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giovedì 1 gennaio 2026

LA GRANDE BELLEZZA (body shaming, diversità, politically correct nella visione del corpo)

 (Prima pubblicazione in internet 02.12.2019) © Crenabog



Magari ne avrò anche già parlato altre volte, sicuramente, ma si sa che la memoria fa brutti scherzi a chi non è più nel fiore dell'età.. Ritorno dunque a domandarvi se siate convinti, o meno, che la bellezza sia oggettiva o soggettiva. Pensateci bene, sinceramente, mano sul cuore.. Quando vedete qualcosa sentite dentro di voi un sommovimento dei sensi, che vi fa accostare a quella cosa - un quadro, una macchina, una persona, un opera d'arte - o che ve la fa respingere, o quanto meno sentire come indifferente? Resto dell'idea che quel che si vede provochi un moto qualsiasi, non è previsto che lo si conosca e lo si apprezzi per le qualità, a meno che non si vada a vedere una mostra antologica di qualcuno famoso o si entri in un autosalone della Ferrari. Nel caso delle persone, volete venirmi a dire che non si ha il lecito diritto di pensare "ma guarda che bellezza" o "ma guarda quello, vecchio, grasso, stempiato, con la barba e ha pure un gatto - io, praticamente" ? Io penso di sì, e se poi si esprime un parere per quale motivo si deve venire interpellati negativamente da chi vuole per forza prendere le difese - a mo' di bastian contrario - di quella persona dall'aspetto poco rientrante negli usuali canoni di bellezza? Perché chiunque è comunque bello per qualcun altro? Si sa, e lo si vede, non solo nelle favole, dove principesse baciano rospi, ma anche nei tg dove vedi fotomodelle accompagnarsi a politici alti un metro e qualcosa, o semplicemente qui dentro dove sotto le foto di persone che non sono Cindy Crawford o Richard Gere trovi decine di commenti adulanti, adoranti, sbavanti. Allora viene da pensare alcune opzioni: è gente che spara nel mucchio scrivendo a tutte, sperando che qualcuna abbocchi? E' gente che ha severi problemi di autostima e non avrebbe mai il coraggio di avvicinarsi ad altri/e più belle, per tema di essere sbeffeggiato? E' gente che ha bisogno dell'ottico? Ma in verità mi pare di aver davvero già fatto questo discorso, che pure ritenevo lecito dal mio punto di vista, e senza mai citare nessuno/a in prima persona, tenendomi sulle generali per conoscere la media del pensiero - sincero - dei lettori, ricevendo attacchi ed accuse di misoginia o peggio. Continuo a pensare che ogni persona abbia un suo vissuto importante e le sue valenze, assolutamente, e che chiunque meriti le giuste attenzioni ma non mi si venga a dire che ad una persona bella, giovane, in salute si preferisce un anziano, rugoso e pieno di acciacchi. Non ci crederò mai, oltre tutto considerando che a me non mi si fila nessuna ho la prova provata di quel che dico, giusto? Ma questo non vuol dire che me ne faccio un cruccio, non è il mio interesse principale qui dentro a differenza di tanta altra gente. Se continuo a scrivere è per il gusto dello smuovere le acque e dialogare, discutere, ragionare e crescere mentalmente con il confronto con i pensieri degli altri. Quali che siano, se sono cortesemente esposti e disponibili, sono sempre bene accetti. Altrimenti continueremmo a scrivere soliloqui - magari belli ma fini a sé stessi - rimanendo perennemente delle proprie idee. Non è invece bello aprirsi ai cambiamenti? E se proprio non vogliamo ragionare se certe persone siano belle perché sono belle ma sono belle perché ci siamo messi intesta che lo sono, almeno ammettiamo che indubbiamente, di bello davvero, c'è sempre Moon.

N.B. per i nuovi lettori, faccio notare che, siccome nella community Chatta.it dove noi blogger scrivevamo, imperversava un odio verso i gatti alimentato da nickname fake, avevamo preso l'abitudine di inserire le foto dei nostri gatti nei post, per protesta. ed ecco spiegato perché vedrete varie immagini di Kaiser Moon, il mio gatto British, in questa riproposta anastatica dei vecchi post scomparsi.


Commenti scelti dei lettori dell'epoca : 

VirPaucisVerbo : Beh, la bellezza è relativa, si sa... I canoni estetici dell'ottocento erano diversi dagli attuali, allora si preferiva la donna "in carne" mentre ora lo standard vira più all'efebico. Resta poi il fatto che una Megan Gale probabilmente sarebbe stata considerata gnocca persino da Narmer, faraone della I° Dinastia vissuto più di 5000 anni fa! Come è pure acclarato che gli adulatori di qualsivoglia figura vagamente femminile presente qua siano dei pescatori con la dinamite, che bombardano a tappeto sperando di rimediare almeno un'aringa! Infine, confermo che Moon è gnocco almeno quanto Megan, se non uno zinzino di più! Lunga vita e prosperità!

luc.ariello : La bellezza non è una unità di misura: arriva e s'appropria della nostra attenzione. Tutto intorno, stinge, opacizza; un misto di commozione di difficoltà di respirazione invade il basso ventre, una voglia impellente di fare, non si sa bene cosa, ma l'elevazione spirituale fa in modo di esaltare il bisogno di creare qualcosa che s'avvicini alla mirabilia che si materializza innanzi. Spesso la bellezza intimorisce, quasi a non sentirsi degno di cotanta perfezione. Quante volte dinanzi a una donna stupenda ho pensato: a questa non chiederei neanche l'ora...e ci sembra impossibile che una cosa bella sia anche stupida!!! La bellezza non subisce mode: le crea.

leggendolamano : Sorrido.... secondo me è un problema di target... la bellezza ha i suoi canoni come l'età hai suoi. Bellezza e desiderio non vanno di pari passo. Mi piace una Ferrari ma non la desidero , mi piace la bellezza ma mi limito a contemplarla , lo stesso vale per le donne. meglio una donna di contenuti che una donna contenitore. lo stesso deve valere per una donna. Chi non ti apprezza non è degno di essere a sua volta apprezzata. il discorso della bellezza non si può racchiudere in quattro righe di commento. la società non vede nulla di scandaloso se stanno accanto belle a brutti, fa invece strano vedere belli accanto a brutte. ma la bellezza deve chiamare necessariamente bellezza? e la bruttezza altrettanto? in altre parole un brutto deve per forza pensare solo in brutto? la favola della Bella e la bestia insegna che bisognerebbe cercare il bello nella profondità dell'anima.... il problema è che l'occhio vuole la sua parte e in un mondo di apparenze l'occhio diventa sempre più preponderante....purtroppo.....

mercoledì 24 dicembre 2025

CARLETTO MANZONI , UMORISTA (L'unico amore, i libri rari)

 (Prima pubblicazione 12.04.2019) © Crenabog 


L'unico amore, quella passione ribollente, che mai mi ha abbandonato nella vita, lo ammetto, ed è sempre stato ampiamente ripagante quanto meno se rapportato agli amori sentimentali con ragazze o donne che ho conosciuto in questi lunghi anni, è e resta quello per la letteratura. Ma letteratura tutta, non solo quella "alta" o quella modaiola. Da maniaco bibliofilo ho accumulato oltre diecimila libri e chi sa quanti altri mi sono passati per le mani finendo rivenduti; ricordo ad esempio quando partii per Siena per regalare alla mia Contrada un lascito di circa cinquecento libri così che li potessero leggere nelle loro sale. E ancora ricordo l'unico libro che mai abbia fatto le corse a rivendere senza neppure averlo finito, tanto mi era risultato insopportabile (badate, io sono uno che legge da Stephen King all'Ariosto, quindi veramente di tutto), fu un libro di Galasso "Le nozze di Cadmio e Armonia", acquistato ahimè spinto dalle critiche e recensioni favorevoli. Mai più, da allora ho sempre cercato di scegliere e questo mi ha portato a formare collezioni di grande valore, dato che certosinamente andavo rovistando tra librerie dell'usato e antiquari, componendo quindi clamorose collezioni di Tolkien, Mishima, Celine, Huysmans (del quale, giusto per dire, la ricerca de "Le folle di Lourdes" mi è durata anni), D'Annunzio e tanti altri. Tra questi con orgoglio so che spiccano i moltissimi libri che amo definire degli Umoristi Italiani del Novecento, perle rare che si riescono a trovare - per alcuni autori - solo in economiche ristampe ma manchevoli nei listini di infiniti titoli. E mi è doveroso ricordare Marchesi, Mondaini, Metz, Mosca, Manzoni, Campanile e Guareschi. Di Giovannino esistono moltissime ristampe quindi è tuttora alquanto facile per l'appassionato avvicinarsi all'inventore di Peppone e Don Camillo, ma per gli altri - fatto salvo Campanile che viene ancora ristampato - bisogna lottare con denti e unghie per trovare libri d'epoca. Ne parlavo questi giorni appunto con gli amici di " progetto.mondopiccolo ", un gruppo su Instagram di appassionati di Guareschi che si chiedevano se veramente avevo i libri del Carletto Manzoni di cui favoleggiavo.


