giovedì 11 dicembre 2025

I GIOIOSI MANGIACRAUTI

 (Prima pubblicazione 16.11.2009)


Altro che le Sturmtruppen di Bonviana memoria... ahah! Quando pensate di averle viste tutte ne arriva un altra. Me ne sto qui, sorseggiando un barattolo di succo di mirtillo denso e rosso al punto da essere scambiato facilmente per sangue zero rh positivo, e mi sento tanto Bela Lugosi, vista l'ora e l'ambiente, scruto sulle telecamere di via Masaccio un gatto mammone grosso come la pantera che ancora scorazza libera e bella nelle campagne romane in attesa di beccare Marrazzo in auto con un viado e penso alla truppa di bischeri che è uscita, insalutata ospite, poco fa. Considerato che alla mezzanotte tutto il pubblico è uscito, questi otto adoratori delle kartoffeln son rimasti a smontare l'allestimento per un ora poi, tirata fuori una cassa di birre, son saliti al terzo piano dove, messisi a piedi nudi e ciucchi come Diogene nella botte piena, han cominciato a scarabocchiare sui muri e a fare bizzarre danze propiziatorie. Il vostro guardiano preferito, sfidando la sorte e rischiando la cotenna li ha immortalati a perenne monito delle intemperanze teutoniche.

ARCHITETTURA PER ANORESSICI

 (Prima pubblicazione 16.11.2009)


Evidentemente certe grandi ed illuminate mentalità  non riescono a capire che al mondo non esistono solo silfidi e spiriti inquieti vaganti, o forse quando costruiscono i musei non tengono conto dei turisti americani notoriamente fagocitatori di iperpanini macdonaldeschi, sì, quei bei turisti che vediamo nei documentari e che farebbero la felicità delle sperdute tribù di antropofagi con i loro chiapponi debordanti ed i lardelli ballonzolosi. Pare che qui in Europa la gente debba essere ritagliata, scolpita, evanescente, dotata di taglie dalla 35 in giù, tali da far rimpiangere quelle littorie fattrici italiche dai fianchi opimi e dai seni lattei, aduse a far da balìe sino a sessant'anni. Da cosa lo si desume, mi chiederà il colto pubblico.. direi che basta dare un occhiata alle nuove ed eleganti panchine studiate a colpi di milioni dalla celebrata israeliana creatrice del Maxxi, il museo delle arti contemporanee del xxi secolo. Le bizzarre linguelle che sporgono dai morbidi e svicolanti artifici in cemento e resina iniziano da un centimetro e si allargano, nel punto di massimo aggetto fino a circa ventidue centimetri per poi subito rastremarsi in fuga. Ecco, queste son le nuove panchine nei viali. Quelle antiche, doghettate, accoglienti dimore per senzatetto, dove nugoli di badanti con carrozzine facevano le furbette con gli alabardieri in libera uscita nei bei tempi andati sono solo un ricordo o forse, nella sua mente, un incubo. Su queste solo sederi da fotomodelle, da mannequin, da passeggiatrici su passerelle possono essere accolti. E badate, neanche in gruppo, che se si siedono in più di tre cascano in terra! E va bene, visto come evolve il mondo non c'è da stupirsi...quindi esprimete il vostro dissenso a colpi di rigatoni al ragù!


GNAM GNAM

 (Prima pubblicazione 13.11.2009)


