venerdì 14 novembre 2025

LE PAROLE PER DIRLO

 (04.03.2009)  Dodici milioni di anni fa, quando la terra era giovane e io cercavo di scansare i dinosauri andando a scuola, ci intruppavamo tutti belli belli con i nostri grembiulini e le cartellette in cuoio stile ministeriale, i maschietti dai preti, le femminucce dalle suore, gli altri dove gli pareva...e andavamo avanti per diciotto anni, sospirando su testi in lingua d'Oc che descrivevano l'amore angelicato e fremendo (ma solo da una certa età in poi) al fortuito ritrovamento stradale di quei cari giornalini tipo Caballero, Il Lando, Ov, Os, Belzeba eccetera eccetera che sembrano divenuti più rari di un trilobite. Arrivati alla maturità si cominciava con le festicciole in casa dove riuscire a scroccare un bacio alla malcapitata di turno già faceva presagire fidanzamenti, matrimoni o almeno un piacevole pomeriggio alla scoperta di dio sa cosa. Mio padre, buonanima, con mostruoso imbarazzo, verso i diciotto anni tentò di darmi spiegazioni preventive sulla riproduzione, con uno schematico disegnino relativo a cose con la coda e uova alquanto minuscole. Va da sé che ne sapevo già del mio, ma con affetto accettai questa sua rassicurante premura. Altri tempi, si diceva, ben diversi dall'oggi dove son già mescolati dai quattro anni in poi e si preparano a futuri devastanti. Basta leggersi certi blog dove ragazze appena maggiorenni si crucciano dei loro grandi amori già perduti e del sesso sfrenato che vanno facendo da almeno quattro anni. E ci sarebbe da chiedersi  a cosa serva definire maniaco uno che va (non che "stupra", badate bene..) con una così, visto che a vent'anni se ne son presi un battaglione. Ma tant'è, il problema non era questo ma: a molti di voi, madri e padri, sarà capitato che l'amato pargolo se ne sia uscito con la richiesta di informazioni, vero? In giro e nelle librerie si trovano montagne di libri sull'argomento, solitamente dipinto come un dramma in arrivo nella quiete della famiglia, e si danno le risposte più disparate. Io son dell'idea che sia una plateale montatura a scopo di guadagno, ed un problema indotto, che magari nella realtà problema poi non è. Come ve la siete cavata voi? A me, l'altra sera, il marmocchio mi ha bloccato una forchettata di spaghetti in bocca esternandomi: Che sono gli spermatozoi?, eh diamine, gli ho detto: I semini per fare i bambini. al ché lui, carogna, subito: E dove stanno gli spermatozoi?,  - Nel pipo, ovviamente. - E come si fanno i bambini? - al ché, spaghetti permettendomelo, ho ribattuto: Si mette il pipo nella patata! - E' da ieri notte che sta ridendo e gridando che schifo! che schifo!... Direi che anche stavolta l'abbiamo scampata.. E' andata bene anche a voi?



SOLDI A VANVERA

 (27.02.2009) Non mi si venga a parlare delle necessità di Roma, non mi si venga a piangere con manifesti appesi ovunque su quanto il Governo deve dare a Roma o al Comune.  Non mi si venga a berciare di associazioni sempre pronte ad occupare appartamenti o sulla dismissione delle caserme per farne case. O a criticare quel che dà o non dà chi sta al Governo adesso, o chi ci stava prima. Guardiamoci in faccia e ammettiamolo: questo è il paese di Bengodi, quello famoso col monte di parmigiano grattato dove tutti andavano con le ceste a fare baldoria e a riempirsele. Stiamo in crisi. Sì. Ma di che? Io giro dappertutto, giorno e notte e cosa vedo? File. File di gente fuori dal Sistina a cento euro a biglietto tutte le sere esaurito, file di gente che va alla partita dove i biglietti non te li regalano, file di gente con carrelli pieni nei centri commerciali, file di gente al cinema a 7 euro al posto. File nei bar a tutte le ore dove un caffè e un cornetto li paghi 4000 lire di una volta. E tutti a piangere, non ho soldi, vogliamo gli aiuti, eccetera eccetera. E cosa fanno? Sul lungotevere tra ponte Duca d'Aosta e l'altro della Marina.. costruiscono un altro ponte. Per smaltire il traffico? Nooo, pedonale. Eh già. Le tesi di laurea per concorrere al progetto risalgono già al 1999, progetto definito nodale, importantissimo  per unire due grandi zone in via di sviluppo. Sviluppo? Di qua c'è piazza Gentile da Fabriano con il teatro Olimpico e case primi novecento, dall'altra parte c'è l'ostello della gioventù, alcune case e lo svincolo che porta al parcheggio dietro lo stadio Olimpico. Questo novello Ponte della Musica, oltre ad una plateale dimostrazione della forza decisionale di chi sta sulle poltrone, a che diavolo deve servire? Pedonale poi, mica smaltirà le congestioni del traffico tra i due lungotevere. E il costo, quisquilie, al momento sui cartelli riporta un totale di quasi otto milioni di euro, salvo vedere quanto lieviterà durante la realizzazione. Sedici miliardi di lire. Quanti aiuti alle famiglie avrebbero potuto dare? Quante asl rimettere a posto? Quanta ridistribuzione, in termini di abbassamento dei costi di altri servizi sociali, avrebbero potuto fare? Le amministrazioni si susseguono ma le pance son sempre vuote , le nostre, e piene, le loro. Di chiunque di loro. E tutta la massa a dire che non ha un soldo, e magari te lo scrive sulla cartolina che ti manda dalle vacanze a Puket.. In fondo, ciliegina sulla torta, a qualcuno fregherà qualcosa che stiano devastando il Parco Capoprati, con l'avifauna protetta dal Wwf e la pista ciclabile (altri soldi, tanti bei soldi) realizzata là sotto, dove stanno sfondando tutto per fare il Ponte? E la massa di rifiuti che si sta accumulando perché l'Ama non può passare a causa dei lavori? Che bella crisi. Chi sa come mai ogni volta che stiamo in crisi spuntano lavori demenziali e faraonici..



