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mercoledì 24 dicembre 2025

TULLIO DE PISCOPO (il concerto live del 2017 a Porta di Roma)

 (Prima pubblicazione 25.07.2017) © Crenabog 


Per la rassegna estiva PORTA DI ROMA LIVE, si è tenuto domenica sera il concerto di Tullio de Piscopo, il celebre percussionista partenopeo, che con i suoi settantun'anni ha oltrepassato la clamorosa cifra di mezzo secolo di attività nel panorama musicale. Nella sua carriera de Piscopo ha spaziato praticamente ovunque, prediligendo il funky e il jazz, il soul e il blues senza tralasciare partecipazioni eccellenti a progetti di altri musicisti e band. Il live proposto all'arena-terrazza di Porta di Roma ha visto il radunarsi di un pubblico smisurato, già presente dal sound check e che lo ha seguito sin quasi alla mezzanotte. La cavalcata musicale è stata caleidoscopica, toccando - e modificando, creando, facendo proprie - canzoni anche di altri nomi del panorama jazz e soul, arrivando a rendere omaggio addirittura a Renato Carosone con "Guaglione" e " 'o Sarracino", ripescando sonorità e temi orientaleggianti, virando di bordo con i suoi cavalli di battaglia; spiccava "Andamento lento" ovviamente, omaggi anche a Pino Daniele, brevi siparietti di dialogo con il pubblico - pubblico in gran misura napoletano, felice di esserlo e vociante nel renderne partecipi tutti gli altri ascoltatori - tra l'umoristico ed il commovente. E ancora inedite fusioni con colonne sonore e la marcia dei Blues Brothers fino ad elencare tre bis, l'ultimo dei quali quasi un inedito perché fu presentato al concorso dell'Accademia di Francia e gli valse il primo premio, un assolo scatenato alla batteria che in ultimo si coniuga micidiale con le note di "O Fortuna" dai Carmina Burana. Un occasione rara, lontana dai teatri e dagli stadi, più umana forse, ma che ha permesso di realizzare la registrazione dell'intero concerto, che idealmente dedichiamo ai nostri lettori e cari amici partenopei in special modo, certi che lo gradiranno particolarmente, e naturalmente a tutti gli altri che vorranno cliccare qui sotto e godersi lo show.

Tullio de Piscopo Live

giovedì 18 dicembre 2025

SCRIPT FOR A JESTER'S TEAR

 (Prima pubblicazione 10.06.2010)


Stamattina, per pulirmi un po' il cervello dallo stress, in auto mi son portato una vecchia cassetta (già, voi mortali usate i lettori cd,ipos,usb, io invece ho una Pioneer che da trent'anni trasferisco ritualmente su ogni macchina che cambio, anche perchè ho centinaia di tapes e non saprei più dove sentirle altrimenti...so' giurassico, è notorio) già ascoltata mille volte ma sempre amata. Era il primo lp fatto dai Marillion e son tornato indietro con la memoria agli anni d'oro, quegli '80 in cui cominciarono la loro epopea e a tutti i concerti ai quali assistetti seguendoli. Ero, sono, un dannato disegnatore e non potevo non restare affascinato dalle loro copertine che mi spinsero all'acquisto del primo disco subito iniziando una ricerca spasmodica. Ricordo che avevano fatto tre lp e io già contavo circa trecento loro dischi nella mia collezione. Tutti gli extended, i picture, i 45, una massa mostruosa di bootleg dal vivo dai titoli e dalle copertine più disparate, dal rarissimo lp trasparente "The juggler and the ventriloquist" a "Misplaced Childhood" versione live in tre lp, e tutti i sagomati, quei dischi non tondi ma ritagliati nella forma del disegno come ad esempio "The great cucumber massacre" col Jester col monocolo, un coltello in una mano e un cetriolo nell'altra, stupendo. Ricordo ancora con rimpianto di non aver potuto prendere l'unico extended che mi mancava, "Grendel" chè già all'epoca stava sulle trecentomila lire, ma la collezione che ne è venuta fuori vale davvero milioni. E tutte le t-shirt e le felpe e le memorabilia acquistate ai concerti, compreso i program books, e le riviste estere, a cominciare dal leggendario numero di Rolling Stones con Fish in copertina, nella vasca da bagno e ovviamente con una birra in mano...Ricordo i loro meravigliosi concerti, uno tra tutti eseguito sulla scalinata del Colosseo Quadrato, il palazzone d'epoca fascista che sta all'Eur, con migliaia di persone accalcate e il backstage a salutare Fish e i suoi insieme al gruppo più importante di fans italiani, quello che faceva capo alla fanzine "Real to read" di Roberto Lohner sul quale facevo le vignette della serie di Fat Frog Mary (gioco di parole che verteva sul titolo della celebre song dei Jethro Tull, Cross eyed Mary, e chiaro riferimento alla mia diletta consorte...cinico come sempre, eh?). Ricordo ancora quando Fish si staccò dal gruppo che rotolò alla ricerca del nuovo cantante, e i primi lp di Fish da solo, belli e struggenti, i primi dei Marillion col nuovo cantante e i loro concerti. Sempre più in calo, fino ad un tremendo concerto romano sotto un tendastrisce di Fish, dove saremo stati meno di cento persone. Da piangere. E i continui mutamenti dei Marillion, ormai trasformati in una sorta di impiegati, tutti colpiti dallo stesso virus, obesi e pelati, anche se sempre bravi ma oramai l'aura leggendaria che me li aveva fatti tanto amare si era dissolta. E continuare a dispiacersi nelle brume del passato non serviva. Meglio, sì, meglio restare ancorati alle prime songs, ai video favolosi di un gruppo che venne accusato di essere la copia dei Genesis mentre invece potevano essere più che degnamente i loro continuatori o i loro eredi. Non me ne vorrà il caro Antelao, so quanto sia un loro fan, e ammetto che scrivendo questo post ho pensato a lui principalmente, ma averli "vissuti" così da vicino per più di vent'anni rende drammatico continuare a vederli come sono ora. Opinione peraltro personalissima, sia chiaro. Ricordiamoli insieme con questa loro prima song, anche se in realtà ho le registrazioni delle tapes che inviarono per prova alle case discografiche e la prima vera e propria era Grendel in una pazzesca versione di quasi venti minuti. Un tributo ad un gruppo grandissimo con un Fish al meglio della forma.

Commenti dei lettori dell'epoca :

Arcansiel : incredibile....su chatta non ci sono solo fans di shakira sciaquira sciaqcuette allora, grande post e grandi loro.....visti live 3 volte....con fish e con hogarth...ok sulle tue considerazioni....ma Marbles...qualche brivido ....  (neverland)...lo da'.....ciao.e.... direi....siamo pochi.....ma buoni, ora mi sparo i pendragon not of this world e un pizzico di camel....ice....non metto nursery crime senno' mi vengono le lacrime