Stanotte sono stato poco presente con voi, amici miei, e così sarà fino a domenica, perché in questi giorni si sta facendo le varie inaugurazioni del Museo presso il quale sto facendo servizio. Oggi, e neanche lo sapevo, alle sei di mattina già c'era un viavai pazzesco del catering con tonnellate di roba e dolciumi ad uso colazione e buffet. Poi c'è stata la conferenza stampa, il pranzo, bailamme generale pomeridiano e stasera quando son venuto (parliamo di giovedì, eh) alle ventitre era in pieno svolgimento la cena con i politici e la più bella gente che usualmente li circonda. Centinaia di persone tirate a lucido sedute e servite a lunghe tavolate illuminate (sembrava Hogwarts, non so se rendo l'idea) da un nugolo di candelabri d'argento . Candelabri che a Roma, culla della cristianità, sono naturalmente stati messi a sette punte in omaggio alla architetta Hadid, un israelita con studio a Londra che ha creato il Museo, visto che in Italia di architetti, ingegneri, geometri e manovali non ce ne sono.. Fuori dal Museo, su via Guido Reni, affollamento di macchine blu e argentate, tutte in moto ed in attesa placida dei loro padroni che bellamente si sono satollati per ore uscendo intorno a mezzanotte, tra i primi Francesco Rutelli col suo ghigno perennemente stampato in faccia, poi Umberto Croppi col cui autista stavo rivangando la comune militanza negli anni ottanta al tempo di Rauti e dei campi Hobbit, ragionando su come per certi la vita non sorride ma ride di gusto e per certi altri invece c'è solo un destino da guardia giurata o da autista. Seguiva a ruota tutto il potentato romano e senti veramente il greve soffio del potere quando vedi passare uomini giaccocravattati con pance strabordanti e pelata di rigore con a lato femmine da urlo piantate su tacchi da venticinque centimetri, a spillo e dorati. O rossi a seconda del partito di appartenenza. Non ho mai visto tante scarpe da zoccola radunate nello stesso posto. Allegra e in piena digestione mi passa davanti la Melandri con la sua Panda azzurra molto minimalista ma curiosamente unica ad aver parcheggiato all'interno del Museo.. Alle tre di notte finalmente sbaraccano gli ultimi manovali della Relais Le Jardin, con montagne di catering avanzato e ancora chiuso mentre tutto il cibo (leggi pasticceria e bistecconi) al quale ingenuamente confidavo di poter accedere e che era rimasto lo avevano già proditoriamente gettato tra i rifiuti. Fossi un barbone starei digerendo anche io ma mi vendicherò spiritualmente domattina ammazzandomi di bignè autopagati alla faccia loro. Domani notte si ripete, con i vip dello spettacolo e pare ci sarà anche il Cavaliere, forse perché l'afflusso di tope previsto sarà maggiore, poi sabato e domenica apertura al pubblico che avrà richiesto l'invito sul sito e lì si vedrà il ciarpame ripulito della romanità accorrere a vedere un gruppo di ballerini d'oltralpe sempre che non siano attratti da cose culturalmente più elevate tipo la partita o l'isola dei bischeri in tivù. Mah.. Un saluto ghignante dal vostro crepuscolare blogger!

SONETTO SFACCIATO

 (Prima pubblicazione 06.11.2009)


Son qui, tutto nostrano,

un tipo assai alla mano,

son proprio desueto

essendo arguto e quieto.

Son equo e solidale,

non fò nulla di male,

cerco nè più nè meno

che un pochettin di fieno

per questa bella cosa

ch'è il gambo d'ogni rosa...

Dunque, mie care donne,

bambine no, nè nonne,

a questo vostro insonne

strusciategli le gonne!

Lasciate che v'ammiri,

tra gemiti e sospiri,

lasciate che rammenti

il corpo e i suoi tormenti...

Sarò tranquillo e blando

sin che non s'erge il brando

ma dopo non scappate!

Inver, chè non provate?

Provate ad assaggiare

la sana antica crema

davanti al cui guizzare

nessuna lingua trema.

L'oggetto ormai è fremente,

forse t'avrà già scelta,

prendilo immantinente,

apri le labbra svelta!

Ah, se non s'è capito,

non parlo del mio dito...

UNA LUNGA NOTTE

 (Prima pubblicazione 02.11.2009)


Ne sono uscito, e francamente ieri notte non ci avrei scommesso un tallero. Il servizio che mi era stato assegnato si era rivelato tutt'altro dalla preannunciata portineria nello stabile di un museo, in realtà si trattava di farsi otto ore sotto zero nel piazzale del museo...mai, e ve lo assicuro, mai ho provato un gelo talmente scarnificante, demenziale, da avere le visioni. I piedi che non riuscivano a muoversi d'un passo, i brividi che mi squassavano la colonna vertebrale, gli intestini che frullavano nel tentativo muovendosi di produrre un minimo di calore.. è stato un incubo, ma seriamente. Qualcosa di assurdo al punto che sono ancora confuso e riesco a malapena a descriverlo. Meglio non pensarci. Decisamente. Comunque, anche per le prossime notti sarò lì e la cosa mi sconvolge, ma il lavoro è questo, sembrerebbe che sia stato assegnato fisso a far le notti lì; l'unico spiraglio di luce nel buio è che prima o poi, dovrebbe essere entro maggio ma noi si spera prima, il museo diventerà operativo e quindi avremo una postazione interna che ho già visionato, pazzesca, monitor dappertutto, impianti tecnologici all'avanguardia e tutto quel che necessiterà per mandare al manicomio il povero fesso che starà lì a farci le notti fisse. Anche se avere, dopo solo un mese, una nuova postazione fissa, in un ambiente così qualificato, non lontano da casa, anche se solo otto ore per notte non mi riporteranno ai 1600 euro che tiravo su prima, è certamente una cosa che sa di miracoloso.. E quindi mi adeguo, resto indefessamente indomito e granitico (direi congelato) nel piazzale aspettando di varcare la soglia e così potrete bellamente prendermi in giro con post che riporteranno di sicuro le locandine di UNA NOTTE AL MUSEO...eh? già vi ci vedo...Comunque orsù, sputiamo sangue e aspettiamo tempi migliori, il museo qual è non ve lo dico ma immagino che chi sta a Roma dalla foto lo capirà. Un abbraccio a tutti e speriamo di risentirci appena possibile e con un attimo di calma per poter venire a trovarvi nei vostri blog.

