venerdì 19 dicembre 2025

COSE PERDUTE

 (Prima pubblicazione 11.03.2011)


All'apertura del blog, stamattina, ho trovato l'avviso di Chatta, come penso tutti voi, sulle prossime novità che la piattaforma presenterà allo scopo di abbellire e migliorare i nostri blog. Bene, anzi benissimo, direi, visto che così si avvicinerà molto di più a cose tipo Blogspot, Wordpress eccetera, consentendoci di fare un prodotto aggiornato e più interessante. Tra i particolari da tenere presente ho notato che, quando cambieranno i blog, non sarà possibile che compaiano in automatico i post che avevamo messo tra i preferiti. Sentendo Marco, mi ha consigliato di salvare in un documento i rispettivi link, cosa che naturalmente passo anche a voi affinchè lo facciate in questo fine settimana, prima delle modifiche. Sono dunque andato nella pagina dei post preferiti e ho cominciato a riaprirli tutti per salvarli in wordpad e , tralasciando quelli che erano post del mio stesso blog, messi lì per riandarci quando mi fosse servito, ho scoperto qualcosa che mi ha messo addosso una grande tristezza.  Su cinquantacinque post che sono andato a riaprire ne ho trovati tredici. Tredici! Vi rendete conto di cosa implica, di che significa? Quasi tutti voi ne avrete aggiunti tanti però può anche darsi che non siate riandati a leggerli di frequente, certi e convinti che fossero sempre lì. Invece è stato come passeggiare in una libreria, in una biblioteca un tempo amata e trovarla saccheggiata, bruciata, svanita. Tanti, ma tanti, sono scomparsi, così tante persone hanno chiuso i loro blog, hanno cambiato nick - per i motivi più diversi e comprensibili, certo - e altri ancora hanno semplicemente cancellato molti dei loro post. Che sensazione strana, di abbandono, di perdita, forse... ma sì, diciamolo, anche di tradimento nel vedere persone che hai frequentato, corteggiato, con cui hai scherzato, nelle quali hai travasato i tuoi pensieri personali, le tue impressioni, i tuoi commenti, svanire così. Mi obbietterete che avrei potuto, all'epoca, copiare e salvare i post nei Documenti, certo, ma di solito non lo faccio, pensando che come sono io siano anche gli altri, che quel che scrivo resti così come le loro cose. Ed invece... quanto deserto intorno, quanta sabbia al posto di tante mirabolanti costruzioni verbali. Quanta tristezza. Questo post non è altro che un loro ricordo, un rammarico, un altra cosa inutile scritta nel vento del web e come tale varrà giusto il tempo che ci è voluto a scriverla e nulla più. E ora, con questa modifica in atto, anche le loro tracce finiranno del tutto per scomparire. Un lamento per loro, un brindisi in memoria di quel che erano.

Commenti scelti dei lettori dell'epoca : 

serenella21 : come se qste persone nn fossero mai esistite  spariti con essi i loro scritti sentimenti ed emozioni nel nulla  se nn in qlke vago ricordo della nostra mente  niente è x sempre papa' marco..niente e qsto ci lascia un senso di vuoto dentro e tanta malinconia, spero ke con il nuovo look nn spariscano anke qlke post

illaka : grazie per avermi mandato l avviso, io non ho molti post salvati nei preferiti, in genere vado a rileggermeli di quando in quando perche ricordo perfettamente quali sono pero... quello che dici é cosi vero, anche a me é capitato di andare a cercare piu di un nick, una persona che magari non sentivo da tempo e... non trovarla piu, basta, sparita nel nulla. Qualche volta é ricomparso con altro nick, facendosi riconoscere e cosi ho potuto riallacciare i rapport, qualche altra invece... sparita del tutto. Ora si sa che qui come altrove nelle chat le persone vanno e vengono, il motivo principale é che ci si stufa cosi come nella vita reale, anche di frequentare sempre le stesse persone, sentire sempre i soliti discorsi pero... hai ragione lo stesso, fa sempre un po di tristezza constatarlo. In qualche modo ti senti come se avessero voluto troncare i ponti anche con te (pur se il motivo é un altro) e il senso di abbandono che ti assale é REALE non VIRTUALE. perché un po si entra qui proprio perché ci si sente soli.

