martedì 18 novembre 2025

CANNIBALI INVOLONTARI

 (17.04.2009)

 A volte capita che il cervello se ne vada per conto suo e si metta a ragionare non più sui massimi sistemi ma su cose talmente improbabili che se non fossero vere ci sarebbe solo da riderci sopra. Ricordate il romanticismo di quei raggi di sole che, solitari, in una stanza buia fendono l'oscurità rivelando ai nostri occhi meravigliati tutto quel dolce vorticare di impalpabile pulviscolo? Una danza fatata di polveri antiche, che pensiamo sappiano di libri vetusti o antiche vestigia. Magari fosse solo così. Adesso andate in bagno, aprite la vostra camicia, alzate la vostra canottiera e datevi una gioiosa passatina sulla pancia...ed eccolo lì, che se ne va danzando per l'aere, il componente all'ottanta per cento del pulviscolo che alligna nell'aria. Siamo noi. I nostri corpi che giornalmente si squamano e consumano, rilasciano microscopiche forfore e macerie organiche, cellule morte. Quando, dopo una corsetta, vi fermate a riempirvi i polmoni d'aria, ragionate un po' su cosa state mandando giù. Per la gioia dei vegetariani inflessibili e per lo spasimo dei vegan, notoriamente ancora più drastici. Ci mangiamo a vicenda, lentamente, giorno per giorno. E cinicamente, vien da ridere a pensare a quegli intransigenti che non toccherebbero un negro. Ma aspirarlo un poco alla volta, ogni giorno, sì però. E chi si porta le salviette chimiche nei bagni per paura di prendersi l'Aids? Dovrebbe girare con un filtro per il microparticolato in bocca...Pensateci, la prossima volta che guarderete quel fatato, sottilissimo pulviscolo che danza nell'aria, guardatelo con occhi diversi e non fatevi prendere dal vomito...anzi, siate positivi, pensate a quanto risparmiate sulla spesa in macelleria e respirate! Anche adesso, su, un bel respiro profondo...Buon appetito!



MONDO PILLOLA

(16.04.2009)   Al mattino, se riesci ad aprire gli occhi dilaniati dalla sveglia, una pillola al ginseng per darti tono, poi una pillola per l'alito mentre sei in ufficio, dopo la pausa pranzo una pillola per bruciare le calorie in eccesso e quei brutti trigliceridi, altra pillola per l'alito, più tardi pillola antiacido per digerire il panino frettoloso e il capoufficio. Ti sei vestito per uscire a cena, giri con gli amici e vai a rimorchio. Pillola per sballarsi e non essere timidi, ne conosci una la porti al bar e via, una pillola da infilare di soppiatto nella sua bevanda per far sì che sia predisposta al sesso e al non rendersene neanche conto, e una di viagra per te per essere sicuro di non sprecare la nottata. Alla fine della cavalcata, mentre la lasci inebetita in una camera d'albergo, pillola abortiva del giorno dopo per lei e pillola per cancellare la memoria recente per entrambi così lei non ti denuncia e tu non confessi nulla nella macchina della verità. Pillola per dormire mentre ti infili a letto, una preventiva contro le infezioni da rapporto casuale e non protetto, una per la prostata perché non hai più vent'anni e due contro le emorroidi per contrastare i sintomi della faticosa giornata.. E queste, solo perché ancora non ne hanno inventate altre capaci di farci vivere la vita in pillole, ma abbiate pazienza e dategli tempo. Ne faranno altre ancora più utili, magari per seccare le narici così da non doversi preoccupare di smocciolare o quelle per defecare quando serve, quando se ne ha il tempo, e per smettere se proprio te la perdi e non c'è un bagno. Non ci sarà bisogno di ricordarsi di far funzionare il proprio corpo, basterà ricordarsi il giusto colore delle pillole da prendere. Penso sarcastico che forse è la forma stessa del mondo che ci ispira alla pillola, quale che sia, e penso con terrore che vita sarebbe se il mondo avesse la forma di una supposta..



SONETTO RIBALDO

 (27.03.2009) ispirato da, e dedicato a, Paolo Poli

Madama Giunchiglia

aveva una figlia,

dal collo a bottiglia

ed il naso a coppiglia,

ognor profumata

d'odor di vaniglia.

Lanciava lamenti

la pallida figlia,

causando tormenti

a madama Giunchiglia:-

in era passata,

in questa conchiglia,

mi ci era passata

un intera flottiglia!

ed ora che vago

cercando un marito

nemmeno se pago

ci infilano un dito..

Così disperava

la timida figlia

di quella pur brava

madama Giunchiglia

e lei amareggiata

un po' ci pensò

poi la sposa mancata

in convento portò.

Divenne badessa,

vestita di nero

e dopo ogni messa

curava il suo cero..



