mercoledì 24 dicembre 2025

COSE INCOMPRENSIBILI (della tracciabilità eterna sul web)

 (Prima pubblicazione 16.05.2019) © Crenabog 


Le cose incomprensibili non sono, ovviamente, la capacità di Moon di piegarsi ad angolature non euclidee che avrebbero ispirato le geometrie di H.P.Lovecraft ma siccome mi fa da testimonial ci sta bene comunque. Torniamo a noi, una notizia che correva in radio l'altro giorno ( sì, sono uno che ancora sente la radio, sia perché macino chilometri in macchina sia perché in televisione o vedo film o mi ci addormento davanti)mi ha fatto tornare alla mente il titolo di quella antica rubrica che usciva su un quotidiano, poi divenuta talmente famosa da essere assunta a frase tipica nel parlare italiano e cioè LA REALTA' ROMANZESCA. Dunque, si parlava di una donna ,protagonista di una vicenda molto triste finita in una battaglia legale. Lei e il suo compagno avevano avuto una bambina alla quale lui era affezionatissimo, e per averla sempre vicina le aveva scattato quasi cinquemila foto e molti filmini, tutto con il cellulare. Siccome la donna aveva deciso di lasciarlo si erano separati ma lui non aveva retto e si era suicidato. Lei, trovato il cellulare dell'ex marito, voleva scaricare tutte le foto della figlia ma nessuno aveva la password e, recatasi in un negozio specializzato si era sentita opporre il diritto alla privacy. Ne è venuta fuori appunto una controversia legale alla fine della quale il giudice ha costretto la casa produttrice del telefonino a fornire alla donna la password, scatenando quindi tra i giornalisti e il pubblico una nuova domanda: quando ce ne andiamo nella tomba, a chi spetta il diritto di frugare tra i social, i blog, le schede telefoniche? Ora, tutto questo can can mi ha lasciato con vari quesiti, primo tra tutti questo, che magari deriverà pure dal fatto che io provengo dai Nokia e adopero Huawei quindi non robe stratosferiche tipo Apple eccetera, ma dico, nella minuscola memoria del cellulare non sono poi tante le cose che entrano, tutti noi mettiamo tutto su gigantesche microscopiche schede di memoria aggiuntive che in pochi centimetri possono arrivare anche a 520 gigabyte. E, a meno che non mi sia rincretinito e la tecnica abbia fatto cambiamenti repentini, io ho sempre estratto la scheda di memoria, l'ho messa nel pc e ho salvato le migliaia di foto fatte a mio figlio, le centinaia di foto fatte in giro in viaggio o a monumenti e quel po' di selfie che la mia autostima ancora mi permette di scattarmi. E nessuna scheda di memoria che mi sia capitata ha mai avuto la password. Quindi o il suo cellulare aveva una memoria interna enorme o la signora voleva entrare nella messaggistica del cellulare e quindi tutto l'insieme mi piace davvero poco. Altro fatto, ed è appunto questo il quesito che si sta sviluppando, a chi possa andare il diritto di ficcare il naso negli affari sicuramente leciti ma non è poi detto, di un defunto. Si parlava perciò di redigere una sorta di testamento informatico che definisse a quale dei congiunti, o compagni di lunga data, o vicini di casa affabili o il portapizza se si tratta di gente priva di parentado ed amicizie, delegare la riapertura di blog su piattaforme tipo Chatta o Wordpress, a mettere le mani nei profili di Facebook o di Badoo, di aprire il cellulare per scrutare se in Whatsapp qualcuna ti ha mandato foto in mutande o se nella cronologia di DuckduckGo sei andato a guardare Youporn. A tutto discapito di una supposta onorabilità costruita in decenni di morigerata vita privata e pubblica, a rischio di sputtanamento globale per quel quid che magari nemmeno ricordavamo più Quindi quali potrebbero essere le scelte da farsi? Gettare repentinamente cellulari e pc nel fiume, tornando alle amate cabine telefoniche e alle buste da lettera aromatizzate allo Chanel numero cinque per intrattenere rapporti men che leciti? Cancellare al più presto ogni traccia lasciata sul web, annullando Facebook e gli altri social, ma tenete a mente che il web ricorda tutto per parecchio tempo e se io oggi cancello il blog perché sparisca da Chatta ci vuole pochi minuti, perché esca da Google ci possono volere mesi - e ricordo quando salvai tutti i vecchi post di Odirke quando chiuse il blog, le nottate a lavorarci sopra... quindi so quel che dico per esperienza. Oppure, e forse sarebbe la soluzione più facile, si risolvono i problemi in famiglia e ci si tiene la moglie, si evitano impicci fuori casa e si scrive tonnellate di roba non rischiosa come fa il sottoscritto, che di problemi in famiglia ne ha dovuti ingoiare parecchi e di roba ne ha scritta ancora di più eppure sta ancora qui vivo e tranquillo. Mi risponderete, ma si parlava di defunti, oh certo, avete ragione, tendo a divagare quando devo fare i dibattiti con altre persone virtuali, aspettando risposte parlo e straparlo. Dunque, in caso di trapasso, dopo lunga malattia - che fortunatamente darebbe al soggetto la possibilità di ricostruirsi una sorta di verginità spazzando tutto - o per incidente casuale, solitamente inaspettato e normalmente mortale, che riaprirebbe tutta la questione. In questo caso mi sono premunito, non ho fatto alcun testamento relativo al virtuale, molto più semplicemente ho tutte le direttive, latitudini e longitudini, specifiche e password di tutto il mio virtuale, dai blog ad Instagram, da Facebook agli account per ogni cosa esistente scritti in bell'ordine e senza alcun cifrario da seconda guerra mondiale in un libricino. Roba da asilo? E sia, mica posso svegliarmi una mattina con l'Alzheimer e guardandomi allo specchio pensare di essere qualcun altro. Sempre che ricordassi come si usa uno specchio, che mica è detto. Seguite quindi il mio consiglio, non fate come tanti - mio figlio per dirne uno - che non si appuntano niente, poi non vanno in un sito per un mese e si scordano qualsiasi cosa affogando in un bicchier d'acqua virtuale. Fatevi i vostri bei libricini neri, così old school, di modo che gli eredi possano ricordarsi di voi mentre eravate ubriachi all'Oktoberfest con le mani dentro il drindl della bionda paffuta, o scoprire la vostra collezione di foto hentai con le ghotic lolita dalle orecchie di gatto scaricate da qualche sito giapponese e tante altre belle cose. Poi, quando lo avrete ben compilato e il vostro lascito imperituro alle generazioni future sarà pronto e disponibile, fate come me. Chiudetelo nella cassetta di sicurezza in banca, legata al vostro conto corrente personale, alla quale una eventuale moglie curiosa potrà accedere solo dopo una lunghissima, costosissima, snervante battaglia legale dove dovrà affrontare agguerriti figli avuti con una samoana e mai dichiarati al fisco o alla moglie legalmente riconosciuta. Anche perché, volete mettere la soddisfazione di andarsene con uno sghignazzo, e magari fargli scoprire che nella scheda telefonica non c'è un accidente?

