lunedì 15 dicembre 2025

POVERA BESTIA !

 (Prima pubblicazione 30.04.2010)


E' capitata sotto le nostre fosche pupille una notiziola bizzarra e naturalmente eccoci qui a girarvela. I veterinari dello zoo di Anversa si sono trovati a dover risolvere un caso che più che preoccupante, definirei eclatante, visto che il povero Mozart, celebre iguana dello zoo, uso a dormire sulle tastiere dei pianoforti, si è così eccitato, ma così eccitato... che gli è rimasto il pipo a bandiera per più di una settimana. Me li vedo, e sono vicino a loro in spirito, quei poveri medici, tutti lì a guardare, soppesare, palpare l'oggetto in questione. Gli avranno fatto il bagno nell'acqua fredda ma essendo piuttosto rettile immagino se ne sia altamente fregato. Gli avranno somministrato del bromuro (ma sì, quello che ci mettevano nel latte in caserma così non rompevamo le scatole!) ma quello niente, sempre lì sibaritico e dannunziano, perso in chi sa quali pensieri. Ah, certe belle iguane tropicali, linguacciute, bitorzolute, eroticamente intente a divorare topi, che visioni paradisiache avranno smosso la muscolatura bassoaddominale del buon Mozart... Insomma, alla fine, disperati perché non potevano più mostrare il mostro al colto e all'inclita, se no i bambini si traumatizzavano dall'invidia e le bambine imparavano cose poco consone, han dovuto darci un taglio. Nel senso stretto della cosa. Ora pare che Mozart, diventato non volendo un trans, abbia fatto richiesta per via ufficiale al fine di ottenere la somministrazioni di ormoni per lo sviluppo delle tette. Mbe', in qualche modo dovrà pure divertirsi anche lui, no?  (nella foto, la inconsulta reazione di sdegno della mamma di Mozart all'annuncio dell'operazione...) 

UNA BARZELLETTA DI TATINO

 (Prima pubblicazione 29.04.2010)


Un bambino passa davanti a una gelateria:- Signore, che ce l'ha il gelato al carciofo?

- No bambino, mi spiace.

- Va be', allora ripasso.

Questa cosa va avanti per una settimana, fino a che il gelataio, esaurito, decide di cucinare dei carciofi e prepararne una vaschetta di gelato. Aspetta che passa di nuovo il bambino e:

- Signore, che ce l'ha il gelato al carciofo?

- Sì, sì, ce l'ho!

- Ahhh! E ha sentito quanto fa schifo? , strilla il bambino scappando via...


CURIOSI TABU'

 (Prima pubblicazione 26.04.2010)


Sì, mi immagino che la prima cosa che vi sarà venuta in mente sono le liquirizie TABU' (e vivrai di più!) ma, anche se sono celebri, buonissime e famose anche per la loro pubblicità televisiva con la gradevole musichina, non era di loro che volevo parlare. Tabù ne abbiamo tutti, più o meno, c'è chi non passa sotto una scala, c'è chi non calpesta le righe delle piastrellone sui marciapiedi, c'è chi non si farebbe mai vedere nudo in casa da figli e parenti, insomma tutto un insieme di antichissimi comportamenti - magari derivanti da regole morali o superstizioni - che nei secoli si sono trasformati in abitudini o peggio in paranoie compulsive. Ho scovato invece un curioso tabù, addirittura degli Indiani Navajo, bizzarro ma che potrebbe anche essere ripreso al giorno d'oggi, vista la sua utilità. Nella nazione Navajo era infatti un tabù il guardare la suocera, e neanche lei poteva guardare il marito della figlia, pare che questa abitudine trovasse causa nel voler evitare eventuali stimoli sessuali fuori dal matrimoni. Ao', e che razza di suocere avevano questi? O erano formidabili o loro erano assatanati, che diamine! Ma la cosa spassosissima era che le suocere Navajo, proprio per evitare che i mariti delle figlie potessero inavvertitamente incontrarle e guardarle, se ne andavano in giro portando un campanello al collo per farsi sentire in tempo. Ve l'immaginate il casino, su un autobus o in metro, con tutte le suocere che girano con un campanello al collo? E tutti che appena sentono uno scampanellìo se la squagliano di qua e di là? Cos'è, la Sindrome di Capitan Uncino? Il coccodrillo della storia era forse femmina? Era una nativa americana? Usava la sveglia avendo perso il campanello? E se a qualcuno di voi, antichi lettori de "LA COLONNA INFAME", son tornati alla mente i leggendari appestati costretti a girare col campanaccio al collo, che dire, quando se deve fa', se deve fa'!