UNA STORIA DIMENTICATA. il mostro del Pantheon

 (23,02.2009) Barnaba Chiaramonti è un nome che a quasi tutti voi non verrebbe mai in mente. Nacque a Cesena il 14.08.1740 e morì a Roma il 20.08.1823. Quelli di voi che si intendono di storia forse lo ricordano come Papa Pio VII, che tenne il soglio dal 1800 al 1823, venendo implicato drammaticamente nelle vicende dell'ascesa e caduta di Napoleone Bonaparte. Nell'ultimo anno della sua vita operò cambiamenti e migliorie a Roma e a piazza della Rotonda, davanti al Pantheon, fece rifare la pavimentazione, sistemare la fontana e togliere le botteghe e i banchi che occupavano gli spazi impedendo il decoroso ingresso alla basilica. Durante i lavori accadde che i gendarmi riuscirono a risolvere un caso che da tempo preoccupava la popolazione: le molte sparizioni di pellegrini in visita, con le loro famiglie. Superati i muri dell'omertà e delle reticenze, i gendarmi arrivarono ad una locanda posta proprio di fronte al Pantheon, scoprendo sbigottiti gli averi dei pellegrini e i loro resti macellati occultati nella cucina: il locandiere aveva trovato il modo di aumentare i guadagni e risparmiare sul costo della carne che serviva ai tavoli. La popolazione insorse e Pio VII, dopo l'esecuzione del criminale, fece distruggere la locanda ed affiggere sul muro del palazzo la lapide che ricorda l'evento e che vedete in foto. La storia è stata quasi del tutto rimossa dalla memoria popolare ed è molto difficile trovarne traccia ma il Destino ha continuato, in questi centocinquant'anni, a tenere segnato il territorio di quel lontano orrore in un modo bizzarro. Al posto della locanda si alternarono macellerie e ristoranti e oggi c'è un piccolo ma moderno Mac Donald's, probabilmente del tutto ignaro di che fantasmi girino la notte nelle sue celle frigorifere...e per chi non riesce a leggere, sulla lapide c'è scritto: PIVS VII P.M.AN.PONTIFICATUS SUI XXIII aream ante pantheon m agrippae ignobilibus tabernis occupatam demolitione provvidentissima ab invisa deformitate vindicavit et in liberum loci prospectum patere iussit



PROFETI DI SVENTURE

 (20.02.2009)  Mi è capitato di leggere un articolo su una rivista, INTERNAZIONALE, di un giornalista americano, sui blog e sui bloggers...dopo una lunghissima disquisizione sulla loro importanza e su come anche lui avesse cominciata questa avventura, si profonde nello spiegare quanto sia stata importante la reattività rapida e caustica dei bloggers nei confronti degli scrittori e dei giornalisti che hanno usato questo mezzo di diffusione e come questo sia servito, come dire, a "metterli a posto" e a far loro capire che forse non erano così tanto importanti. L'impressione che si coglie inizialmente nell'articolo è quanto debba essere considerata importante la funzione creativa dei blogs e di chi li scrive, salvo giungere alla conclusione che la blogosfera stia implodendo, che non serva più a nulla, che la creatività si stia spegnendo. Mi viene da chiedermi, quel che dice va considerato soltanto un presagio pessimistico o non sembra più un cercare di esorcizzare la paura di quel che può fare un esercito di bloggers nei confronti della figura pubblica di un giornalista quando non viene accettato, non viene apprezzato? Non è forse vero che è più facile pensare che il tuo nemico si stia suicidando quando non sei capace di ucciderlo tu? in senso figurato, sia chiaro. Però, anche alla luce dei recenti sommovimenti accaduti nel nostro parco giochi, si potrebbe pensare che i trasferimenti possano precludere ad un aumento di visibilità e credibilità di chi è rimasto, se chi è rimasto non fosse all'altezza in un confronto pubblico del valore. O dobbiamo pensare che stiamo realmente regredendo, lasciandoci dietro la voglia di fare sempre di più, annichiliti dal tedium vitae, dalla facilità di chiacchierare solo a livello di piccoli diari personali (come in verità erano nati all'inizio i blogs) e dal non voler affrontare temi più alti e ponderosi? Forse per mancanza di risposta da parte del pubblico, fosse pure solo il pubblico dei bloggers...Se un pittore non ha nessuno che guardi i suoi quadri, per quanto riuscirà a mostrare le sue visioni? Fin che non finisce i colori?  La creatività può vivere solo di se stessa? O per non morire necessita forzatamente di un pubblico, plaudente o meno che sia? Domanda ardua, ma rifletterci sopra non farebbe male, prima che la blogosfera imploda sul serio, se questo è il suo destino. 

