(Prima pubblicazione 17.05.2011) © Crenabog
C'è una sofferenza di fondo, la stanchezza oramai proverbiale, il sonno sempre più raro e disturbato costellato da sogni monumentali e di brevissima durata quando non da incubi caricati di angoscia, la realizzazione visiva e fisica di una incipiente decadenza legata al proprio buttarsi via. Il tentativo di smettere di fumare è andato naturalmente a vuoto, tra l'altro, come c'era da aspettarsi. Ma tutto l'insieme non collabora ad una mia risalita. Quello che vedo in giro, nel web, nel mondo, in famiglia, è sempre più deprimente, carico di squallore. Viviamo in un format precotto, in una vita pensata da altri, i manifesti mostrano facce inesistenti, prive di personalità, legate appunto a format, tutti nelle stesse pose riconducibili a tematiche non nostre e penose. Gente in posa da rapper, da hip-hop, tutti uguali, tutti in serie da tre o da cinque persone, chi con le braccia incrociate, chi con gli occhiali scuri, chi con lo sguardo protervo: figurine, repliche di repliche di copie mal riuscite di rivoli di culture lontane migliaia di chilometri da noi. In televisione pupazzi che si muovono ballonzolando, niente più Capitani dell'Aviazione a parlare del Meteo ma bambocci in giacchetta che danzano gesticolando - cosa che una volta ti avrebbe fatto cacciare subito - come i colleghi americani convinti che quella sia la strada per l'audience. Audience che vede queste cose e crede che queste siano le cose che vanno viste. Una massa di ciarpame inutile e privo di dignità. Notizie dai telegiornali sempre peggiori delle precedenti, notizie dal web che rivelano complotti di tali portate e mostruosità che soltanto chi ha oramai il cervello obnubilato riesce a reggerle, per gli altri non resta che la più profonda depressione. Un lavoro del quale dovrei essere grato, in questi tempi drammatici, ma che porta a farsi dodici ore ogni notte per portare soldi a casa, quei soldi che non fanno in tempo ad entrare che già sono usciti, mogli che non hanno la più pallida idea di cosa costi vivere e dopo che ti sei impelagato e strizzato fino al midollo ti replicano che non hanno mai avuto nulla. Una vita scandita da ritmi allucinanti, senza un attimo per vivere realmente, e quando alla fine te lo concedi non c'è mai un accettazione, una comprensione, solo e sempre dei rimproveri continui, borbottamenti, parolacce, rotture di scatole. Solo e sempre. In un vortice dal quale non c'è uscita. Normale? normale aprire giornali e leggere sei pagine sulla bellezza, giustezza, dell'essere gay? di quanto siano fighi, alla moda, realizzati, sbarazzini, pieni di vitalità? Io, cosa sono, l'ultimo dei dinosauri? Leggere che loro hanno diritto a questo, a quello, e che siccome sono meglio è giusto assumere loro, farli guadagnare di più eccetera eccetera? Sei così? Bene, affari tuoi. Io cosa dovrei essere, l'handicappato, il manchevole, l'incapace, quello fuori moda? Io non sono alla moda, io porto gli stessi stracci tutto l'anno, cambio faccia, baffi, barba, capelli ogni volta che mi pare, mi piacciono le donne. E allora? Mi piace farci sesso, e cosa sarà mai, una tragedia? Probabile, in un mondo popolato da donne che ti dicono che stanno male, che sono indisposte, che ora non possono, che forse un altro giorno potranno, che per loro non è importante, non è fondamentale. Quando. A una certa età? perché prima te la tiravano in faccia. E ora probabilmente la stanno tirando in faccia a qualcun altro, senza se e senza ma. E poi lo scrivono sulle rubriche delle riviste, tutte abbattute, o piene di dubbi, farò bene, farò male? Anormale. Io, certo, ancorato ad una visione della vita per la quale ti alzi, lavori, stai dietro alla famiglia, fai quello che pensi di dover fare e basta. E magari ti concedi qualche giro nel web tanto per sentirti ancora vivo, conoscere gente, e ti accorgi che in realtà non c'è una realtà, c'è solo altro vuoto, un vuoto cosmico, pieno di altre cose illusorie, gente che non si vedrà mai perché ha solo paura. Una dannata paura di tutto. Anche di essere normale e allora si inventa altre cose e all'atto pratico teme che qualcuno se ne accorga. Meglio rientrare nei format, nelle visioni di noi stessi che ci inventiamo o che altri si inventano per noi. Oramai persino immaginare sé stessi è faticoso. Meglio non essere. Meglio fingere. Ma comunque, fate finta di non aver letto, non voglio tediare anche voi. Basto già io a non riuscire più a vivere con me stesso.
