giovedì 11 dicembre 2025

ASPETTI AGRESTI DELLA VITA LAVORATIVA

 (Prima pubblicazione 20.12.2009)


Talvolta non si riesce bene a comprendere quel che si sta facendo e ci si lascia andare a vivere così, senza una ragione tangibile, per puro moto perpetuo o per l'ineluttabilità del fato. Fatto sta che è leggermente stressante fare dodici ore notturne a guardia di un paio di mezzi d'opera dei vigili del fuoco posizionati sulle sponde dell'Aniene, in un mare di fanga, sterpaglie e spuntoni micidiali di roccia che affiorano carogne tra le zolle in attesa delle coppe dell'olio delle auto private dei guardiani della notte comandati al servizio. Quando dai vostri cadreghini ufficiosi vi capita di borbottare contro il capoufficio che vi nega l'uscita per la spesa proletaria, date un occhiata qua, stampatevela anzi e piazzatevela sul muro, magari ghignando sì, ma pensando che quando la notte, da sotto le coltri, sentite la procella procedere e il tuono mugghiare in lontananza, bene, sappiate che da qualche parte, là sotto, avvolto in un incerata e col fango agli stinchi c'è sempre qualcuno che sta peggio di voi.

SCARAMANZIE E CREDENZE POPOLARI

 (Prima pubblicazione 10.12.2009)


Bel titolo, eh? azzeccato quasi quanto quello che si inventò il noto Claudio Baglioni per il suo disco che ci ha allucinato per decenni. Mai sopportato, lo ammetto, e ringrazio Dio che a Termini si son portati via anche la lampada Osram, la ragazza dalla maglietta fina poi lasciamo perdere, generazioni di maschi immaturi a figurarsela smanettandosi nell'ombra delle toilette, per carità! A me, però, ed in vista della operazione commerciale in esecuzione in questi giorni, l'Opera Omnia, 52 canzoni, settanta ospiti, due ore e mezza di musica, tutto per rendere omaggio a Baglioni, finalmente nei negozi ad uso e consumo dei fans, viene da pensare ad un altra cosa. Ma qualcuno si è mai accorto di cosa vuol dire, nell'accezione popolare, QPGA? a volte anche QMPGA?  bene, se non lo sapete ve lo dico io, lo si ritrova scalpellinato su tutte quelle piccole drammatiche lapidi poste ai cigli delle strade in ricordo dei caduti per incidenti stradali, ed esattamente vogliono dire, per chi non ha soldi da sprecare presso l'incisore, QUESTO POSERO GLI AMICI oppure QUESTO MARMO POSERO GLI AMICI: Ora, io penso che Baglioni non ci avesse fatto caso, magari quand'era giovane lui queste lapidi non si usavano, ma certo ogni volta che vedo una copertina del suo disco mi viene un irrefrenabile istinto di toccare ferro o di grattarmi i cosiddetti...e ora che lo sapete, non vorreste grattare qualcosa anche voi? (Io sono noleggiabile, eheheh...)

PIOVONO POLPETTE la pubblicità

 (Prima pubblicazione 09.12.2009)


Qui a Roma sta prendendo piede un nuovo tipo di cartellonistica, a rilievo e con strane robe appese. Già per il film 2012 abbiamo visto cartelloni con l'acqua che scendeva a cascata, naturalmente recuperata e rimessa in circolo sotto da curiose apparecchiature.. per PIOVONO POLPETTE io e il figliolo ci siamo trovati davanti ad un manifesto con polpette e spaghetti appesi e svolazzanti ed un clamoroso gelato cascato. Come resistere alla tentazione di fotografarsi? Salvo scoprire poi che durante la notte aveva piovuto e la vernice al mattino era pressoché liquida quindi eravamo imbrattati di bianco ovunque...eh eh eh!

I BAMBINI E LA DECADENZA DEL MONDO MODERNO

 (Prima pubblicazione 08.12.2009)