Carletto Manzoni, 16 aprile 1909-16 maggio 1975, fu uno dei più fini autori satirici che abbia attraversato il nostro paese, collaborando al mitico IL BERTOLDO di Guareschi, insieme a Giovannino e a tutte quelle belle penne i cui nomi citavo poc'anzi. I suoi racconti vanno dall'umorismo puro al demenziale, passando per la satira arguta ma salace, e alla strepitosa presa in giro dei gialli americani che nel dopoguerra la Mondadori aveva imposto nelle edicole. Manzoni si immedesimava a tal punto che è facile ricordarlo col baffetto, la pipa e il cane esattamente come il suo personaggio Chico Pipa - investigatore privato - e Scarpa il cane da fiuto che lo aiuta. Se si va a guardare Wikipedia si trovano citati meno di venti titoli, il che dimostra che la sua scheda è quanto meno poco accurata, considerato che la mia collezione, parte della quale vedete nelle foto, è di ventitre titoli, quasi tutti datati tra il 1955 e il 1964 quindi prime edizioni, cosa che - quando se la sono trovata davanti visivamente - ha fatto cascare le braccia agli amici guareschiani che non sono mai riusciti a mettere le mani su così tanti libri del Manzoni. C'è poco da fare, veramente l'amore per la lettura sa dare grandi soddisfazioni se lo si coltiva attentamente, prova ne è il mio vizio di creare collegamenti tra i libri, non ricercando unicamente titoli particolari ma sceverando dettagli che finiscono per formare quell'aura leggendaria che sempre ammanta le bizzarre scoperte del bibliofilo. Un esempio, nel celebre libro horror PASQUA NERA di James Blish c'è una scena in cui un demone femmina si presenta ad uno dei clienti del mago Theron Ware per sedurlo come succubo: questa donna bellissima ha al collo un pendente a forma di goccia con inciso "Cazotte". Nel libro nulla viene spiegato al riguardo ed il lettore facilmente ci scivola sopra come un dettaglio di poca importanza; qui invece il demone della curiosità che da sempre attanaglia il bibliofilo lo spinge sull'usta a cercare di saperne di più. Proprio questo mi portò, anni dopo e alla fine di bizzarre ricerche, a scoprire che veniva citato Cazotte, un antico scrittore francese autore de "Il diavolo in amore", storia simile di possessione erotica. Riuscii con grande soddisfazione a trovarne una copia ristampata da Franco Maria Ricci nella collana La biblioteca di Babele ma non posso non rimpiangere la ghiotta occasione che mi sfuggì dalle mani - tradotto in italiano volgare non mi bastarono i soldi - quando da un antiquario trovai la prima edizione italiana dell'ottocento ricca di illustrazioni. Ecco, queste sono - anche se non si riesce poi ad averle concretamente tra le mani nelle proprie collezioni - quelle cose che a chi come me è divorato da tale passione diventano racconti da narrare intorno al fuoco, quegli incontri rarissimi con certe arabe fenici che hanno illuminato un giorno i nostri sentieri per svolazzarsene allegre nelle biblioteche di chi sa chi altro. E potrei parlarne all'infinito ma la dimostrazione del mio essere, la più tangibile, è proprio quella che avete sotto gli occhi, quando non leggo scrivo, in un eterno circolo vizioso benché il piacere fisico dei fogli di carta, magari pesanti e dai contorni grezzi come un secolo fa, o fragili e ingialliti da maneggiare con amorevole attenzione sia ben lungi da quello della semplice, rapida, lettura nel web, che par di stare in una grande piazza rumorosa a tentare di afferrare qualche discorso la cui interezza sfugge e il cui ricordo non si mantiene. La carta, sì, l'inchiostro e i minimi solchi lasciati dai piombi tipografici... lasciatemi chiudere con una battuta ironica che forse sarebbe piaciuta alla buonanima di Paolo Poli. " se non avessi più la carta, non riuscirei nemmeno più ad andare in bagno..."

E buona lettura a tutti.


Commenti scelti dei lettori dell'epoca :

EtruscanLady : Sono entrata nel tuo blog, ho letto il post, ho messo un "mi piace" , nel frattempo qualcuno mi ha chiamata dicendo che era pronto in tavola, quindi non ho avuto tempo per il commento. Ero già al corrente del tuo amore per la lettura e la quantità di libri che possiedi, difficile per un comune mortale come me tra: lavorare, fare la moglie, fare la nonna, fare le faccende di casa riuscire a leggere quella quantità di libri che hai letto e puoi continuare a fare tu. Ognuno di noi ha un tipo di vita diverso e, un poco invidio i tuoi tempi per poterlo fare. In verità ne ho parecchi anche io ma almeno la metà devono ancora essere sfogliati. Un cliente alcune settimane fa al quale devo vendere un'azienda agricola nelle vicinanze, in occasione di una visita mi regalò con tanto di dedica in libro scritto da lui che purtroppo non ho ancora avuto il tempo di leggere e me ne dispiaccio perchè sicuramente si starà chiedendo il perchè di un mancato riscontro del mio pensiero su di esso. Il libro si intitola : Il mio nome è SENECA, mentre l'autore è Massimo Gregori Grgic, editore Il Ciliegio, è il suo IX libro. Vorrei avere il tempo di leggerlo e comunicargli le mie impressioni ma da un po' di tempo non riesco a concentrarmi sulla lettura di qualsiasi genere essa sia. Mi perdonerà., ho scorso le prime pagine e sembra interessante ma davvero mi mancano entusiasmo e volontà di poter continuare, almeno per il momento. La lettura è cultura, la scrittura è dimostrazione del nostro sapere e noi siamo tutto questo anzi Tu lo sei, e questo credo che nella vita sia molto importante. Mentre per me cito questa frase proprio di Seneca : "Avvilita è la mente che è ansiosa per gli eventi futuri..." Buona serata e un abbraccio.


UNA FAVOLA POLITICAMENTE SCORRETTA (un divertimento esagerato)