LA COMUNICAZIONE NON VERBALE

 (Prima pubblicazione 23.04.2010)



E', solitamente, quella che viene analizzata da coloro che poi si propongono come esaminatori del personale da assumere e anche lì non è che poi ci capiscano granché, dato l'alto numero di pubblicazioni specializzate in "non fate questo, non fate quello" per poterli fregare. Le comunicazioni non verbali alle quali noi, poveri comuni mortali, andiamo quotidianamente incontro invece sono altre, più spicciole, più carogne. Son quelle, per capirsi che ti fanno cominciare la giornata inkazzato come una bestia e te la fanno finire quando oramai sei quasi un serial killer in caccia. Alè, si parte: t'arriva in postazione un collega che fino all'altro giorno ci parli e ci scherzi e ci prendi il caffè, gli lasci gli incartamenti e gli porgi la mano per salutare visto che smonti e ti fà, aspetta che sto a mette' a posto 'na cosa. Che cazzo ti devi mettere a posto, arrotolare il filo del caricabatterie? La gente con un oncia di umanità lascia il caricabatterie, stringe la mano, lascia un sorriso e una battuta e poi torna a fare quel katz che deve fare. Ma tu resti lì come un patacca e pensi che siccome han dato a te la gestione del distretto la notte ora gli rode il culo a tutti. Bravi. E andiamo avanti, arrivi a casa e ti ritrovi la moglie che si prepara il latte con i biscotti, poi va al bagno e poi lo prepara per il piccolo. E io chi katz sarei, l'uomo invisibile? Quello che i soldi li spende dopo, al bar? Tutti graziosi sistemi per comunicare qualcosa, non notate? Farsi trovare al bagno con le mutande ascellari da puerpera e il calzino nero corto rimboccato, oltre a svariati rotoli sparsi qua e là di ciccia, comunica qualcosa? Un bel me-ne-sbatto-di-te, che dite, lo comunica? un bel stai-alla-larga-che-te-spaventi lo comunica? altro ché! Ma quando esce, truccata, tirata, vestita per l'ufficio comunica tutt'altro.  E andiamo sul generico! Tipo tutte quelle graziose bloggers che si strappano i capelli sui Gruppi battagliando su domande fondamentali per il loro futuro del genere, "Lui cosa si aspetta da te affinchè tu lo colpisca definitivamente, al primo appuntamento"? Bella domanda, una cosa del genere, provocatoriamente, la misi anche io una volta in un Gruppo, sperando che almeno qualcuna dimostrasse di aver capito qual'è la comunicazione non verbale che l'uomo si aspetta per essere del tutto in mano vostra. Ao', l'avesse risposta una, ma una, dico! Tutte lì a inventarsi cosucce soporifere, mielose etc etc e cicci pucci etcetc. Una e una sola è la comunicazione gestuale che l'uomo, quello con la U e du'palle così, si aspetta, agogna, brama per cadere ai vostri piedi. Je dovete mette' le mani negli slip! Lo volete capi' o ve devo da fa' un disegnino? Visto? Troppe parole dette, troppe cose scritte, si perde di vista l'Essenziale! C'è ancora chi ti dice, all'atto pratico, "fermate che c'arrestano". Ma de che! Le uniche parole magiche son sempre quelle: "Tiralo fori!"  Brevi, stringate, concise, dittatoriali! E chi resiste?!

