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mercoledì 24 dicembre 2025

I SOPRAVVISSUTI (un futuro di inganni, miseria e fame)

 (Prima pubblicazione 11.10.2019) © Crenabog 


(N.B. se qualche lettore odierno si chiede il perché della presenza, come testimonial nei post, del mio gatto Kaiser Moon il motivo è semplice ma legato all'epoca: in quel periodo nel blog principale su Chatta.it scriveva un nick che iniziò a fare uscire post deliranti accusando i gatti domestici di portare le peggiori malattie, dall'autismo, al Parkinson a malattie tropicali mortali. E per non farsi mancare niente iniziò a delirare sul fatto che donne e bambini si dedicassero a pratiche sessuali con cani e gatti. Insomma, una cosa così folle e disgustosa che molti blogger iniziarono a postare foto di cani e gatti in ogni post: Ed ecco spiegato il perché Sua Maestà Imperiale il Kaiser Moon è dappertutto su internet...)

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Fine anni Settanta, e quello che ci raccontavamo all'epoca sembrava una tale fantasia da meritarsi a pieno titolo l'ingresso nel pantheon della fantascienza distopica, eppure non è forse vero che non i vari Nostradamus e simili ma gli scrittori di fantascienza sono quelli che, nel tempo, hanno avuto la vista più lunga? Un Jules Verne, mettiamo, sarà stato lui un anticipatore immaginifico o saranno stati gli scienziati a prendere ispirazione dai suoi scritti, già comunque basati su teorie valide, per realizzare tutto quello che scrisse? A questo punto gli orrori previsti da Ballard dovremmo aspettarceli dietro l'angolo, o le catastrofi di Herbert, perché no. Certo è che, se torniamo con la mente appunto al 1973, tra i grandi cult cinematografici troviamo " 2022 I SOPRAVVISSUTI " con quello che oggi si definisce un cast stellare, Charlton Heston, Edward G.Robinson, Joseph Cotten, la crema della crema dell'epoca. Il film, che si inserisce nel novero di altri quali " 1975 OCCHI BIANCHI SUL PIANETA TERRA " sempre con Heston, narra di un poliziotto che scopre una tragica verità dietro la distribuzione del cibo ad opera dello stato ad una popolazione mondiale super affollata e priva ormai di risorse naturali. Mentre ovunque masse di disperati accorrono per la distribuzione delle gallette nutritive di Soylent Green (titolo originale del film) , spacciato per derivato dalle alghe, il drammatico finale vede Heston scoprire che dai Templi - organizzazioni parareligiose che forniscono il suicidio assistito ai disperati dando loro in premio una ultima visione di come era il mondo, fatta di meravigliosi panorami e musiche commoventi - i cadaveri vengono convogliati in fabbriche robotizzate dove si producono le gallette da distribuire alla popolazione. Immancabili, anche per l'epoca ma comunque sempre attuali, le caratterizzazioni dei potenti a qualsiasi livello in grado di permettersi vere bistecche e vasetti di marmellata con cui premiare prostitute e sottoposti fedeli allo status quo. Una visione impossibile? E chi lo dice? Da quanti anni ci beneficiano le enormi disponibilità di krill nei mai del Nord, masse di minuscoli gamberetti, originariamente cibo preferito dalle balene, come futura alternativa al pesce? E il krill invece va scomparendo, troppo piccoli per resistere all'inquinamento. E chi di voi non riesce più a comprare gamberi e si accontenta dei finti gamberi fatti e modellati con pasta di surimi? E la soia, altra grandiosa manna piovuta dal cielo, alternativa onnipresente e sempre più pubblicizzata per ovviare alla scarsità di cibo? Va bene a tutti, anche a chi da sempre lotta contro gli organismi geneticamente modificati, giusto? Tranne che per il particolare che da decenni tutta la soia prodotta (chi si ricorda un certo film poliziesco dove, in una sequenza, si vedeva il sotto di un ristorante cinese con vasconi pieni di liquidi dove la soia cresceva idroponicamente a costo pressoché