lunedì 8 dicembre 2025

FARSI LA BARBA

 (Prima pubblicazione 31.10.2009) 


Potrebbe essere un modo come un altro di riprendere coscienza di sé, di ritornare all'idea di una vita normale, quella che non esiste solo la notte, quella lontana anni luce dall'etica del vampiro, quella che ti vede impegnato nel tran tran quotidiano, circondato da minuscole felicità e minimi problemi. Farsi la barba, come mi consigliavano nei commenti al mio post precedente, potrebbe essere il momento felice dello stare con sé, quei pochi minuti di calore vaporoso, acqueo, quasi larvale, nel soffuso piacere della schiuma cremosa prodotta dal pennello vecchio e spelacchiato, quel massaggiarsi le guance con la vetusta colonia Atkinson che ci passiamo di padre in figlio da generazioni, buon vecchio Lavender, immortale, sempre quello, inebriante, che porta dietro tutto un bagaglio di ricordi familiari, le mattine di domenica in pigiama a guardare mio padre al bagno a sistemarsi prima di andare a messa, con il Lavender e la Brillantina Linetti (in pasta, eh!) così come adesso fa Tato quando viene a insaponarsi la faccia insieme a me. Care memorie. Farsi la barba in fondo è non arrendersi al declino, un gesto umanissimo e triste, se pensi a tuo padre steso al Gemelli tra le flebo, devastato, e l'omino che passa per le corsie a offrirsi di fare la barba agli ammalati. Ultimo untore, precursore di nostra sorella morte corporale, se è vero che il rasoietto che usava era sempre quello, qualsiasi faccia sbarbasse, anche della più contagiosa, segno inequivocabile che farsi fare la barba da lui voleva dire stare per morire e quindi, di un eventuale contagio, chi se ne sarebbe fregato? Ci son tanti modi di farsi o farsi fare la barba, da quello intimo che ti regali ogni giorno nel chiuso della toilette a quello del gagà che si compiace dell'arte del barbitonsore di turno. La barba te la può fare la vita, anche, e quando decide di fartela di solito ti scuoia sapientemente e fino all'osso, la barba può capitare che te la voglia fare un Freddy Krueger (vedi la foto...), ma in fondo, anche se fosse, almeno da Nostro Signore ti ci presenti impeccabile.

NON E' FACILE

 (Prima pubblicazione 30.10.2009)