Commenti scelti dei lettori dell'epoca : 

LINTERDIT : grande post ...ormai siamo rintracciabili scopribili , prima e dopo la morte , chissenefrega se dopo la morte vogliono guardare il mio account sui social o prendere il mio cellulare ....magari gli lascio una sorta di testamento dei miei pensieri dei miei vizi , delle mie debolezze e scopriranno una parte di me che non conoscevano!

1sussurro.nelvento : Bel post.. penso che il diritto alla privacy sia ineluttabile. Che si nasconda o meno "qualcosa", sono scelte di cui dobbiamo essere responsabili, io non guardo mai nel cell di mio marito e neppure nel suo pc, e penso lui faccia la stessa cosa. Se ti fidi non hai bisogno di cercare scheletri, se non ti fidi e cerchi la colpa, devi essere preparata/o alle conseguenze, in caso scoprissi qualcosa. Da morti ,secondo me, deve valere lo stesso rispetto. Nel caso della tua citata "sentenza" anche a me pare strano che un cell avesse tanta memoria, che i marito non avesse salvato quell'enormità di fotografie del pargolo, in altro spazio. Del resto anche una madre può fare ,se ci tiene, tante foto al proprio figlio, quindi la sua richiesta mi pare sospetta :). Detto questo,siamo tutti spiati se siamo su un cell e su internet, questo è il progresso "regresso", basta saper "smanettare" , si dice cosi' , altro che privacy! ... Ciao L.

EtruscanLady ; E' sicuramente un problema un po' per tutti, non lo sarebbe se sapessimo la data del nostro trapasso ma quella è cosa impossibile. Comunque almeno per me non è così importante, le poche foto che scatto con il telefono le scarico subito, i messaggi sono quasi esclusivamente riferiti al lavoro, per il resto non ho niente da nascondere, quindi se dovessi andarmene all'improvviso non lascerei niente di così privato. Il discorso è diverso per quanto riguarda il PC, ho tante storie scritte riportate da vecchi blog cancellati sia mie o di altri blogger, niente di male per carità ma comunque cose del tutto personali. Su FB vado raramente e quasi esclusivamente per leggere coloro che scrivono quindi nessun problema. Altri siti non uso. Comunque mia figlia ha le mie password scritte in una lettera che mi ha chiesto di sigillare perchè ora non le vuole sapere.


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