Un caro amico ci ha mandato un link che siamo subito andati a leggere, trasecolando come era naturale.http://www.svipop.org/sezioniTematicheArticolo.php?idArt=508 In sintesi ve lo riassumo: si stanno diffondendo, grazie all'UNESCO, guide sessuali che raccomandano di insegnare ai bambini di cinque anni la masturbazione, a quelli tra i nove e i dodici tutto sull'aborto e l'orgasmo e dai quindici anni come fare per promuovere il diritto all'aborto. Dopo le proteste popolari l'UNFPA, il fondo delle nazioni unite per la popolazione ha tolto il proprio patrocinio alla pubblicazione, iniziando però ad addestrare attivisti perché spingano i governi in tali direzioni e spingendo i giovani sempre più piccoli verso queste strade. Non intendo farla molto lunga, dico solo che questo mondo, questa società, tutte le cosiddette società organizzate e moderne, le reputo oramai una immensa chiavica. Non mi si venga a parlare di perseguire i pedofili se poi si spinge i bambini di cinque anni ad atti sessuali. Vogliamo un unico immenso bordello? Vogliamo bambini rincoglioniti dalla merda che vedono in tele a tutte le ore? Mi devo vedere il pupo che si presenta col dizionario con la parola SESSO tutta passata con l'evidenziatore? Ahò! Mi sono rotto l'anima di tutto questo! Che cazzo di vita ci stanno preparando? Ragazzi bruciati a dodici anni che non avranno più spinte e desideri e motivazioni? Legami inesistenti? Famiglie dietro le sbarre degli zoo a cui tirare il popcorn? Bambini i cui esempi siano trans, gay, gender, sado, fetish, hiphoppers, rappers, writers e tutto il resto? E basta! Basta! Ma che vadano tutti al diavolo! E non ho proprio più niente da dire. http://www.svipop.org/sezioniTematicheArticolo.php?idArt=508

PS , un aggiornamento, sto scrivendo, ed è il 11.12.2025 e dopo tutti questi anni i grandi risultati sono sentire al radiogiornale l'avviso preoccupato e preoccupante della Sanità sul fatto che le malattie sessuali come sifilide, gonorrea, herpes, aids eccetera si stanno diffondendo a macchia d'olio tra i giovanissimi la cui età di inizio nei rapporti sessuali si è abbassata sotto i dodici anni: 

NATALE 2009

 (Prima pubblicazione 07.12.2009)


Sarà che sto piuttosto male in salute e il freddo qui al lavoro non aiuta ad elevare l'animo, ma non avevo gran che voglia di scrivere poi, pensando al figliolo che se ne sta dormendo tranquillo mi è venuto da ragionare un pochino sul natale, al di là delle ovvie considerazioni religiose che non vi faccio, tanto sapete come la penso. Per me quei giorni saranno solo ed unicamente tesi a mantenere viva la felicità del piccolo, non esiste altro scopo a questa vita, niente che possa lontanamente paragonarsi all'atto di vivere per crescerlo, proteggerlo, renderlo lieto. Niente. Natale è per me la tradizionale ricerca annuale alla palla, che ogni anno compro, sempre più bella, una all'anno, da aggiungere all'albero, ed un pupazzetto da mettere nel presepe. Ma sì, poche semplici cose che fanno abitudine ma senza le quali mi spiacerebbe passarlo. I doni? ah be', oramai se li voglio me li cerco da me, non c'è problema, ma per lui deve essere ancora e sempre tutto una favola. Non ha chiesto lui di scendere dalla sua nuvoletta per venir qui ed è giusto che abbia quel che lo fa contento, fin che mi riesce. E quando non mi riuscirà troverò il modo, come l'ho sempre trovato, visto che devo stare attento io ai conti ed ai cordoni della borsa mentre altri spendono e se ne frullano allegramente.  Ma che ben venga il natale, ben venga il portarlo in giro a vedere addobbi e mercatini, chiese, presepi, negozi, tutto quello che fa la magia di quei giorni. Che sia felice. Che siano felici tutti i bambini del mondo. Ne abbiamo la responsabilità. Togliergli la gioia è un peccato che non ci sarà perdonato.

IKEA

 (Prima pubblicazione 04.12.2009)


Tempo fa mi è capitato, per tacitare la coniuge che da anni voleva a tutti i costi sbarazzarsi della materassa che mi portavo dietro sin da quando ero barese, di andare a provare da Ikea i loro prodotti. Francamente non pensavo di poter trovare qualcosa che mi convincesse ad abbandonare il giaciglio, lanoso pulverulento ed acarofilo ma tanto caro, che da cinquant'anni mi stava sotto la schiena ed invece , dopo una lunga disamina, abbiamo optato per un Sultan Finnvik, che appartiene alla smisurata linea Sultan (dalle materasse in vari materiali a tutti gli optional per costruire il letto vero e proprio). E' una materassa in poliuretano espanso, con sei centimetri di memory foam e l'imbottitura in lana d'agnello che elimina umidità e regola la temperatura. Ciliegina sulla torta è stato il prendere anche una specie di micromaterasso che si metta sotto il lenzuolo, una trapunta fatta con dischi interni sigillati di paraffina che si sciolgono al calore del corpo del dormiente e ne mantengono il calore e la forma oltre quello che già fa il Finnvik. Alla fine mi son trovato a dormire su un qualcosa che ti lascia affondare in sé come in una nuvola acquosa, morbidissimo ma sostenente, caldo ed avvolgente. Mai, e sottolineo mai, avrei pensato di trovare una materassa che mi soddisfacesse così pienamente. L'unico cruccio è che ci dormo una notte sola a settimana, a causa del dannato lavoro che ho.

