giovedì 25 dicembre 2025

TAMPOPO E THE RAMEN GIRL (recensione dei due celebri film)

 (Prima pubblicazione 22.07.2013) © Crenabog 


Qualcuno di voi, mi auguro, ricorderà ancora quel meraviglioso gioiello del cinema giapponese che fu "TAMPOPO", uscito nel 1985 e rapidamente scomparso dalle sale. Girò la vhs, mai rifatta in dvd, poi anche quella non fu più reperibile. Fino a poco tempo fa era disponibile vedere la versione italiana su Youtube, ora purtroppo anche questa è andata. "TAMPOPO", già ne parlai anni fa, era un film cult, definito il primo western-spaghetti giapponese; cosa curiosa ma che si spiegava se andiamo a fondo nella storia. Tampopo era il nome di una vedova che gestiva un piccolissimo ristorante dove veniva servito solo il ramen in vari modi, ma era ossessionata sia dal dover crescere il figlio sempre picchiato dai compagni, sia dalla incapacità di creare la zuppa perfetta. Le veniva in soccorso un camionista girovago e il suo compagno, al quale lei si affidava come ad un maestro. Le conoscenze di lui, sia nell'arte culinaria, sia di vari bizzarri personaggi, riuscivano infine a portarla a raggiungere il suo obbiettivo. TAMPOPO non si limita però solo a questo, ma è un film corale, la vicenda principale si intreccia a quelle di molti altri siparietti, romantici, erotici, curiosi, tutti incentrati sul cibo e la sua importanza nella vita sociale giapponese, raggiungendo picchi altissimi sia di commozione, che di ilarità e, diciamolo, anche di sessualità. Benché non ci siano vere scene esplicite in alcune di esse il mangiare è parte fondamentale del raggiungere l'estasi dei sensi. TAMPOPO era anche accompagnato da una magistrale colonna sonora, il cui corpo principale erano le variazioni de LES PRELUDES di Franz Liszt, che davano veramente i brividi.


Seguendo le vicende in TAMPOPO conosciamo tutte le varianti dei modi di pensare, di comportarsi, di vergognarsi perfino, del popolo giapponese, anche a confronto con la mentalità occidentale. Molti anni dopo ecco comparire a sorpresa questa sorta di seguito ideale che è THE RAMEN GIRL, con Brittany Murphy. THE RAMEN GIRL ci mostra una ragazza americana trasferitasi a Tokyo per seguire il suo ragazzo, dal quale pochi giorni dopo viene abbandonata. Rimasta così senza uno scopo, persa in un lavoro assurdo - fa, ben pagata, la correttrice delle scritte dal giapponese all'inglese in un caotico studio di avvocati, guardando dal suo balcone il piccolo ristorante tipico di fronte ha la classica illuminazione e si mette in testa di imparare a fare il ramen (la zuppa di spaghetti) per riconquistare il suo lui. Darà il tormento al povero proprietario fin che questi non la prenderà a lavorare con sè, nessuno dei due che capisce una parola dell'altro, e la storia segue la classica quest, tipica di certi film americani, della presa di coscienza interiore della ragazza e di come diventerà alla fine il successore del cuoco. Diversamente da TAMPOPO, non ci sono i molti personaggi bizzarri a fare da corollario, l'elemento eros manca del tutto e solo a volte si può ridere davvero, ma THE RAMEN GIRL resta comunque una commedia ben fatta, godibile anche da chi non ha visto TAMPOPO, film che comunque in Italia uscì nella versione da 94 minuti mentre è ancora reperibile, nel web, grazie ai torrents, la versione giapponese integrale di quasi 120 minuti, assolutamente imperdibile (e sottotitolata in più lingue, tra cui la nostra). Tsutomu Yamazaki (Goro)  insieme a Nobuko Miyamoto (Tampopo) ci regala, più di vent'anni dopo, uno strepitoso cameo che fa da trait d'union tra i due film: è infatti lui il Grande Maestro che, alla fine, dovrà decidere quale tra i due ristoranti sarà degno delle sue benedizioni e quindi continuare a lavorare e ad avere un successore. Una parte piccola ma assolutamente da godere riandando col pensiero a quel meraviglioso film che chiunque abbia mai mangiato in un ristorante giapponese, porta nel cuore.


TAMPOPO, come dicevo, non è più disponibile nello streaming, ma fate ancora in tempo a passare una bella serata con THE RAMEN GIRL, del quale - curiosamente - neanche Wikipedia ha colto la discendenza dal primo film...e alla fine, alzi la mano chi non avrà sentito la voglia di correre a mangiare i ramen...

Commenti scelti dei lettori dell'epoca :

a.Qa : ho visto pochi giorni fa '' the ramen girl'' bello bello veramente, un film che insegna tanto, insegna a trovare la forza che c'è dentro di noi,

ps. anche a me è venuta voglia di mangiare il ''ramen'' e poi l'emozione piu' grande quando lui le disse ''ci vuole il cuore'' le stesse parole che mi diceva mio padre ''grande cuoco'' quando mi insegnava a cucinare, ''ci devi mettere il cuore' spero che mandino in onda anche Tampopo altrimenti me lo faccio scaricare, quando vedo Up penso a te, te lo ricordi?' ''croce sul cuore croce sul cuore'', gia' in tv solo spazzatura e non solo in tv ma ad azionare il telecomando o il nostro mouse è il nostro cervello, e da come si sceglie si capisce chi siamo,

UNA SERA COME TANTE (un racconto drammatico)

 (Prima pubblicazione 21.09.2012) © Crenabog 

Questo racconto è stato pubblicato nel libro antologico I VOLTI DEL MALE edizioni Porto Seguro


