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giovedì 1 gennaio 2026

LA GRANDE BELLEZZA (body shaming, diversità, politically correct nella visione del corpo)

 (Prima pubblicazione in internet 02.12.2019) © Crenabog



Magari ne avrò anche già parlato altre volte, sicuramente, ma si sa che la memoria fa brutti scherzi a chi non è più nel fiore dell'età.. Ritorno dunque a domandarvi se siate convinti, o meno, che la bellezza sia oggettiva o soggettiva. Pensateci bene, sinceramente, mano sul cuore.. Quando vedete qualcosa sentite dentro di voi un sommovimento dei sensi, che vi fa accostare a quella cosa - un quadro, una macchina, una persona, un opera d'arte - o che ve la fa respingere, o quanto meno sentire come indifferente? Resto dell'idea che quel che si vede provochi un moto qualsiasi, non è previsto che lo si conosca e lo si apprezzi per le qualità, a meno che non si vada a vedere una mostra antologica di qualcuno famoso o si entri in un autosalone della Ferrari. Nel caso delle persone, volete venirmi a dire che non si ha il lecito diritto di pensare "ma guarda che bellezza" o "ma guarda quello, vecchio, grasso, stempiato, con la barba e ha pure un gatto - io, praticamente" ? Io penso di sì, e se poi si esprime un parere per quale motivo si deve venire interpellati negativamente da chi vuole per forza prendere le difese - a mo' di bastian contrario - di quella persona dall'aspetto poco rientrante negli usuali canoni di bellezza? Perché chiunque è comunque bello per qualcun altro? Si sa, e lo si vede, non solo nelle favole, dove principesse baciano rospi, ma anche nei tg dove vedi fotomodelle accompagnarsi a politici alti un metro e qualcosa, o semplicemente qui dentro dove sotto le foto di persone che non sono Cindy Crawford o Richard Gere trovi decine di commenti adulanti, adoranti, sbavanti. Allora viene da pensare alcune opzioni: è gente che spara nel mucchio scrivendo a tutte, sperando che qualcuna abbocchi? E' gente che ha severi problemi di autostima e non avrebbe mai il coraggio di avvicinarsi ad altri/e più belle, per tema di essere sbeffeggiato? E' gente che ha bisogno dell'ottico? Ma in verità mi pare di aver davvero già fatto questo discorso, che pure ritenevo lecito dal mio punto di vista, e senza mai citare nessuno/a in prima persona, tenendomi sulle generali per conoscere la media del pensiero - sincero - dei lettori, ricevendo attacchi ed accuse di misoginia o peggio. Continuo a pensare che ogni persona abbia un suo vissuto importante e le sue valenze, assolutamente, e che chiunque meriti le giuste attenzioni ma non mi si venga a dire che ad una persona bella, giovane, in salute si preferisce un anziano, rugoso e pieno di acciacchi. Non ci crederò mai, oltre tutto considerando che a me non mi si fila nessuna ho la prova provata di quel che dico, giusto? Ma questo non vuol dire che me ne faccio un cruccio, non è il mio interesse principale qui dentro a differenza di tanta altra gente. Se continuo a scrivere è per il gusto dello smuovere le acque e dialogare, discutere, ragionare e crescere mentalmente con il confronto con i pensieri degli altri. Quali che siano, se sono cortesemente esposti e disponibili, sono sempre bene accetti. Altrimenti continueremmo a scrivere soliloqui - magari belli ma fini a sé stessi - rimanendo perennemente delle proprie idee. Non è invece bello aprirsi ai cambiamenti? E se proprio non vogliamo ragionare se certe persone siano belle perché sono belle ma sono belle perché ci siamo messi intesta che lo sono, almeno ammettiamo che indubbiamente, di bello davvero, c'è sempre Moon.

N.B. per i nuovi lettori, faccio notare che, siccome nella community Chatta.it dove noi blogger scrivevamo, imperversava un odio verso i gatti alimentato da nickname fake, avevamo preso l'abitudine di inserire le foto dei nostri gatti nei post, per protesta. ed ecco spiegato perché vedrete varie immagini di Kaiser Moon, il mio gatto British, in questa riproposta anastatica dei vecchi post scomparsi.


Commenti scelti dei lettori dell'epoca : 

VirPaucisVerbo : Beh, la bellezza è relativa, si sa... I canoni estetici dell'ottocento erano diversi dagli attuali, allora si preferiva la donna "in carne" mentre ora lo standard vira più all'efebico. Resta poi il fatto che una Megan Gale probabilmente sarebbe stata considerata gnocca persino da Narmer, faraone della I° Dinastia vissuto più di 5000 anni fa! Come è pure acclarato che gli adulatori di qualsivoglia figura vagamente femminile presente qua siano dei pescatori con la dinamite, che bombardano a tappeto sperando di rimediare almeno un'aringa! Infine, confermo che Moon è gnocco almeno quanto Megan, se non uno zinzino di più! Lunga vita e prosperità!

luc.ariello : La bellezza non è una unità di misura: arriva e s'appropria della nostra attenzione. Tutto intorno, stinge, opacizza; un misto di commozione di difficoltà di respirazione invade il basso ventre, una voglia impellente di fare, non si sa bene cosa, ma l'elevazione spirituale fa in modo di esaltare il bisogno di creare qualcosa che s'avvicini alla mirabilia che si materializza innanzi. Spesso la bellezza intimorisce, quasi a non sentirsi degno di cotanta perfezione. Quante volte dinanzi a una donna stupenda ho pensato: a questa non chiederei neanche l'ora...e ci sembra impossibile che una cosa bella sia anche stupida!!! La bellezza non subisce mode: le crea.