CELINE E' LA CHIAVE

 (Prima pubblicazione 30.11.2009)


E scrivo, ah!, anche se sto scassato,a pezzi, massì, che dovrei passare ore a dormire, boia d'un mondo, e invece no, ah! eccomi qua, il tassista dovevo fare e invece giù a fare le notti, notti bastarde, a creparci dal freddo, che ti leva la pelle, che ti chiude gli occhi mentre non sai se quel cazzo di barbone verrà a vomitarti sulle scarpe o a tirarti una coltellata, e viene e infatti vomita ma ci siamo spostati e casca giù e cazzi suoi, ci rintaniamo nella spelonca, qualcuno credo sia uno di un altro istituto massì è quello con il cane porta i caffè, li ha presi al bar dell'angolo sempre aperto, fanno i soldi i bastardi, massì, eh già, zecche a tutte le ore, passano e ci guardano storto, ve lo abbiamo tolto il locale da sotto il culo eh, ah! andate a farvi le pere al parco, stronzi, e invece noi qua a contare le ore, le ore, le ore che non finiscono mai, l'alba non c'è, si è nascosta dietro un mucchio di nuvole gravide di pioggia, casca giù, bagna le divise, la sigaretta si inzuppa eh be', chissenefrega, che tanto il mal di gola già mi squassa, la gamba, eh no, lei se ne sta bloccata, non so cos'ha, sono giorni che resta rigida sempre più spesso dal ginocchio in giù, cazzo che quando ero bambino mica mi credevo che finivo così, eh sì, ah, no papà mica me lo aveva detto che cosa era il mondo, ci sono andato a scuola per cinquantadue anni, già, oh guarda te che risultato, eh? bello davvero e il collega toh che viene con il mercedes, dì su come cazzo hai fatto i soldi per il mercedes eh? ce l'hai la robbetta dentro il cofano eh, ma sì, che me ne frega, andiamo avanti così e si torna a casa, e corri nella notte che muore ogni giorno pure lei, la notte, l'unica sorella amata incestuosa che ogni dodici ore mi apre le gambe ah sei anni di scopate ma sì, solo con lei che non mi lascia mai mica come quell'altra ah no, tiè, sentila su, non ci ho mai avuto un cazzo dalla vita, ah sì, e tutto quello che ci hai allora chi te lo ha cacato nelle tasche, eh dimmi su, soldi gioielli viaggi casa marito figlio lavoro cazzo eh? dai, ma sì, parla parla, che beata te se credi qualcuno ancora ti stia a sentire, ma no, che qui si va ogni giorno più vicino e mi ritrovo a pensare se sia il caso di cominciare a pagarmi a rate il funerale così non ci dovranno spendere i soldi e dove  cazzo li prendo i soldi per le rate , eh non lo so, ma qualcosa me la devo inventare che se aspetto loro capace che in una scatola di cartone ahah ma sì, dai, cremami, dammi fuoco, finalmente starò caldo e fammi cenere, che così me ne vado nel vento e poi ritorno perché quel vento carogna che da anni mi spacca l'anima e la schiena la notte quel vento dico, lui sì, è un buon amico e mi riporterà indietro fino a finirti nei polmoni, sì, là dentro voglio venire così ti verrò dentro, dentro qualche cosa almeno, e un bel tumore mi ci voglio lavorare  un lavoretto fatto bene dai, sì, ah , tien, ma guarda, e ancora scrivo e cosa scrivo , montagne di roba ciarpame, casini del cervello che non tiene più, una diga, sì, mi ero fatto una bella diga piena di roba, oh bada, tutta robetta di lusso eh, studiata dai preti, mica da queste zecche dell'accidente, occupami questo tò, fammi un altra occupazione, poi resta coglione che io ho studiato, eh sì, ah, me ne faccio le seghe, guarda te, cazzo ci faccio con l'anabasi mentre sto qui con il manganello in mano aspettando il prossimo tossico, eh? ah, mah, dormire, eh sì sì dormire magari mi riesce magari ora ci provo va'


Una nota scritta nei commenti dei lettori dell'epoca:

