(Prima pubblicazione 08.09.2010)
Non sapevamo bene cosa fare stamattina, una signora vista un paio di giorni fa ci aveva parlato delle grotte di Pastena, sai com'è, ma sì, prendi di là, arrivi a Latina, segui le indicazioni e in un oretta ci arrivi. Va be'! Insomma stamattina carico macchina e figlio e mi avvio, sì che era già un po' tardi, ma comunque guardo la cartina - da Google sembrava una fesseria - che tengo in auto e mi accorgo che avrei dovuto fare un viaggio assurdo per arrivarci allora mi son saltate subito le scatole e ho detto, guarda qui, vicino a Latina c'è l'oasi di Ninfa, mi pare che sia un parco botanico, andiamo a vedere quella. E siccome abbiamo lo spirito del lupo, che se ne va girando per il gusto di girare senza una meta precisa, segnando il territorio e mangiando dove e come gli capita, ci siamo avviati. Viaggio lunghissimo per vie traverse e litoranee, alla fine ci si allunga verso Ninfa, nessuna indicazione! Per grazia ricevuta arriviamo fin là e troviamo un cancello chiuso, un cartello di lavori del Comune e un negro che aspirava l'interno della sua macchina, evidentemente il guardiano del posto (si sa, gli italiani non vogliono nemmeno stare seduti dentro un casale a fare la guardia ad un giardino, ahah!) che gentilmente ci dice che è aperto solo il primo sabato del mese e a ottobre chiude! Grande sòla! Ripartiamo, alle 14 circa con una fame ciclopica, in cerca di un posto dove mangiare e ci inerpichiamo sulla montagna che porta a Norma. Tornanti fantozziani e strapiombi omerici gratificavano i nostri occhi in cerca di beltà paesaggistiche, nubi temporalesche si affastellavano sulle nostre nuche...giungiamo all'antica Norba (a sinistra) a destra c'è Norma, eh eh, che simpatici! Seguiamo i cartelli per l'antica fabbrica e museo del cioccolato, e la trattoria vicina, giungiamo con uno sterrato ad una fattoria disabitata dove solo teste di cavallo (il Padrino...) si affacciavano dalle finestre e fuggiamo verso il museo, che ovviamente è in ristrutturazione e non potevano venderci neanche un cioccolatino. Fame! roba da mangiarsi le unghie per antipasto e il fegato condito dalla rabbia. Comunque riusciamo a tornare al centro del paese nuovo e troviamo un ristorante panoramico con una superba terrazza per pranzare al coperto e una sottostante per ballare dove finalmente ci siamo fatti: la Ramiccia al ragù (una pasta fatta a mano, tipo fettuccine sottili sottili), i Fagottini al formaggio e pere con burro e salvia, una scaloppina al limone per Tato e una clamorosa fetta di pecorino primo sale coperta di lardo di Colonnata e cotta alla piastra per me, panna cotta ai mirtilli per Tato e pan di Spagna con crema chantilly e pesche fresche, panna e succo di ribes per me. Acqua, pane e coperto, tutto ci è costato sui 45 euro, cifra assolutamente meritata e decorosa, in totale. Il ristorante ci è piaciuto molto e vi lascio qui il link perché ha un bel sito dove vi invito a guardare le foto, i menù e tutto il resto www.lapiccolafontana.it . Ripartiti, giungiamo fino a Latina dove TUTTI ci hanno dato info sbagliate e abbiamo finito per girare come matti nella ricerca della litoranea; trovata, arriviamo a Nettuno e lì parte un nubifragio che l'acqua in strada era più di quella del mare...eheheh! Ma insomma alla fine rieccoci qua, stanchi ma divertiti. Una giornata che non si sapeva cosa sarebbe venuto fuori e invece è stato un bel viaggio padre-figlio, così come doveva essere in fondo. E un modo per donare a voi il consiglio di andare a riposarvi a Norma un paio di giorni, il panorama e il cibo sono spettacolari!
Commenti dei lettori dell'epoca :
dolcestellaxte : Sono le scoperte più interessanti quelle che nascono impreviste... il tuo Tato ricordera' certamente l'avventura ed un papa' che davanti alle controversie non si perde d'animo ... sara' nel tempo un ottimo insegnamento aver vissuto quella giornata bagnata dalla pioggia...Eh sì a Nettuno e lì nei dintorni ha piovuto come che ieri!
Buona serata Crena,

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