Ah...mi scusi... non volevo urtarla, scusi ancora. Stasera non sto troppo bene. Devo aver bevuto un po' troppo. Birra anche lei, eh? Sempre buona, è un piacere. A me non piace molto bere liquori, ci si ubriaca subito e poi... ma sì, costano troppo, anche se volessi non potrei permettermelo. Sì, certo, posso comprarli al supermercato ma sa, vengo qui al pub, almeno sto con qualcuno, si trova sempre da far chiacchiere. Anche lei, eh? Bravo, bravo... ehh (cough, cooff...) scusi, la tosse, ultimamente no, non sto proprio bene. Mettici la stanchezza, mettici che sto sempre in giro. Si è messo pure a far freddo. Eheh, ah sì, le stagioni non sono più le stesse, dice, eh? Io non lo dico più, sa com'è, mi ricordo ancora quella vecchia battuta che faceva così: " Nel paese dove il tempo è sempre bello, di che parlano gli imbecilli? " Oh, ma no, mica le stavo dando dell'imbecille, no, mi scuserà, sono io che sto diventando sempre più imbecille. Mah. Sarà la vecchiaia. Vede? Una volta non avevo tutte queste macchie sulle mani. Son brutte, lo so. E' il tempo che passa... Mario, per favore, mi dai un'altra birra? Sì, grazie. Vorrà scusarmi se non gliene offro una ma, i soldi... non ce ne sono mai, anzi, non ce ne sono più. E lo so che non dovrei buttarli così, non dovrei fumare...Lei fuma? Sì, guardi una sigaretta gliela offro volentieri, se le piacciono queste. Lasci, l'accendino...eccolo . Non mi riesce di smettere, ci ho provato tante volte ma, levo il fumo, levo la birra... e che mi resta? Ahh, grazie Mario. Mmhhh, oh sì, Dio se è buona. Va giù quieta, e fa il suo lavoro con calma. Ci si mette tempo ad ubriacarsi, vero? con la birra, dico. Ti dà il tempo di parlare. Pure troppo a volte. Non è che la annoio? No, gentilissimo, fa piacere, sa, parlare con qualcuno. Dicevo, se levo anche queste cose non ho più niente. Già son povero di per me, così mi illudo che ho ancora qualcosa. Soldi da spendere in cose che non servono, già. Ha ragione. Illusioni. Ma sa, mica è stato sempre così, quando ero ricco...eh, lo so io, quel che facevo... mica come mi vede adesso. Va be', il giubbotto lo porto da anni, ma non è per i soldi, era un regalo di mia moglie. No, non c'è più. Anche la sua? Mi spiace. No, la mia non è morta, se ne è andata. Era ancora più stufa di me di quanto lo sono io. No, non è una battuta... Le case, oh, sì, ne avevamo due, e una villa, sa! con la terra e la vigna e gli alberi di frutta, quanto era grande... E dico, se lo ricorda, tutto quel che ci compravamo? Ahah, sì, anche noi, talvolta. Sì, con cinquantamila lire ci andavamo al ristorante in quattro, ora con venti euro ci prendi un panino e una coca al fast food. E i dischi, ma sì, gli ellepì, se li ricorda? Oh, ancora costavano tremila lire! Ma no, davvero, eh va be', magari lei è più giovane di me, sì? davvero dico, che ci prende adesso con un euro e mezzo, un pezzetto di pizza? Bianca, eh, neanche con la mozzarella. Se non disturbo me ne accendo un'altra... ecco qui, chi pensava mai che avremmo pagato diecimila lire per un pacchetto di 'sta roba... ci facevi la spesa, quasi, ti ci compravi una camicia magari. Roba buona, eh, che le portavi anni. Adesso vai al mercato, certo, sì, anche io oramai mi vesto lì, sa, c'è un banco di roba usata, con venti euro ci ho preso un giaccone, certo, dentro ho dovuto cucire tutti gli strappi, lo so, le misure non vanno mai bene... e poi, sempre quelle targhette, fato in PRC, ah, che ci hanno, paura? a scriverci repubblica popolare cinese? che pensano, che non lo sa nessuno? Che poi son le stesse robe che vedi in quegli scatoloni gettati lì nei negozi cinesi. Ma sì, su in piazza Vittorio. Bah. Che una volta lì le case erano storiche, e di lusso, e adesso nessuno le compra neanche regalate, con questi dappertutto... (Cough, cough...) Mi perdoni. Sarà il fumo... mica son più buone come una volta. Tutta la stessa robaccia, dentro ci trovi persino i pezzetti di gambo e si spengono. Mah. Le sigarette si spengono, le luci si spengono, il lavoro finisce, i soldi finiscono... Anche lei? Brutta, eh? Anche lei non trova niente? Io ho provato anche a chiedere di pulire i cessi, no, mi scusi, me ne vergogno, ma nemmeno quello mi han dato da fare. Che vuol fare, quando si deve mangiare... Ssst, guardi, gliela dico tutta, sono arrivato a guardare le vetrine e a pensare di entrare e rubare i soldi alla cassa. Ma non ci riesco, sono proprio un incapace. Ah sì, glieli raccomando i valori. Dice? Mah, forse, una volta era pure per quello, ma ora, lo so, sono un debole, ho paura. Non ci riuscirei. Lei dice? Ci vuol coraggio, eh, la capisco, magari perchè è più giovane, dice così, ma bisogna trovarcisi... E poi, forse, sto così male che magari anche se mi mettessero dentro, almeno mi darebbero da mangiare e da dormire... No. No, la casa non ce l'ho più da un pezzo, e anche se ce l'avessi chi ci starebbe dentro? I parenti son morti tutti, sì, anche loro così, ahhhh che ho il fegato a pezzi, mica lo so quanti anni ho ancora... No, ma che, sono un rottame, inutile scherzarci sopra. Se ho figli? Sì, avevo anche un figlio ma sa, si cresce, e un padre diventa un portafoglio e un portafoglio vuoto non lo vuole nessuno e così anche lui chi sa che fa. Sono anni che non lo vedo... Ma mi sa che è tardi... oddio, guarda che ora è, devo andare alla mensa, sì, la Caritas, almeno mangio qualcosa, mi danno una brandina, tiro avanti un altro giorno...come? L'orologio? Ah sì, è l'ultimo ricordo di mio padre che mi è rimasto. Sì, è d'oro. No, non l'ho mai impegnato, faccio finta di avere ancora mio padre vicino. Be', adesso vado... Mario ciao, quando posso ci rivediamo. Ah, viene via anche lei? E' tardi, sì, ha ragione... oh, quasi non mi reggo sulle gambe... aspe' che mi appoggio al muro... certo, se mi dà una mano, magari, con l'aria fresca alla mensa ci arrivo. Non è troppo lontano, con tutti questi vicoli ci si perde, sì... grazie che mi regge il braccio. Ma. Che sta facendo? No, l'orologio no, lascia, che fai, che cazzo stai a fa', non tirar...aahhhh! Che cazzo hai fatto! Ma che è. Sangue, ahhh , Dio se fa male, dove corri, aiuto, c'è nessuno? Oh, Dio... no, ecco. Oh perchè, il muro, è buio. Mi siedo. Devo tenere le mani sulla pancia... Quanto ne esce. I pantaloni sono tutti sporchi. Madonna, che male... Dio, che razza di regalo che mi hai fatto stasera, eh? ahhhh, male, fa male... no, basta, ah, scusa Dio, va bene così. Lo so che non sarei stato capace di farlo da solo... arrivo. Papà. arrivo...

Commenti scelti dei lettori dell'epoca :

back.tothefuture : Gran bel racconto, Crena. Ti sei superato nel far sentire a chi legge quel che tanti provano e temono. Grazie.

Lucrezya57 : Ciao Crena un racconto di una vita di oggi quante persone oggi soffrono la solitudine e si ritrovano in qualche posto per sorseggiare qualcosa e magari qualcuno si avvicina e incomincia il dialogo oggi purtroppo ci ritroviamo in parecchi ad essere cosi vuoi per le condizioni economiche vuoi che la gente è presa da altro se ne stanno tutti in casa rintanati....a volte vien difficile anche uscire...un abbraccio e un sereno fine settimana ops grazie per gli auguri a mia figlia che ricambia kiss Lucrezya

kesterGIRL90 : ogni volta che leggo le tue frasi mi disconetto da mondo per qualche istante..... molto riflessivo questo racconto..la vita è dura..ma la solitudine la rende ancora più triste........

gattina1950 : L'ho letto d'un fiato....forse ha fatto la fine migliore....e proprio per mano della persona a cui aveva dato l'ultima fiducia.

