giovedì 18 dicembre 2025

UOMINI E TOPI

 (Prima pubblicazione 02.08.2010)


Ci sono, a ben vedere, su questa palla di fango che si ostina a ruotare nel cosmo, solo due categorie di esseri viventi, il resto è roba strisciante di poco conto, utile per l'alimentazione. Questi sono gli Uomini. E i Topi. Ci sono Uomini di antica razza, che scendono da caste use a stringersi le mani per stringere contratti e patti, gente che alla propria parola dava un significato, gente che dell'onore aveva fatto una bandiera, della croce uno scudo, gente che quando diceva una cosa quella cosa faceva, costasse quel che costasse. Fosse pure restare sposati per venticinque anni. Gente che antepone alla propria vita il comodo della propria famiglia, che vaga la notte per far loro da trasportatore e badante durante il giorno, invece di fare altri lavori, dormire o andar folleggiando dietro biancherie di pizzo. Gente che dà al pane il suo valore, e suda per averlo e non ne lascia briciola e si incazza a morte nel vedere sprecato il mangiare e i soldi spesi per esso. Gente che se va al lavoro ci va. E lo fa. E zitta. Gente che magari finisce per avere la febbre addosso, per trascinarsi dolente fino all'ultimo, gente che decide - chi sa perché - di prendersi qualche giorno per riprendere le forze. E fa tutte le cose per bene, in regola con la morale e con la burocrazia. E avverte per tempo per non creare disagi e si riempie di pillole e antibiotici. Solo allora, mentre il mondo ruota imbelle senza un senso logico nelle profondità del cosmo, solo allora dal buio , dagli anfratti, dal liquame in cui stagnano, sorgono i Topi. Quelli che credevamo secondi, che credevamo sconfitti, han ben pasciuto la loro progenie. Han creato razze, sottorazze, legioni e miriadi di sè stessi. Tutti uguali. Tutti muniti di una sola cosa, che ne giustifica l'esistenza. Il potere. Potere. Quale che sia e quanto ne sia, da un oncia ad una presidenza, dal potere di spegnere la luce di una camera spingendo un interruttore a quello di far esplodere una nazione spingendone un altro. Il Potere, quello che li spinge, li attiva, li muove, ne ottenebra il cervello, gli fa credere di esistere. Quello che gli fa telefonare agli Uomini per dirgli che al loro ritorno non avranno più la loro turnazione ma anzi andranno di mattina al lavoro, costringendoli a far vivere un bambino come uno zingaro nella notte trascinandolo presso inutili e lontani parenti che ne dimostreranno subito la insofferenza. E di fronte a tali prospettive gli Uomini, quella razza gloriosa di imbecilli convinta di poter vivere facendo il proprio dovere, ingoia il fiele, china la testa, umiliata nel profondo, offesa, chiede di poter gettare via i certificati medici e di tornare al lavoro anche se ammalati. E lo squittio roboante e vanaglorioso cambia subito, torna mieloso, torna accondiscendente, torna consapevole della propria bontà nell'offrire il perdono al cane che ha osato alzare la testa per chiedere un altro osso. O un antibiotico. E naturalmente, nella loro aquiescente magnificenza, si sentono tenuti a ricompensare il malato immaginario con undici ore, poi con altre dodici la notte dopo e altre dodici la notte seguente. Lo vogliamo vedere strisciare, no? E allora facciamolo per bene. Guardiamolo macinare chilometri con la febbre addosso, la divisa fradicia, la vista annebbiata, i nervi spaccati da tre giorni senza fumare le solite trenta sigarette quotidiane, i piedi ammaccati. Guardiamolo imbottirsi di pillole e coca cola per restare in piedi, massacrato, marcito. I Topi ballano. Godono. Vibrano nei loro solitari cerebrali orgasmi di poco conto. Quanto si sentono bene, lustri, magnifici. Quanto non pensano, non ricordano, non immaginano che esistono anche Uomini che non portano scarpe ma stivali di ferro. E sono Uomini dalla memoria tragicamente lunga, crudele, priva di qualsiasi spiraglio per la pietà. Uomini che conoscono ogni più piccolo significato di un antica parola e ad essa pregano, ad essa alzano altari votivi, ad essa fanno sacrifici, come una lontana dea barbarica. La Vendetta. Uomini che nella propria mente han bene scolpita quella frase dantesca, "E tu saprai sì quanto sa di sale lo pane altrui" e però non per questo vogliono giustificarla. Accettarla sì, ma combatterla pure. Uomini che non covano in sè soltanto germi di bronchite o diosacosaltro, ma anche qualcosa di peggio. Di peggio per i Topi.

Commenti dei lettori dell'epoca : 

forteapache : mi incuriosiva nel tuo caso l'accoppiata uomo-lavoro e ora scopro che la curiosità era giustificata,  che il mio intuito non mi ha tradito. Difficile fare dei commenti al tuo post che non risultino o troppo timidi o troppo azzardati senza una conoscenza adeguata dei problemi che lo ispirano. Però il motto che campeggia nella tua testata è "non muoio neanche se mi ammazzano" ed è quello secondo me lo spirito a cui dovresti ispirarti sempre, se non vuoi soccombere  ... Quanto meno, alcuni "topi" li ributterai nella fogna. Ti auguro di rimetterti in forma presto.   Ciao.

PrimaDelSilenzio : ....mi pare che stia tornando lo spirito di sempre, quindi presumo e spero tu stia meglio......per quanto riguarda i politici che hai citato nel tuo post di risposta al mio, gli unici che mi pregio di ricordare sono Almirante e Berlinguer, certo non avevano lo stesso modo di pensare essendo, almeno leggendo i simboli ai quali erano abbinati i loro nomi, su due diversi schieramenti, ma credo che come PERSONE degne di rispetto e considerazione siano stati gli unici a cercare di lavorare per la massa e non per loro stessi!

Hai ragione, sono stati tempi duri e le fabbriche sfornavano anche alcuni assassini, idealisti senza un ideale se non quello di spargere terrore, ma pensa a quante morti psicologiche oggi giorno grazie a chi non uccide con i mitra ma con un'arma forse ancora più deleteria che io chiamo...potere arrogante !

Buona giornata a te Ann

venuste : e non te li dico.. per dipingerti.....

non ho questo magnifico dono della natura...

dono.....che invece ha mia figlia.....

quello di dipingere....... se vuoi puoi vedere i suoi dipinti nelle mie foto....

si l'arte... tutte le forme di arte che hai citato.......

vedo che ti appassionano.......

ma che sei......?? .......ma quanto......sei????

sei meraviglioso....... sei un pozzo senza fine...

sei come un bellissimo ventaglio........

ogni stecchetta un capitolo del tuo immenso sapere........

complimenti........ mi stupisci......mi incanti........

mi riempi........ mi affascini............

meraviglioso.......... sei meraviglioso........

sei un uomo........ a 360° ............. di tutto e di piu'..............

ehi........grande Crena.........

negli anni di piombo.........io stavo dalla parte della tua barricata... smile

ciao......... sei......... te lo scrivo in privato

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