Commenti dei lettori dell'epoca : 

ampollina2 : mi  hai  fatto  tanto  ridere stasera ,mi  sà  che  sia  più  complicato  di  quanto  sembra Marco ,non  crederai  mica  che  al  primo  appuntamento ti  dicano "AO  TIRALO  FUORI LA  BESTIA"magari  una  la  pensa ma non  te  lo  chiede

dolcecarrie : ho pianto dal ridere, buona e dolce notte per te Cate

IL SENSO ARTISTICO DEI PINGUINI

 (Prima pubblicazione 19.04.2010)


Chi di noi non si è mai recato al Polo, inoltrandosi tra lande desolate, rocciose, gelide e inospitali? Immagino che tutti voi ve ne siate sempre rimasti al caldo nei vostri uffici. E magari vi sarete rosi dal dubbio, fondamentale, esistenziale, imprescindibile per la crescita dello scibile umano, su come facciano i pinguini a decorare così artisticamente i loro nidi. Va detto che i nidi dei pinguini di solito sono delle buchette a terra sulle quali loro si siedono, non certo nidi arborei e geometricamente meravigliosi come quelli di certe svolazzanti bestioline tropicali. Questo dubbio atroce venne espresso da uno studente giapponese durante una presentazione di diapositive pinguinesche presso l'Università Medica di Kitasato, anni fa e i relatori trovarono interessante dedicarsi a sviscerare il dilemma. Dopo lunghi studi non invasivi, cioè con fotografi appostati vicino ai pinguini pronti ad immortalare le loro artistiche gesta, e gli studiosi che accorrevano a raccogliere i campioni per misurarne la viscosità. Campioni di cacca. E già, perché i pinguini le loro buchette le decorano con lunghi e geometrici schizzi di cacca, più o meno liquida. Misurando la durata del getto, la lunghezza dello stesso al suolo e la sua viscosità Meyer-Rochow e Gal riuscirono nei primi anni duemila a calcolare la pressione che si sviluppava internamente al pinguino e la sua correlazione con le decorazioni raggianti del nido. Cosa ne sia venuto in tasca ai pinguini non lo si capisce, quali benefici ne abbia avuto il genere umano non saprei, a meno che seguendo le indicazioni pinguinesche non ci mettiamo tutti a farla dai balconi cercando di decorare artisticamente cappelli dei passanti e tetti delle auto. Bisognerà però tener conto della capacità di flatulare, della densità del prodotto, se saremo o no controvento, se ci saranno panni stesi al balcone sottostante e soprattutto, nel caso cerchino di linciarvi, procuratevi una donna incinta da tenere in casa così da dimostrare che state soltanto cercando di abbellire il nido per il futuro pargolo. Ma il pargolo, poi, apprezzerà i vostri schizzi sulla tappezzeria con i disegni di Winnie the Pooh? (perdonate la battuta, non la capirà nessuno, ma cacca in inglese si dice Poo...ahahahahahahahahahahahah!!!)

CONSIGLI PER L'AUTODIFESA

 (Prima pubblicazione 17.04.2010)


