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lunedì 12 gennaio 2026

LA BASILICA SOTTERRANEA DI PORTA MAGGIORE (una visita ad un complesso archeologico)

 (Prima pubblicazione in internet 27.09.2016)  © Crenabog



Approfittando delle Giornate Culturali siamo finalmente riusciti ad andare a visitare una delle cose più particolari e meno conosciute di Roma. Nella zona di Porta Maggiore esiste un complesso monumentale casualmente scoperto nel 1917 a causa del crollo di un tratto di ferrovia. Rimasto celato al pubblico per decenni, anche se continuamente monitorato, restaurato e studiato dagli esperti del settore, è finalmente stato reso accessibile alle visite nel 2015. L'area era inizialmente coperta da un tempio dedicato a Spes ma del quale non esiste più traccia; questa cosiddetta basilica sotterranea apparteneva ad una ricca famiglia romana degli inizi del primo secolo d.C. e, analizzando gli affreschi e gli altorilievi in stucco bianco presenti, gli studiosi hanno decifrato la sua appartenenza al culto misterico di Dyoniso, e da questo alla scuola neopitagorica la quale però, siccome veniva trasmessa unicamente per via orale, non ci ha lasciato tracce né libri e quel che se ne conosce è dovuto all'opera di scrittori coevi.




La scala conduce a circa nove metri di profondità in un piccolo ingresso dal pavimento a mosaico e illuminata dall'alto da un apertura a forma di pianta della basilica, ornata da stucchi e affreschi. Da qui si accede ad un aula a tre navate suddivisa da sei pilastri, dove è quasi unicamente padrone il bianco. Tutti gli altorilievi mostrano miti pagani legati al culto di Dyoniso, come Saffo che si lancia dalla rupe per amore, Ganimede, le Danaidi e molto altro ancora. Il tutto, letto secondo l'immaginario percorso disegnato, conduce all'illuminazione il celebrante e gli adepti.







Durante gli scavi vennero ritrovati due scheletri, di un maialino - tipica offerta al dio - e di un cane che secondo le credenze misteriche rappresenta la faccia nascosta della Luna. La visita viene usualmente introdotta da una spiegazione al pubblico che poi ha modo di ammirare questa stupefacente scoperta archeologica, ascoltando la guida che ben introduce gli astanti alla vita nell'antica Roma. Considerando la difficoltà per molti di voi di poter venire a vederla ho cercato di fare qualche foto che spero vi illustri bene il tutto.







Commenti scelti dei lettori dell'epoca :

VirPaucisVerbo : Bellissimo questo tesoro nascosto. Quanto non sappiamo del bello che ci circonda. Grazie (e bellissime anche le foto).
methos1phd : Il nostro Bel Paese è ricco di meraviglie storiche e chissà quante ancora da scoprire ! Le tue foto rendono giustizia a questo capolavoro che è rimasto nascosto per molto tempo. E' sempre un piacere passare nel tuo blog e leggerti. Un caro saluto da Angie
Cicala.SRsiciliana : Pensavo di conoscere bene l’Italia perché ho vissuto ed insegnato tanti anni al nord. Conosco come se fossero le mie città natie, i capoluoghi e i luoghi più belli del nostro Paese. Ma leggendo attentamente i posti da te visitati, accompagnati da foto che meglio rendono l’idea dei tuoi percorsi, mi rendo conto che conosco la mia Penisola solo superficialmente. Chissà se un giorno potrò vedere questi territori con i miei occhi, viceversa accrescerò la mia cultura, leggendoti. Abbracci affettuosi da un’amica che non entra mai nel tuo blog perché di passaggio ma per assaporare i tuoi scritti degni di essere letti ed apprezzati. Rita

mercoledì 24 dicembre 2025

LA CASA DI AUFIDIA VALENTILLA NEL MUSEO ARCHEOLOGICO DI ROMA

 (Prima pubblicazione 23.09.2016) © Crenabog 


Nel 1982, durante i lavori di restauro e scavo nell'edificio dell'ACEA in via Eleniana, a Roma, venne alla luce un antica casa romana. Le decorazioni del triclinium datano al secondo/terzo secolo a.C. E' conosciuta come la casa di Aufidia Valentilla. Attualmente si trova nella zona giardino degli uffici e magazzini del Museo Archeologico di fianco alla basilica di Santa Croce in Gerusalemme.




