa più cosa altro attaccare per stupire e "vendere", vendere qualsiasi cazzata possibile, e allora ecco la nascita del nuovo ideale d'uomo moderno: lo STUPIDO. Come ho detto già tante volte, è più facile distruggere che costruire ed è quindi naturale che il farsi una cultura appaia come una fatica inutile (che studiamo a fa' se poi non c'è lavoro? ma alzate il culo e cercatevelo, a costo di fare le guardie giurate...) e sia molto più semplice e gratificante essere stupidi. Che bello, non ho niente nel cervello - recitava Petrolini negli anni Trenta - ma qui siamo alla decadenza più totale. Se qualcuno volesse invece essere così INTELLIGENTE da non voler essere stupido, meglio sarebbe se si cercasse un film uscito a settembre del 2009 e colpevolmente mai apparso da noi se non nei microcircuiti alternativi dei cineclub e non in italiano. Si tratta di THE AGE OF STUPID, con quell'immenso e mai abbastanza valorizzato attore dal passato di teatro che è Pete Postlethwaite, un orrendo film ambientato in quel futuro in cui oramai non c'è più un futuro e dove un uomo riguarda al passato e a tutto quello che non abbiamo fatto per salvare noi stessi ed il mondo. Un film voluto e spinto dalle maggiori organizzazioni ecologiste ed ambientaliste mondiali, e delle quali si può (e a volte si deve) dire peste e corna quanto ci pare ma i disastri prossimi futuri li abbiamo già sotto gli occhi e, a non volerli vedere, sarebbe, questa sì, una vera mossa da STUPIDI. Altro che pensare a comprare magliette.
Commenti dei lettori dell'epoca :
calypte : Parto dal presupposto che intelligenza non e' sinonimo di cultura! Tutti abbiamo un cervello...e studiare e informarsi è ......facile per tuti per poter diventare "qualcuno!".E' pur vero che......siamo tutti intelligenti....ma ognuno in maniera diversa! L'intelligenza da sola non basta...ha bisogno d'altro! Mille altre sfumature che l'abbelliscono! Io dico sempre di essere attratta dall'intelligenza ...perspicace! Viva e colorata! Furba e .........dispettosa! Gli uomini di quest'era?...................siamo tutti dei veri idioti...non sfruttando la nostra intelligenza per fini positivi per cio' che riguarda il futuro del mondo!!!!
Delinquentgirl : essere stupida! Mi impegno, mi sforzo, ci metto tutta la buona volontà...ma...non ci riesco! Ogni energia profusa è vana, mi ritrovo sempre a ragionare, ad usare la cosiddetta intelligenza (quella poca che ho) e trno ad essere quella di sempre. Quella che odia le scritte idiote e disgustose sulle magliette, che crede nei valori, che combatte per affermare le proprie idee, quella che si fa mille problemi per ogni cosa. Quella che, in sintesi, usa la ragione. Lo stupido! Privo della capacità di scegliere, di discernere, che se crea danno a qualcuno non se ne fa nessun problema...Sarebbe bello essere stupidi però! (solo per un attimo...) Ciao Crena