perplessi eh? ma il titolo la dice tutta, avete mai letto Louis Ferdinand Celìne? ne avete assaggiato lo stile e l'impeto? appunto. un omaggio traslato. capisco che per comprendere bene il senso del post bisognerebbe aver letto VIAGGIO AL TERMINE DELLA NOTTE, MORTE A CREDITO, BAGATELLE PER UN MASSACRO e i tanti altri suoi testi, roba da una parte considerata "sacra" e dall'altra parte considerata "intoccabile", sempre i critici si divisero su di lui, ma mi rendo anche conto che di questi tempi il massimo che posso aspettarmi, e non lo dico con reprimenda verso gli amici, è che abbiate letto la Maraini, King, Sparks e altri più vendibili e moderni. Peccato però, che le grandi penne della letteratura finiscano nel dimenticatoio.. va be'.eh ben, vedo che devo allora spiegare un pochino meglio. probabilmente chi fosse già stato un lettore di Celìne non avrebbe avuto difficoltà ma comunque ecco: questo post è stato un esercizio di stile letterario, trasfondendo alcune mie impressioni lavorative e di vita nell'irruento, magmatico modo di scrivere che fu proprio di Celìne. Una scrittura con periodi che duravano pagine e pagine senza interrompersi, scritto in un argot strettissimo e infarcito di imprecazioni violentissime e modi di dire dialettali, sovente rappresentante una vita al negativo per tutte le traversie che gli erano occorse durante la prima e la seconda guerra mondiale , a lui e alla moglie. Siccome ho letto parecchi suoi libri era da un po' che volevo scrivere una specie di omaggio facendo un post come lo avrebbe scritto lui, ecco il perché del titolo "Celìne è la chiave", la chiave di lettura ovviamente. E se poi vogliamo andare a dare una sbirciata tra gli scaffali delle librerie ci potremo accorgere che i libri di Miller (come Tropico del Capricorno e Opus Pistorum), violentissimi, pedopornografici, neri nel mostrare un america devastata, e quelli di Bukowski, idem come sopra, sono tutt'ora ambiti e osannati mentre il povero Celìne, anche se ogni tanto lo ristampano, in pochi lo ricordano. Ecco quanto.

p0ladani . perche' l'averne parlato..l'aver citato Celine ha dato per esempio a me la curiosita' di leggerlo! questa mia ignoranza ha dato luogo alla mia curiosita'..alla mia voglia di imparare e sono sicura che sia accaduta la stessa cosa ad altri...per quanto mi riguarda ti ringrazio...la cultura va donata...e' bello condividerla o acquisirla..imparando da chi si legge...da chi si ascolta...da chi si incontra...ora so che leggere ed informarmi su Celine arricchira' la mia cultura



FAME

 (Prima pubblicazione 29.11.2009)


Quando ero piccolo, passavo le giornate a giocare in casa. Ero felice. Vedevo il sole alzarsi e poi la luna e le mie giornate erano fatte di giochi, carezze e cose buone da mangiare. Un giorno partimmo in auto per un viaggio ma non stavamo andando ad un negozio come sempre, andammo in un posto in campagna. Giocammo tanto poi, mentre tornavo con la palla, li vidi andare via. Non sapevo cosa fare. Io non so le cose. Sono sempre stato con loro in casa. Quando venne la notte piansi a lungo. Avevo fame. E freddo. I giorni dopo camminai tanto, mangiando frutta caduta dagli alberi che mi fece stare male. E poi vidi delle case. Ma nessuno giocava con me. Mangiai dei rifiuti ma avevano un sapore cattivo. Vomitavo. Ero stanco, e avevo fame, e freddo. A volte incontravo altri come me, più grandi, ma non erano buoni, mi facevano male, mi correvano dietro. Perché? Io sono sempre stato buono. Volevo solo giocare e dormire al caldo. Scappai di nuovo nella campagna. I giorni passavano. Fa sempre più freddo e a volte piove. Non ho più trovato da mangiare. Nessuno è più venuto a cercarmi. Non riesco più a piangere. Ho fame. Che cosa faccio? Non so pensare le cose. E' tutto buio, di nuovo, ma li sento. Quelli cattivi stanno venendo di nuovo. Forse vogliono mangiare me. Vedo una luce che arriva laggiù.  Va veloce. Sono stanco e ho paura. Non voglio essere mangiato. Posso fare solo una cosa. Attraversare la strada. Ciao. Mi dispiace tanto. Volevo solo giocare ancora un poco e mangiare cose buone.

LA LETTERINA DI BABBO NATALE

 (Prima pubblicazione 27.11.2009)


Sapete quanto sia difficile riuscire a mantenere la fiducia dei piccoletti in Babbo Natale, visto che appena crescono un poco capiscono subito, per via del tamtam scolastico, che Babbo Natale non vive al Polo Nord ma nel portafoglio del padre, comunque almeno fino ad una certa età si può ancora riuscire a stupirli con una cosa graziosissima. A  Napapiiri (che non è solo la marca di capi di vestiario trendy), o meglio a Rovaniemi, in Finlandia, esiste il paese di Babbo Natale, una vera gioia per gli occhi, dove c'è anche il suo ufficio postale che si occupa dello smistamento e risposta alle letterine da tutto il mondo. Entrando nel loro sito potete fare un bizzarro e romantico regalo al vostro pargolo, chiedendo per una modicissima spesa, di inviargli una originale lettera di Babbo Natale, piena di sentimenti e buoni propositi, disponibile in molte e varie lingue tra cui l'italiano, con la busta dedicata e piena di annulli filatelici commemorativi (così da grande se la può anche andare a rivendere ai collezionisti, il ché non guasta..). Per andare a vedere, vi lascio il link diretto così anche voi, vecchie cariatidi, potrete tornare bambini per qualche minuto e precipitarvi ad approfittare di questa occasione prima che si arrivi ai giorni fatidici sotto le festività.  Un buon Natale a tutti con largo anticipo e soprattutto ai vostri frugoletti. http://www.santagreeting.net/