Tutta l'area, fin dal IX secolo a.C. , fu a destinazione prevalentemente funeraria. Tra il V e il I secolo a.C. fu usata per la coltivazione del grano con mulini e impianti per realizzare il pane. Mecenate modificò l'area tra il 42 e il 38 a.C. creando un quartiere residenziale dove le famiglie più ricche eressero magnifiche ville. A seguire, nei secoli, si formò un complesso imperiale fortificato: con Costantino (tra il 306 e il 337) venne denominato Palazzo Sessoriano e usato come residenza degli imperatori. Con l'imperatrice Elena l'atrio fu usato per il culto della croce di Cristo col nome di Cappella Palatina; con la fine del IV secolo d.C. Roma decadde anche a seguito del trasferimento della vita politica e imperiale a Costantinopoli. La profonda trasformazione dell'intera area, fortificata con le Mura Aureliane, il saccheggio della città per mano di Alarico nel 410 d.C. e la pestilenza del 590 d.C. ridussero l'intera zona urbana a nuove piantagioni e il palazzo e le residenze dei cittadini all'intorno divennero rovine. L'unica a prosperare fu la basilica, meta di pellegrinaggi. Tra le poche cose che restano da vedere, al di fuori appunto di Santa Croce in Gerusalemme, questo scavo raramente fruibile dal pubblico se non in visite guidate su prenotazione.



Nelle foto che vi inserisco potete vedere i magnifici resti della pavimentazione, delle mura e degli affreschi della antica casa romana e qualche altra curiosità custodita nei magazzini - chiusi ovviamente al pubblico - quali zanne di mammuth e scheletri nei loro sarcofagi di pietra. Le visite alla Basilica Sotterranea di Porta Maggiore, sono possibili sempre però prenotando presso la Coopculture allo 06/39967700.


sabato 18 ottobre 2025

GLI SCAVI ARCHEOLOGICI DI LABARO 5

 (26,08,2008)

Questa foto risale al 13 agosto, e mostra lo stato relativo allo stupro del Parco di Vejo, come sia proseguita la totale copertura del basamento della villa romana trovata facendo gli scavi in via di Quarto Peperino. Ecco qua, tra poco crescerà l'erba, i passanti dimenticheranno, e un giorno arriveranno nuove ruspe a spazzare via tutto. Ma non è finita qui - avrò modo di farvi vedere cosa sta succedendo in via di Grottarossa dove nell'arco di dieci giorni hanno devastato la vallata che veniva usata per la transumanza e il pascolo delle greggi. Una volta tanto - cinicamente - dobbiamo ringraziare i Ricchi: infatti l'enorme polmone verde del Parco di Vejo sito nella zona Grottarossa/Labaro  è ormai diviso a metà pur essendo nato "intoccabile". metà la stanno devastando e metà resterà verde.. perché oramai è un campo di golf!


(03.09.2008)

Ci risiamo...eh sì, perchè ne avevano trovato un altro, un bel basamento di un altra villa romana ma che vi credevate? Mi son girato un attimo e tiè, guardate che capolavoro, che bella gettata di cemento pronta da ricprire di terra, farla scordare e poi rimuovere tutto con le ruspe come d'abitudine. Per i pochi che non hanno seguito, parlo ovviamente di via Quarto di Peperino nel Parco di Vejo, a Roma.



venerdì 17 ottobre 2025

GLI SCAVI ARCHEOLOGICI DI LABARO 4

 (09.08.2008)

prima di tutto una doverosa correzione, il tratto incriminato che vi ho mostrato sin ora è esattamente in via Quarto Peperino, che è il proseguimento di via J. Salk (ma avevano spostato il cartello e non era chiaro). Quel che non vi avevo detto è che sull'altro lato della strada c'era un altro ritrovamento, ancora più grande di questo, con tutta la forma della pavimentazione. Non l'avevo fotografato perché era transennato con la rete e quindi sembrava al sicuro; ieri c'era ancora tutto, oggi per poco non mi viene un infarto, guardate cosa sono riusciti a fare con le ruspe in mezza giornata.. Quindi adesso mi tocca tenervi aggiornati anche su questo ennesimo scempio. Mi sento come i Fratelli Alinari che han passato più di cento anni a fotografare tutto quel che succedeva a Roma e in Italia per farne il loro immenso archivio per i posteri..



GLI SCAVI ARCHEOLOGICI DI LABARO 3

 (04.08.2008)

in questa immagine di agosto del 2008 ricordiamo che fine hanno fatto i resti della antica villa romana trovata nel parco di Vejo dove dovevano fare gli scavi per costruire delle villette. Alla fine, asfalto e pista ciclabile, e alla faccia della Sopraintendenza. Ora è tutto ricoperto di erba e nessuno ricorda più cosa c'è lì sotto..


GLI SCAVI DI LABARO 2


 (08.07.2008)il post segue la precedente denuncia che mostrava il ritrovamento di antiche ville romane durante gli scavi per fare delle palazzine e come tutto fosse stato ricoperto per non fare intervenire la Sopraintendenza.

Vi ricordate il mio post in cui vi parlavo di come, durante il ponte di maggio, i ruderi del basamento della villa romana erano stati coperti di pozzolana "a protezione" a Labaro, da chi sta stuprando il Parco di Vejo con decine di villette? Bene, ecco come li hanno protetti, durante gli ultimi assolati e solitari fine settimana...Rimossi e scavati per benino, e vai con i megamarciapiedi. Godetevi il panorama, tra qualche mese non esisterà più, con buona pace di ambientalisti, storici e altri politici