leggendolamano : Sorrido.... secondo me è un problema di target... la bellezza ha i suoi canoni come l'età hai suoi. Bellezza e desiderio non vanno di pari passo. Mi piace una Ferrari ma non la desidero , mi piace la bellezza ma mi limito a contemplarla , lo stesso vale per le donne. meglio una donna di contenuti che una donna contenitore. lo stesso deve valere per una donna. Chi non ti apprezza non è degno di essere a sua volta apprezzata. il discorso della bellezza non si può racchiudere in quattro righe di commento. la società non vede nulla di scandaloso se stanno accanto belle a brutti, fa invece strano vedere belli accanto a brutte. ma la bellezza deve chiamare necessariamente bellezza? e la bruttezza altrettanto? in altre parole un brutto deve per forza pensare solo in brutto? la favola della Bella e la bestia insegna che bisognerebbe cercare il bello nella profondità dell'anima.... il problema è che l'occhio vuole la sua parte e in un mondo di apparenze l'occhio diventa sempre più preponderante....purtroppo.....

mercoledì 24 dicembre 2025

IL FUTURO E' UN VERBO DECLINANTE (la decadenza civile e morale dell'arte e della società)

 (Prima pubblicazione 14.05.2012) © Crenabog 


Mi son permesso il calembour come titolo ma a pensarci bene non è una cosa tanto sbagliata. Declinante perché. Perché lo intendo come "declino" ovvero qualcosa che va scemando, rovinandosi. Dal futuro tutti si aspetterebbero miglioramenti, aumenti, cose che cambiano in maniera positiva, e se lo aspettavano pure i dinosauri, nel loro piccolo intelletto, immagino. Si è ben visto come è andata. Io non riesco a ragionare sui particolari, di solito, amo guardare servendomi dei grandi numeri, delle lunghe distanze, del cannocchiale: ragion per cui mi diverto a fare paragoni e a srotolare il cervello per strane strade. Vediamo un po': prendiamo la musica, s'era cominciato con i tam tam, con i flauti di osso, evolvendo sino alle immense sinfonie con i più elaborati strumenti musicali e siamo arrivati a suoni nuovamente tribali ma prodotti con le campionature elettroniche. Prendiamo il desiderio di conservare, magari una immagine, un frammento di vita. Siamo passati da Daguerre e dai Lumiere alle imponenti fotocamere reflex, alle Hasselbad con teleobbiettivi enormi fino alla eliminazione di tutto, le pellicole, i bagni chimici, le pazienti lavorazioni, tutto ridotto a microcamere digitali, chiavette usb e fotoritocchi virtuali depositati nelle clouds del web. E chi amava una pellicola voleva tenersela sulle cassette Beta, sui super 8, poi sulle vhs, e poi sui dvd e ora sugli hard disk e poi neanche più quelli, basta guardarsi un film in streaming e dimenticarselo. I libri? siamo passati dalle tavolette d'argilla e dai rotoli del Mar Morto fino al libro elettronico dove non esiste più niente, solo parole che compaiono su uno schermo e svaniscono. L'arte? dalle statue di Abu Simbel, ciclopiche, ai capolavori del Bernini, lavorazioni raffinatissime, fino al decò, agli esperimenti futuristi, sempre più piccolo, sempre più semplice, Henry moore e l'Angelo Caduto, una stele di marmo e basta. Dov'è il lavoro, il sudore, gli anni di pena per creare opere che varcano i millenni? Immolate sull'altare della comunicazione spicciola, un manifesto, quindici giorni appeso e via, sotto un altro. Uno squarcio su una tela, dei chiodi su una tavoletta colorata da schizzi fosforescenti. La "cacca d'artista". Con buona pace dei mecenati rinascimentali. Una Cappella Sistina? Ora? Ma non scherziamo, graffiti incomprensibili, se vi dice bene, se no nemmeno quelli. La cultura, il culto del bello e della creatività? Millenni di scienza ridotti a quiz, a prove invalsi, a test for dummies, secoli di evoluzione del costume sociale e morale che si accartocciano su sè stessi per tornare a riti tribali, al neopaganesimo, all'etica del coatto, al sudicio è bello, un Massimo Inardi che si rivolta nella tomba guardando dall'alto dei cieli i tronisti farfuglianti. E acclamati. Certe teorie ritenevano che l'estinzione dei grandi rettili fosse dovuta al tedium vitae, più che a certi meteoriti fuori rotta. Me li vedo, i T-Rex guardarsi intorno smarriti, certi improvvisamente di aver fatto tutto quello che la loro capacità evolutiva prospettava, calare in una sorta di accettazione zen del "non ho altro da fare" e lasciarsi morire così. Che al futuro ci pensassero le scimmie, avranno bofonchiato tra di loro, ma le scimmie ci hanno solo messo più tempo, per raggiungere lo stesso risultato . Si riduce tutto ad un unica visione illuminante: la vita è solo il preludio della morte e serve a far crescere in sé il seme della propria distruzione. Allo stesso modo riflette in tutte le sue espressioni questo concetto atavico e inamovibile, qualsiasi cosa evolve per arrivare alla involuzione. Pensate non sia così? Però, i nuclei rimasti immoti nei millenni sono solo certe tribù ancora allo stato primitivo in via di estinzione. Solo chi non ha conosciuto l'evoluzione ha retto alla prova del Tempo. Cinicamente, viene da chiedersi se non sia meglio non pensare più al futuro e non alzare più un dito oltre alla blanda ripetitività necessaria alla sopravvivenza. In fondo, ma sì, che ci pensino le scimmie.