Lungi dal volervi proporre a modello sociale personaggi alquanto desueti, come ad esempio il protagonista di V PER VENDETTA, con i suoi baffi demodé, e consapevole di quanto la maggioranza dei bloggers presenti in quest'area occidentale del web siano afflitti da dispiaceri, mancanza di rapporti sereni, desiderio di valorizzarsi, tendenza al confrontarsi pubblicamente al fine di una maggiore autostima, ritengo interessante riandare ad un saggio di molti anni fa scritto da Mara Sidoli, autorevole psicanalista junghiana pugliese che fece parte della Società Psicanalitica Londinese per molti anni. La Dott.ssa Sidoli studiò per anni il caso di un ragazzo abbandonato e poi adottato, notevolmente disturbato, che nel tentativo di autoriconoscersi, temendo di essere messo da parte dalla società, aveva sviluppato un particolarissimo sistema di autodifesa psichica. Ogni volta che  temeva qualche pericolo, Peter produceva una abnorme emissione dei propri gas corporei, al fine di avvilupparsi in una nuvola di familiarità, per non disperdere frammenti del proprio Io. Seguendo questi dotti e fondamentali studi, che hanno lasciato un impronta basilare nella psicanalisi contemporanea, consiglio a tutti gli amici bloggers che desiderino farsi conoscere e riconoscere, che vogliano scalare la vetta della notorietà, che amino lasciare di sé un ricordo indelebile, di approvigionarsi non tanto di cartucce e toner per le stampanti quanto di forti quantitativi di feijoadas brasileira, di fagioli salterini messicani, di fagioloni bianchi delle Langhe e comunque di qualsivoglia alimento atto a produrre in loro i desiderati effetti collaterali. Ricordate, se lui/lei non corrisponde al vostro amore, se le vostre cantiche melodiose non vengono apprezzate, se i vostri diari non vengono pubblicati da Mondadori, lasciate da parte carta e inchiostro, scordate tastiere e connessioni, allontanate da voi pensieri suicidi e depressioni. Uscite tra la folla, consapevoli del vostro potenziale, sorridete al mondo che vi osserva e... emettete! Emettete! Emettete!

Commenti dei lettori dell'epoca : 

follettoarrabbiato : Ahahhahhahahahhhahaahhaha fantastico ahahhahahahhahha un abbraccio...Folletto

Antelao : e' il classico post che si legge ad occhi chiusi!

Invece che web-cam dovremmo dotare i nostri pc di valvola "spruzzapuzza", magari prelevandola a puzzole decedute di recente. Mi ricordo che ne film "dottor Dolittle" interpretato da Eddie Murphy, il simpatico dottore ebbe a che fare con una puzzola che aveva problemi al suo apparato erogatore. Tu ti ricordi? Pero' i fagioli sono buoni....

QUANTO SIETE "STUPID" ?

 (Prima pubblicazione 13.04.2010)


