(Prima pubblicazione 14.09.2012) © Crenabog
Questo racconto è stato pubblicato nell'antologia I VOLTI DEL MALE edizioni Porto Seguro
" E dai, mamma, ma tutti gli altri vanno con il pullman, perchè devo sempre andarci con voi..."
" Senti, te l'ho detto tante volte, così stiamo più tranquilli..."
" Ma poi mi prendono in giro, sto in seconda adesso, me ne dicono di tutti i colori."
" Senti, facciamo così, che non ne posso più. Ora telefono a tuo padre che viene a prenderti all'uscita dell'autobus: o così o niente."
" Va beeeene..."
Ci sono riuscito! Finalmente. Posso andare a scuola come tutti gli altri. E poi c'è papà che comunque viene lì. Così poi si abitua e poi ci vado per conto mio. Che non ne posso più di farmi prendere in giro. E pure Erik ieri mi ha preso a calci lo zaino. E loro vanno tutti da soli... Ecco l'autobus, bacio a mamma, ci ho tutto? Sì, salgo. Ecco. Non ci sta da sedersi? No, e figurati. Mi devo attaccare però, se no casco. Quanta gente. E che cavolo, co'ste borse della spesa, questa non si può spostare? Quanto traballa. Ma non sale nessuno degli altri bambini? Avranno preso un pullman diverso? E' troppo presto? Che puzza. Ahia! E state attenti. Sono io che sono piccolo o sono tutti troppo alti? Non vedo altro che cinture e gambe. Scende qualcuno? Ci fosse un posto, quanto pesa 'sto zaino. Mi fa male la schiena. Avrò messo tutti i libri? Se prendo un'altra nota chi lo sente il babbo. Va a finire che non mi fa più andare a giocare da Irene. E il piccolo Daniele poi, come faccio a giocarci? Devo portargli i miei libri di quando ero piccolo, ha detto papà, tanto che io non li uso più. A lui piacciono. Però mi dispiace lasciare le mie cose di quando ero ancora bambino, tutti i miei giocattoli e i libri. Quanta gente, mi manca l'aria. Forse facevo meglio a farmi portare con la macchina da papà. Perché si strusciano tutti, che puzza. Sembrano tutti vecchi. Guarda questo quanto è sporco. Sarà uno zingaro? Non è che mi aprono lo zaino da dietro? Se mi rubano i panini che mangio a scuola? Ma quando si arriva? Sono stanco che pesa tutto 'sto coso... Perché mi toccano? Chi è che mi tocca dietro? Aoh. Che vuole questo? Quanto è brutto, guarda che faccia. Che vuole? Mi sposto, ma è tutto pieno, senti che alito che ha questa. Puzza di roba vecchia. A quello ci ha la bava che cola. Schifo! Eheh, guarda questo, ma che roba, ha tutti i calzoni che sembrano bagnati, se la sarà fatta sotto? Ma non entra nessun bambino? E i miei compagni quando arrivano? Quanto ci mette ad arrivare al capolinea. Quanto sarà passato? Non mi sono portato l'orologio da tasca che mi ha preso papà. Lo scordo sempre sul tavolino, poi ci credo che si arrabbia se non arrivo in tempo. Devo metterlo in tasca stasera. Chi è che mi tocca la testa? Come "Che bel bambino" ma chi sei, aoh. E levati. Non mi toccare. Mamma ha detto di non parlare con nessuno. E che devo andare dal guidatore se succede qualcosa. Come ci arrivo? Non riesco a muovermi. Tutto questo puzzo, guarda che mani che ha quello, tutte rugose. Questa signora è così grassa, suda come...un maiale, ahah. Eh, va be', non si dicono queste cose. Ma che porcheria. Perché continuano a guardarmi? Con quelle facce, poi. Non avete mai visto un bambino? Quanto è passato? L'ultima fermata non arriva mai? Sembra più buio. Starà per piovere? Mi bagnerò i piedi, non ho gli stivali rossi di gomma, ho messo quelle da ginnastica. No, non ci sono nuvole. Però è più buio. Ma che ora è, devo andare a scuola. Tossisce, quello lì. Guarda, sputacchia saliva. Bheee, che schifezza. Mi devo pulire, zozzo, ma in faccia a me dovevi sputacchiare? Lurido. Non mi reggo bene, mi tremano le gambe, sarà che sono stanco. Dovevo andare in macchina. Domani glielo dico, non ci voglio stare da solo sul pullman. Mi manca, papà. Mi bacia sempre in fronte e mi fa il segno della croce. Gli altri non hanno un papà così. Accidenti a me. Mi lacrima un occhio. Sembro quella vecchia lì seduta, se si togliesse potrei sedermi, sgocciola tutta, sarà raffreddata? Me lo attaccherà? Chi è che mi si struscia dietro. A luridi! Che vogliono? Perché questo ha messo la mano sulla mia? Ha tutte le unghie nere e mangiate. Voglio una caramella, in che tasca l'ho messa? Oh ecco dove stava il puffo con la palla da bowling. Questo a Filippo piace, dice che me lo scambia con una HotWheel, bene, una per la mia collezione, che così ne ho davvero tante. Magari se andiamo al mercato sabato papà me ne compra una... Mi manca l'aria. Non ce la faccio più a stare qua dentro. Ma che hanno le mie mani? No. Ma come. Che sono tutte queste cose, quelle macchie. Quelle grinze? Che è successo? Mi sono sporcato? Mi fanno male i denti. Devo soffiarmi il naso, non scende mai nessuno? Sta colando. Mi viene da tossire. Se ne accorgeranno se sputo per terra? Che è questa porcheria? Catarro? Così? Ah! Mi fa male la testa...