 (Prima pubblicazione 03.07.2012) © Crenabog 


C’era una volta , in un paese lontano lontano , un signore molto ricco che, grazie al suo duro lavoro di rivenditore di prugne lassative adulterate - molto ricercate dalla popolazione gravata da una dieta di patate dolci, wurstel e cervogia – aveva potuto costruirsi un castello. Ma non un castello grande e grosso, più un castelletto, insomma una specie di grande fattoria circondata da frutteti di prugne ma abbellita da comignoli merlati e da un fossato tutt’intorno, che aveva riempito di sanguisughe perennemente affamate. Il signore non vedeva di buon occhio tutti i villici che andavano a farsi i salassi nel fossato e finì per far pagare un biglietto a tutti gli afflitti da gotta, malattie reumatiche e da eccessiva produzione di emoglobina. Il che lo arricchì ancor più. Aveva una moglie molto devota alle Sacre Scritture la quale, ad ogni accoppiamento annuale gli faceva dono di un figliolo. Si ritrovò così con sette figli maschi e diventò molto nervoso perché voleva una femminuccia. Una notte buia e tempestosa, messosi gli occhiali da sole per non farsi riconoscere, condusse i figlioli nel bosco deciso a farli perdere, sperando che la Provvidenza gli facesse giungere in cambio la figlia femmina. Benché avessero provato a seminare briciole di pane raffermo non trovarono la strada di casa perché l’ultimo, un dormiglione perennemente affamato dalle orecchie a sventola , le mangiò tutte. Resisi conto della grave situazione decisero che avrebbero dovuto mangiare e siccome il padre gli diceva sempre che per mangiare bisogna lavorare, si misero a lavorare. Non avendo altro con sé che dei picconi, scavarono e scavarono e scavarono, fino a realizzare una meravigliosa galleria. Trovarono un infinità di funghi e di essi si nutrirono, sviluppando una filosofia gastronomica salutista che portò il più dotto di loro a pubblicare un ponderoso volume subito esaurito nelle librerie, sulle virtù di certi funghetti allucinogeni. Poi, una volta cresciuta la barba e tatuatosi tutto, col ricavato comprò una Harley e si unì a Jack Kerouac per andare a vendere libri on the road. Gli altri sbucarono finalmente nel giardino privato della regina d’Inghilterra che, valutate le possibilità economiche di quel tunnel sotto la Manica, li fece rinchiudere nella Torre di Londra per non dargli la percentuale sul pedaggio autostradale. Da lì fuggirono anni dopo insieme ad Edmond Dantes travestiti da eremiti, benedicendo le guardie e spargendosi per le contee vicine dove fondarono subito varie sette scismatiche la più famosa delle quali vide tra i suoi più agguerriti sostenitori anche Tom Cruise. Nel frattempo il vecchio padre aveva ricevuto la desiderata figlia femmina, sicuramente bellissima, dotata di una voce incantevole e di una curiosa predilezione per i giochi nel caminetto, da cui spuntava completamente coperta di cenere. Un brutto giorno il padre contrasse una malattia tropicale nel tentativo di accoppiare le prugne del frutteto con delle banane d’importazione – sperava che l’alto contenuto di potassio avrebbe reso le sue prugne ancor più curative. Si tuffò nel fossato e le sue sanguisughe gli restituirono la salute, rendendolo però simile ad una delle vittime di Vlad Tepes. Curato lui, si ammalò la madre – di spavento, nel vederlo così smunto – e passò a miglior vita. Il padre, sentendosi molto solo, decise di impalmare una celebre spogliarellista bulgara di passaggio, le cui lontane origini romagnole gli erano state decantate da tutti i frequentatori del retroscena del circo itinerante dove l’aveva incontrata. Lei accettò di buon grado, alla vista del suo conto in banca. Portò con sé , nella fattoria, due figlie che soffrivano di forti turbe psichiche da quando le foto dei loro enormi piedi erano state postate su Feisbù da certi spasimanti respinti. La dolce figliola del signore era perennemente triste, nel sentire i mugolìi del padre provenire dalla camera da letto della matrigna, giorno e notte, pomeriggio, sera e a volte persino all’alba. Un brutto giorno il padre sparì, nel senso che la matrigna si alzò dal letto e del padre c’erano rimaste solo le pantofole felpate di Karl Lagerfeld , le mutande di Calvin Klein negligentemente gettate sulla dormeouse e una papalina con fiocco nappato eredità dell’arcavolo buonanima, Geppo. Di questi si diceva che fosse stato un buon diavolo e tutti lo chiamavano “Geppo il Diavolo Buono”. Anni dopo ci fecero persino un serial a fumetti. Insomma, com’è come non è, la figliola stava uscendo di testa, non ne poteva più di sentire il rumore continuo dei grandi piedi delle sorellastre. Perciò un giorno, preso di soppiatto lo specchio della matrigna, fece una macumba voodoo e subito apparve il Cacciatore, con i suoi calzoni di cuoio lucidi, palestrato, tartarugato e imbrillantinato. La gentile figliola gli fece portare le sorellastre nel bosco e in cambio si fece dare una testa di cervo impagliata che indubbiamente abbellì molto il salotto. Il Cacciatore portò le sorellastre fino alla sua baita e lì visse a lungo con loro, sprofondando negli abissi morali del feticismo podale. La matrigna se ne tornò in Ukraina, dimostrando che non era né bulgara né bolognese, dove fondò una scuola di lap dance e divenne ricchissima, al punto tale da potersi comprare una Trabbant di seconda mano con la quale scorrazzava per la città ubriaca di vodka. Rimasta sola nella grande fattoria la cara, bella e sporca di cenere ragazza si annoiò al punto tale da cadere in catalessi sul grande letto a baldacchino eretto dalla matrigna. L’unica cosa che le venne da pensare prima di addormentarsi fu “ Mi è semblato di avel sentito un pisello, qua sotto…” . Non si sbagliava. La matrigna dall’incerta provenienza coltivava infatti una insana passione fedifraga per un antico amico circense, e lo nascondeva là sotto da anni per averlo a disposizione quando desiderava. Era un celeberrimo freak, che aveva partecipato a tutti i film di Todd Browning, dove purtroppo, essendo film in bianco e nero, non si poteva apprezzare la sua carnagione verde brillante. Le sue orecchie a trombetta, sì, cosa che lo faceva rivaleggiare con Stan Laurel e Oliver Hardy. Quando Squeck, il freak, uscì dal suo nascondiglio, vide la graziosa cinerea addormentata, valutò i pro e contro e se la portò nella sua dependance vicino alla palude, dove ne godette i favori per anni. Alla fine, l’unico che veramente trasse imperituro guadagno da tutto questo fu un certo Pisney, che ne trasse una lunga serie di lungometraggi animati che andava mostrando nei cinema all’aperto, possibilmente vicino a dei boschi per mantenere intatto il fascino delle ambientazioni. La cooperativa dei venditori di popcorn tutt’ora celebra la Giornata Pisney per ringraziarlo devotamente di avergli fatto lievitare le vendite nei cinema…

Commenti scelti dei lettori dell'epoca :

gattamannara : ma tu sei pazzo come un cavallo, lo sai? Ho le lacrime agli occhi, grazie per questo momento di ilarità, un bacione. Crena, tu sei sicuramente conscio del tuo valore come persona e... credimi, è assai consistente!

parnassius2 :  Ma è pazzesco.....ma che testa hai???? La tua fantasia arriva alle stelle, sei superlativo!!!!!

Complimenti Marco è stato veramente un bel leggerti....bravissimo!!!!

albaincontro : Con le lacrime da folli risate ti scrivo che era un pezzo che non mi divertivo così. E' una geniale contaminazione di favole e realtà diverse che solo tu potevi realizzare. Non ti fermare,non mi è sembrato lungo ma gustosissimo!!!!! 

Lucrezya57 : Nooooooooooooooooooooooooooooooo sei super tremendo mi ci voleva una lettura cosi alternativa credimi oggi .....che dirti non dico che mi hai fatto sorridere ma da te una verve cosi spasmodica te possino carissimo amico vedi che è stato giusto entrare solo per sorridere un pò ciao dolce Crena sei un mito ma io te lo dirò sempre perchè lo sei!!!!! by Lucrezya

IL FUTURO E' UN VERBO DECLINANTE (la decadenza civile e morale dell'arte e della società)

 (Prima pubblicazione 14.05.2012) © Crenabog 


Mi son permesso il calembour come titolo ma a pensarci bene non è una cosa tanto sbagliata. Declinante perché. Perché lo intendo come "declino" ovvero qualcosa che va scemando, rovinandosi. Dal futuro tutti si aspetterebbero miglioramenti, aumenti, cose che cambiano in maniera positiva, e se lo aspettavano pure i dinosauri, nel loro piccolo intelletto, immagino. Si è ben visto come è andata. Io non riesco a ragionare sui particolari, di solito, amo guardare servendomi dei grandi numeri, delle lunghe distanze, del cannocchiale: ragion per cui mi diverto a fare paragoni e a srotolare il cervello per strane strade. Vediamo un po': prendiamo la musica, s'era cominciato con i tam tam, con i flauti di osso, evolvendo sino alle immense sinfonie con i più elaborati strumenti musicali e siamo arrivati a suoni nuovamente tribali ma prodotti con le campionature elettroniche. Prendiamo il desiderio di conservare, magari una immagine, un frammento di vita. Siamo passati da Daguerre e dai Lumiere alle imponenti fotocamere reflex, alle Hasselbad con teleobbiettivi enormi fino alla eliminazione di tutto, le pellicole, i bagni chimici, le pazienti lavorazioni, tutto ridotto a microcamere digitali, chiavette usb e fotoritocchi virtuali depositati nelle clouds del web. E chi amava una pellicola voleva tenersela sulle cassette Beta, sui super 8, poi sulle vhs, e poi sui dvd e ora sugli hard disk e poi neanche più quelli, basta guardarsi un film in streaming e dimenticarselo. I libri? siamo passati dalle tavolette d'argilla e dai rotoli del Mar Morto fino al libro elettronico dove non esiste più niente, solo parole che compaiono su uno schermo e svaniscono. L'arte? dalle statue di Abu Simbel, ciclopiche, ai capolavori del Bernini, lavorazioni raffinatissime, fino al decò, agli esperimenti futuristi, sempre più piccolo, sempre più semplice, Henry moore e l'Angelo Caduto, una stele di marmo e basta. Dov'è il lavoro, il sudore, gli anni di pena per creare opere che varcano i millenni? Immolate sull'altare della comunicazione spicciola, un manifesto, quindici giorni appeso e via, sotto un altro. Uno squarcio su una tela, dei chiodi su una tavoletta colorata da schizzi fosforescenti. La "cacca d'artista". Con buona pace dei mecenati rinascimentali. Una Cappella Sistina? Ora? Ma non scherziamo, graffiti incomprensibili, se vi dice bene, se no nemmeno quelli. La cultura, il culto del bello e della creatività? Millenni di scienza ridotti a quiz, a prove invalsi, a test for dummies, secoli di evoluzione del costume sociale e morale che si accartocciano su sè stessi per tornare a riti tribali, al neopaganesimo, all'etica del coatto, al sudicio è bello, un Massimo Inardi che si rivolta nella tomba guardando dall'alto dei cieli i tronisti farfuglianti. E acclamati. Certe teorie ritenevano che l'estinzione dei grandi rettili fosse dovuta al tedium vitae, più che a certi meteoriti fuori rotta. Me li vedo, i T-Rex guardarsi intorno smarriti, certi improvvisamente di aver fatto tutto quello che la loro capacità evolutiva prospettava, calare in una sorta di accettazione zen del "non ho altro da fare" e lasciarsi morire così. Che al futuro ci pensassero le scimmie, avranno bofonchiato tra di loro, ma le scimmie ci hanno solo messo più tempo, per raggiungere lo stesso risultato . Si riduce tutto ad un unica visione illuminante: la vita è solo il preludio della morte e serve a far crescere in sé il seme della propria distruzione. Allo stesso modo riflette in tutte le sue espressioni questo concetto atavico e inamovibile, qualsiasi cosa evolve per arrivare alla involuzione. Pensate non sia così? Però, i nuclei rimasti immoti nei millenni sono solo certe tribù ancora allo stato primitivo in via di estinzione. Solo chi non ha conosciuto l'evoluzione ha retto alla prova del Tempo. Cinicamente, viene da chiedersi se non sia meglio non pensare più al futuro e non alzare più un dito oltre alla blanda ripetitività necessaria alla sopravvivenza. In fondo, ma sì, che ci pensino le scimmie.

