mercoledì 24 dicembre 2025

GRAND PARADE (una satira sulle community di bloggers)

 (Prima pubblicazione 24.04.2012) © Crenabog 


Da quando faccio parte del carrozzone itinerante dei circensi delle community sul web ho girato tanto e ho conosciuto funamboli, gente capace di restare in equilibrio sui fili delle balle che raccontavano all'infinito, i nani che pensavano di essere dei giganti, la donna cannone che fuori dal suo tendone aveva messo il manifesto di una bajadera, i domatori di leoni che fuggivano davanti al ruggito di un topo, gli inservienti sempre pronti a correre sulle gradinate al richiamo dei clienti con i loro sacchetti di noccioline e popcorn... ho visto gente spalare la cacca degli elefanti all'alba, prima che arrivasse il pubblico, per fargli trovare il circo pulito e in ordine... ho visto ragazzini imberbi travestirsi da uomini maturi per sgusciare di soppiatto nei camerini delle ballerine e uomini maturi perdere il senno dietro ad Angeli Azzurri e finire presi a pesci in faccia... il circo viaggia, non si ferma mai, calpesta la strada e riduce in polvere tutto. C'è chi salta sui vagoni in cerca di avventure, chi di nascosto sega i mozzi delle ruote, chi passa la vita davanti allo specchio a rifarsi il trucco, beandosi nei tanti riflessi che diversamente riflettono la sua immagine. Ma mi diverto ancora, ad osservare certe fisime, certi comportamenti che sono oramai diventati abitudine, a tal punto che gli artisti non se ne accorgono neanche più. Hanno costruito i loro mondi di favola, case di sogno, famiglie di sogno, animali di sogno , lavori di sogno e tutti gli spettatori applaudono, oh sì, ancora! ancora! li senti che gridano, raccontateci ancora!! contenti loro, alla fiera delle illusioni c'è posto per tutti, magari sulla balconata o sotto le gradinate, tra la sabbia e la paglia, tra il casotto del bagno e il baraccone delle foto ritoccate. Io? ohh, cari, non curatevi di me, io sono quello là in fondo, quello che guarda tutto, e se ne sta zitto nel suo angolino poi, quando serve, scende in pista a fare il clown, come sempre. Basta che non vi mettiate a cantare "Ridi, pagliaccio" perché mi mette malinconia... ci vediamo nei prossimi spettacoli...

Commenti scelti dei lettori dell'epoca :

Lucrezya57 : ahhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh Ridi pagliaccio ridiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii!!!! E che bel post ma si in fin dei conti è cosi un circo equestre ci sono tutti ma qualcuno hai tralasciato i leoni quelli che fanno il ruggito che fanno paura alle new entry e allora si nascondono o si creano il personaggio bizzarro con la fantasia e la dovuta messa in scena è fatta, Crena hai voglia a commenti oggi che avrai farai il pieno e io intanto rido e dico la mia.....qui tutta una pagliacciata pochi e semplici blogger cmq ci sono sempre dai se no si fa dell'erba tutto un fascio....e poi dove li collochi le madonne del pianto??? vedi quanti personaggi ti sei dimenticato ahhhhhhhhhhhhhhhhh

drittoinvena :  la vita è un grande circo, virtuale o reale che sia,noi pagliacci o marionette inbranate che s'impigliano tra i fili,noi spettatori nei momenti di pausa illusi di esser la star della serata................un abbraccio

gattamannara : Ciao crena, splendido post,ce n'è proprio per tutti...ricordo di una canzone di Renato Zero questa frase:"meglio fingersi acrobati che sentirsi dei nani"... forse è questo che spinge la maggior parte delle persone a frequentare questo circo virtuale? Rinnovo i complimenti per il brillante ed ironico post, ma non riesco a vederti nelle vesti di pagliaccio, purtroppo mi viene in mente per l'appunto l'opera di Leoncavallo, ti vedo meglio come umorista

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