Hai raccontato in un modo emozionante la solitudine di oggi....in un mondo vuoto....ciao

Matt.44 : Profondità e rassegnazione attraversano questo bel post,scritto con la capacità di riuscire a vivere ed a parlare del nostro dramma sociale ed averlo sempre ben presente. In fondo siamo sempre noi attori passivi di una realtà che non cambia finchè non cambierà l'uomo e il suo modo di concepire le relazini sociali, il lavor e la famiglia.

Stringiamoci forte attorno a ciò che ci resta e lavoriamo insieme per credere davvero in un mondo migliore..nonostante tutto ci spero ancora..ciao Crena

Hamsho : Solo un genio come te può sputare in faccia alla realtà tante verità.

Notte Marco, ciao

serenella21 : lo spekkio di questa societa', solitudine egoismo e indifferenza, sei bravo marco, hai saputo descrivere cio ke tutti nn voglio vedere, la poverta' dilaga sia nell'ambito sociale ke interiore

unpensieroxte : Ciao Marco 

Non so ke dire xkè pensavo ad una “cosa qualsiasi” invece mi sono imbattuto in una specie di libro, l’ho letto, ho sentito e letto la musica del video, molto bella. La condizione di oggi raccontata da un “vecchio” al bar, o in un pub ma la cosa nn cambia, mi piace chiamarlo bar. Forse queste situazioni c’erano anke una volta, negli anni 60 o giù di li, vero ke c’era un benessere crescente ma si veniva dal dopo guerra.

Di gente ke stava male ce n’era anke allora, ma il lavoro era presente ovunque anke se mal pagato.

La kiakkiera, lo sfogo, la voglia di comunicare e di confessarsi, e ki non ce l’ha ?

si crede di parlare con persone a posto, ke ti ascoltano e invece le stesse persone ti infilano un coltello nella pancia x toglierti anke l’ultimo dei beni. Alla fine quando non hai + nulla e sei troppo debole, se ne accorgono, come sciacalli si avventano x sopravvivere pure loro, come se la guerra fosse solo tra i poveri, già xkè ogni guerra è messa in piedi dai ricchi x diventare ancora + ricchi, i poveri rimarranno sempre poveri.

Complimenti bella storia

DIALOGO TRA UN APPESTATO ED UNA INCOSCIENTE (l'amore ai tempi dei blog)

 (Prima pubblicazione 21.06.2012) © Crenabog 


- Anvedi er sor Peppino! 'mbe' , e che c'avreste da sta' così 'ngrugnato?

- Ehhh sora Meneca, lassamo perde', anzi scansateve e sarvognuno mejo ppe' voi ssi ve scansate da 'n antra parte...

- Uuuhh e che v'avrà punto mai, 'a mosca tzè tzè?

- Ma none, proppio 'o volete da sape'?

- Ce credo sor Peppi', 'n se sa che so' la curiozità mpersonificata?

- Va bbe'. 'nzomma, 'o sapete che da quanno che sto 'n penzione m'arillegro a ffa' ddu' giri su intrenet cor piccì de mi' fijo, no? Ohhh. E allora, dato 'sì che 'n pezzo che ce scrivo de qua e de llà ho conosciuto 'n sacco de ggente, e tutti che se scrivemo dell'affari nostri, 'na cosetta simpatica, ce se po' diverti'. Mo' è 'n po' che me pare de sta' 'n der paese dei balocchi, se so' rincitrulliti tutti, che dite sora Meneca, mica che sarà 'sto cardo africano che 'n ce se sbajocca più...

- Sor Peppino, io se sa che so' furastica ppe'ste cose e a parte de fa' le chiacchiere sur pianerottolo co'la Ceciona der piano de sopra e la sora Augustarella der piano de sotto, che se le dimo de tutti li colori, proppio nun saprebbe che divve. Ma pecchè, che ve succede?

- Succede che sso' diventato 'n appestato, sora Me'...

- Aaaah! Che cosa orenna! E come sarebbe, 'ndo' sete annato 'n vacanza, in India che ve siete 'mpestato? Nun v'aveveno detto da vaccinavve prima de' parti'?

- Seee, lallèro! Bbona, che una ne capite e venti ne 'ntennete! Ma 'ndo' devo da parti' che 'n c'ho 'na breccola spajata 'n saccoccia! No, sso' 'n appestato 'n quer posto de intrenet 'ndove scrivo e ve spiego pecchè! Allora, pare che ssi scrivo a quarcheduno questo subbito se sfugge o sparisce! Ma ssubito, roba che manco er mago Zurli'! Ppe' divve, me scrive una, 'co' la fotina carina, tutta pulita , se parlamio poi je sbrocca la capoccia e comincia a dimme "nun me fido de te" e io "fija, ma chi te conosce, stai qua da un mese..." e lei "no, so' anni!" e io "ah tiettela tiè, allora so' anni che me conosci e io 'n so manco chi sei, chi è che non dovrebbe fidasse, io o te?" 'nzomma sbarella, dà fora da matta, se 'ncazza, se scazza, se rincazza, me blocca, e in pochi giorni, chiude tutto, cancella l'amichi, chiude 'r blogghe, e perfino se cancella. All'anima delle cazzate che annava a ddi'!

- Scusate sor Peppi' er blo' che cosa?

- Sarebbe 'na specie de diario che se scrive ar piccì e tutti lo vengheno a legge' e ve dicheno che je pare, e ssi je piacie oppuramente none, e così sapete chi sso' l'amichi e l'artri che vengheno solo p'arompe li minchioni. E mica solo quella, che appunto si vede che s'è penzata ch'ero 'mpestato e s'è fuggita de botto. No, hai voja te, mo' 'n antro che scriveva a tutti "ajo mamma, n'c'ho sordi, n'c'ho er lavoro, me vojo 'mmazza' e robba der genere. Allora, 'mpietosito, e dato che nun c'ho lavoro ppe'mme figuramiose ppe' dallo all'artri, je scrivo ppe' daje consij e bbone mosse ppe' trovallo. Aoh, ariecchete la maledizione! Dato 'sì che s'ho 'mpestato, puro questo s'è scappato, ner senso che ammanco m'ha risposto, sai la cortesia, quella robba che annava de moda cent'anni fa, gnente, pija e dopo quarche giorno se sparisce pure questo. 'n antro che raccontava le cazzate! E bella, senti 'm po' questa, c'era 'na tizia che nun scriveva gnente der suo, none, dice che lei je piaceva solo da legge' 'l artri e cummenta', e sotto che a quarcuno je stava bella e bbona e all'artri giù de palate...che ffa'? Sparita ar volo! E tutta 'na serie 'nfinita, 'ndo' me presento a ffa' du' chiacchiere se svortano e tajano la corda! Manco fossero fatte d'aria! Ma che puzzo, sora Meneca? eppuro me ricordo che a Natale er bagno me lo so' fatto.

- 'spettate che v'annuso, sor Peppi'...e no, nun me pare, sarà magara che sto cor vento ar contrario, sarà che la cinese all'angolo sta a frigge' le puzzate sua, ma nun me pare!