GRAND PARADE (una satira sulle community di bloggers)

 (Prima pubblicazione 24.04.2012) © Crenabog 


Da quando faccio parte del carrozzone itinerante dei circensi delle community sul web ho girato tanto e ho conosciuto funamboli, gente capace di restare in equilibrio sui fili delle balle che raccontavano all'infinito, i nani che pensavano di essere dei giganti, la donna cannone che fuori dal suo tendone aveva messo il manifesto di una bajadera, i domatori di leoni che fuggivano davanti al ruggito di un topo, gli inservienti sempre pronti a correre sulle gradinate al richiamo dei clienti con i loro sacchetti di noccioline e popcorn... ho visto gente spalare la cacca degli elefanti all'alba, prima che arrivasse il pubblico, per fargli trovare il circo pulito e in ordine... ho visto ragazzini imberbi travestirsi da uomini maturi per sgusciare di soppiatto nei camerini delle ballerine e uomini maturi perdere il senno dietro ad Angeli Azzurri e finire presi a pesci in faccia... il circo viaggia, non si ferma mai, calpesta la strada e riduce in polvere tutto. C'è chi salta sui vagoni in cerca di avventure, chi di nascosto sega i mozzi delle ruote, chi passa la vita davanti allo specchio a rifarsi il trucco, beandosi nei tanti riflessi che diversamente riflettono la sua immagine. Ma mi diverto ancora, ad osservare certe fisime, certi comportamenti che sono oramai diventati abitudine, a tal punto che gli artisti non se ne accorgono neanche più. Hanno costruito i loro mondi di favola, case di sogno, famiglie di sogno, animali di sogno , lavori di sogno e tutti gli spettatori applaudono, oh sì, ancora! ancora! li senti che gridano, raccontateci ancora!! contenti loro, alla fiera delle illusioni c'è posto per tutti, magari sulla balconata o sotto le gradinate, tra la sabbia e la paglia, tra il casotto del bagno e il baraccone delle foto ritoccate. Io? ohh, cari, non curatevi di me, io sono quello là in fondo, quello che guarda tutto, e se ne sta zitto nel suo angolino poi, quando serve, scende in pista a fare il clown, come sempre. Basta che non vi mettiate a cantare "Ridi, pagliaccio" perché mi mette malinconia... ci vediamo nei prossimi spettacoli...

Commenti scelti dei lettori dell'epoca :

Lucrezya57 : ahhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh Ridi pagliaccio ridiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii!!!! E che bel post ma si in fin dei conti è cosi un circo equestre ci sono tutti ma qualcuno hai tralasciato i leoni quelli che fanno il ruggito che fanno paura alle new entry e allora si nascondono o si creano il personaggio bizzarro con la fantasia e la dovuta messa in scena è fatta, Crena hai voglia a commenti oggi che avrai farai il pieno e io intanto rido e dico la mia.....qui tutta una pagliacciata pochi e semplici blogger cmq ci sono sempre dai se no si fa dell'erba tutto un fascio....e poi dove li collochi le madonne del pianto??? vedi quanti personaggi ti sei dimenticato ahhhhhhhhhhhhhhhhh

drittoinvena :  la vita è un grande circo, virtuale o reale che sia,noi pagliacci o marionette inbranate che s'impigliano tra i fili,noi spettatori nei momenti di pausa illusi di esser la star della serata................un abbraccio

gattamannara : Ciao crena, splendido post,ce n'è proprio per tutti...ricordo di una canzone di Renato Zero questa frase:"meglio fingersi acrobati che sentirsi dei nani"... forse è questo che spinge la maggior parte delle persone a frequentare questo circo virtuale? Rinnovo i complimenti per il brillante ed ironico post, ma non riesco a vederti nelle vesti di pagliaccio, purtroppo mi viene in mente per l'appunto l'opera di Leoncavallo, ti vedo meglio come umorista

martedì 23 dicembre 2025

LA FUTILITA' COME DESIDERIO PRIMARIO (acquisti compulsivi di cose inutili)

 (Prima pubblicazione 27.10.2011) © Crenabog 


Quel che ho visto oggi ha rafforzato la mia convinzione che stiamo vivendo un periodo buio delle coscienze, al punto di essere quasi un delirio. Per capire bene però bisogna fare un prologo, dare un'occhiata indietro di parecchio tempo. C'era una volta il mercato rionale di Ponte Milvio, fascinoso e storico, con i suoi clamori e odori, la sua confusione e i banchi tramandati da generazioni: si pensò bene - adducendo motivi igienici - di trasferirlo in un palazzo coperto, si diedero inizio ai lavori di costruzione e venne realizzato ben oltre i tempi previsti. Si ottennero così parecchie cose, che danno molto da pensare; la realizzazione nell'area del mercato di un grande parcheggio ad uso di piazza di Ponte Milvio e dei residenti ma a pagamento, cosa che lo rende desolato dalla mattina alla sera mentre tutti si accalcano fuori. Lo schizzare in alto delle quotazioni delle case antistanti e con veduta sul Tevere, case costruite nuove al posto di antichi fabbricati demoliti durante la creazione del nuovo mercato. L'esodo forzato dei banchisti nella nuova struttura che però, essendo costeggiata solo da via Riano ed essendo detta via una viuzza a senso unico che per prenderla toccava fare un giro assurdo fin su Corso Francia, direzione Flaminia ad uscire da Roma e rientro, era pochissimo frequentata. Come era prevedibile in breve tempo gli affari di molte famiglie di banchisti crollarono e lasciarono il mercato coperto, lasciando campo libero alla catena di elettrodomestici Trony di prendersi tutta la parte superiore del palazzo. Supportata da una campagna pubblicitaria martellante, con la distribuzione a tappeto a Roma e provincia di volantini con gli oggetti e i prezzi, molto scontati per l'inaugurazione, e da una incredibile, miracolosa e quanto meno provvidenziale risistemazione della viabilità, con la chiusura della rotatoria e l'apertura di via Riano a doppio senso per renderla immediatamente percorribile anche da dentro la città, si è preparata la giornata d'inferno che ha sconvolto Roma, oggi. Alle sei e trenta la via Flaminia era un'unica fila da fuori Roma sin dentro la tangenziale, alle sette e mezzo l'unica via di scampo in entrata era svicolare per un tratto di via Olimpica e arrivare a piazzale Clodio. Gente accampata a dormire fuori dal negozio e circa ottomila persone contate in fila all'apertura. Roba che Lourdes e Fatima se lo sognano. All'ora di pranzo, guerriglia e sfondamenti di vetrine con l'intervento della forza pubblica mentre in tutta la città si spargevano a macchia d'olio voci incontrollate su cosa mai stesse succedendo. Due ore e mezza per arrivare da Formello, la Nomentana bloccata da oltre il grande raccordo anulare. Alle diciassette, passando davanti si vedeva via Riano diventata pedonale con le transenne, una moltitudine di gente che si accalcava; ho visto con i miei occhi gruppi di zingari trasportare allegramente scatole di televisori al plasma da cinquanta pollici. Nel parcheggio di via di Tor di Quinto, dal quale - guarda caso - poche settimane fa è stato rimosso il tendone del Gran Teatro per farlo sorgere davanti al palazzo della Rai sulla Flaminia, era stato allestito il Trony Campus, con camion e tendoni pieni di casse di elettrodomestici in previsione del tutto esaurito, per rifornire di continuo il negozio. Ora, qualche acida considerazione: in quanti hanno mangiato su una manovra a lungo termine del genere? Quante famiglie di banchisti sono andate rovinate a causa degli affitti non più coperti dalle vendite? Che razza di popolo è questo, che dalla mattina alla sera piange e si strappa le vesti davanti alle telecamere dicendo di non avere più soldi per arrivare a fine mese e poi si sbrana davanti ad un tablet, un iphone, un tv al plasma? Sono queste le necessità della vita? Siamo davvero tutti così poveri da urlare e scendere in piazza, e poi pronti a sborsare centinaia di euro per delle cazzate di cui si può fare a meno? Questo popolo che si lamenta sempre e poi compra minicar da novemila euro a dei bambocci? Che minaccia di darsi fuoco - dopo aver allertato i reporter delle tivù locali - per non essere stato accettato al Grande Fratello? Gente che chi sa da quanto pregustava di essere presente alla inaugurazione, badate bene, non di domenica quando il caos non avrebbe intaccato la vita lavorativa ma oggi. Che giorno è oggi? Il 27? Appunto. Giorno di busta paga per moltissimi che ci sono andati. Ah, che le cose le sanno fare bene, molto bene, gli esperti di vendite. Personalmente sono disgustato, schifato, e non posso non riandare con la mente al film di George Romero, "Zombi", nel quale profeticamente diecine di anni fa si vedevano torme di cadaveri assieparsi allucinati davanti alle vetrine di un centro commerciale. Per loro, per tutti, questo oramai significa la Vita. Spendere. Acquistare. Consumare. Senza un'oncia di pensiero coerente dietro. E nel frattempo i telegiornali non parlano che di crisi, sempre crisi, ipotesi di licenziamenti più facili per le aziende a rischio di fallimento come se non si sapesse bene che uno degli sport nazionali è il dichiarare fallimento, scappare con i fondi e riaprire altre imprese magari all'est dove la roba e la manodopera costa meno, al punto che persino Hollywood oramai gira i film lì. Ve lo ricordate, il buon Jovanotti, quando davanti a folle di decerebrati, starnazzava "Cancella il debito" con la sua orchestra tribale, per salvare l'Africa dai debiti contratti col mondo? Che solo a riscuotere le cambiali oggi ognuno di noi avrebbe un'oasi e un pozzo di petrolio. Bene. Ma nessuno che grida "Cancella il debito" dell'Italia nei confronti della comunità europea. Non è politicamente corretto? No, non fa comodo a chi dall'alto ( ma molto, molto più in alto di un qualsiasi Cavaliere) manovra per appiattire le menti di intere popolazioni e prendere possesso di interi stati. Rivolta? E che rivolta ci può essere, quando le rivolte sono fatte da cani sciolti ai danni sempre e solo del popolino. Qui, se non apriamo alla svelta occhi, orecchie e cervelli, siamo fottuti tutti, amici miei.

