(Prima pubblicazione 23.04.2010)
E', solitamente, quella che viene analizzata da coloro che poi si propongono come esaminatori del personale da assumere e anche lì non è che poi ci capiscano granché, dato l'alto numero di pubblicazioni specializzate in "non fate questo, non fate quello" per poterli fregare. Le comunicazioni non verbali alle quali noi, poveri comuni mortali, andiamo quotidianamente incontro invece sono altre, più spicciole, più carogne. Son quelle, per capirsi che ti fanno cominciare la giornata inkazzato come una bestia e te la fanno finire quando oramai sei quasi un serial killer in caccia. Alè, si parte: t'arriva in postazione un collega che fino all'altro giorno ci parli e ci scherzi e ci prendi il caffè, gli lasci gli incartamenti e gli porgi la mano per salutare visto che smonti e ti fà, aspetta che sto a mette' a posto 'na cosa. Che cazzo ti devi mettere a posto, arrotolare il filo del caricabatterie? La gente con un oncia di umanità lascia il caricabatterie, stringe la mano, lascia un sorriso e una battuta e poi torna a fare quel katz che deve fare. Ma tu resti lì come un patacca e pensi che siccome han dato a te la gestione del distretto la notte ora gli rode il culo a tutti. Bravi. E andiamo avanti, arrivi a casa e ti ritrovi la moglie che si prepara il latte con i biscotti, poi va al bagno e poi lo prepara per il piccolo. E io chi katz sarei, l'uomo invisibile? Quello che i soldi li spende dopo, al bar? Tutti graziosi sistemi per comunicare qualcosa, non notate? Farsi trovare al bagno con le mutande ascellari da puerpera e il calzino nero corto rimboccato, oltre a svariati rotoli sparsi qua e là di ciccia, comunica qualcosa? Un bel me-ne-sbatto-di-te, che dite, lo comunica? un bel stai-alla-larga-che-te-spaventi lo comunica? altro ché! Ma quando esce, truccata, tirata, vestita per l'ufficio comunica tutt'altro. E andiamo sul generico! Tipo tutte quelle graziose bloggers che si strappano i capelli sui Gruppi battagliando su domande fondamentali per il loro futuro del genere, "Lui cosa si aspetta da te affinchè tu lo colpisca definitivamente, al primo appuntamento"? Bella domanda, una cosa del genere, provocatoriamente, la misi anche io una volta in un Gruppo, sperando che almeno qualcuna dimostrasse di aver capito qual'è la comunicazione non verbale che l'uomo si aspetta per essere del tutto in mano vostra. Ao', l'avesse risposta una, ma una, dico! Tutte lì a inventarsi cosucce soporifere, mielose etc etc e cicci pucci etcetc. Una e una sola è la comunicazione gestuale che l'uomo, quello con la U e du'palle così, si aspetta, agogna, brama per cadere ai vostri piedi. Je dovete mette' le mani negli slip! Lo volete capi' o ve devo da fa' un disegnino? Visto? Troppe parole dette, troppe cose scritte, si perde di vista l'Essenziale! C'è ancora chi ti dice, all'atto pratico, "fermate che c'arrestano". Ma de che! Le uniche parole magiche son sempre quelle: "Tiralo fori!" Brevi, stringate, concise, dittatoriali! E chi resiste?!
Commenti dei lettori dell'epoca :
ampollina2 : mi hai fatto tanto ridere stasera ,mi sà che sia più complicato di quanto sembra Marco ,non crederai mica che al primo appuntamento ti dicano "AO TIRALO FUORI LA BESTIA"magari una la pensa ma non te lo chiede
dolcecarrie : ho pianto dal ridere, buona e dolce notte per te Cate

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