(Prima pubblicazione 01.04.2012) © Crenabog
Oggi non ero esattamente nello stato d'animo più lieto che si potesse immaginare per un insieme di motivi che magari mi toccano marginalmente ma che contribuiscono a far vedere la vita non come un campo di margherite e di speranze ma come i bombardati camminamenti della Linea Maginot. Forse per questo, prima di buttarmi a letto inevitabilmente depresso, mi era tornata in mente una striscia degli anni Trenta di Braccio di Ferro. Questo amabile ma iracondo personaggio dell'epoca ce lo ricordiamo tutti, quasi sempre impegnato in scazzottate con Brutus o in corteggiamenti con Olivia ma penso che pochi ricordino il suo profondo rapporto emotivo di padre adottivo di Swee'Pea (Pisellino), che aveva bizzarramente trovato in una scatola. E quella striscia, che mi colpì tanto quando ero giovane, mi è tornata alla memoria rivedendo me e mio figlio, che seguo costantemente ogni giorno, non più ormai con la spensierata gioia che accompagnava i suoi primi anni ma con l'accrescersi dei miei timori per la sua impellente fanciullezza. Nel fumetto per la prima volta vedevo Braccio di Ferro piangere davanti a Poldo, che incuriosito gliene chiedeva il motivo e la sua risposta è stata una delle cose più tragiche e profonde che abbia mai letto. "Piango perché penso che Pisellino sta crescendo, e sarà padre e avrà dei bambini e loro cresceranno e invecchieranno anche loro e non ci saranno più bambini." Paradossale, mi direte, forse pure assurda. Ma è il ciclo della vita e non ho mai nascosto che ho veramente iniziato a rendermi conto che un giorno sarei morto anche io solo quando nacque mio figlio. Prima ero ancora fanciullo dentro, anche se realmente ero un uomo fatto e poi non lo sono stato più, per quanto finga di sentirmi - magari quando scrivo qui - allegro e burlone. I figli crescono, invecchiano. Bambini attorno a noi, che ci facciano ricordare l'essere stati bambini, non ce ne saranno. Oh sì, forse possiamo essere nonni ma la frase di Braccio di Ferro contiene verità profonde, inaspettate dalla penna di Elzie Crisler Segar; verità che fanno male, perché ci fanno vedere il limite del nostro essere. Il Tempo che cambia e distrugge. La Vita che scorre e ci abbandona sul suo cammino. E sempre, quotidianamente, cerco di scolpire nel cuore ogni attimo che passo con lui, perché non si ripeteranno, non torneranno. Non è solo Braccio di Ferro colui che piange, per quanto forte sia, per quanti avversari possa battere.
Commenti scelti dei lettori dell'epoca :
Evelin64 : Quando guardo i miei figli, mi rendo conto che il tempo passa velocemente, poichè essi ti danno riferimento a tutto cio' che non torna piu'. Fino a che si è soli e responsabili del destino, ci si crede immortali forse, o forse allontana l'orizzonte del tramonto inevitabile, pero' loro ti danno i limiti, oltre i quali non vi è posto per la spensieratezza Buona domenica Crenabog....Evelin
gattamannara : Molto profondo, molto sentito questo post...si evince il tuo forte legame con Tatino, la tua coscienza di uomo e padre, ma anche la spontaneità e la genuinità di un fanciullo, quel fanciullo che è in te, e che nonostante il tempo scorra inesorabilmente, non ti abbandona... Vivi intensamente ogni momento con tuo figlio, con la responsabilità del padre, ma anche con la freschezza del fanciullo...il tempo passa, ma non può usurare e rendere meno speciali i ricordi che conserverai nel tuo cuore! Ti prego di scusarmi se ti scrivo queste parole, io non ho avuto figli, e quindi probabilmente non sono la persona più adatta a dire la sua, ma ho solo espresso le sensazioni che ho provato leggendo il tuo bel post... Un forte abbraccio
Matt.44 : Però ..l'alta capacità di fermare il tempo, interpretarne la sua lezione e trasfonderla in questo bel messaggio credo che raccontino di una innocenza conservata nei tuoi giorni ; con questo post hai fermato, seppur per un poco, il tempo tornando un pò bambino...mirabile meraviglia dell'artista interiore....ciao Crena
astro42 : E’ vero, la nascita di un figlio ci fa vedere la vita, il mondo, sotto un’altra ottica. Facciamo di tutto affinché esso abbia il nostro buon esempio da poter imitare e andar fieri di noi. La morte comincia a far capolino nei nostri pensieri come pure la paura di non vedere terminato il nostro lavoro di genitore o la paura che l’uomo avido e menefreghista distrugga il regno animale, vegetale, non permettendo più agli esseri umani il regolare svolgimento della vita. Facciamo bene ad assaporare ogni momento dei nostri figli, ma dobbiamo anche caricarci di un po’ di ottimismo altrimenti…….

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