giovedì 18 dicembre 2025

PINOCCHIO RIVEDUTO ED AGGIORNATO

 (Prima pubblicazione 25.08.2010)


C'era una volta un falegname molto ricco, perché aveva il più grosso allevamento di tarli della zona e l'accortezza di metterne una coppia in ogni mobile che faceva, così ogni tre mesi lo chiamavano per rifarli. Un giorno la strega del paese gli tirò una maledizione terrificante per vendetta e un suo ciocco di legno cominciò a parlare, bestemmiando in aramaico. Subito Mastro Ciliegia - si chiamava così - pensò generosamente di regalarlo al suo vicino, il poverissimo Mastro Geppetto, che non era mai stato capace di allevare tarli. Questi lo ringraziò educatamente poi, appena sentì il ciocco parlare, terrorizzato, cominciò a prenderlo ad accettate e finì per dargli le sembianze di un burattino. Spaventato dalle occhiate malevole che gli dava cercò di bruciarlo ma aveva finito i fiammiferi così lo posò in un angolo e si mise a dormire. Si svegliò all'alba per il freddo e si ritrovò nudo e con la porta aperta: il burattino gli aveva fregato anche i vestiti ed era scappato. Uscì di corsa per ritrovarlo tra le risate dei paesani e i bambini che gli tiravano carote e porri. Lo trovò fuori della bottega di Mastro Levi, al quale aveva venduto tutto, che contava allegro i baiocchi ricavati. Furibondo lo prese per il naso (in verità molto lungo) e lo vendette al Circo dei Freaks di Stromboli detto Mangiafuoco, un emigrante di incerte origini mediterranee. Con i soldi Mastro Geppetto prese un nuovo ciocco molto grazioso e ci si fece una Barbie a grandezza naturale. Il burattino durante una esibizione starnutì in faccia a Stromboli attaccandogli una rara malattia tropicale che rendeva commossi e generosi, oltre che lacrimosi, e questi subito lo liberò pregandolo di andarsene con Dio o con chi gli paresse. Scappato di là il burattino andò a giocare a dadi i baiocchi di Mastro Levi nella taverna della contea di Bubbole dove incontrò il Gatto e la Volpe, i più celebri tagliagole della regione. Alla fine di una partita estenuante durata due giorni e due notti, dove vinse ai due sfortunati anche le ghette che portavano sulle zampe, tentò la fuga ma venne raggiunto e appeso per il collo dai due lestofanti. Mentre se ne stava lì a fare da trespolo per i piccioni che lo imbrattavano gli apparve la Fatina Turchina che, impietosita, lo fece scendere e gli promise che se avesse fatto il bravo lo avrebbe trasformato in un bambino vero. Davanti ad una simile proposta il burattino cacciò una variopinta ed elaboratissima bestemmia in visigoto che la Fatina non riuscì a tradurre ma della quale comprese il senso a tal punto da far venire i suoi corvi in frac che lo cacciarono a pedate oltre la scogliera. Caduto che fu tra i marosi il burattino se la galleggiava da bravo pezzo di legno quando arrivò la Balena SPIVE che aprì la bocca e se lo ingoiò. Dentro la Balena SPIVE (Specie Protetta In Via d'Estinzione) il burattino, alla tenue luce che calava dal foro d'aereazione, vide un barcone illuminato da palloncini di carta rossi, si avvicinò e trovò una comunità di immigrati cinesi che tiravano su con le reti tutto il krill che mangiava la Balena SPIVE per impastarlo, farne dei ravioli al pesce e spedirlo ad un import-export di Shangai. Ovviamente, visto che i cinesi gli fregavano tutto il krill, la Balena SPIVE aveva sempre fame, e per questo aprì la bocca di nuovo e si ingoiò anche la barca di Mastro Geppetto che remava disperato alla ricerca del suo burattino, da quando si era ricordato dei baiocchi di Mastro Levi. Sulla barca c'era la tenera e innocente Barbie e il perfido Lucignolo, il somaro di Mastro Geppetto, che cercava di indurla a pratiche sessuali alquanto bizzarre con la scusa di volerla condurre al Paese dei Trastulli. Tutti insieme si abbracciarono commossi e decisero di andare a mangiare dai cinesi che appena videro il burattino e la Barbie offrirono a Mastro Geppetto due casse di involtini primavera in cambio, desiderosi di trasformarli in tremila bastoncini per mangiare. Mastro Geppetto ci pensò su poi, essendo molto innamorato della sua Barbie, prese la fuga remando a più non posso senza pagare il pranzo. I cinesi furibondi gli tirarono dietro la salsa di soja che fece starnutire la Balena SPIVE e così ne furono fuori. Chi nuotava, chi galleggiava, chi zampettava, giunsero a riva stremati. Lì comparve loro la Fatina Turchina che aveva da poco fatto un tiretto di coca e si sentiva molto allegra, perciò disse loro "Bibidi Bobidi Bù" e li trasformò dando loro un gioioso futuro. Lucignolo diventò Furia il Cavallo del West, andò ad abitare con Mal dei Primitives e fece fortuna nel cinema. Barbie divenne una ricca ereditiera americana, normalmente bionda e perennemente senza mutande ma con un chihuahua ingioiellato. Mastro Geppetto fondò l'IKEA e fece morire d'infarto Mastro Ciliegia quando vide la sua faccia sui cataloghi che arrivarono nelle buche delle lettere di tutto il paese. Il burattino diventò Arnold Schwarzenegger e con i soldi guadagnati nei concorsi di culturismo ci si pagò venticinque operazioni chirurgiche al naso riuscendo finalmente ad averlo alla francese. Cosa stia facendo la Fatina Turchina non si sa ma ogni tanto arrivano voci di probabili avvistamenti in Colombia. O almeno, così dice il Cartello di Medellìn...


"Larga la foglia, stretta la via, rollatevi la vostra che io mi fumo la mia".


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