In questi giorni ho assistito con malcelato fastidio  alla ennesima provocazione pubblicitaria che sta spuntando ovunque, su manifesti e sulle fiancate degli autobus. Probabilmente l'avrete già vista anche voi, foto glamour, ammiccanti, a volte quasi subliminali nello smuovere pulsioni interne e titoli cubitali, rigorosamente in inglese, perchè dal 1945 in poi fa sempre fico, si sa che siamo oramai una colonia mentale dei Liberatori. Traducendoli in italiano, i titoli suonano così: L'ntelligente critica, lo stupido crea ( ovvio, la creatività NON parte mai da chi ha studiato e ragiona  bensì dall'essere istintivo e animalesco, legato ai bisogni primari). L'intelligente può avere il cervello ma lo stupido ha le palle (ovvio, la differenza sta intanto in quel PUO', perchè non è neanche detto che lo abbia, il cervello mentre che l'essere primordiale e stupido abbia le palle è un dato di fatto, e ci credo, presupponendo che non abbia neanche le esperienze per dire se è giusto o no quel che sta facendo). L'intelligente dice no, lo stupido sì ( ovvio, l'intelligente viene mostrato come il reazionario, quello dalla mentalità chiusa, il negazionista, tutta roba da mandare al rogo del politicamente corretto, mentre lo stupido dice sempre sì, è positivo, allargato, globalizzato, mescolato). L'intelligente ascolta la testa, lo stupido il cuore (accompagnato da foto di uno in bici con squinzia eccitante e feticisticamente bardata appollaiata sulla canna, quintessenza dell'essere primordiale ecologico, certamente non un venditore di piastrelle di klinker visto che il campionario non so dove se lo metterebbe e che Antelao mi perdoni, che nel suo fancazzismo alternativo conquista la sbarba di turno che MAI la darebbe ad un intelligente nerd colto ma sfigato chiuso nella sua auto). Solo lo stupido può essere davvero brillante (e certo, chi ha un grano di intelligenza non brilla, consuma la sua vita gretta e incanalata nei rugginosi binari del trantran casa lavoro famiglia, tutta robaccia totalmente out).  Sgorgato dalla fertile mente di Renzo Rosso, il capo di DIESEL, tutto questo grandioso lavoro di marketing si riduce al tentativo di far acquistare alla gente i soliti jeans, t-shirts e altri capi correlati. E anche qui finiamo nella più elementare banalità del voler mostrare come ultra-fico (o cool, se proprio siete affezionati al gergo dei Liberatori) colui che sceglie un capo con la scritta STUPID anziché un completo grigio di Lancetti da tremila euro fatto a mano. Cose del genere spuntano oramai ritualmente e ciclicamente, chi ricorda i capi con le scritte DE PUTA MADRE o NARCOS o MEDELLIN, usciti due o tre anni fa? Orrendi, disgustosi nel loro significare il desiderio di mostrarsi come uno spacciatore colombiano figlio di puttana eppure ebbero una diffusione spaventosa. Segno certo che le picconate a quei lobi mentali che presiedono al buon gusto e alla buona creanza del vivere civile hanno dato i loro marci frutti. Il politically correct, dopo aver sputtanato l'idea di Patria, Eroismo, Famiglia, Religione, Chiesa, Madre, Padre e tutto il corollario non sa più cosa altro attaccare per stupire e "vendere", vendere qualsiasi cazzata possibile, e allora ecco la nascita del nuovo ideale d'uomo moderno: lo STUPIDO.  Come ho detto già tante volte, è più facile distruggere che costruire ed è quindi naturale che il farsi una cultura appaia come una fatica inutile (che studiamo a fa' se poi non c'è lavoro? ma alzate il culo e cercatevelo, a costo di fare le guardie giurate...) e sia molto più semplice e gratificante essere stupidi. Che bello, non ho niente nel cervello - recitava Petrolini negli anni Trenta - ma qui siamo alla decadenza più totale. Se qualcuno volesse invece essere così INTELLIGENTE da non voler essere stupido, meglio sarebbe se si cercasse un film uscito a settembre del 2009 e colpevolmente mai apparso da noi se non nei microcircuiti alternativi dei cineclub e non in italiano. Si tratta di  THE AGE OF STUPID, con quell'immenso e mai abbastanza valorizzato attore dal passato di teatro che è Pete Postlethwaite, un orrendo film ambientato in quel futuro in cui oramai non c'è più un futuro e dove un uomo riguarda al passato e a tutto quello che non abbiamo fatto per salvare noi stessi ed il mondo. Un film voluto e spinto dalle maggiori organizzazioni ecologiste ed ambientaliste mondiali, e delle quali si può (e a volte si deve) dire peste e corna quanto ci pare ma i disastri prossimi futuri li abbiamo già sotto gli occhi e, a non volerli vedere, sarebbe, questa sì, una vera mossa da STUPIDI. Altro che pensare a comprare magliette.

Commenti dei lettori dell'epoca : 

calypte : Parto dal presupposto che intelligenza non e' sinonimo di cultura! Tutti abbiamo un cervello...e studiare e informarsi è ......facile per tuti per poter diventare "qualcuno!".E' pur vero che......siamo tutti intelligenti....ma ognuno in maniera diversa! L'intelligenza da sola non basta...ha bisogno d'altro! Mille altre sfumature che l'abbelliscono! Io dico sempre di essere attratta dall'intelligenza ...perspicace! Viva e colorata! Furba e .........dispettosa! Gli uomini di quest'era?...................siamo tutti dei veri idioti...non sfruttando la nostra intelligenza per fini positivi per cio' che riguarda il futuro del mondo!!!!