- 'nzomma capite, sora mia, 'gni vorta che provo a famme vede' da quarche paciocca se cureno a nasconnese, oddìo, fosse arivato er mostro, er maniaco, er malfidamose. Quello bbrutto, racchio, pelato e puro co'la dentiera! 'mbe', c'ho la dentiera, che me devo 'mpicca'? Pare che a conosce' a mme è robba da incoscienti!

- No, no, anzi, varda che ber bianco de denti che c'avete!

- Oooh appunto dico. So' gajardo, c'ho l'occhio azzurro che ammazza, chiacchiero che sarvognuno me ce vengheno a senti' da tutti li posti, ce se fanno puro 'n pacco de risate e allora? che se penseno le paciocche, che 'nso' ppiù bbono manco ppe'ffa' legna pper foco?

- No, no, se vede che nun ve conoscheno o che nun ve vojono conosce' ! Ve siete visto bbene?

- Avoja te, tutti li giorni quanno che me rado!

- E allora?

- E allora, sora Meneca, nun è che fosse 'r caso che ve venite a ffa' 'na carbonara su da me?

- Iiiihhh! Quanto siete prescioloso! So' solo quarant'anni che se vedemo! E poi oggi nun me so' cambiata ancora 'r pannolone...volemo ffa' domani?

- E famo domani, sora Meneca...

- Va bbe'! Se vedemio ppe' pranzo!

Commenti scelti dei lettori dell'epoca :

Matt.44 :Credo che sia stato, oltre il post scritto simpaticamente,anche molto importante quella sorta di paragone fra il condominio e la virtualità..cioè voglio dire che si coglie molto di più delle parole del post se ci si va in fondo...è vero che anche qui è come una grande condominio ma forse quì " si dissolvono" perchè in fondo non hanno la necessità o la forza di incontrarsi...Certamente un bel post!!! Ciao Crena

Lucrezya57 : Carina e ironica la storia ma che ti devo dire Crena di più di quello che già sai i blog so cosi si aprono si chiudono la gente scappa di notte e di giorno appaiono come gli appestati ma valli a capire intanto ho capito tutto di quello che hai scritto e mi piace il dialetto vedi te...e poi dammi retta facciamo come il Sor Peppino due spaghe all'amatriciana o alla pallarda che è meglio assai che stare su internet a girovagare per trovare gente strana Dio li fa e poi l'accoppia diceva invece li scoppia proprio ahhhhhhhhhhhhhhhhhh buona giornata ti regalo un sorriso l hai donato a me in questo mattino ciao tesorino

gattina1950 : Mi son divertita a leggere il dialogo del sor Peppino e della sora Meneca, sembrerebbe autobiografico.....anche per quel particolare degli occhi azzurri..ma che ci vuoi fare sor Peppino....la gente và...viene....non sai mai cosa hanno dentro la capoccia......ciao

gattamannara : Crena..i miei complimenti più sentiti...ha un futuro come commediografo... smile

Del resto, la materia prima per le trame delle possibili commedie, non manca qui dentro...

Un caro saluto

SOGNANDO59 : bellissimo ...più che per il tema per il modo in cui l'hai trattato! Mi piacciono i dialetti...il romanesco poi è tra i miei preferiti. Sarebbe, effettivamente, molto carino farci un video e ascoltarlo e allora sì ci sarebbe da scompisciarsi ...come diceva il grande Totò!! un carissimo saluto Marco,  Michela

Evelin64 : Vi si legge una certa amarezza, fra le righe di un dialogo fra persone che hanno vissuto, e non credo che siano "loro" a non capire il mondo di "intrenet" , siamo piuttosto un po' tutti a sfaccendarci per mostrare cio' che sappiamo fare con il solo uso delle parole scritte...per cui l'amarezza, sicuramente è causata dal non poter capire come si faccia a non usare le basi di un'educazione, ricevuta dai piu' sicuramente!

Complimenti per il post, scritto in modo molto simpatico 

CONTRO IL RAZZISMO (CANNIBALI INVOLONTARI REBOOT)

 (Prima pubblicazione 27.07.2019) © Crenabog 



Incredibile come siano potuti passare già dieci anni... ma tant'è, erano tempi eroici, tempi in cui non un post al giorno ma anche di più, scrivevo in questo mio blog, cortile dove radunare begli spiriti e gang di devastati mentali, palestra d'ardimento letterario (tanto per citare Grunf e il Gruppo TNT) e baretto di periferia dove tirar tardi tra una scemenza, uno scherzo e una battuta cinica. Lo ammetto, mi mancano quei tempi, quella leggerezza del vivere che mi lasciava il tempo e la voglia di scrivere a raffica, cosa che potendo farei anche adesso dato che è ben nota la mia abitudine a iniziare parlando di qualcosa e poi scivolare a valanga tra mille rivoli di pensieri. Ma comunque, in questi lunghi anni, oltre alla mia lunghissima saga del Narratore poi parzialmente confluita nel mio altro blog dedicato solo ad essa, e le due serie : ALLA RICERCA DEL TEMPO PERDUTO che fu il lascito per mio figlio, e la scoppiettante LA STORIA DEL MONDO che fu un vero fuoco di artificio di prese per i fondelli attraverso i secoli, ci sono stati molti post - sia di racconti che di attualità, ai quali sono particolarmente legato perché li ritengo davvero ben scritti e di valore a prescindere, come quelli che erano presenti anche nella TOP 100 , come "PEDOFILIA NASCOSTA" e "TERRE LONTANE". Ultimamente in Chatta ci si è imbattuti non dico quotidianamente ma quasi, in lunghe, interminabili discussioni su un argomento salutistico, reiterato sino allo sfinimento, nel tentativo di far sentire in colpa chiunque non si sia dichiarato platealmente d'accordo , come se si fosse complici di supposte probabili mortali epidemie. O roba del genere. In questa girandola di illazioni basate su convincimenti personali e avvisi di pericolo lanciati ad ogni pie' sospinto, si sono ritrovati coinvolti anche diversi miei amici e lettori, e non si può dire che sia stata una cosa simile al dialogo costruttivo, no, spesso e volentieri si è tentato di esporli all'indice pubblico, magari pure con sondaggi ad arte. Bene. Come diceva Rhett Butler, francamente me ne infischio, ad ognuno la sua vita e che se la goda come vuole, ma ecco ritornare pressante, proprio perché fu una geniale intuizione, questo mio antico post del 17 aprile 2009: una di quelle scintille che ti aprono la porta ad un mondo di paura proprio perché certe cose non le avresti mai pensate, e qui non ci sono link a riviste mediche che spieghino come se in età infantile cammini su marciapiedi mal frequentati da esseri viventi non appartenenti alla razza umana poi quarant'anni dopo forse probabilmente magari se ti dice male ti verrà un devastante cancro ai testicoli e finirai a cantare nel coro della cappella pontificia o roba del genere. No. Qui c'è qualcosa che parte da un intuizione terrificante e sfocia in una condanna dell'intolleranza razziale - se lo si legge bene - ma che comunque contiene una innegabile verità che, se ci si sofferma sopra, o ci si cuce le labbra e ci si infila due filtri nelle narici, oppure si tira avanti pregando il Creatore clemente e misericordioso e confidando negli anticorpi che ci fornisce sin dalle prime poppate del latte materno. Quindi, eccovelo, rileggetevelo e poi, quando cercano di terrorizzarvi con altri argomenti, ricordatevi che comunque a tutti, nessuno escluso, tocca respirare. E prima di fare testamento accarezzate il gatto , che più male di questo non vi farà.