E' così buio adesso fuori. Staremo per arrivare? Il pullman sta frenando, sembra che vogliano scendere. Finalmente. Papà sarà già arrivato? Ma che ora è? Devo scendere anche io visto che ha spento il motore...
" Avete visto un bambino? Scusi, autista, non c'era un bambino sul pullman? Non lo ha visto? Signora, ha visto un bambino? E' l'ultimo, questo autobus? Nessuno ha visto un bambino? "
Ma non è papà, quello lì? Papà! Eccomi! Ah, ce l'ho fatta ad arrivare, finalmente. Papà...
" Signore, mi scusi, vedo che non c'è nessun altro sull'autobus, mi dia la mano che l'aiuto a scendere, venga, non ha visto un bambino, aveva una maglia gialla e lo zaino rosso e nero. Non ci ha fatto caso? Oddìo, dove è andato, dove sarà sceso, oh santo iddio, nessuno lo ha visto? "
Papà... ma... che è successo?
***
Commenti scelti dei lettori dell'epoca :
serenella21 : il bambino ha pagato un prezzo troppo alto x aver desiderato salire su quell'autobus
..cioe ke rappresenta la vita bella metafore marco ma triste racconto sempre impareggiabile nei tuoi racconti
venuste : beh..... ho un nodo in gola e gli occhi pieni di lacrime quando leggo di un papa' che parla di suo figlio.... il suo amatissimo figlio..
questi sono i papa' quelli che proteggono di figli e che la testa va a mille pensando al loro futuro... specie poi in questi tempo moderni.. ma poi penso che di tempi buoni non ce ne sono mai stati...E si.. mi ricorda una delle tue meravigliose fiabe..La voglia di crescere appartiene a tutti noi.... ed il tempo passa cosi veloce dopo i 10 anni..... che poi ci si ritrova sposati e con figli.. e ti manca tanto
quell'abbraccio dei genitori.... ogni giorno di piu'... ogni anno che ci invecchia.. lo vorremmo di piu'... cosa?????? essere bambini mano nella mano con loro....e bravo Marco..... ed il tuo ritorno alla grande
albaincontro : Incredibile, una metamorfosi in brevissimo tempo. Un viaggio angosciante sei riuscito a coinvolgermi nell'ansia del protagonista.
Aljsja : Bellissimo! Confesso che nn ho capito subito, mi son chiesta come mai il bambino vede il padre mentre il padre nn lo vede...curiosità esaudita leggendo i tuoi commenti...èh si c'è proprio tutto! Questo nostro viaggio che è la vita insieme a ciò che nn ci piace (le difficoltà da affrontare) le dolcezze (una caramella a portata di mano) e nonostante la crescita, la trasformazione esterna, resta in noi il bambino che eravamo.
malenaRM : Ai confini della e nello stesso tempo immerso nella realtà, con l'inquietante aggiunta della vecchiaia virale. Bellissimo racconto, crena.
forteapache : Un racconto forte, che rivela come forse nessun altro dei tuoi che ho letto la tua predisposizione letteraria orientata all'horror, non solo alla favola. I questo caso però io credo abbia giocato un ruolo fondamentale l'essere poliziotto, una certa deformazione professionale. Un semplice impiegato non avrebbe avuto i tuoi stessi preziosissimi suggerimenti. Non voglio poi neanche immaginare cosa avrebbe pensato il bambino se fosse stata una bambina. Ma chissà che tu prima o poi non ce lo faccia sapere, regalandoci ancora una lettura originale e interessante come questa.

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