zero per essere usata nelle cucine?) deriva da un unico ceppo costituito da organismi geneticamente modificati che così si sono diffusi in maniera planetaria. E per far fronte alle enormi emissioni di gas degli allevamenti intensivi di animali da macello, il cui fabbisogno mondiale ha raggiunto quote altissime, ci si sta da anni battendo su due fronti, quello etico perché gli animali non debbano più essere uccisi per essere mangiati - e potrei sentimentalmente anche capirlo ma ditemi, se si smettesse di usare gli animali per il cibo, e ammettendo per assurdo di castrare tutti i rimanenti così non si riproducano, di tutti i milioni di animali negli allevamenti cosa si dovrebbe farne? L'altro fronte era appunto quello delle emissioni di anidride carbonica (qualcuno sorriderà pensando a quanto ci abbiano angosciati con la questione del buco nell'ozono, l'effetto serra e le flatulenze delle mandrie bovine australiane e neozelandesi, luoghi sopra i quali maggiormente il "buco" ristagnava, e come da anni non se ne parli più, il che vuol dire o che Dio clemente e misericordioso ha spennellato di colla l'ozono, o che gli agricoltori locali hanno messo appositi catalizzatori ai fori di uscita delle mucche dato che dubito le abbiano collegate tutte a gasdotti siberiani per la produzione di metano, o che i giornalisti ci riempiono di cazzate ogni giorno fino a che qualcun altro non li paga per dire il contrario). La scoperta quale è stata? Un idea folgorante come quella di Indira Ghandi, di sterilizzare tutta la popolazione in cambio di un frigorifero a testa? Un idea come quelle che vengono in testa a gente come Erdogan o Trump o Kim Il-Sung, di dare una bella sfoltita alla popolazione mondiale con una guerra totale così da fare spazio e contemporaneamente vendere tutti gli armamenti prodotti? Più semplicemente realizzare bistecche sintetiche, in vitro, partendo da cellule di manzo o di suino, cosa che è già in produzione, presentata nel 2013 dalla Maastricht University e presto in distribuzione in America. Inizialmente costosissima, i prezzi sono sempre più calati per arrivare al grande pubblico, a fronte di studi ancora non definitivi sulle conseguenze sull'organismo umano e alle enormi emissioni di anidride carbonica prodotte dagli stabilimenti, che non comporterebbero effettivi benefici rispetto alla situazione attuale. Quindi la corretta visione futura che ci si prospetta non è altro che quella di masse dedite al consumo di cibi sintetici, artefatti, dal dubbio valore sanitario, sempre più finti, sempre più veicolati dai media fino a convincerci di quanto sia giusto e corretto ed ecologico consumarli. Una sorta di India moltiplicata all'ennesima potenza, con la gente a mangiare ciotole di riso mentre le vacche girano ovunque, intoccabili, o addirittura soluzioni drastiche come quella prospettata nel film che abbiamo citato, e che, data anche l'approssimarsi della data, sembra davvero essere più vicina alla realtà di quanto quarantasei anni fa avremmo immaginato, o voluto immaginare. Se adesso uscirete correndo a comprare bistecche fiorentine o di toro Angus non me la sentirei di condannarvi, diciamo che ci stiamo preparando gli ultimi pasti dei condannati a morte. E solitamente sono quelli più gustosi. Se poi qualcuno si chiedesse cosa ci sta facendo Moon nella foto a far da cappello al post, invece che Charlton Heston (che pure era un bell'uomo), vi lascio la possibilità di scegliere tra varie opzioni: uno, è indubbiamente il più bel testimonial in questo sito, due sta mangiando la sua ciotola di tonno non sintetico quindi rientra pienamente nel discorso e tre, per far contenti anche gli annunciatori di disgrazie, quelli che la polizia postale dovrebbe mandare alla Cajenna per procurato allarme, sta lì perché così potete dare la colpa ai gatti se i vostri figli non trovano più il tonno nei supermercati. Buon appetito, fin che vi riesce.

