lunedì 22 dicembre 2025

LA PERDITA DEI VALORI (una giornata in ospedale)

 (Prima pubblicazione 08.05.2011) © Crenabog 


Stamattina ho portato la moglie in ospedale per una sua visita e, a dirla tutta, non ero nelle migliori condizioni visto che da giovedì pomeriggio ad oggi avevo totalizzato quasi solo due ore di sonno, quindi invece di buttarmi a letto avevo dovuto fare le corse per far tutto quello che c'era da fare in casa e appresso a lei e al pupo. Ero quindi più che notevolmente fuori di me e la testa se ne stava vagando in una specie di limbo, quello in cui ti ritrovi quando vorresti dormire e l'unica cosa che fai è stare ad occhi chiusi subendo il mondo intorno che si agita. Insomma, me ne stavo buttato come una rivista usata sulla seggiola dell'astanteria e assorbivo gli eventi esterni. C'era di fianco a me una signora anziana, piuttosto curata e fine, che però deambulava sorreggendosi ad un bastone, che aspettava di essere visitata, accompagnata dalla figlia e dal nipote sui dieci anni. La figlia continuava a ciarlare di un suo prossimo esame di cinese del quale però non capiva nulla e che aveva intrapreso tanto per fare qualcosa, tutta tirata e molto alternativa. Il ragazzino scivolava sulle scarpe alla moda con le rotelle sotto intento a leggere un giornalino. L'anziana con voce sommessa vantava il fatto di aver regalato alla figlia gli occhiali che aveva, e di come le lenti fossero le migliori in assoluto eccetera eccetera, cercando di far comprendere evidentemente con gentilezza i riguardi che ancora aveva nei confronti della figlia, con quel poco che poteva permettersi e quando l'altra ha detto al bambino di stare vicino alla nonna e parlarci un po' lei ha risposto che non faceva nulla e che di certo lui avrebbe trovato più gratificante leggere Topolino. La scena mi aveva già dato un forte senso di pena per la donna, con tutto quel che implicavano le poche frasi scambiate: dopo la visita il dottore l'ha salutata cordialmente dandole un nuovo appuntamento, con quell'aria rassicurante che insegnano negli atenei e che di solito preannuncia le esecuzioni capitali. Poi, alla figlia che si era avvicinata, a voce tale che l'ho sentita anche io, mentre l'anziana si dirigeva verso le sedie, se ne è uscito ridacchiando:- Mi faccia sapere, che la interniamo sicuramente, la facciamo mettere sotto tutela e se vuole la mando a prendere per portarla via... A quel punto, vi confesso, ho provato un tale senso di schifo che avrei voluto vomitare, ero già nero per cavoli miei, stavo per alzarmi e mandare a fanculo tutti, da quella bastarda della figlia preoccupata solo del suo stronzissimo esame di inutile cinese, a quel pupazzo del bambino che neanche si era accorto di dove fosse la nonna e stava stravaccato a leggere, al dottore timoroso di perdere un altro soggetto da parcheggiare a pagamento - sicuramente economico - in qualche stantio luogo di pre-morte. Non ne è uscita una scazzottata, ma solo questo post, avvelenato e acido. Perché oramai non esiste più il comandamento Onora il padre e la madre, non esiste più il rispetto per gli anziani, né il debito di sangue per chi si è spaccato tutta la vita per crescerti al meglio, sopportando tutte le tue cazzate, e ancora si spella le mani in regali che tentano di dimostrare un amore vecchio di decenni. Non esiste più la riconoscenza, né per chi ha solo i giorni da contare dopo aver dato tutto a chi lo ha ritenuto un dovere, né per chi - come me - fa una vita al limite del delirio per portare fino all'ultimo spicciolo di soldi e di sonno ad una famiglia. Non esiste più nulla. Questa società che doveva essere il migliore dei mondi possibili ci ha macinato il cuore, ci ha frullato il cervello, ci ha trasformato in portafogli da aprire e vacche da mungere, senza pietà. I legami non contano più niente. Mi viene da ridere pensando alle feste varie che la pubblicità ci impone, prima di tutte quella della Mamma. Come la staranno festeggiando loro oggi? Gli avranno portato dei fiori, comprati distrattamente ed in fretta da qualche negro al semaforo, tenendo in tasca i volantini di qualche ospizio? L'anziana, sarà stata felice? Si starà illudendo che quando chiuderà gli occhi loro saranno vicino a lei per consolarla e scaldarla prima dell'ultimo viaggio? Si aspetterà baci, invece di infermieri trucidi e menefreghisti che la parcheggeranno davanti ad un televisore con in mano un piatto di minestra? Questo è quello che ci aspetta? Vi prego, e mettendovi una mano sulla coscienza ricordatevene, quando sarà anche il mio momento, sparatemi in nuca dopo avermi dato il tempo di un ultima preghiera. Dimostrerete molta pietà. Non lo fareste per un cavallo? Allora, fatelo anche per un essere umano, anche se sembra valga meno di un cavallo.

Commenti scelti dei lettori dell'epoca :

follettoarrabbiato : Ciao Marco tu sai quanto io sia sensibile a questo argomento e a quante rinunce ho fatto e a cui faro' ancora fronte per loro, pensa che effetto mi fa leggere una cosa del genere, spesso penso al giorno in cui saro' costretta per impossibilita' proprio fisica a doverlo fare con mia madre, l'halzimer non perdona a gli ultimi stadi e lo sappiamo, ci credi per non dovermi spaccare il cuore, per non volerci pensare non so cosa sperare per lei? Immagina leggere qualcuno che c el'ha intatta di testa a volerla rinchiudere...altro che lo schifo, mi sale una rabbia davvero inaudita...e capisco il tuo dire ma non resiste piu' nulla? Esistiamo ancora ma siamo pochi...troppi pochi che credono in qualcosa...scusa se mi sono dilungata...ma proprio non potevo farne a meno...bacione

DonnaDiClasse : Leggendo quello che hai scritto ho pensato ai miei due genitori che ho perso tutti e due 27 anni fa a pochi mesi di distanza, forse sarò egoista ma, avrei preferito averli a casa anche fermi in un letto o in una carrozzella per poter accostare ancora la mia guancia alla loro quando spesso ne sentirei il bisogno, a codesta scena ha assistito una persona che è riuscita a mantenere la calma anche se ribolliva dentro, io con il carattere che mi ritrovo sono sicura che non sarei stata capace di stare zitta anche se la cosa in fondo non mi riguardava. No caro Marco, non credo che per tutti sia così, dipende dall'intelligenza e dall'amore che nutrono le persone verso coloro che hanno fatto sacrifici per crescerli e come si nota , non sempre troppo bene, forse insieme a quegli occhiali i regali sono stati troppi e stessa cosa per la permissibilità in certi comportamenti? Hai ragione dicendo che oggi quello che conta non sono più sentimenti ma solo l'apparire, la libertà di andare e di fare senza preclusioni a costo di far soffrire chi invece ci ama. Quel ragazzino che ignorava la nonna un giorno farà la stessa cosa nei confronti dei suoi genitori, perchè questo ha visto fare e questo gli sembrerà il gesto giusto da ripetere. A parte questa ignobile scena a cui hai dovuto assistere, spero che per tua moglie sia stata solo una visita di routine e che quindi non sia niente di serio

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