sabato 13 dicembre 2025

LILY MARLENE

 (Prima pubblicazione 16.03.2010)


Com'era la vecchia canzone? "Tutte le sere, sotto a quel lampion..." ecco, appunto, una classica nottata sotto il lampione, come la leggendaria protagonista della canzone tedesca magistralmente interpretata dalla grande Marlène, che a scapito di quanto pensino i più giovani, non è una mela del Sud Tirolo ma una tra le più grandi stelle del cinema. E chi pensate si sia girato e rigirato nove ore avvolto da un freddo glaciale, a guardia di un cancello, ieri notte? Il sempre vostro, chiaramente. L'ufficio elettorale alle due era ancora aperto, per lo smoccolamento della torma di autisti bercianti al di fuori, con le loro auto tutte rigorosamente grigie metallizzate (ancora pensate che esistano le auto blu? no, il Governo le ha abolite per evitare gli sprechi...)  mentre dentro impazzavano e impazzivano tentando di tirare le fila di quer pasticciaccio brutto, come se dice a Roma. Tra la selva di paltòvestiti, spiccava il supermenefreghista Gasparri, unico in maglioncino azzurro, segno della sua superiorità modaiola, a seguire nel mazzo Celori e De Lillo brigavano a più non posso, a ruota la candidata preferenziale su un van Ulysse che, essendo in caccia di voti, ben gentilmente ha accennato sorridendo col capo ad un saluto mentre il PiccoloSindaco, quasi della stessa altezza della tappocandidata, non essendo in caccia di altro visto che oramai gli traboccano da tutte le tasche, ha cameratescamente ignorato il qui presente esponente della plebe delegato alla sua sicurezza. E poi fu il gelo e la notte, oh fratelli, intervallata solo dal mucillaginoso strisciare (simbolismo!) di un branco selvaggio di limacce del peso di un paio d'etti l'una, in ordine sparso sui muri locali e infine, nel profondo della cupa, di lontano mi giunge il lungo e straziante lamento della natura che implode. Che sarà mai? Stanno forse devastando il cartellone elettorale all'angolo? Corro guardingo e mi trovo ad assistere al frantumarsi dell'albero che stava sul marciapiede: con un tragico scricchiolio finisce di fendersi e si spacca in due crollando in mezzo alla strada davanti alle ruote di un camion dell'immondizia che per poco non cappotta. Alzo i miei lài funebri e new age per il povero albero e ghigno nel vedere tre camion fermarsi in circolo per decidere a chi tocchi romperlo e rimuoverlo. Vanno tutti a bere un caffè. Stamattina il tronco era ancora lì. Potenza della capacità decisionale degli italiani. E io, come nella canzone, sempre in attesa di - almeno - un soldatino della Wermacht col quale fumarmi una sigaretta...e invece niente. Ma, come vedete dalla foto, c'era pur sempre qualcuno CON ME, come da slogan.

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