NON E' PROFONDO ROSSO

 (Prima pubblicazione 26.11.2009)


Anche perché il teatro in cui si svolgeva una delle scene madri, all'inizio di quel capolavoro assoluto, era in condizioni molto migliori di questo in cui sto stazionando per dodici maledette ore e le sette di domani sembrano un miraggio morganatico. Comunque l'inquietudine che dal film trapelava qui alligna maligna tutta e di più, considerato che questo una volta era un lussuoso cineteatro, poi scaduto a centro sociale okkupato ed infine, poco prima di essere sgomberato dalla forza pubblica, devastato in ogni suo angolo sino a renderlo un cumulo di macerie. Come in un vecchio film, L'avamposto degli uomini perduti, stiamo qui preconizzando l'assalto interno dei sorci ed esterno di ben altri e più organizzati sorci, mentre il viavai sul marciapiede di tossici, pusher, ubriachi, arabi, zoccole e ragazzi di vita si fa sempre più schiumoso ed incalzante. I rumeni no, quelli verso le ventitre metà se ne sono andati nel parco qua dietro a finire di bere e ad attendere chi ci passa tra gli alberi e nel buio, l'altra metà sta facendo le solite visite notturne a chi lascia le finestre socchiuse. Non so, faccio e rifaccio i conti ma qualcosa non mi torna mai, se ripenso a me piccoletto mi accorgo che non era questa la vita che immaginavo.. Tant'è, zitto e guadagnati la pagnotta, che Tatino deve mangiare.

I TETTI DI ROMA

 (Prima pubblicazione 24.11.2009)


Anche questa sembra essere una di quelle lunghe, lunghissime notti, col gelo che subdolo ti si insinua tra la canottiera e i tatuaggi sulla schiena, ti si appollaia lì, affezionato, non c'è verso che se ne vada via. Hai voglia a metterti i maglioni, il gilè imbottito sotto la giubba della divisa, hai voglia a non pensarci... le ore scorrono qui alla stazione Termini tra un giro e l'altro, una sigaretta se ne va in fumo, centellino gelosamente minuscoli bocconi di una bustina di biscotti. Ogni tanto, a mo' di razioni d'emergenza sbuccio un mandarino, ne porto sempre qualcuno dietro, mi rinfrescano e mi danno un poco di vitamine. Prima è arrivato il solito negro fuori di testa; mi si piazza di là dalla vetrata e fa cenno di avvicinarsi, rispondo di no, continua: dopo venti minuti capitolo, quello se ne sta lì, chiedo che gli serve, mi dice che deve andare da Berlusconi perché gli ha telefonato e gli ha dato un appuntamento. Gli dico che è uscito e non so quando torna. Insiste che è stato convocato, lo mando a chiedere informazioni dai colleghi. Più in là una ragazza mi guarda, si cala i pantaloni e si accovaccia a fare i suoi bisogni contro il muro. Quattro rumeni si divertono a tirare bottiglie di birra contro il palo della fermata, le schegge volano dappertutto, sono ubriachi fradici. Salgo fino al tetto, controllo i piani. La vista del tetto di fronte, quello della stazione, mi lascia divertito e stupefatto. Ecco dove vanno tutti i gabbiani che la mattina calano sul Tevere e il pomeriggio danno la caccia ai piccioni lasciandoli cadere dall'alto, sventrati, sulle auto in circolazione...eccoli lì, come nel film GLI UCCELLI, un rave ornitologico impressionante, tutti sul tetto a godersi la calorifica estate fittizia dei riflettori.. Torno dabbasso, al gelo. Come canterebbe Celentano, neanche un gabbiano per chiacchierar.

IL BLOG SBAGLIATO

 (Prima pubblicazione 17.11.2009)