Delinquentgirl : essere stupida! Mi impegno, mi sforzo, ci metto tutta la buona volontà...ma...non ci riesco! Ogni energia profusa è vana, mi ritrovo sempre a ragionare, ad usare la cosiddetta intelligenza (quella poca che ho) e trno ad essere quella di sempre. Quella che odia le scritte idiote e disgustose sulle magliette, che crede nei valori, che combatte per affermare le proprie idee, quella che si fa mille problemi per ogni cosa.  Quella che, in sintesi, usa la ragione. Lo stupido! Privo della capacità di scegliere, di discernere, che se crea danno a qualcuno non se ne fa nessun problema...Sarebbe bello essere stupidi però! (solo per un attimo...) Ciao Crena

EVOLUZIONE DARWINIANA DEL PIACERE

 (Prima pubblicazione 11.04.2010)


Apprendiamo con spasso della recentissima scoperta di una nuova specie di lucertola, il Varanus Bitatawa, finora occultata agli occhi del mondo a causa della sua permanenza in una valle fluviale a nord di Luzon nelle Filippine.Gli studiosi sono apparsi subito preoccupati dal fatto che, se un cacciatore non avesse preso un maschio vivo mesi fa, la popolazione locale avrebbe potuto mangiarseli tutti senza che l'opinione pubblica avesse a che ridire. Invece, grazie al tam tam mediatico, svariati miliardi di persone, incuranti del prossimo 2012, delle carestie, dell'aumento del gas, della privatizzazione dell'acqua e del presidente polacco precipitato con il suo personale Tupolev scassato e bisognoso di revisione periodica, sono ora adeguatamente informati che sulla faccia della Terra ballonzola spavaldo un bestione di due metri (e neanche i satelliti spia della Cia lo avevano mai visto? ma dai!), verdebluastro, impressionante ma ci assicurano politicamente corretto cioè non carnivoro e - essendo ghiotto di frutta - al dolce sapore di prugna come l'Euchessina d'infantile memoria. La sua particolarità, che gli ha permesso di schizzare alla ribalta delle cronache, è che è superdotato: non nel senso che inciampa nelle radici dei palmizi a causa di un improvvido penone ma perché ne ha DUE! Dio lo benedica! E naturalmente gli scienziati hanno condotto approfondite ricerche in merito (a lungo direi, visto che l'hanno preso a Giugno scorso e ce lo dicono solo ora) per capire cosa ci faccia con due attrezzi del genere visto che le femmine - per quanto siano andati a vedere sotto la coda - non hanno due fori di entrata (ehm...) ma il solito, classico e noiosissimo monobuco. Dopo aver cercato di capire se il Varanus fosse un estimatore del Divin Marchese e quindi dedito a copule biforali contemporanee, si è stabilito invece che ne adopera uno alla volta, prima uno e poi l'altro. Evidentemente in milioni di anni di evoluzione, è l'unico essere vivente che ha capito tutto della vita! A questo punto, memore degli esperimenti sugli OGM, propongo di aprire subito una sottoscrizione affinché i geni del Varanus Bitatawa vengano sintetizzati e inglobati nei nostri dna. Mutiamo tutti! Spassiamocela il prima possibile prima che si estingua!  Evolviamoci! Finita l'era dell'Acquarius potremo entrare gioiosi in quella del Penis Bifidus, segno zodiacale noto solo agli aborigeni di Luzon...

Commenti dei lettori dell'epoca : 

follettoarrabbiato : Ahahhahahahahhhahahahhahhahaha ma dove l'hai scovato ahhahahahhhha troppo carino l'articolo e lui...furbissimo ahhahahahahhahahaha

DonnaDiClasse : ..........che mio figlio è in possesso di uno di questi animali? non è 2 metri ma..........mi fa impressione, gli corre incontro come un cagnolino ma credo non sia progredito come quello che hai descritto tu  intendiamoci.......io ad alzargli la coda non ci vado per vedere quanti ne ha........non sarà che a forza di mangiare cibi geneticamente modi-ficati.........piano piano anche noi progrediremo e nasceranno poi con due di tutto? Solo, classico e noiosissimo monobuco!!!!!!!!!!!! e dio quanto butti via te !!!!! Buonanotteeeeeeeeeeee

Menerva : Mammamia , ma quanto scrivi! Non riesco a starti dietro , sara' che ho 100 anni !! Ma dimmi :- come hai fatto a trovare questa lucertolona cosi' brutta!Io ne ho paura ! Non mi avvicinerei di certo ! Nemmeno per alzargli la sua coda! Ti auguro Buona domenica Valery.