Commenti scelti dei lettori dell'epoca : 

Milton : ciao Sor Crena,ho visto pure io davvero impressionante, gente che si dovra' esser preso pure un giorno di permesso o saltare un giorno di scuola per fare la fila per un cellulare scontato ultimo modello o altro.Ecco la nuova gioventu' dell'avvenire lavorativo incerto ma pronta a scannarsi per uno sconto dell'ultimo modello di cellulare o televisore al plasma,tu pensa che io ho ancora untelefonino del 2007 che non fa ne foto,ne video ne il caffè e finche nun me se rompe non lo cambio.

methos1phd : La gente ha perso il senso del valore da attribuire alle cose, tutti infelici e ci si appaga facendo acquisti. Non importa se il paese sta andando a rotoli, quando si ha in tasca una manciata di cartacce ci si prende l'ultimo modello di qualcosa che la tecnologìa ci mette davanti. Oggetti inutili e già superati dopo qualche mese. Siamo allo sbando totale. Un saluto saggio Crena. Angie

SOGNANDO59 : Ho visto alla Tv quello che è successo e devo dire che sono sorpresa quanto te. Continuo a vedere e sentire gente che "piange" miseria ma non rinuncia al superfluo o all'apparecchio di ultima generazione! Dove andremo a finire non lo so....so solo che a malapena si riesce a sobbarcare il lunario e che queste cose rasentano la demenzialità! Buona serata Marco, un abbraccio , Michela

ClarissaDalloway : La gente sta male! Sta male, due conoscenti di mio zio, in veneto si son suicidati perchè la loro impresa era fallita ed era piena di debiti. L'altro giorno in tv dalla sciarelli, ben due persone erano scomparse nel nulla perchè licenziate. Quindi la gente sta male... ma è una massa silenziosa che non fa notizia se nn per tragedie che vengono dimenticate il giorno dopo. E sicuramente tra quella gente che si accalcava per un ipod c'è gente che non arriva a fine mese, che è piena di debiti ma... ma c'è ma:questa è gente che ha abdicato al pensare, gente che è il frutto di anni di fango e di tv spazzatura, gente che ha il culto della furbizia e dell'apparire...Questa è gente che non sa cosa sia la cittadinanza, conosce la sudditanza... gente che ha fatto proprio, come fosse vangelo, il motto: nasci, consuma, crepa. E ha permesso agli altri di farglielo fare...

DonnaDiClasse : Come altri anche io ho visto in TV questo fatto di gente che si è alzata al mattino alle 4 oppure addirittura ha dormito là fuori per accaparrarsi l'ultimo modello di un so cosa, non amo tante nuove tecnologie, forse perchè non sono capace di usare certi aggeggi che alla fin fine non sono affatto necessari alla vita di ogni giorno se non per mostrare ad altri che "io ce l'ho". Sono d'accordo se alcuni di quelli in fila aspettavano magari di comprare una lavatrice rotta da tempo e, quale occasione migliore per comprarla nuova, ma penso ci siano state anche persone in possesso di due o tre telefonini e magari volevano quello di ultimissima generazione. Una cosa non mi spiego, oppure si, ma questa riduzione di prezzi così drastica a cosa è dovuta, forse sono oggetti costruiti dove la paga di chi li produce è così bassa che permette ai venditori di guadagnare ugualmente tanto? sarà così anche per gli oggetti che saranno prodotti dalle fabbriche che stanno chiudendo in Italia per andare ad aprire in quei paesi dove la mano d'opera costa poco e poi portare quelli stessi prodotti in Italia così da far concorrenza ai nostri? Il Sindaco non sapeva? mi viene da ridere, e, se davvero non sapeva, ci sono gruppi di persone che si permettono di spadroneggiare in una città come e quando vogliono? caro Doc la crisi in Italia c'è a dispetto delle file di acquirenti, solo che al giorno d'oggi è molto più importante sfoggiare un oggetto tecnologico piuttosto che andare in libreria a comprare un paio di libri interessanti e di cultura oppure.........se non arrivo in fondo al mese, mangerò pane e pomodoro! Siamo un popolino che si frigge il cervellino ecco cos'è, l'apparire , questo è ciò che conta, può andare bene per chi se lo può permettere, ci sono anche quelli, ma quelli non fanno file chilometriche, vanno nei negozi di elite! Vanno o sono andati a farsi friggere anche i caratteristici mercatini rionali e non solo a Roma, dove era così bello passeggiare, curiosare, trovare un oggetto interessante, parlare e consigliarsi con il proprietario del banco, rapporti interpersonali di conoscenza e fiducia. Adesso tutti nei grandi centri commerciali che, come ti sanno fregare bene lì.......ma la gente è convinta di risparmiare.......vai per acquistare 10 oggetti, e vai alla cassa con il carrello pieno, da persona matura ti attieni alle regole dell'effettivo bisogno ma, quanti sprovveduti ci sono!!!

COME TOGLIERSI UNA DONNA DI TORNO (una satira sui comportamenti di uomini e donne)

