sabato 13 dicembre 2025

L'AMORE AI TEMPI DEL POLLAIO

 (Prima pubblicazione 18.03.2010)


Stamattina, tornando da una micidiale nottata passata a congelarmi dando la caccia a tossici e barboni nei treni della stazione, mi è capitata sotto gli occhi una di quelle rare illusioni ottiche che durano il tempo di qualche ora e vengono subito nascoste da altre scempiaggini pubblicitarie. Immediatamente ho pensato a cosa sarebbe passato in mente ai tre membri della famiglia se l'avessimo vista tutti insieme: la moglie avrebbe divagato in pensieri style Harmony del tipo oh-questo-sì-che-è-un-uomo certo dimentica che quando uno fa cose simili a lei entrano da un orecchio ed escono dalla tasca posteriore. Tatino avrebbe immaginato uno scenario style Fattoria dei Mackenzie, con Lupo Alberto e Marta la Gallina in fuga verso amorosi lidi tropicali dopo l'ennesima litigata. Io, che son quella bestia che sono, memore sia di spumeggianti trascorsi di ammucchiate esibizionistiche su palchi davanti a pubblici plaudenti con amanti focose sia della ineluttabile, trascendentale, mistica negazione totale di qualsivoglia piacere carnale impostomi dalla legittima quanto strafregante consorte, ho immediatamente sbizzarrito il cerebro in apocalittici scenari del genere: Lei ama Lui, Lui si sbatte la sua migliore amica, Lei lo viene a sapere-si inkazza-lo accanna, Lui va in pellegrinaggio in ginocchio da Lei tentando di farsela nuovamente. Bello,eh? Oppure: Lui va a folleggiare con gli amici, si sbatte la tipa di turno, Lei lo viene a sapere, Lui si pente, Lei lo perdona magnanima e poi lo accanna comunque da vera signora. Meglio! E così, invece? Lui è talmente fesso da farsi trovare a letto con un altra da Lei, Lei fa la martire, Lui fa il cavalier pentito e gongola davanti agli amici per la grandiosità del suo gesto pubblico, Lei intanto va a lezioni di equitazione da un Mandingo discendente dagli ultimi Nuba, notoriamente selvatici, comunemente nudogiranti e spettacolarmente dotati come da documentari di Leni Rifensthal che a novant'anni, tentando di far scordare al mondo i suoi trascorsi di regista del Fuhrer, se ne vagava per l'Africa attorniata da codesti autoctoni bizzarri. Molto, ma molto meglio! Decisamente! E quante altre equazioni amorose potrebbero essere ricamate su siffatto telaietto, vero? Ma il mondo gira e tra mezz'ora la faccia della Bonino avrà coperto quei sette patetici tentativi di riportare Lei nel letto, o sarà Storace ad occhieggiare occhialuto dagli angoli di via Stoppani, eheheh! Mah! Comunque la si voglia rigirare, e "nomen omen" perfino nel soprannome, Lui è stato proprio un pollo.

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