Ebbene sì, amici miei, stavolta il tomtom non vi ha funzionato, o magari sono le cartine del Touring Club che non sono aggiornate, ma mi duole avvertirvi che siete entrati nel blog sbagliato. E se sarete così pazienti da seguire il mio arrovellamento, magari ne converrete. Si sa che oltre a scrivere nei miei blog e commentare dagli amici, sono aduso a girellare tra i blog di gente che non conosco per il piacere del tenermi informato e perché sono un lettore onnivoro che da sempre spazia da Guareschi a Proust, da Mishima a De Felice, da S.King a Musashi, insomma dovunque e senza limiti preconcetti, per il solo inarrestabile amore del leggere. Mi capita sovente, dunque, di trovare applauditissimi blog scritti in due modi affatto diversi, c'è chi lascia un post al mese (quale che sia) e chi lascia post del tipo "so'stata a scuola, ciao amore stasera ti chiamo, come state?, più tardi passo da tutti, amoooorinii,ciuc smack etc etc" normalmente fatti con quei tremendi caratteri che provocarono la fuga da Chatta per imbattibile inconsistenza contenutistica di Andy Sin e Sitry (gran coppia di matti!) che non li ressero più. E naturalmente ogni due righe è tutto un caleidoscopico affastellarsi di pupazzini rischiosissimi per chi soffre di diabete. Esiste poi il terzo esempio che null'altro è che la magmatica confluenza dei due generi in un unicuum capace di provocare la sincretistica affluenza di almeno cinquanta commenti a post. E qui il mio ragionar barcolla: sono, è notorio, una sorta di ancestrale brontosauro trilobitico, fuoriuscito come Godzilla dalle brume di un qualche atomico atollo, e fatico a far fronte ad un simile evolversi darwiniano della letteratura. La Bibbia, lo Cunto de li Cunti, la Chanson de Roland, il Decamerone, la Commedia, Foscolo, Manzoni, Carducci, il Guicciardini, Pascoli, Graf, Gozzano, D'Annunzio, e veniamo a Guareschi, Palazzeschi, Verga, Pirandello, Buzzati, ahimè che li vedo laggiù, ammonticchiati sulla zattera della Medusa a sventolar bandiera bianca tappando falle a colpi di copertine brossurate, mentre sempre più dimenticati calano nel mare magnum delle Lettere Perdute. Quale Graf Spee li bombardò? Furono torpedini di caratteri in stampatello figli dei balloon topolineschi, furono siluri di contrazioni derivanti dagli sms, furono i m.a.s. dei graffiti tribali e metropolitani a provocarne la fine? Diventeremo un unica tribù (come si augura la Tim) e solo allora scopriremo di essere sull'isola del Signore delle Mosche e nessuno sarà più capace di battere il mayday su una trasmittente Morse. Sarò forse apocalittico ma non integrato, sarò affetto dalla sindrome di Umberto Eco, ma credo che bene facesse un amica quando tempo fa mi pregò, in un suo commento, d'essere più comprensibile, visto che vi ci vuole il Campanini-Carboni per starmi dietro. Lo so, e da dietro la lavagna ed in ginocchio sui ceci, elevo diuturna e pubblica ammenda a tutti voi. Perdonatemi, se potete, perché non so scrivere come voi. So soltanto SCRIVERE.


Commenti dei lettori del blog originale:

Antelao : alla lingua ben scritta. All'italiano vero. Al congiuntivo. I tuoi scritti, anche se lunghi, si leggono d'un fiato, perche' scorrevoli, ben articolati, interessanti. A volte invece si incappa nei tranelli, nelle faccine, negli anacoluti e la lettura diviene faticosa... Carenze dovute alla scarsa lettura, alla scuola..... Ma si puo' migliorare, nulla e' impossibile, basta volerlo. A presto. Marco.

annacinque : Non lascio mai commenti, stavolta non riesco a fare a meno di riportare il motto di un mio amico di chatta: "Il mondo è come una mostra. I grandi autori espongono le loro opere, mentre i poveri mortali si limitano a lasciare scarabocchi sui muri dei cessi". Lei è un grande artista.


ON THE ROAD AGAIN

 (Prima pubblicazione 16.11.2009)


Ahi fratelli, dimenticavo di dirvi che stiamo nuovamente facendo il surf sul mare di cacca. Dopo lo stazionamento qui al Maxxi per una diecina di giorni, e che mi era stata promessa come nuova postazione fissa, molto interessante peraltro, ritorno da domani a rotolarmi nella fanga dei cantieri, sfidando le gelate e le ombre della notte. Infatti tra capo e collo, imprevista, mi è arrivata la comunicazione che il servizio, qui, è finito. Dopo le faraoniche quanto fittizie inaugurazioni pubbliche e politiche degli ultimi quattro giorni da domani si richiude perché hanno finito i soldi, ahahah! E ventisettemila metri quadri di nuovissimo ed intonso museo saranno in balìa dei writers capitolini che appena se ne accorgeranno scavalcheranno in un attimo lasciando le loro arti moderne sui muri grigio pallidi. Mi auguro che il gruppo TremaRoma molli un ciclopico "Ifix Ifix Tchen Tchen!" su tutti i muri, così pensando al leggendario Gabriel Pontello mi sbellicherò e forse ci richiameranno al lavoro.. Comunque martedì vedrò l'alba dagli scavi della metro a Tiburtina e per i giorni dopo chi lo sa.. Ragazzi, che par de palle!