Commenti spazio196920 febbraio 2009 ore 09:09

. ...finché sopravivrà la vena voyeuristica  di sfruculiare nelle vite e nei fatti altrui, l'ars bloggandi non morrà.e finché ci sarà la voglia, credo inesauribile, di raccontarsi, di pensare, di sognare  e di affrontare anche temi altissimi a suon di tasti, il popolo dei bloggers non si estinguerà. Avere un pubblico, un piccolo seguito, diciamocelo, fa sempre piacere, ma capita anche di buttar giù righe solo per il nostro personalissimo uso e consumo terapeutico! Se l'argomento postato suscita commenti è anche frutto della cura che il responsabile del blog mette nel gestire il suo spazio, come per  un buon libro o un buon articolo, lo stile dell'autore fa la differenza. Ho letto post fantastici degni delle migliori case editrici, e pezzi orribili, sgrammaticati e privi di mordente, ma che sono comunque libera espressione di chi ha sentito il bisogno di metterli nero su bianco. Personalmente non ho interesse a salire nella classifica, mi dispiace per chi ha deciso di traslocare, mi auguro solo che chi resta contribuisca a rendere questo parco un luogo di  vero divertimento, senza ripicche, dietrologie e mezzucci meschini in netto contrasto con lo spirito di un parco giochi!

crenabog20 febbraio 2009 ore 09:25

Santissime parole, piccola, così credo dovrebbe venire considerato il tutto. La tendenza nei siti più grandi e celebrati, da parte di alcuni se non di molti, è di raggiungere visibilità e notorietà - emblematico il caso di Beppe Grillo col suo blog, o quello di Dagospia - che poi inevitabilmente porta alla lunga anche a ritorni economici. E anche questo non è sbagliato, perché tutti ameremmo trarre oltre che soddisfazione anche un guadagno da ciò che ci piace fare. Il dramma è quando piccole entità diventando redazioni giornalistiche (non sto assolutamente  parlando di Sytry e Sinfield, sia chiaro) provocano intorno a sé terra bruciata nei confronti dei piccoli. Se una petroliera la costruiscono in un porticciolo per le lampare non c'è più posto, poi. Quindi forse se ognuno cercasse di contenersi...come direbbero a sinistra, bloggare meno bloggare tutti. Ricambio affettuosamente l'abbraccio.





PER CHI RIMANE

 (18.02.2009) Poche parole. Per chi resta, per chi non molla, per chi ci crede, per chi mantiene il proprio posto, per chi è e vuole continuare ad essere, per chi ha costruito la sua casa con i suoi mattoni e fa la guardia alla porta, per chi se ne frega e ride in faccia al mondo, per chi trova l'onore anche nelle proprie illusioni. Per voi, per noi. E per gli amici assenti.

(Questo post è relativo al fatto che in quel periodo dalla piattaforma di CHATTA.IT stavano fuoriuscendo tutti i migliori autori di blog, per malfunzionamenti, censure ed ambiente tossico a causa di altri autori)



ARIA DI CARNEVALE

 (16.02.2009)Approfittando di qualche raggio di sole pomeridiano, abbiamo portato BabyDoc a sgavazzare al centro così da non fargli pesare troppo il fatto che quest'anno il Carnevale non l'abbia festeggiato quasi per nulla. Per l'occasione quel sant'uomo di suo padre ha insistito per prendergli un costumino nuovo battendo le velleità della moglie che riteneva un ninja più consono, e ovviamente ne è venuto fuori un mini carabiniere...eh eh eh! Unico e solo tra i tanti dragon ball, pirati dei caraibi e vampiri vari che ruzzavano intorno...ma tant'è, lui almeno se l'è spassata parecchio!