Visualizzazione post con etichetta sogno. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta sogno. Mostra tutti i post

lunedì 12 gennaio 2026

VOLARE QUA E LA' (un ricordo romantico)

 (Prima pubblicazione in internet 31.08.2011)  © Crenabog




Quando ero piccolo mi capitava spesso di sognare di volare. Era bellissimo, non sentivo il peso del corpo, non avevo altro da fare che raggiungere le nuvole. Forse perché andavo sempre a nuotare e mi piaceva farlo giù, sotto la superficie, trattenendo il respiro. Qualcuno mi disse che forse volevo ritornare in quella specie di limbo acquatico in cui viviamo prima di venire alla luce, chi lo sa, magari era proprio così. Ma stando là sotto non sentivo nulla, era una specie di volo in un cielo ovattato, meraviglioso. Non ho mai trovato qualcosa d'altro che fosse così.. liberatorio. Ecco, anche se imprigionato nell'acqua ero ancora più libero che fuori. E sognare di volare mi ridava le stesse sensazioni. Non sono meravigliosi i pesci volanti? Che forma stupenda. Indecisi se essere pesci o uccelli, possono volare e nuotare. Una doppia libertà. 

domenica 7 dicembre 2025

UN SOGNO

 (Prima pubblicazione 29.08.2009)


Ho fatto un sogno. Cosa che a voi, comuni mortali che di solito vi fate le vostre otto ore di riposo, sembrerà una sciocchezza normale e quotidiana, ma per uno come me che dorme sulle tre, quattro ore quando può e come può è una rarità. Da tanto non sogno più o almeno non ricordo di averlo fatto. Stavolta è stato diverso.  Mi trovavo in un posto pubblico all'aperto, una sorta di capannone pieno di tavolini affollati da gente, come una specie di fiera di paese: ma tutte quelle persone se ne stavano al computer a navigare come forsennati, nei loro blog e sulle loro chat, in un vespaio di chiacchiere e musica di sottofondo. Anche io mi ero seduto e continuavo a scrivere freneticamente a diecine di amici, cercando di raggiungerli tutti poi ci spostavamo in massa in un bar dove tutti ordinavano da bere e parlavano tra loro. Mentre ero al pc avevo alzato gli occhi e li avevo incrociati con una ragazza, un volto affilato da volpe, lunghi capelli, un corpo esile - sottile, direi - infagottato in una specie di pastrano militare grigio, bella da far stare male. Al rinfresco mi ero avvicinato a lei che parlava ad un amica e ad un ragazzo e sentendoli parlare avevo capito che facevamo parte di una vecchia comunità che così tanti anni fa si radunava sotto il televideo di una tv locale e tutti i sabati si incontrava con dei raduni grandiosi. Mi intromisi nel discorso, presentandomi e dicendo loro il mio nick, anche loro lo fecero e scoprimmo di essere vecchi amici di dialoghi sul televideo perché evidentemente non erano mai venuti a quei raduni. Non potevo resistere e, avvicinatomi alla ragazza, finii per abbracciarla nascondendo il volto nella massa dei suoi capelli e sussurrandole all'orecchio che avrei voluto rivederla. Lei, tenendomi abbracciato, mi rispose che non poteva perché l'altro era interessato a lei e non avrebbe voluto. Le presi il volto tra le mani fissandola e stavo per baciarla quando mi sono svegliato con una sensazione di tragedia incombente. Ero convinto, data l'intensità del sogno, di aver dormito per ore - il giusto tempo per svilupparlo tutto - mentre era passata neanche mezz'ora. Ma la sensazione che aveva lasciato era fortissima, e mi venivano in mente tanti pensieri: il ricordo dell'epoca di quando le chat e internet non esistevano e usavamo i messaggi lasciati per telefono al televideo, i grandi raduni, l'incontro con il mio amore - il primo e il solo - e la sua somiglianza (della ragazza del sogno) con un amica qui di Chatta, capivo il senso tragico dell'impossibilità ad incontrarsi che ci contraddistingue (e che ha portato all'allontanarsi di tanti di noi, Mad Max tra gli altri, spero lo ricordiate ancora), e pensavo a quante ragazze e donne non si rendano conto che molti di noi non sono dei maniaci ma solo uomini che vivono con il loro deserto interiore, e ai quali a volte una parola dolce - magari gettata lì con noncuranza - spalanca illusioni di un mondo di affetto che non vivono da secoli salvo poi ritrovare certe parole abbandonate nei commenti che le loro amiche fanno a tutti gli altri, finendo per sentirsi così ancora più degli stracci agitati dal vento. Mi guardavo allo specchio e vedevo queste ossa sotto la pelle del viso, stanca, sfibrata, con i capelli grigi rasati, le occhiaie e mi sono sentito mortalmente solo, un disperato che sente il proprio io-bambino aggrapparglisi al cuore mentre il tempo e la vita glielo trascinano via per sacrificarlo sull'altare delle speranze perdute e dei cuori infranti. Un vecchio illuso che addirittura ha scritto il suo sogno, quel sogno di un incontro con lei, una lei, "LA" lei, quella che vive nel nostro id, solo per non doverlo scordare; per ricordare ancora di aver fatto un sogno. Perché non scompaia dal mio cuore.

mercoledì 4 giugno 2014

DOLCEZZE



Costantemente
ripeto a me stesso
il sogno di te

Ti creo
di te mi avvolgo
e sempre ricompari

Entri nel sogno
ci giochi
e lo distruggi

Ma non riesco a fuggire da qui
troppo bella la mia prigione
troppo amore tra queste mura

Ma per chi?
Per chi?

giovedì 29 maggio 2014

PERCHE'



Perchè te ne fossi andata,
o perchè sei tornata,
o perchè cambi sempre forma,

non ha alcuna importanza adesso.

Importa che sei qui.


*

ILLUSIONE



L'amore non ha nulla di reale.
Quando proviamo a renderlo concreto
semplicemente svanisce.

Solo gli illusi amano
e dei propri sogni si cibano.



*

lunedì 17 marzo 2014

LA MIA VITA



La mia vita è una macelleria
a conduzione singola.

Ho dato e continuo a dare.

Mangia di me
e i tuoi sogni vivranno per sempre.


.

QUEL CHE E' STATO E' STATO


Volevo solo pensare che potesse essere amore.
E resto qui a girare le pagine all'indietro.
Contando alla rovescia tutti i miei sogni.


.