I GIOIOSI MANGIACRAUTI

 (Prima pubblicazione 16.11.2009)


Altro che le Sturmtruppen di Bonviana memoria... ahah! Quando pensate di averle viste tutte ne arriva un altra. Me ne sto qui, sorseggiando un barattolo di succo di mirtillo denso e rosso al punto da essere scambiato facilmente per sangue zero rh positivo, e mi sento tanto Bela Lugosi, vista l'ora e l'ambiente, scruto sulle telecamere di via Masaccio un gatto mammone grosso come la pantera che ancora scorazza libera e bella nelle campagne romane in attesa di beccare Marrazzo in auto con un viado e penso alla truppa di bischeri che è uscita, insalutata ospite, poco fa. Considerato che alla mezzanotte tutto il pubblico è uscito, questi otto adoratori delle kartoffeln son rimasti a smontare l'allestimento per un ora poi, tirata fuori una cassa di birre, son saliti al terzo piano dove, messisi a piedi nudi e ciucchi come Diogene nella botte piena, han cominciato a scarabocchiare sui muri e a fare bizzarre danze propiziatorie. Il vostro guardiano preferito, sfidando la sorte e rischiando la cotenna li ha immortalati a perenne monito delle intemperanze teutoniche.

ARCHITETTURA PER ANORESSICI

 (Prima pubblicazione 16.11.2009)


Evidentemente certe grandi ed illuminate mentalità  non riescono a capire che al mondo non esistono solo silfidi e spiriti inquieti vaganti, o forse quando costruiscono i musei non tengono conto dei turisti americani notoriamente fagocitatori di iperpanini macdonaldeschi, sì, quei bei turisti che vediamo nei documentari e che farebbero la felicità delle sperdute tribù di antropofagi con i loro chiapponi debordanti ed i lardelli ballonzolosi. Pare che qui in Europa la gente debba essere ritagliata, scolpita, evanescente, dotata di taglie dalla 35 in giù, tali da far rimpiangere quelle littorie fattrici italiche dai fianchi opimi e dai seni lattei, aduse a far da balìe sino a sessant'anni. Da cosa lo si desume, mi chiederà il colto pubblico.. direi che basta dare un occhiata alle nuove ed eleganti panchine studiate a colpi di milioni dalla celebrata israeliana creatrice del Maxxi, il museo delle arti contemporanee del xxi secolo. Le bizzarre linguelle che sporgono dai morbidi e svicolanti artifici in cemento e resina iniziano da un centimetro e si allargano, nel punto di massimo aggetto fino a circa ventidue centimetri per poi subito rastremarsi in fuga. Ecco, queste son le nuove panchine nei viali. Quelle antiche, doghettate, accoglienti dimore per senzatetto, dove nugoli di badanti con carrozzine facevano le furbette con gli alabardieri in libera uscita nei bei tempi andati sono solo un ricordo o forse, nella sua mente, un incubo. Su queste solo sederi da fotomodelle, da mannequin, da passeggiatrici su passerelle possono essere accolti. E badate, neanche in gruppo, che se si siedono in più di tre cascano in terra! E va bene, visto come evolve il mondo non c'è da stupirsi...quindi esprimete il vostro dissenso a colpi di rigatoni al ragù!


GNAM GNAM

 (Prima pubblicazione 13.11.2009)


Stanotte sono stato poco presente con voi, amici miei, e così sarà fino a domenica, perché in questi giorni si sta facendo le varie inaugurazioni del Museo presso il quale sto facendo servizio. Oggi, e neanche lo sapevo, alle sei di mattina già c'era un viavai pazzesco del catering con tonnellate di roba e dolciumi ad uso colazione e buffet. Poi c'è stata la conferenza stampa, il pranzo, bailamme generale pomeridiano e stasera quando son venuto (parliamo di giovedì, eh) alle ventitre era in pieno svolgimento la cena con i politici e la più bella gente che usualmente li circonda. Centinaia di persone tirate a lucido sedute e servite a lunghe tavolate illuminate (sembrava Hogwarts, non so se rendo l'idea) da un nugolo di candelabri d'argento . Candelabri che a Roma, culla della cristianità, sono naturalmente stati messi a sette punte in omaggio alla architetta Hadid, un israelita con studio a Londra che ha creato il Museo, visto che in Italia di architetti, ingegneri, geometri e manovali non ce ne sono.. Fuori dal Museo, su via Guido Reni, affollamento di macchine blu e argentate, tutte in moto ed in attesa placida dei loro padroni che bellamente si sono satollati per ore uscendo intorno a mezzanotte, tra i primi Francesco Rutelli col suo ghigno perennemente stampato in faccia, poi Umberto Croppi col cui autista stavo rivangando la comune militanza negli anni ottanta al tempo di Rauti e dei campi Hobbit, ragionando su come per certi la vita non sorride ma ride di gusto e per certi altri invece c'è solo un destino da guardia giurata o da autista. Seguiva a ruota tutto il potentato romano e senti veramente il greve soffio del potere quando vedi passare uomini giaccocravattati con pance strabordanti e pelata di rigore con a lato femmine da urlo piantate su tacchi da venticinque centimetri, a spillo e dorati. O rossi a seconda del partito di appartenenza. Non ho mai visto tante scarpe da zoccola radunate nello stesso posto. Allegra e in piena digestione mi passa davanti la Melandri con la sua Panda azzurra molto minimalista ma curiosamente unica ad aver parcheggiato all'interno del Museo.. Alle tre di notte finalmente sbaraccano gli ultimi manovali della Relais Le Jardin, con montagne di catering avanzato e ancora chiuso mentre tutto il cibo (leggi pasticceria e bistecconi) al quale ingenuamente confidavo di poter accedere e che era rimasto lo avevano già proditoriamente gettato tra i rifiuti. Fossi un barbone starei digerendo anche io ma mi vendicherò spiritualmente domattina ammazzandomi di bignè autopagati alla faccia loro. Domani notte si ripete, con i vip dello spettacolo e pare ci sarà anche il Cavaliere, forse perché l'afflusso di tope previsto sarà maggiore, poi sabato e domenica apertura al pubblico che avrà richiesto l'invito sul sito e lì si vedrà il ciarpame ripulito della romanità accorrere a vedere un gruppo di ballerini d'oltralpe sempre che non siano attratti da cose culturalmente più elevate tipo la partita o l'isola dei bischeri in tivù. Mah.. Un saluto ghignante dal vostro crepuscolare blogger!