Commenti scelti dei lettori dell'epoca :

LadyMestolo : Stiamo rasentando in alcuni casi la follia pura. Il genere umano cosa cerca di fare? Autoestinguersi?

no:expectations : Se avessero utilizzato queste tesi per influenzare l'economia e il rispetto per l'ambiente, chissà, oltre a dare un'ottima rendita ai parenti di scrittori di fantascienza, magari saremmo più convinti degli sviluppi del nostro comportamento.

martedì 23 dicembre 2025

DA BUTTARE (post sugli sprechi alimentari e la povertà)

 (Prima pubblicazione 15.05.2019) © Crenabog 


Al solito, ogni volta che sto alla tastiera, mi ritrovo con l'eterno dilemma, di che possiamo discutere oggi? Qualcosa che non sia le solite chiacchiere personali, ma che possa coinvolgere e far ragionare, dai, anche litigare basta che poi dopo essersele dette ci si sieda davanti ad una bella spaghettata e tutto passa. Oh, ecco, una bella spaghettata: in quanti oggi se la potranno permettere? Ne parlo dato che quasi ogni notte mi ritrovo tra i ceti più bassi e la micro e macro criminalità, così spesso mi capita di assistere ai vari lati di questo dado che rotola sul tappeto dei dubbi. Su uno, ecco le associazioni caritatevoli, che sciamano in gruppo o in borghese - se sono amici che vogliono sentirsi buoni - o paludati con divise, giacchetti e altro a formare pattuglie sovente accompagnate da monache , che si piazzano in mezzo a nugoli di disperati offrendo bevande calde e panini suonando chitarre e cantando col microfono lodi a Gesù Cristo, ben sapendo che quella gente stracciata e spesso ubriaca che sta sdraiata sui cartoni appartiene in massima parte a religioni diverse e chi sa, magari si sentono tanto i nuovi convertitori nell'elargire vivande e parabole a chi è costretto ad andare a prenderle a denti stretti, umiliato. Un altro lato del dado, forza rotola rotola, a cui troppe volte mi è successo di essere testimone è l'osceno spreco di cibo che si fa, continuamente, nei negozi, nei forni (quelli magari no, che il pane raffermo lo riusano non fosse che per farlo grattato), nei negozi di sushi che alla sera gettano via enormi buste di cibo che fino a mezz'ora prima vendevano magari a venti euro a porzione e se glieli chiedi ti dicono no perché può essere andato a male e poco dopo abbassano la serranda del negozio e vanno a casa con altrettante buste piene: addirittura nelle ferrovie. La foto in alto è una delle tante scene notturne, scatoloni pieni di alimenti gettati tra le rotaie alle fermate dei treni nei ricoveri notturni, perché anche il personale delle pulizie è composto da discendenti di baroni, marchese, imperatori e quant'altro e mai sia che almeno tutti quei cartoni di succhi di frutta, panini, pizzette, dolciumi e merendine se li portassero a casa, o li dessero ad un barbone fermandosi con la macchina, o li regalassero al vicino di casa che magari non ce la fa a pagare l'affitto. No, via, tutto in mezzo alla campagna e poi ci si chiede come mai i sorci romani siano così enormi. Dei gabbiani non voglio nemmeno parlare... Un altra faccia del dado? Subito servita. sapeste quante volte ho visto gli sfd ( lo sai? no? senza fissa dimora, che a dire barboni si incorre anche in denunce per intolleranza, come se un barbone si mettesse a chiamare un avvocato, no, lo fanno per loro i benpensanti, quelli che i soldi a lui non glieli danno ma a casa hanno sempre il piatto che li aspetta e la prosopopea per spaccare l'anima agli altri) dicevo, gli sfd ricevere panini sigillati igienicamente, aprirli, estrarne la fetta di prosciutto e gettare in terra il resto. Perché via, anche loro probabilmente sono nobili decaduti, o quanto meno sono talmente ingrassati da tutte queste associazioni che non gliene importa nemmeno di quel che gli si dà. Naturalmente anche tra loro mica si danno quel che l'altro non è interessato ad avere, troppa grazia, fanno circolo solo quando gira la bottiglia. E gettiamolo ancora, un altra faccia, eccola qui: una celebre pasticceria della capitale ha ben affisso al suo interno il manifesto dell'aderire alla campagna contro lo spreco e tutte le sere regala le torte, le paste, i cornetti che non si sono venduti e che pure altri negozi furbescamente terrebbero in vetrina per venderli il giorno dopo, ad una parrocchia vicino a loro dove la sera si radunano i disperati consci che riceveranno qualcosa di buono. Quante facce nel dado dello spreco, quante sofisticazioni negli alimenti che ci vengono proposti, quanta fame che ancora ammazza indiscriminatamente senza fare distinzione di età, colore della pelle, religione. E quanto potremmo starne a ragionare, discutere, fare proclami - magari se fossimo nordici, con le trecce e qualche genitore che tira i fili dietro - ma alla fine, l'unica cosa che non dobbiamo fare è sprecare. Compriamo solo quello che sappiamo che consumeremo e se proprio avanza lo si riutilizzi (ho ancora un antico libro del ventennio su come cucinare con gli avanzi, perché a quanto pare se non c'è una guerra di mezzo nessuno si rimbocca le maniche)e se ci riesce aiutiamo concretamente chi ha bisogno, magari se non si vuole invitare a pranzo almeno portandogli qualcosa : Tutto quello che diamo ci ritornerà, quello che buttiamo invece testimonierà contro di noi, quando verrà il momento.

Commenti scelti dei lettori dell'epoca : 

freepause : Il capitalismo ha in se stesso il seme del fallimento, si parla dappertutto di crescita ... il problema è che si dovrebbe parlare di ottimizzazione ... e soprattutto rendere durevoli i beni, espandibili ed implementabili cellulari e computer invece che costruirli a scadenza con l'obsolescenza programmata come fanno con ogni elettrodomestico ... costruire per ridurre sprechi e rifiuti, invece per il dio danaro si distruggono arance per farne salire il prezzo e c'è chi muore di fame ... Beh! Tanto

quelli aiutano a prevenire la sovrappopolazione.

Penso a come abbiamo ridotto il pianeta in un solo secolo .. una immensa discarica ... inquinata per i prossimi secoli senza possibilità di recupero. Sostenibilità .... altro che crescita!

VirPaucisVerbo : Secondo uno studio della FAO purtroppo datato 8 o 9 anni orsono, l'ottanta per cento del MILIARDO E MEZZO di tonnellate di cibo che vengono buttate ogni anno è ancora consumabile. E già solo questo fa pensare a quanto sia simile ad un cancro questa umanità diventata perlopiù insensibile e soprattutto inutile. In Italia buttiamo la "lieve" cifra di 150 chili A TESTA all'anno... 150 chili. Qua non c'è granché da discutere, c'è da guardarsi allo specchio e prendersi a schiaffi.