 (Prima pubblicazione 25.10.2011) © Crenabog 


Qualche sera fa, rivedendo con un amico il film ATTRAZIONE FATALE, ci siamo ritrovati a ragionare sulle paure maschili e su come affrontarle. Il film è noto per aver terrorizzato milioni di americani, sospingendoli verso un nuovo puritanesimo. Contenti loro, che se la fanno sotto per così poco. Certo, il problema dello stalking esiste ma c'è modo e modo di rispondergli. Vediamo un po', facciamo qualche esempio illuminante... Diciamo che state qui, in una community, per darvi al gioioso rimorchio e finalmente trovate un bel faccino nella vostra città. Via con messaggini, gif, fiorellini, bacetti, ciccipalli, puccipucci, triketrak e tutte le solite cose che tocca fare per avere un etto di ciccia, non andando direttamente dal macellaio. E finalmente scatta l'appuntamento, eccola lì, graziosa, attraente, che invece di dirti "Andiamo a prendere un caffè" esordisce subito con "Conosco proprio il motel adatto". Ora, al di là del non credere alle vostre orecchie, ovviamente vi precipitate e vi fate la vostra migliore cavalcata da un pezzo a questa parte. E, altrettanto ovviamente, mentre voi state al bagno a lavarvi preventivamente l'organo indispensabile, lei si segna tutti i dati della vostra patente. Così che, tempo una settimana, quando si sarà fatta più insistente lei e più recalcitranti voi, se ne andrà in circoscrizione e chiederà, gratuitamente e ad uso richiesta tessera dell'autobus, il vostro certificato di stato di famiglia, che comprende tutti i dati di vostra moglie. Poi, scaricando un semplice programmino delle Finanze, ricaverà anche i dati dei codici fiscali, esponendo vostra moglie al rischio di ritrovarsi con una lettera di dimissioni dal lavoro non mandata da lei stessa e voi a ritorsioni fiscali terrificanti da parte dell'Ufficio delle Entrate... Adesso, vi trovate scaraventati nell'incubo? Tremate come foglie al suo solo pensiero? Temete che entri a casa vostra, attacchi il phon alla presa della corrente e lo getti nell'acquario friggendovi i pesci rossi? Via, non fate così! Anzi, ringraziate Iddio per la fortuna che vi ha dato di poter esercitare tutto il vostro spirito diabolico e passate alla controffensiva. Prima di tutto, importantissimo, parlate di lei con vostra moglie, in maniera scherzosa e continua, senza darle peso, tipo "Sai che c'è una matta nell'ufficio che continua a starmi dietro, che cosa assurda!". Tanto gliene avrete parlato che non ci farà più caso, figurarsi sospettare che ci avete fatto qualcosa. Dopo di che, via! Si parte! Dategli appuntamento, arriverà incazzatissima perché non ve la siete filata per giorni e giorni, voi fate come se fosse niente e portatela in un ristorante. Primo, mettersi subito il tovagliolone al collo. Secondo, ordinare bucatini all'amatriciana, sbrodolarsi e succhiarli a tutta forza. Magari cercate anche di schizzargli il sugo addosso. Terzo, bevete Coca Cola, a litri, e gonfiatevi come un dirigibile. Importantissimo, un piattone di fagioli con le cipolle per secondo. Al momento di pagare dite al cameriere, ad alta voce che vi sentano tutti: "Scusi, non abbiamo un soldo, vado a un bancomat!" e lasciatela lì a crogiolarsi nella vergogna. Uscite, trovate il bancomat, girate per i negozi, fumatevi un sigaro toscano, godetevi il tramonto, date il becchime ai piccioni, aspettate davanti a una edicola che arrivi l'edizione della sera. NON tornate prima di un' ora e mezza, come minimo. E NON lasciate mance, anzi, potendo, pagate tutto in monetine, come un vero pezzente. In macchina, mentre lei già sarà furibonda, NON guardatela ma tenetela sotto controllo con la coda dell'occhio e premuratevi di eseguire la vostra migliore pulizia nasale e auricolare, fingendo che lei non vi veda inorridita, pulendovi le dita sotto il sedile della macchina. Cercate di tenervi al centro della strada e, quando il solito coatto spazientito vi sorpasserà sulla destra, esplodete in bestemmie degne di un ubriaco e lanciate maledizioni comprensive di espressioni clinico-ginecologiche tali che neanche il dottor House si sognerebbe sotto effetto della morfina. E mentre lei si ritrae terrorizzata dallo scoppio di furia, infilatele la mano sotto le gambe, sbandando col volante. Ma NON per toccarla amorevolmente, solo per afferrare il crick che avrete lasciato lì allo scopo, e brandirlo dal finestrino. Arrivate ancora bestemmiando al solito motel e NON fate caso al suo improvviso - e sospetto - mal di testa, anzi uscite diretti e apritele la portiera dicendo: "Forza, che tra un'ora c'è la partita alla tele". In camera, NON stendetevi sul letto, assolutamente, ma state sopra. Avrà così modo di apprezzare pienamente il panorama spettacolare della vostra pancia clamorosamente dilatata dalla Coca Cola. Importantissimo, ricordatevi in previsione dell'incontro, di "darvi da fare da soli" almeno tre volte, non vi si rizzerà neanche se nel letto avrete Jessica Rabbit. Possibilmente, sudate: fa sempre effetto. E, grazie al piatto di fagioli e cipolle, potrete esibirvi in divertentissime - per voi - imitazioni dei geyser naturali del parco di Yellowstone. Alla fine, disfatti e inerti, afflosciatevi di fianco a lei e accendetevi il toscano, quel che ne è rimasto, concentrato perfetto di nicotina ammorbante; e, se ancora vi regge lo spirito, date la colpa a lei per non esserci riusciti, dicendo che vi siete sentiti umiliati perché non ha pagato lei il ristorante e vi ha costretto ad uscire davanti a tutti. Tornando verso casa sua, si sa che siete un gentleman e la volete riaccompagnare anche se vi avrà chiesto più volte di lasciarla alla fermata del bus, continuate a insistere per avere un altro appuntamento sessuale perché il vostro capoufficio sta con una pervertita e gli piacciono gli scambi di coppia, così in previsione di una promozione, sarebbe il caso che lei si mostrasse disponibile. Sì, va bene che il capo ha settant'anni e una gamba di legno, però è così simpatico... Aspettate che scenda da sola e tornate a casa. Non vi richiamerà mai più; e se dovesse farlo allora vuol dire che è una vera maniaca sessuale, in tal caso ditemi dov'è l'appuntamento che ci vado io.

Commenti scelti dei lettori dell'epoca : 

solo.lettore : Gentile Crenabog, ho preso debita nota delle indicazioni elencate nel suo sintetico corso di formazione. Solo un chiarimento... per chi come me non è appassionato di calcio e non segue partite in TV, posso dire di dover correre a fare le analisi del sangue e delle urine come faccio dopo ogni rapporto occasionale ?? Grazie assai della sua esperte consulenza.

LadyFlowery.70 : nn ci posso credere dai consigli a uomni ma come sia possibile e tutte cosi sono le donne ???me moro dal ridere ahahahahaahah mann e vero nn sono tutte cosi le donne uffa ahahahahahah ci sono donne che nn vanno al sodo ma prefriscono ben altro uffa......ecco allora per il prossimo post dai consigli alle donne che ci sono ancora donne che nn sono come le hai descritte tu anzi so sfortunate nn ci sanno fà con uomini ahahahahahahahah managgia ahahahahahaah

forteapache : Vedi cos'è la tragedia? Che tu fai un post ironico, divertentissimo, degno sicuramente di applausi, e alcune donne che fanno, invece? Ci imbastiscono un discorso serio. Bisogna dimostrare prima di tutto che "loro sono diverse" dalla donna del racconto. Vedrai anche che più in là qualcuna ti racconterà anche la sua vita, per rimarcarlo. Non finirò mai di strabiliarmi, viaggiando nei blog ... Una lode comunque alla tua incredibile pazienza.

Evelin64 : Esilarante!! Trovo sia di una fantasia stratosferica, anche se molto, ma molto impegnativa come strategia.


MANUALE D'USO (come utilizzare un Crenabog modello De Luxe)

 (Prima pubblicazione 20.10.2011) © Crenabog 


Gentile Cliente, desideriamo congratularci con Lei per aver acquistato il nostro Crenabog modello 1957.

Ci auguriamo che la scelta La soddisfi pienamente e per lungo tempo.


DESCRIZIONE

Il mod.CRENABOG rappresenta da tempo la punta d'eccellenza della nostra Casa Produttrice. Lievemente modificato negli anni, viene oggi offerto al pubblico nella nuova versione antichizzata, curato nei particolari fino all'ultima macchia di fegato sulla pelle sintetica. Le rughe sono realizzate a mano una per una nei laboratori di Pechino, mentre l'intelaiatura inox in adamantio sottostante viene direttamente dal Canada. Le proporzioni sono state studiate per adattarsi ad ogni occasione e ad ogni fascia di pubblico, l'apprezzamento generalmente ottenuto è la prova della nostra oculata politica aziendale. Non sono sinora stati riscontrati difetti tali da renderlo pericoloso, neanche in presenza di clienti femminili minorenni, grazie ai microchip inibitori pronti a scattare in ogni momento.

MODO D'USO

Il mod.1957, per il suo style custom, arricchito di accessori, ben si adatta ad un uso quotidiano ma va benissimo anche nei fine settimana, durante le locali festività religiose e per le occasioni mondane. Vi accompagnerà a lungo, basta che lo vogliate, al semplice comando vocale e - nella versione De Luxe - tattile. Basta usare le mani nei punti giusti, indicati nello schema allegato dalle frecce, e agirà di conseguenza.

ALIMENTAZIONE

Essendo stato concepito come modello ecosostenibile, la nostra Casa ha rinunciato a pile, batterie e combustibili inquinanti. Il mod.1957 è predisposto per agire per 24 ore con un piatto di carbonara, un ossobuco alla vaccinara, un piatto di patate al forno e due bicchieri di Cannellino. Si raccomanda, qualora si voglia apprezzare al meglio le sue prestazioni, di rifornirlo di babà al rum e cannoli siciliani al pistacchio di Bronte. Usare sempre e solo acqua Ferrarelle per non mandare in corto i circuiti.