SONETTO SFACCIATO

 (Prima pubblicazione 06.11.2009)


Son qui, tutto nostrano,

un tipo assai alla mano,

son proprio desueto

essendo arguto e quieto.

Son equo e solidale,

non fò nulla di male,

cerco nè più nè meno

che un pochettin di fieno

per questa bella cosa

ch'è il gambo d'ogni rosa...

Dunque, mie care donne,

bambine no, nè nonne,

a questo vostro insonne

strusciategli le gonne!

Lasciate che v'ammiri,

tra gemiti e sospiri,

lasciate che rammenti

il corpo e i suoi tormenti...

Sarò tranquillo e blando

sin che non s'erge il brando

ma dopo non scappate!

Inver, chè non provate?

Provate ad assaggiare

la sana antica crema

davanti al cui guizzare

nessuna lingua trema.

L'oggetto ormai è fremente,

forse t'avrà già scelta,

prendilo immantinente,

apri le labbra svelta!

Ah, se non s'è capito,

non parlo del mio dito...

UNA LUNGA NOTTE

 (Prima pubblicazione 02.11.2009)


Ne sono uscito, e francamente ieri notte non ci avrei scommesso un tallero. Il servizio che mi era stato assegnato si era rivelato tutt'altro dalla preannunciata portineria nello stabile di un museo, in realtà si trattava di farsi otto ore sotto zero nel piazzale del museo...mai, e ve lo assicuro, mai ho provato un gelo talmente scarnificante, demenziale, da avere le visioni. I piedi che non riuscivano a muoversi d'un passo, i brividi che mi squassavano la colonna vertebrale, gli intestini che frullavano nel tentativo muovendosi di produrre un minimo di calore.. è stato un incubo, ma seriamente. Qualcosa di assurdo al punto che sono ancora confuso e riesco a malapena a descriverlo. Meglio non pensarci. Decisamente. Comunque, anche per le prossime notti sarò lì e la cosa mi sconvolge, ma il lavoro è questo, sembrerebbe che sia stato assegnato fisso a far le notti lì; l'unico spiraglio di luce nel buio è che prima o poi, dovrebbe essere entro maggio ma noi si spera prima, il museo diventerà operativo e quindi avremo una postazione interna che ho già visionato, pazzesca, monitor dappertutto, impianti tecnologici all'avanguardia e tutto quel che necessiterà per mandare al manicomio il povero fesso che starà lì a farci le notti fisse. Anche se avere, dopo solo un mese, una nuova postazione fissa, in un ambiente così qualificato, non lontano da casa, anche se solo otto ore per notte non mi riporteranno ai 1600 euro che tiravo su prima, è certamente una cosa che sa di miracoloso.. E quindi mi adeguo, resto indefessamente indomito e granitico (direi congelato) nel piazzale aspettando di varcare la soglia e così potrete bellamente prendermi in giro con post che riporteranno di sicuro le locandine di UNA NOTTE AL MUSEO...eh? già vi ci vedo...Comunque orsù, sputiamo sangue e aspettiamo tempi migliori, il museo qual è non ve lo dico ma immagino che chi sta a Roma dalla foto lo capirà. Un abbraccio a tutti e speriamo di risentirci appena possibile e con un attimo di calma per poter venire a trovarvi nei vostri blog.