Commenti scelti dei lettori dell'epoca :
XlucrezyaX : io ho cliccato mi piace perchè ciò che hai asserito è tutto vero e sentito chi sta qui dentro ne vede di tutti i colori proprio ora mi hanno fatto morire in bacheca con tanto di bara tu pensi che siano menti malate tu pensi che si possa deridere la gente con false malattie io penso che il web dovrebbe essere un incontro di persone per un dialogo anche costruttivo invece diventa distruttivo e fai bene a prenderti una pausa c è veramente di tutto di più io ti leggo da poco ma da questo poco ho capito che sei una bellissima persona e quando entro qui dentro e leggo che prima di scrivere devo pensare gia questo mi fa venire la voglia di dirti le cose come stanno..........lucrezya
follettoarrabbiato : Ciao Marco io conosco bene questo prologo...lo sai. Il sano egoismo ti dice nulla?? Usalo con tutte le forze che hai, inizia a pensare a te e a Tato, dai uno scossone a questa cacca ( scusa la parolaccia ) di vita che ti sta distruggendo...alza quella testa dura che ti ritrovi e cerca un gancio, attaccati con tutte le forze e escine fuori...presto il piu' presto possibile...sai che ti voglio bene e sai che anche se non ci sono sempre e' sincero...non puoi dubitarne, e tu hai solo un difetto.. pensi troppo a tutto DEVI PENSARE A TE, e sai come fare per trovarmi, fosse l'ultima cosa che faccio tu devi trovare un'uscita tutti ne abbiamo e tu non sei diverso da altri, anzi si, hai intelligenza, cultura, un cervello che ragiona da solo, non hai bisogno di seguire un gregge, quindi che caspita aspetti, di morire giorno per giorno?? Datti una spolverata dai parassiti che ti succhiano sangue ed energie e lascia stare chi usa la compassione e il mi dispiace, qui serve che alzi la testa dalla polvere in cui la stai sprofondando....io ci sono sempre...ricordatelo, fosse anche solo per tirarti fuori la testa dalla polvere e per poi lasciarti andare, ma ci sono...il sesso? E chi ha il coraggio di dire ancora che non gli piace? Magari ad avere le possibilita'che concretamente impediscono certe cose, e le vorrei proprio vedere queste che dicono io no...maddai che lo sai anche tu...ti abbraccio forte forte e per quei pochi che siamo continua a rimanere...baci
aloven : E da pochissimo che ho il piacere di leggerti e trovo che tu sia una persona speciale,intelligente con un buon lessico e tanta cultura....questo malumore che tu descrivi e in fondo una verita' penso che appartenga un po' a tutti...anche se tu hai il coraggio di scriverlo e altri me compresa non ne hanno il coraggio....vogliamo illuderci che tutto vada bene...proprio per non sprofondoare in quel baratro nel quale TU stai cadendo...!!! Tutto rispecchia il vero..una societa'che non ci tutela,anzi basta che vengano dei profughi per scavalcarci il posto in qualsiasi classifica...!!! Finti perbenisti...pronti a giudicare quello che non conoscono... Sono completamente d'accordo con follettoarrabbiato ora è il momento di PENSARE A TE hai pensato a tutto fino ad oggi,stacca un po' la spina.... Un abbraccio affettuoso e ....in bocca al lupo..!!
serenella21 : mi dispiace leggerti cosi' amareggiato e deluso di qsta realta' ke vivi ogni giorno tu ke dai sempre mi hai dato sempre incoraggiata e nn buttarmi giu' di reagire e ora sei tu ke sei cosi' triste ..la vita è uno skifo specialmente x te ke lavori di notte e vedi gli aspetti + squallidi e peggiori dell'essere umano..nn farti influenzare e nn mollare mai hai un tesoro da proteggere e da sostenere il tuo tatino spero ke trovi in lui la forza di guardare al domani con okki diversi

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