CANNIBALI INVOLONTARI

17 aprile 2009

" A volte capita che il cervello se ne vada per conto suo e si metta a ragionare non più sui massimi sistemi ma su cose talmente improbabili che se non fossero vere ci sarebbe solo da riderci sopra. Ricordate il romanticismo di quei raggi di sole che, solitari, in una stanza buia fendono l'oscurità rivelando ai nostri occhi meravigliati tutto quel dolce vorticare di impalpabile pulviscolo? Una danza fatata di polveri antiche, che pensiamo sappiano di libri vetusti o antiche vestigia. Magari fosse solo così. Adesso andate in bagno, aprite la vostra camicia, alzate la vostra canottiera e datevi una gioiosa passatina sulla pancia...ed eccolo lì, che se ne va danzando per l'aere, il componente all'ottanta per cento del pulviscolo che alligna nell'aria. Siamo noi. I nostri corpi che giornalmente si squamano e consumano, rilasciano microscopiche forfori e macerie organiche, cellule morte. Quando, dopo una corsetta, vi fermate a riempirvi i polmoni d'aria, ragionate un po' su cosa state mandando giù. Per la gioia dei vegetariani inflessibili e per lo spasimo dei vegan, notoriamente ancora più drastici. Ci mangiamo a vicenda, lentamente, giorno per giorno. E cinicamente, vien da ridere a pensare a quegli intransigenti che non toccherebbero quelli che definiscono negri. Ma aspirarlo un poco alla volta, ogni giorno, sì però. E chi si porta le salviette chimiche nei bagni per paura di prendersi l'Aids? Dovrebbe girare con un filtro per il microparticolato in bocca...Pensateci, la prossima volta che guarderete quel fatato, sottilissimo pulviscolo che danza nell'aria, guardatelo con occhi diversi e non fatevi prendere dal vomito...anzi, siate positivi, pensate a quanto risparmiate sulla spesa in macelleria e respirate! Anche adesso, su, un bel respiro profondo...Buon appetito! "

Commenti scelti dei lettori dell'epoca : 

LINTERDIT : ah quanto ho goduto mentalmente leggendo questo post!!!

grande marco ....GRANDE !!!! SPERIAMO CHE LEGGANO IN MOLTI

EtruscanLady :Tutto ciò che è presente in ciò che tocchiamo , batteri, bacilli etc.. possiamo, almeno in gran parte, eliminarlo con l'igiene lavando bene e a lungo le mani e l'igiene del corpo ma tutto ciò che respiriamo in ogni luogo, in ogni zona, nessuno può impedire di fare scorpacciate di milioni di quelli animaletti dalle dimensioni infinitesimali che non si vedono ma che purtroppo ci sono. Fino a quando avremo la possibilità di respirare non sapremo mai cosa potrà entrare dalle nari, nemmeno a casa nostra possiamo stare tranquilli, porte e finestre vanno aperte, le persone vanno ospitate e chi ama gli animali ospita anche loro. O viviamo in un ambiente sterile, soli, senza relazionarci con nessuno, evitando anche di mangiare, si perchè anche in ciò che si mangia può esserci tanto di nocivo alla salute, o nel caso una persona faccia una vita normale, qualsiasi tipo di malattia può raggiungere chiunque in qualsiasi momento. 

Belli i tempi passati caro amico, quando discutevamo di tutto, quando si coltivavano le amicizie o ci innamoravamo anche se solo virtualmente, ma almeno ci accompagnava lo stimolo ad essere presenti, scrivere, anche litigare talvolta ma almeno eravamo e ci sentivamo VIVI. Ora è tutto un mosciume, escluso quei pochi che ancora riescono ad usare il cervello per cercar di buttare giù due righe che possono o non possono interessare a tutti ma almeno cercano il dialogo costruttivo, non l'argomento trito e ritrito ad inculcare per forza le proprie idee. Oggi pochi sono ignoranti e le pagine del Web su qualsiasi argomento sono lì a disposizione di tutti, ma forse qualcuno non lo sa.

doubletrouber  : Dieici anni fa su chatta non c'ero,stavo su un'altra chat di personaggi quantomeno strani,ma la mia dose giornaliera di un un post non mancava mai, come per te.Gli anni passano,cambiano gli utenti e sai una cosa? penso che per essere "ammirati" oggi occorra essere stronzi, come certi personaggi che si leggono in bacheca,

Perquanto riguarda i due post che citi, finiti nella top 100,a mio avviso data l'argomentazione e la bellezza di entrambi i post, dovrebbero essere anche li.Non mi piace citare ma vedo che ci sono blogger che ne hanno perfino 9.....Per quanto riguarda cannibali involontari,pur essendo dato 2009 e ' un post attuale e degno di entrare,nella top 100,un carissimo saluto


mercoledì 24 dicembre 2025

RAZZISTI (un post contro il razzismo)

 (Prima pubblicazione 24.09.2019) © Crenabog 


La foto non è una novità, l'avevo già inserita precedentemente in un altro vecchio post dello stesso stampo, ma ci sta bene lo stesso. Perché? Molto semplice, quanti di voi vanno in giro atteggiandosi ad illuminati assertori del valore intrinseco dell'umanità, e poi sputano al passaggio di ogni persona che non sia il loro riflesso nello specchio? Quanti di voi continuano a deliziarci col ricordo di un Mussolini appeso per i piedi e di un Hitler fautore delle camere a gas (dimenticandosi le montagne di morti gay, lesbiche, ebrei e oppositori lasciate sul terreno o nelle fosse da paladini della libertà come Che Guevara, i comunisti russi e i cinesi) dicendo a destra e a manca che quelle sono cose che non devono mai più ripetersi e poi gridano ammazzalo al passaggio di una persona non identica a loro? Ve lo ricordate quanto si è parlato e sparlato mesi fa sulle idee di razza ricorrendo le leggi razziali emesse durante il periodo della guerra? Quanto vi faceva schifo solo l'idea, vero? Bene, bravi, applausi. Ma allora, cosa avete tutti da berciare nelle vostre riprovevoli bacheche, schifati dalle donne del sud, sputando sui musi neri, rivangando stupri di massa - dimenticando quelli fatti dai liberatori che oltre al cioccolato e alle sigarette davano ben di peggio alle donne? Ancora, nel 2019, mentre su questo pianeta si agitano sette miliardi e mezzo di esseri umani di ogni colore, etnia, religione, storia, filosofia, economia e quanto altro, ancora parlate di RAZZA? Razza poi, ridicoli buffoni che siete, la "razza" è solo una, la razza umana. Possiamo differenziare la razza umana dalla razza felina, questo ve lo concedo, ma quando dite che un nero non appartiene alla razza umana vi rendete conto delle immense, stratosferiche cazzate che state dicendo? I delinquenti ci sono ovunque, sotto ogni sole e bandiera, le persone indegne di questo nome non hanno colore né lingua diversa, ma la cosa più patetica è dover ancora stare qui a ripetere queste cose. Oh cavoli, pagherei oro perché tutti credeste nella reincarnazione e nel karma, e dopo essere stati decorosamente seppelliti dopo il sacro uffizio tenuto da un qualche prete - bianco, ovviamente, probabilmente pedofilo e quasi sicuramente ladro di elemosine - vi risvegliaste in un villaggio del sud dell'Africa, neri come la pece, coperti di mosche e in attesa che caschino dei datteri da una palma per sfamarvi. Venitemi a dire, allora, tutte le schifezze con le quali vi esaltate da soli dietro una tastiera o in branco con manganelli e coltelli. Addirittura dementi che fanno distinzioni tra italiani del nord e del sud, riescono a parlare di razza anche in questi frangenti. Ma cosa avete studiato, se mai avete studiato, cosa vi hanno insegnato su quei banchi? A giocare al fantacalcio e a farvi le spade di eroina con le penne a sfera? Datevela tutti una grossa calmata, e pensate se foste voi dall'altra parte. Chi sa, dovesse mai la vergogna costringervi a far funzionare il cervello.