PONYO SULLA SCOGLIERA

 (23.03.2009) Finalmente son riuscito ad andare con mio figlio  a vedere Ponyo e, come c'era da aspettarsi, nel multisala era l'unico ad essere totalmente esaurito già dalle 14.30; abbiamo trovato posto in prima fila arrovellandoci le pupille ma siamo infine riusciti ad assistere al nuovo film del maestro Miyazaki. Siamo lontani anni luce dai favolosi barocchismi di LA CITTA' INCANTATA, così come dalle atmosfere drammatiche di IL CASTELLO ERRANTE DI HOWL, e anche i monumentali panorami di LAPUTA e di LA PRINCIPESSA MONONOKE qui non trovano spazio. Il film è deliberatamente rivolto ad un pubblico di piccoli spettatori e trasmette una gioia, una tenerezza ineffabili; i disegni sono volutamente semplificati, anche se il suo staff alla Ghibli studios ha prodotto manualmente centosessantamila disegni su lucidi, e lo rendono comprensibile e amabile dal pubblico scelto. Se vogliamo dirla tutta, ricorda nello stile I RACCONTI DI TERRAMARE, il primo film creato da suo figlio Goro, al quale è ispirato il personaggio di Sosuke, il bambino protagonista. In quel film infatti, benchè derivato dalla saga fantasy di Earthsea della U.K.LeGuin i disegni non raggiungevano gli apici a cui ci ha abituato il Maestro e forse anche per questo i suoi fans lo hanno mal digerito. E' pur vero che Miyazaki se la prese a morte col figlio perchè aveva fatto un film per conto suo e non con lui e con lo studio Ghibli, ma forse con questo suo nuovo il Maestro ci manda a dire di una sua riappacificazione con Goro. Ce lo auguriamo. La storia della pesciolina Brunilde, a cui Sosuke da il nome di Ponyo, figlia dello stregone Fujimoto e della Madre del Mare, si svolge con scene bellissime, fino al delirante, onirico innalzarsi del mare fino alle punte delle montagne. Le trasparenze dei fondali richiamano sia la ferrovia immersa di LA CITTA' INCANTATA che la palude in MONONOKE, il personaggio di Fujimoto ha i tratti che ricordano la strega Yubaba, e tra le vecchiette dell'ospizio possiamo ritrovare persino i tratti della Strega dell'Ovest quando diventa vecchia in HOWL. Bellissima la colonna sonora, divertente l'uso modificato della Cavalcata delle Valchirie di Wagner quando Ponyo corre sulle onde per inseguire l'automobilina del suo amato Sosuke. Nel complesso un film davvero bello che, se visto col cuore e non con gli occhi, non fa rimpiangere gli splendori artistici ai quali il Maestro ci ha abituato da tempo. Prenotate il biglietto per tempo, e tenete a mente che in Giappone ha battuto ogni record di incasso con cento milioni di dollari in una settimana.




RITI DIMENTICATI: le indulgenze

 (13.03.2009)  Tra le tante pratiche religiose prettamente cattoliche e le normative emesse dalla Chiesa e ad esse direttamente correlate, ve n'era una molto seguita, quella delle Indulgenze. Quasi tutti conoscete la cosiddetta Indulgenza plenaria che si ottiene ( o "lucra", secondo il lessico antico) attraversando il portone della basilica di San Pietro durante i Giubilei ordinari o straordinari, ovvero la remissione piena e definitiva di tutti i peccati commessi sino a quel momento, purché ci si confessi e ci si comunichi. Ma la maggior parte delle persone non ricorda più la quasi infinita galassia di piccole e grandi Indulgenze che si ottenevano sino a prima del Concilio Vaticano II, che le pose in un dimenticatoio ritenendole obsolete ad una società in continuo mutamento. Voglio approfittare del mio spazio per darvene una panoramica, forzatamente ridotta, indicandovi a quale pratica o preghiera fossero legate, in cosa consistessero e il periodo in cui vennero promulgate, sperando possa interessare, fosse anche a puro titolo di curiosità. Se poi vorrete seguirle, sappiate comunque che non sono state cancellate, dunque hanno tuttora valenza, solo non vengono più insegnate come una volta.

- Facendosi il segno della Croce e recitando: In nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, Amen.: 50 giorni, e 100 giorni se fatto bagnandosi con l'acqua santa. (San Pio X)

- Recitando il Requiem aeternam, 300 giorni di indulgenza. (Febbraio 1908)

- Durante l'elevazione dell'Ostia, se la si guarda e si recita "Mio Signore e Mio Dio", indulgenza per sette anni e sette quarantene (280 gg.), concessa da San Pio X

- Atto di accettazione devota della morte, se recitato dopo la confessione e la comunione, dona l'indulgenza plenaria all'atto della morte senza altre condizioni (Papa Pio IX e San Pio X, 1904), se poi la si rinnova una volta al mese, sempre dopo la confessione e comunione, indulgenza di sette anni e sette quarantene applicabile devotamente ai propri defunti in remissione dei loro peccati.

- Preghiera quotidiana al Sacro Cuore di Gesù, se si recita ogni giorno per un mese, dopo la confessione e comunione, lucra indulgenza di 300 giorni o Plenaria (San Pio X)

- Santo Rosario, recitandolo ogni giorno, reca l'indulgenza Plenaria una volta al mese, o di 300 giorni se recitato una volta (San Pio X)

- Atto di adorazione al Santissimo Sacramento, recitato in Chiesa acquista Indulgenza di sette anni e sette quarantene, Plenaria una volta al mese, dopo confessione e comunione (Benedetto XV, 1917)

La maggior parte delle informazioni sono state tratte da "Oremus", libro di preghiere di F.J.Vallensis del 1945.