PULIZIA

Si consiglia vivamente di lavare il mod.1957 almeno una volta alla settimana con acqua decalcificata, sapone neutro e shampoo all'ortica. Non usare troppo spesso il bagnoschiuma Pino Silvestre, per evitare che il sorriso non si levi dalla faccia. Il modello De Luxe va frizionato con colonia alla lavanda Atkinson per i migliori risultati.

MANUTENZIONE

Ricordarsi di spurgare l'apposito tubo visibile sotto gli addominali almeno una volta al giorno, per evitare malumori e depressione, talvolta riscontrate in questo specifico modello. Le clienti che ne avessero bisogno troveranno presso le Concessionarie il depliant con tutte le posizioni ottimali. Non lasciate troppo a lungo inutilizzato il mod.1957 al fine di prevenire l'insorgere di ragnatele nella calotta cranica.

AVVERTENZE IMPORTANTI

Essendo dotato di fabbrica di una memoria speciale e di un hard disk di venti terabyte, il mod.1957 una volta sottoposto all'imprinting da parte dell'acquirente non dimentica mai nulla e, in caso di discussioni, elabora da solo il backup di tutto. Evitate di confonderlo presentandovi con nomi differenti, potrebbe diventare instabile e pericoloso. Normalmente tranquillo e dotato di file di Buona Creanza, ha una dotazione in armamento tale da renderlo facilmente adoperabile sia nelle file al supermercato che in azioni tattiche del genere Desert Storm: si raccomanda quindi la massima cautela e l'uso della modalità "Combattimento" solo in casi estremi. Cliccare ripetutamente sui capezzoli, o titillare i lobi auricolari non farebbe altro che sovralimentare le sinapsi e sono stati segnalati casi, peraltro rari, nel Sud Est asiatico, di mod.1957 che, invece di comportarsi signorilmente durante le sessioni desiderate dalle Clienti, hanno estratto il Maglio Rotante e hanno creato notevoli problemi.

REVISIONI A NORMA DI LEGGE

Il mod.1957, sia nella versione custom che De Luxe, va portato in Concessionaria ogni dieci anni al fine di lisciare il rivestimento, rinfoltire la barba, controllare le articolazioni, sostituire i liquidi interni e sgrassare in profondità dietro le orecchie e sotto le unghie. I nostri Specialisti saranno lieti di riconsegnarvi il Vostro Crenabog perfettamente caricato e pronto a soddisfare ogni Vostro desiderio. Non perdete il blocchetto dei tagliandi ma tenetelo sempre nell'apposita fessura che troverete nel fondo schiena.

Rinnoviamo il nostro apprezzamento per la Vostra fiducia e Vi auguriamo buon divertimento.

Ha-oy Xyao Ping

(Direttore Generale )


venerdì 19 dicembre 2025

DIVERSITA' LINGUISTICHE TRA UOMO E DONNA

 (Prima pubblicazione 01.03.2011)


Avete mai fatto caso che la maggior parte delle buche derivano dalle incomprensioni di vocabolario tra quel che gli uomini e le donne dicono o intendono? Mi spiego con qualche esempio spicciolo: diciamo che due si conoscano in chat e comincino a scriversi, se le diranno di tutti i colori, nel tentativo più o meno aperto di arrivare ad una conclusione pratica. Bene. Molto difficilmente l'uomo parlerà di sé dicendo "Sono un fico", è ovvio, lui RITIENE a priori di essere un fico, ne è CONVINTO. Non ha bisogno di dirlo a meno che non sia un commenda sui sessantacinque anni, notoriamente pelato e comunemente dotato di Lamborghini, Ferrari o Harley Davidson sulla quale gira bardato come un Hell's Angel, quindi raramente si descriverà dando per scontato che la donna sia per forza interessata a lui. E questo già creerà possibili equivoci di aspettative. Lei...ah, le donne! Un indizio rivelatore (e mica lo fanno solo le acquirenti, lo fanno soprattutto le commesse) è quel che sentite se mai ne accompagnate una a comprare qualcosa di spaventosamente costoso. La commessa non dirà mai "Costa un botto di soldi", dirà "è un acquisto IMPORTANTE". Grazie al cavolo, importante è se riesco a trovare una copia della Bibbia di Gutenberg, o le carte del Duce che stavano nella famosa valigia. Qui invece si tratta di pellicce, brillocchi o vestiti, e quindi cominciate a far tremare i polsi. Stessa cosa, un uso improprio degli aggettivi, porta quasi sempre a delle rivelazioni visive drammatiche. Vi è mai capitato di sentirvi preannunciare un appuntamento al buio con una lei che si definisce "burrosa"? Voi magari starete pensando ad una Marilyn Monroe (quella sì che era da sciogliere su un piatto di spaghetti...) e vi arriva una taglia 48 calibrata che si è appena comprata un paio di jeans Wonderful Legs pensando che mettendoseli diventi Naomi Campbell. E se per caso si è definita "morbida" allora occhio perchè potreste dover capire se è veramente lei o un materasso a due piazze di Ikea... Non sarebbe più onesto e franco dirsi, "Cara, domani quando ci vediamo vengo con la cinquecento, ho il riporto tenuto dalla brillantina, e i pantaloni non sono con le pinces perché vanno di moda ma perché i miei addominali non sono mai riusciti ad imitare le tartarughe della Polinesia..." e sentirsi rispondere " Va bene, il cappotto a campana che vedrai non è il dernier cri di Parigi ma l'unica possibilità che ho di non essere confusa con le campane per i rifiuti differenziati, quelli sono grigi chiari, il mio è marròn..." ? Eh, che ne dite? Ricominciamo tutti a studiare l'italiano?

Commenti scelti dei lettori dell'epoca :

Alienman : Ormai non si può che darti ragione ! Non riesco a dissentire dai tuoi scritti, sempre attuali, effervescenti e  lungimiranti. Ciao Gran Cappellaio Matto


DISQUISIZIONE SULL'ARS POETICA

 (Prima pubblicazione 04.02.2011)



Ammettiamolo, la notizia che in Italia i baby geni sono stressati ci lascia sorpresi. Bambini sui cinque anni che protestano dovendo fingere in classe di non saper leggere e scrivere per non essere additati come dei mutanti e spediti alla scuola di Xavier insieme a Wolverine, mentre sull'altro fronte ci attanaglia il cuore sapere che quasi il venti per cento dei ragazzi è semianalfabeta e non sa esprimere con la penna un concetto più ampio di tvb o roba simile. Qual mondo dunque ci si prospetta! Noi, che ci cullavamo nei ricordi di Pascoli, Carducci, Foscolo, Leopardi, Graf, Gozzano vediamo ora la devastazione compiuta dalla obbligata frequentazione dei soliti Buzzati, degli spaziopsichedelici Saint Exupery, di certe improbabili gabbianelle e dei gatti che politicamente corretti non se le mangiarono. Ragazzi che vedono Valentino vestire di nuovo le star e nulla sanno di un Valentino vestito di nuovo, e del cocco ogni giorno e della gallina che glielo depositò...certo non quella che gaia tornava in su la via a ripetere il suo verso dopo la procella. Ragazzi indottrinati su funzionalità corporali d'ogni tipo ad uso di farneticanti esibizioni videocellularesche e che nulla sanno di quali trombette erano capaci certi demòni danteschi, ragazzi preoccupati di informarsi sui contenuti ecologicamente sostenibili degli hamburger di Burger King e che non versano una lacrima su quel che dovette mangiare il conte Ugolino. Nessuno addita più i verdi melograni nè si preoccupa nel vedere una cavallina storna portare il birroccino. Maestre che invece di far leggere testi, chiederne i sunti e proporne poi un tema, unico modo per far imparare a leggere-scrivere-comporre, si dilettano a far creare cartigli perugineschi in versi sciolti, dacché la metrica troppa fatica impone ai teneri virgulti e alle loro menti disfatte. Giambi, epodi, sestine sesquipedali, rime baciate con le lingue d'oil e d'oca appaiono terrificanti come processi di Torquemada, da sfuggire assolutamente. E noi che pensavamo di dover dare ardue sentenze, essendo ormai dei posteri, ci barrichiamo in tra l'oscureggiar di forre cadenti ed antri muschiosi, spigolando a Sapri e in altre librerie antiquarie alla ricerca inesausta dell'Urna e del sapere negletto. In punta di piedi scivoliamo in decadenti scuole abbandonate, tentando di scoprir nei graffiti rupestri - ma sì, persino ad Altamura...- vaghi accenni di poetica creatività, quel quid , quella scintilla (si badi, che non s'illumini d'immenso, eh!) capace di farci ancora credere che pure i giovani sapessero mantener viva l'ars poetica. Ed ecco comparire, al lume delle steariche, certe gioiosità aretinesche, ancora degne di comparire in dotti tomi della Feltrinelli, dediti alla libertà del pensiero. Come questa, celeberrima:

"Lo disse un giorno Socrate,

lo confermò Santippe,

è meglio una scopata

che centomila pippe."