Commenti scelti dei lettori dell'epoca : 

s,hela : Incisivo, Tenace, Fluido , Incredibilmente splendido il tuo scrivere. Complimenti sempre e grazie per impreziosire questo luogo di realtà. Un caro saluto , Giulia

EtruscanLady : Bell'argomento Marco, mi trovo in un paese che meglio evitar di parlarne. Non credevo, non pensavo davvero esistesse tanta cattiveria qui di migranti non ce ne sono molti a dire il vero, probabilmente sentono a pelle l'ostilità provata nei loro confronti. Soprattutto i vecchi e le persone anziane straparlano e ne hanno addirittura paura. Solo il supermercato cinese fa il pienone di gente, allora quelli vanno bene perchè un sono "cari". qualche ragazzo di colore un po' di tempo fa si era messo all'ingresso dei negozi, una bottega di alimentari, un panificio, poi qualcuno ha chiamato i carabinieri e non si sono più visti. Non chiedevano, aspettavano solo uno spicciolo d 'euro o un panino. Questo argomento caro Marco ha fatto si che io e la famiglia di mia figlia ci allontanassimo dalla famiglia d'origine di mia nuora, una nuora ed una famiglia di razzisti. Ogni volta che ci ritrovavamo tutti insieme a festeggiare il Natale, compleanni vari ecc...qualcuno di loro, soprattutto il mio consuocero sapendo come la pensavamo in fatto di migranti intavolavano appositamente discorsi sull'argomento per portare ad inevitabili discussioni. Quindi da un po' di tempo stiamo declinando gli inviti con grande dispiacere di mio figlio e nostro ma solo per lui, io sono abbastanza furba da sviare ma mio marito e mia figlia diventavano furiosi e così abbiamo pensato che fosse meglio evitare per la nostra pace. Sardi di merda! ma chi gli sembra d'essere. Il mio consuocero un po' di tempo fa fu anche bannato su FB ma continua imperterrito col codazzo della moglie e qualche donnetta che nemmeno sanno scrivere se non offese, io leggo tutto senza mai intervenire, certe soddisfazioni non le do. Il veleno in corpo devono smaltirlo loro, io mi sento in pace con me stessa e con il mondo che mi circonda e tanto basta.

I SOPRAVVISSUTI (un futuro di inganni, miseria e fame)

 (Prima pubblicazione 11.10.2019) © Crenabog 


(N.B. se qualche lettore odierno si chiede il perché della presenza, come testimonial nei post, del mio gatto Kaiser Moon il motivo è semplice ma legato all'epoca: in quel periodo nel blog principale su Chatta.it scriveva un nick che iniziò a fare uscire post deliranti accusando i gatti domestici di portare le peggiori malattie, dall'autismo, al Parkinson a malattie tropicali mortali. E per non farsi mancare niente iniziò a delirare sul fatto che donne e bambini si dedicassero a pratiche sessuali con cani e gatti. Insomma, una cosa così folle e disgustosa che molti blogger iniziarono a postare foto di cani e gatti in ogni post: Ed ecco spiegato il perché Sua Maestà Imperiale il Kaiser Moon è dappertutto su internet...)