In realtà non è mai stato facile vivere. Ci sono stati, e chi lo nega, momenti belli, momenti in cui ci si è ammantati di quella parvenza di eternità, capace di far credere che tutto sarebbe sempre stato uguale. Attimi, se calcolati con il metro di misura del Tempo. Anni attimi. Riesco a malapena ad articolare le dita, a dirla tutta sto semplicemente battendo estremità irrigidite su tasti scaldati dal motore del pc ma ogni tanto l'alito si condensa sullo schermo. Riesco a capire Leonardo Di Caprio sulla zattera. Ogni tanto, ai bordi visivi degli occhi, si spengono luci dalle case o sono solo lampioni che vanno a risparmio. Qualcuno sta frugando nei secchioni qua davanti. Mangio un wafer, le briciole sottili cadono sulla incerata antipioggia che ho messo sulla divisa per conservare un poco del calore umano che ancora riesco a produrre. Un altro pezzetto. Le razioni Kappa. Manca il cordiale, quella broda infernale ad altissima gradazione con la quale siamo sopravvissuti al terremoto dell'80.  Strano. Sputo del catarro e invece è sangue. Guardo in terra alla luce della torcia e sì, è sangue. Dovrei cominciare a preoccuparmi. Me ne frego, accendo un altra sigaretta.  Non riesco a muovere le dita dei piedi. Il gelo parte dalla punta del naso e vaga libero verso il cervello. Per ringraziarmi di sei anni passati a dieci, dodici ore tutte le porche notti senza una malattia, mi stanno facendo fare sette ore e zitto. Non credo che arriverò a 1200 euro questo mese. Praticamente la rata del mutuo. Con i soldi della moglie dovremmo pagare rate, spesa, bolletta, sigarette e quanto altro. Vorrei riuscire a ridere ma anche sorridere mi fa male alla faccia, tanto per citare Rocky Horror... ancora trenta minuti di connessione poi domani dovrò rinnovarla. Se trovo i soldi. Un altra sigaretta. Ci sono solo quattro wafer, fino alle sette sarà dura. Anche il secondo giubbotto, sotto la divisa, non riesce più a fermare il freddo in questo porco cantiere. Esala dal pavimento in cemento battuto come l'alito stesso della morte in un cimitero. Ragiono a fatica. Vorrei postare una canzone, ma non me ne viene in mente nessuna. Tato sta male, ha la febbre e la tosse da giorni oramai, non mangia, ogni volta che quella gli urla contro vomita. Io sono arrivato al limite. Su un pilastro l'ombra della mia gamba si muove piano, cerco di non toccare terra ma è vano. Passa un autobus. La truppa dei disperati non ha fine né inizio. Vaghiamo.  Vorrei dormire nel mio letto, sul meraviglioso materasso che ho comprato ma non ho tempo. Andrò da mia madre che guarderà Tato mentre cerco di dormire sul suo, rigido come sempre. Gelido pure quello. Oramai dormo vestito. Sto in divisa 24 ore su 24. A malapena mi faccio la barba. A che serve? Vivo. Sopravvivo. Almeno ci provo. Ancora un po'. Tra tre ore dovrebbe sorgere il sole.

Commenti dei lettori dell'epoca : 

p0ladani : non si "vive" non piu' si SOPRAVVIVE ormai tutti siamo "zombi" spesso anzi tolgo spesso...la societa' con imposizioni...tasse su tasse ci toglie pezzi di vita di gioia di emozioni ma si tira avanti per le bollette...per il mutuo..per la spesa per i figli che quando si ammalano è anche un pezzo del nostro cuore che si ammala...ma poi basta un sorriso di chi amiamo...un saluto cortese per farci tirare su per farci trovare la forza di andare avanti...per noi ma per chi CREDE in noi e ci ama...io "guadagno" 250 euro al mese per un lavoro in nero...prendo il pacco-alimenti dal prete...sopravvivo...ma ogni giorno anche quando faccio fatica sorrido...ed il mio sorriso va alle mie figlie vederle serene mi restituisce quel pezzo di vita che ogni giorno le imposizioni mi tolgono Un abbraccio Paola

Antelao : Qui hai rubato il mestiere a Mario Rigoni Stern! Ti vedo come un alpino della Julia in ritirata, in Russia. Ti manca soltanto il cappello con la penna. Io ti capisco. Ho provato. So cosa significa fare la guardia in un sito inutile e squallido. Al freddo. Trovo che non sia giusto che lo faccia tu: dovrebbero mandare i piu' giovani, le reclute, quelli che non hanno figli....I tuoi capi sono dei bastardi, come lo erano il mio capitano, il mio tenente colonnello ed il mio generale. Grassi, boriosi, ignoranti, luridi pezzi di merda.

Ma tu non gli darai soddisfazione. Tu sei meglio di loro. Tu sei di altra pasta e qualita' e non sara' il freddo a stroncarti.

Con affetto.

spazio.1969 : io a 1200 € al mese non ci sono mai arrivata, e non ho un marito che mi paghi bollette e quant'altro...e nemmeno a 1100 a 1000 a 900 a 800....non esagero ma potrei continuare al ribasso, sto perdendo anche quel poco che avevo da parte , il mio porco negozio si sta mangiando tutto.....ma non saprei cos'altro fare, resto imprigionata in questo posto dove per ridipingermi il soffitto e parte dei muri, non tutti perchè ci sono i mobili fissi a parete, mi hanno chiesto 800 €..... e chi li ha visti 800 € schifosi euro? neanche dovessero dipingere la cappella sistina....e mi fa tutto schifo...la gente per bene, quella che entrs e si lamenta che costa tutto caro e non si può comprare che lo stretto necessario, ma ci ha il suv e le Hoogan e il palmare e l'i-pod, e a me viene a rompere le balle per avere 3 € di sconto....Allora sai cosa? meglio quelli che rovistano nell'immondizia! Ciao mio caro!