Che ineffabilmente discetta sulla loro storica unione coniugale e sui modi d'intendere, nella latinità, l'igiene sessuale. Ma ancora, avanziamo indianajonessando, scansiamo suvvia quelle ragnatele dai banchi, entriamo nelle ridotte turandoci il naso come certi politici montanelliani, cos'altro partorirono le penne prepuberi?

"In questo luogo di sicuro asilo,

feci uno stronzo che pesava un chilo."

Oh, come ci intenerisce pensare ai nostri pargoli che, intimoriti dai segaligni barbuti tutori del sapere, trovavano conforto e rifugio nei bagni alla turca dove potevano infine liberare le loro coscienze dal peso del dovere e di certi piatti di polenta e patate, atti al volgo e alla robustezza del fisico ma certo sconosciuti alla jeunesse dorèe frequentatrice di ben altri collegi, e usa a tartine e caviale ed alla stitichezza intellettuale. Così, mentre all'esterno il mondo moderno va a rotoli, e non di Scottex, dimentico del fatto d'esser stato fatto per seguire virtute e conoscenza impavidi analizziamo un ultimo distico mistico, massonicamente inestricabile eppure foriero del disvelarsi dell'ultima verità, che un giorno comparve su un muro capitolino e lì rimase granitico, mostrando la strada della liberazione dall'Eterno Femminino.

"Le donne ce l'hanno,

perché non ce la danno?"

Vero gioiello capace di far indietreggiare la Sfinge stessa e farla fuggire alle radici del Nilo, a piangere sulle ginocchia di Ayesha, la Donna Eterna... continuino così, i giovani d'oggi, paghi dei loro videogiochi, delle macchinette diesel da dodicimila euro, dell'happy hour. Nulla più sanno e di questo s'allietano. Noi, dubitanti del fatto che sol chi non lascia eredità d'affetti poca gioia ha nell'urna, scrutiamo tremebondi l'ultimo orizzonte dove non sorge più il sole libero e gioioso, ma solo i monoscopi dei canali televisivi.

Commenti scelti dei lettori dell'epoca : 

DonnaDiClasse : ...........credo che le tue battute simpatiche e ironiche vogliano in realtà sdrammatizzare un pochino un problema che, così come fai capire anche tu, riguarda un argomento molto serio, quello della scuola di oggi; Un problema per tutti quelli che, così come te, hanno figli che frequentano; Come sai ho una nipotina di 10 anni che frequenta la 5 elementare, quindi mia figlia risente dello stesso problema, un tempo pieno a suola e quando arrivano a casa devono ancora fare i compiti e studiare perchè il pomeriggio li fanno giocare a baseball e a casa i genitori devono quindi sotituirsi spesso alle insegnanti, nonostante ne abbiano tre in aula, una per Italiano e storia, una per la matematica, una per l'inglese; sono 20 bambini quindi non dovrebbe essere difficile un buon insegnamento, ma sembra che la maggior parte di loro abbia bisogno di ripetizioni; Ho provato a sfogliare i suoi libri e i sistemi di insegnamento, sarà, che siano preparati per affrontare la scuola media e le superiori ma ho seri dubbi.

Una volta, la scuola era diversa, adesso gli insegnanti sono quelli che hanno imparato dai non preparati e quindi......stessa minestra!

Ti auguro una buona serata

tenalady : E' da tanto che non entro, ma i saluti spero ti giungano tramite Veniste.

Il problema che hai affrontato nel post è evidente anche nelle Universita',non per questo mi chiedo:  " come mai i saputelli che dal liceo sono usciti con il voto di 100/100,all'universita' si sono persi in un bicchiere d'acqua? Il massimo che riescono a prendere è 21 su 30?  ragazze la cui loquacita' faceva al resto della classe 2 00 cosi...all'universita' si sono smarrite come pecorelle il un sentiero tortuoso....Questo per dirti che nei licei...le preferenze per gli alunni sono alla portata del giorno...se sei il figlio di' in particolar modo...ma fortunatamente all'universita' cambiano parecchie cose...li' ti" fai" da solo!

Proprio per questo ho avuto le mie soddisfazioni ..e ne vado fiera! Studi senza orario,giorno e notte,ma alla fine il 28/30 arriva.

Ti abbraccio

CONSIGLI PER L'INSONNIA

 (Prima pubblicazione 12.12.2010)


Cioè, dico, quante volte vi è capitato di arrivare a casa stravolti dal sonno e non riuscire poi ad addormentarvi? Immagino che in questo caso le abbiate provate tutte, no? i soliti buoni vecchi sistemi, toh, prenditi la camomillina alla Cocco Bill, che quando te la portano di solito è rovente come le pappine di miglio di Fantozzi e ti ustioni la lingua così, se mai dovessi realmente chiudere occhio, invece di sognare campi di margherite ti sogni Belzebù che ti forcona la lingua sghignazzando.  E le pecore? Uh, quelle te le raccomando, forza, centoventicinque pecore, centoventisei pecore, centoventisette pecore...e quando stai intorno al migliaio invece di visualizzare in lontananza pascoli erbosi col Buon Pastore che finalmente ti elargisce il sonno desiato cominci a visualizzare una cosa...ma che cos'è...ma sì...eccola laggiù, con tutte le pecore che saltellanti ci si dirigono...ma..è una cabina elettorale! E ti appare Bersani in maniche di camicia stile camionista che ti invita in un Paese Migliore e ti si blocca definitivamente la nottata. Mai contare le pecore, o gli agnelli, come raccomandava Hannibal Lecter. E non vi azzardate neanche a pensare di farvi una sana cavalcata delle Valkirie con vostra moglie, o la fidanzata, o la concubina, o la cameriera o qualsiasi altra cosa di genere femminile dotata di volontà propria e di appositi orifizi, sperando che una sana attività amorosa possa conciliare il sonno giacchè al fine vi ritroverete con tanta di quella stàmina che vi esce dagli occhi da non prendere sonno neanche il giorno dopo. Ohhh, aspe', lo so, cosa stai per dire, ma certo, la sigarettina prima di chiudere gli occhi, che tutto quel carbone rallenta il flusso sanguigno e rilassa. Seee, quello che pensavano tutti quelli che han dato fuoco al letto e adesso ci guardano dal paradiso di Visnù insieme a tutti gli altri indiani carbonizzati sulle pire funebri. Mai sia! Invece, l'unico vero modo di prender sonno qual'è? Mitridatizzatevi! ahah, vi ho fregato, eh? guardali lì, tutti a correre ad aprire Google... va be'. Mitridate era quel re che, per paura di essere avvelenato, ogni giorno si prendeva un pochino di veleno così da risultare immune. Dice, che c'entra? C'entra. Volete dormire? Avvelenatevi. Ovvero, avete mai visto quei film dove qualcuno in preda ad un attacco di asma o di panico si mette a soffiare in un sacchetto di carta? Ecco, lo fa per riempirlo di anidride carbonica, quel sottile veleno che espiriamo continuamente. In piccole dosi rilassa fortemente quindi... ficcate la testa sotto le lenzuola, tirate la coperta, il plaid, il piumino d'oca norvegese o la pelle di orso della Foresta Nera che avete preso su eBay e spacciate per vostra conquista di caccia, o quel che vi pare, sopra il cuscino. State ben bene al buio? Lontani dal mondo? Ora cominciate a respirare ed espirare, respirare ed espirare, in breve avrete abbastanza anidride carbonica per acquietare i sensi, galleggiare nel Nirvana e abbracciare Morfeo. Relax garantito e sogni abbondanti, ma non scordate di avvertire i parenti se non vi svegliate per tempo, che vengano a tirarvi fuori. Pensate che ci voglia troppo, con questo sistema, per avere abbastanza gas soporifero nel letto? Provate un escamotage sempre valido, andate a dormire con vostro figlio dopo aver cenato con ciotole di fagioli e fate a gara...sì, mi avete capito bene... Buona notte!

Commenti dei lettori dell'epoca : 

Antelao : effetti non fa una grinza il ragionamento. Se osservi i cani, anche loro per rilassarsi si acciambellano andando in pratica a ficcare il muso sotto la coda...E si prendono lo sfizio di nasare l'orifizio (e la nanna e' assicurata). Buon riposo!

tina67 : ...saputo questo trucco già ieri notte... ma invece, grazie anche alla mia vescica irritata, non ho dormito per niente e pure dato non poco fastidio a chi mi dorme vicino (povero tuo fratel montanaro... sarà quasi K.O. come sono ora io...). Ad un certo punto mi son alzata per ritrovare il sonno guardando la TV. In genere è un ottimo rimedio... ma questa volta ha fallito. Spero almeno di dormire stanotte e in caso di bisogno adotterò il tuo consiglio; ma se non dovesse funzionare... almeno oggi dormirò sola e non darò noia a nessuno.