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Fine anni Settanta, e quello che ci raccontavamo all'epoca sembrava una tale fantasia da meritarsi a pieno titolo l'ingresso nel pantheon della fantascienza distopica, eppure non è forse vero che non i vari Nostradamus e simili ma gli scrittori di fantascienza sono quelli che, nel tempo, hanno avuto la vista più lunga? Un Jules Verne, mettiamo, sarà stato lui un anticipatore immaginifico o saranno stati gli scienziati a prendere ispirazione dai suoi scritti, già comunque basati su teorie valide, per realizzare tutto quello che scrisse? A questo punto gli orrori previsti da Ballard dovremmo aspettarceli dietro l'angolo, o le catastrofi di Herbert, perché no. Certo è che, se torniamo con la mente appunto al 1973, tra i grandi cult cinematografici troviamo " 2022 I SOPRAVVISSUTI " con quello che oggi si definisce un cast stellare, Charlton Heston, Edward G.Robinson, Joseph Cotten, la crema della crema dell'epoca. Il film, che si inserisce nel novero di altri quali " 1975 OCCHI BIANCHI SUL PIANETA TERRA " sempre con Heston, narra di un poliziotto che scopre una tragica verità dietro la distribuzione del cibo ad opera dello stato ad una popolazione mondiale super affollata e priva ormai di risorse naturali. Mentre ovunque masse di disperati accorrono per la distribuzione delle gallette nutritive di Soylent Green (titolo originale del film) , spacciato per derivato dalle alghe, il drammatico finale vede Heston scoprire che dai Templi - organizzazioni parareligiose che forniscono il suicidio assistito ai disperati dando loro in premio una ultima visione di come era il mondo, fatta di meravigliosi panorami e musiche commoventi - i cadaveri vengono convogliati in fabbriche robotizzate dove si producono le gallette da distribuire alla popolazione. Immancabili, anche per l'epoca ma comunque sempre attuali, le caratterizzazioni dei potenti a qualsiasi livello in grado di permettersi vere bistecche e vasetti di marmellata con cui premiare prostitute e sottoposti fedeli allo status quo. Una visione impossibile? E chi lo dice? Da quanti anni ci beneficiano le enormi disponibilità di krill nei mai del Nord, masse di minuscoli gamberetti, originariamente cibo preferito dalle balene, come futura alternativa al pesce? E il krill invece va scomparendo, troppo piccoli per resistere all'inquinamento. E chi di voi non riesce più a comprare gamberi e si accontenta dei finti gamberi fatti e modellati con pasta di surimi? E la soia, altra grandiosa manna piovuta dal cielo, alternativa onnipresente e sempre più pubblicizzata per ovviare alla scarsità di cibo? Va bene a tutti, anche a chi da sempre lotta contro gli organismi geneticamente modificati, giusto? Tranne che per il particolare che da decenni tutta la soia prodotta (chi si ricorda un certo film poliziesco dove, in una sequenza, si vedeva il sotto di un ristorante cinese con vasconi pieni di liquidi dove la soia cresceva idroponicamente a costo pressoché zero per essere usata nelle cucine?) deriva da un unico ceppo costituito da organismi geneticamente modificati che così si sono diffusi in maniera planetaria. E per far fronte alle enormi emissioni di gas degli allevamenti intensivi di animali da macello, il cui fabbisogno mondiale ha raggiunto quote altissime, ci si sta da anni battendo su due fronti, quello etico perché gli animali non debbano più essere uccisi per essere mangiati - e potrei sentimentalmente anche capirlo ma ditemi, se si smettesse di usare gli animali per il cibo, e ammettendo per assurdo di castrare tutti i rimanenti così non si riproducano, di tutti i milioni di animali negli allevamenti cosa si dovrebbe farne? L'altro fronte era appunto quello delle emissioni di anidride carbonica (qualcuno sorriderà pensando a quanto ci abbiano angosciati con la questione del buco nell'ozono, l'effetto serra e le flatulenze delle mandrie bovine australiane e neozelandesi, luoghi sopra i quali maggiormente il "buco" ristagnava, e come da anni non se ne parli più, il che vuol dire o che Dio clemente e misericordioso ha spennellato di colla l'ozono, o che gli agricoltori locali hanno messo appositi catalizzatori ai fori di uscita delle mucche dato che dubito le abbiano collegate tutte a gasdotti siberiani per la produzione di metano, o che i giornalisti ci riempiono di cazzate ogni giorno fino a che qualcun altro non li paga per dire il contrario). La scoperta quale è stata? Un idea folgorante come quella di Indira Ghandi, di sterilizzare tutta la popolazione in cambio di un frigorifero a testa? Un idea come quelle che vengono in testa a gente come Erdogan o Trump o Kim Il-Sung, di dare una bella sfoltita alla popolazione mondiale con una guerra totale così da fare spazio e contemporaneamente vendere tutti gli armamenti prodotti? Più semplicemente realizzare bistecche sintetiche, in vitro, partendo da cellule di manzo o di suino, cosa che è già in produzione, presentata nel 2013 dalla Maastricht University e presto in distribuzione in America. Inizialmente costosissima, i prezzi sono sempre più calati per arrivare al grande pubblico, a fronte di studi ancora non definitivi sulle conseguenze sull'organismo umano e alle enormi emissioni di anidride carbonica prodotte dagli stabilimenti, che non comporterebbero effettivi benefici rispetto alla situazione attuale. Quindi la corretta visione futura che ci si prospetta non è altro che quella di masse dedite al consumo di cibi sintetici, artefatti, dal dubbio valore sanitario, sempre più finti, sempre più veicolati dai media fino a convincerci di quanto sia giusto e corretto ed ecologico consumarli. Una sorta di India moltiplicata all'ennesima potenza, con la gente a mangiare ciotole di riso mentre le vacche girano ovunque, intoccabili, o addirittura soluzioni drastiche come quella prospettata nel film che abbiamo citato, e che, data anche l'approssimarsi della data, sembra davvero essere più vicina alla realtà di quanto quarantasei anni fa avremmo immaginato, o voluto immaginare. Se adesso uscirete correndo a comprare bistecche fiorentine o di toro Angus non me la sentirei di condannarvi, diciamo che ci stiamo preparando gli ultimi pasti dei condannati a morte. E solitamente sono quelli più gustosi. Se poi qualcuno si chiedesse cosa ci sta facendo Moon nella foto a far da cappello al post, invece che Charlton Heston (che pure era un bell'uomo), vi lascio la possibilità di scegliere tra varie opzioni: uno, è indubbiamente il più bel testimonial in questo sito, due sta mangiando la sua ciotola di tonno non sintetico quindi rientra pienamente nel discorso e tre, per far contenti anche gli annunciatori di disgrazie, quelli che la polizia postale dovrebbe mandare alla Cajenna per procurato allarme, sta lì perché così potete dare la colpa ai gatti se i vostri figli non trovano più il tonno nei supermercati. Buon appetito, fin che vi riesce.

Commenti scelti dei lettori dell'epoca :

LadyMestolo : Stiamo rasentando in alcuni casi la follia pura. Il genere umano cosa cerca di fare? Autoestinguersi?

no:expectations : Se avessero utilizzato queste tesi per influenzare l'economia e il rispetto per l'ambiente, chissà, oltre a dare un'ottima rendita ai parenti di scrittori di fantascienza, magari saremmo più convinti degli sviluppi del nostro comportamento.

COSE INCOMPRENSIBILI (della tracciabilità eterna sul web)

 (Prima pubblicazione 16.05.2019) © Crenabog 


Le cose incomprensibili non sono, ovviamente, la capacità di Moon di piegarsi ad angolature non euclidee che avrebbero ispirato le geometrie di H.P.Lovecraft ma siccome mi fa da testimonial ci sta bene comunque. Torniamo a noi, una notizia che correva in radio l'altro giorno ( sì, sono uno che ancora sente la radio, sia perché macino chilometri in macchina sia perché in televisione o vedo film o mi ci addormento davanti)mi ha fatto tornare alla mente il titolo di quella antica rubrica che usciva su un quotidiano, poi divenuta talmente famosa da essere assunta a frase tipica nel parlare italiano e cioè LA REALTA' ROMANZESCA. Dunque, si parlava di una donna ,protagonista di una vicenda molto triste finita in una battaglia legale. Lei e il suo compagno avevano avuto una bambina alla quale lui era affezionatissimo, e per averla sempre vicina le aveva scattato quasi cinquemila foto e molti filmini, tutto con il cellulare. Siccome la donna aveva deciso di lasciarlo si erano separati ma lui non aveva retto e si era suicidato. Lei, trovato il cellulare dell'ex marito, voleva scaricare tutte le foto della figlia ma nessuno aveva la password e, recatasi in un negozio specializzato si era sentita opporre il diritto alla privacy. Ne è venuta fuori appunto una controversia legale alla fine della quale il giudice ha costretto la casa produttrice del telefonino a fornire alla donna la password, scatenando quindi tra i giornalisti e il pubblico una nuova domanda: quando ce ne andiamo nella tomba, a chi spetta il diritto di frugare tra i social, i blog, le schede telefoniche? Ora, tutto questo can can mi ha lasciato con vari quesiti, primo tra tutti questo, che magari deriverà pure dal fatto che io provengo dai Nokia e adopero Huawei quindi non robe stratosferiche tipo Apple eccetera, ma dico, nella minuscola memoria del cellulare non sono poi tante le cose che entrano, tutti noi mettiamo tutto su gigantesche microscopiche schede di memoria aggiuntive che in pochi centimetri possono arrivare anche a 520 gigabyte. E, a meno che non mi sia rincretinito e la tecnica abbia fatto cambiamenti repentini, io ho sempre estratto la scheda di memoria, l'ho messa nel pc e ho salvato le migliaia di foto fatte a mio figlio, le centinaia di foto fatte in giro in viaggio o a monumenti e quel po' di selfie che la mia autostima ancora mi permette di scattarmi. E nessuna scheda di memoria che mi sia capitata ha mai avuto la password. Quindi o il suo cellulare aveva una memoria interna enorme o la signora voleva entrare nella messaggistica del cellulare e quindi tutto l'insieme mi piace davvero poco. Altro fatto, ed è appunto questo il quesito che si sta sviluppando, a chi possa andare il diritto di ficcare il naso negli affari sicuramente leciti ma non è poi detto, di un defunto. Si parlava perciò di redigere una sorta di testamento informatico che definisse a quale dei congiunti, o compagni di lunga data, o vicini di casa affabili o il portapizza se si tratta di gente priva di parentado ed amicizie, delegare la riapertura di blog su piattaforme tipo Chatta o Wordpress, a mettere le mani nei profili di Facebook o di Badoo, di aprire il cellulare per scrutare se in Whatsapp qualcuna ti ha mandato foto in mutande o se nella cronologia di DuckduckGo sei andato a guardare Youporn. A tutto discapito di una supposta onorabilità costruita in decenni di morigerata vita privata e pubblica, a rischio di sputtanamento globale per quel quid che magari nemmeno ricordavamo più Quindi quali potrebbero essere le scelte da farsi? Gettare repentinamente cellulari e pc nel fiume, tornando alle amate cabine telefoniche e alle buste da lettera aromatizzate allo Chanel numero cinque per intrattenere rapporti men che leciti? Cancellare al più presto ogni traccia lasciata sul web, annullando Facebook e gli altri social, ma tenete a mente che il web ricorda tutto per parecchio tempo e se io oggi cancello il blog perché sparisca da Chatta ci vuole pochi minuti, perché esca da Google ci possono volere mesi - e ricordo quando salvai tutti i vecchi post di Odirke quando chiuse il blog, le nottate a lavorarci sopra... quindi so quel che dico per esperienza. Oppure, e forse sarebbe la soluzione più facile, si risolvono i problemi in famiglia e ci si tiene la moglie, si evitano impicci fuori casa e si scrive tonnellate di roba non rischiosa come fa il sottoscritto, che di problemi in famiglia ne ha dovuti ingoiare parecchi e di roba ne ha scritta ancora di più eppure sta ancora qui vivo e tranquillo. Mi risponderete, ma si parlava di defunti, oh certo, avete ragione, tendo a divagare quando devo fare i dibattiti con altre persone virtuali, aspettando risposte parlo e straparlo. Dunque, in caso di trapasso, dopo lunga malattia - che fortunatamente darebbe al soggetto la possibilità di ricostruirsi una sorta di verginità spazzando tutto - o per incidente casuale, solitamente inaspettato e normalmente mortale, che riaprirebbe tutta la questione. In questo caso mi sono premunito, non ho fatto alcun testamento relativo al virtuale, molto più semplicemente ho tutte le direttive, latitudini e longitudini, specifiche e password di tutto il mio virtuale, dai blog ad Instagram, da Facebook agli account per ogni cosa esistente scritti in bell'ordine e senza alcun cifrario da seconda guerra mondiale in un libricino. Roba da asilo? E sia, mica posso svegliarmi una mattina con l'Alzheimer e guardandomi allo specchio pensare di essere qualcun altro. Sempre che ricordassi come si usa uno specchio, che mica è detto. Seguite quindi il mio consiglio, non fate come tanti - mio figlio per dirne uno - che non si appuntano niente, poi non vanno in un sito per un mese e si scordano qualsiasi cosa affogando in un bicchier d'acqua virtuale. Fatevi i vostri bei libricini neri, così old school, di modo che gli eredi possano ricordarsi di voi mentre eravate ubriachi all'Oktoberfest con le mani dentro il drindl della bionda paffuta, o scoprire la vostra collezione di foto hentai con le ghotic lolita dalle orecchie di gatto scaricate da qualche sito giapponese e tante altre belle cose. Poi, quando lo avrete ben compilato e il vostro lascito imperituro alle generazioni future sarà pronto e disponibile, fate come me. Chiudetelo nella cassetta di sicurezza in banca, legata al vostro conto corrente personale, alla quale una eventuale moglie curiosa potrà accedere solo dopo una lunghissima, costosissima, snervante battaglia legale dove dovrà affrontare agguerriti figli avuti con una samoana e mai dichiarati al fisco o alla moglie legalmente riconosciuta. Anche perché, volete mettere la soddisfazione di andarsene con uno sghignazzo, e magari fargli scoprire che nella scheda telefonica non c'è un accidente?

Commenti scelti dei lettori dell'epoca : 

LINTERDIT : grande post ...ormai siamo rintracciabili scopribili , prima e dopo la morte , chissenefrega se dopo la morte vogliono guardare il mio account sui social o prendere il mio cellulare ....magari gli lascio una sorta di testamento dei miei pensieri dei miei vizi , delle mie debolezze e scopriranno una parte di me che non conoscevano!

1sussurro.nelvento : Bel post.. penso che il diritto alla privacy sia ineluttabile. Che si nasconda o meno "qualcosa", sono scelte di cui dobbiamo essere responsabili, io non guardo mai nel cell di mio marito e neppure nel suo pc, e penso lui faccia la stessa cosa. Se ti fidi non hai bisogno di cercare scheletri, se non ti fidi e cerchi la colpa, devi essere preparata/o alle conseguenze, in caso scoprissi qualcosa. Da morti ,secondo me, deve valere lo stesso rispetto. Nel caso della tua citata "sentenza" anche a me pare strano che un cell avesse tanta memoria, che i marito non avesse salvato quell'enormità di fotografie del pargolo, in altro spazio. Del resto anche una madre può fare ,se ci tiene, tante foto al proprio figlio, quindi la sua richiesta mi pare sospetta :). Detto questo,siamo tutti spiati se siamo su un cell e su internet, questo è il progresso "regresso", basta saper "smanettare" , si dice cosi' , altro che privacy! ... Ciao L.

EtruscanLady ; E' sicuramente un problema un po' per tutti, non lo sarebbe se sapessimo la data del nostro trapasso ma quella è cosa impossibile. Comunque almeno per me non è così importante, le poche foto che scatto con il telefono le scarico subito, i messaggi sono quasi esclusivamente riferiti al lavoro, per il resto non ho niente da nascondere, quindi se dovessi andarmene all'improvviso non lascerei niente di così privato. Il discorso è diverso per quanto riguarda il PC, ho tante storie scritte riportate da vecchi blog cancellati sia mie o di altri blogger, niente di male per carità ma comunque cose del tutto personali. Su FB vado raramente e quasi esclusivamente per leggere coloro che scrivono quindi nessun problema. Altri siti non uso. Comunque mia figlia ha le mie password scritte in una lettera che mi ha chiesto di sigillare perchè ora non le vuole sapere.