carina2010 : leggo con meraviglia e stupore di quanto siete legati ai vostri anici in un contesto come questo, io ho trovato  tanta presunzione in giro, e gente che ha rifiutato la mia amicizia solo perchè era laureata e vi invidio per i vostri sani principi. Bravo crena, sono contenta che tu e qualche altro mio amico sia sensibile anche qui, ciao


IO NON SONO COSI'

 (Prima pubblicazione 05.03,2011)


Tu credi che io lo sia. Ma io sono solo qui, qui dentro, nascosto in questo corpo che non ho chiesto, con tutto il mio mondo piccolo, con le mie idee, le mie fantasie. Non ho chiesto io di nascere ma adesso sono qui e chiedo. Sì, chiedo anche io qualche cosa. Chiedo di poter giocare, ridere, piangere, chiedo di crescere. In qualsiasi modo mi riesca. E quando mi dai dell'imbecille perché mi son sporcato ricorda che non sono stato io ma il mio corpo. Quando mi imbocchi a forza quel che mi è cascato dalla bocca ricorda che io vorrei mangiare cose buone, cose per bambini, non il mio stesso vomito. Quando ti comporti da maiale ricorda che non è il tuo pisello che vorrei vedere o toccare, ma i miei giocattoli.  Quando mi picchi perché solo così ti senti grande e forte, ricorda che io posso solo piangere, non reagire. Quando corro dai miei genitori vorrei che fossero felici di vedermi, che mi dessero baci, non che si vergognassero, non che si separassero dandosi l'un l'altro la colpa della mia esistenza. Quando mi vedete, non giratevi dall'altra parte perché io sono come voi. La sola differenza è che io sono prigioniero del mio corpo, voi del vostro cervello.

Commenti scelti dei lettori dell'epoca : 

nelcielounastella : Toccante! Bisognerebbe affiggere ovunque questo tuo  scritto!

karine27 : ...Le tue parole sono un invito a riflettere, e meditare su questi piccoli esseri umani, che un giorno anche saranno cittadini in questo mondo. Cmq, l'amore, il calore umano e la comprensione, devono accompagnare l'uomo dal primo giorno che ascoltiamo il battito del suo cuore, nei grembi materni.. Grazie per la visita, serena domenica!

methos1phd : Difronte alle diversità, di qualunque genere esse siano, spesso ci si trova in imbarazzo, questo è comprensibile, ma nessuno ha il diritto di approfittare del disagio altrui per infierire. Sono persone con sentimenti e desideri proprio come tutti, solo meno fortunati. Una serena domenica by Angie

serenella21 : giusto nn hanno kiesto loro di nascere qndi devono essere accettati cosi' come sono e nn classificarli come poveri dementi i bambini dawn sanno amare in un modo speciale 

e hanno bisogno soltanto d'amore e comprensione e nn essere emarginati

ma il diverso in qsta societa' fa paura e vergogna 

DIVERSITA' LINGUISTICHE TRA UOMO E DONNA

 (Prima pubblicazione 01.03.2011)


Avete mai fatto caso che la maggior parte delle buche derivano dalle incomprensioni di vocabolario tra quel che gli uomini e le donne dicono o intendono? Mi spiego con qualche esempio spicciolo: diciamo che due si conoscano in chat e comincino a scriversi, se le diranno di tutti i colori, nel tentativo più o meno aperto di arrivare ad una conclusione pratica. Bene. Molto difficilmente l'uomo parlerà di sé dicendo "Sono un fico", è ovvio, lui RITIENE a priori di essere un fico, ne è CONVINTO. Non ha bisogno di dirlo a meno che non sia un commenda sui sessantacinque anni, notoriamente pelato e comunemente dotato di Lamborghini, Ferrari o Harley Davidson sulla quale gira bardato come un Hell's Angel, quindi raramente si descriverà dando per scontato che la donna sia per forza interessata a lui. E questo già creerà possibili equivoci di aspettative. Lei...ah, le donne! Un indizio rivelatore (e mica lo fanno solo le acquirenti, lo fanno soprattutto le commesse) è quel che sentite se mai ne accompagnate una a comprare qualcosa di spaventosamente costoso. La commessa non dirà mai "Costa un botto di soldi", dirà "è un acquisto IMPORTANTE". Grazie al cavolo, importante è se riesco a trovare una copia della Bibbia di Gutenberg, o le carte del Duce che stavano nella famosa valigia. Qui invece si tratta di pellicce, brillocchi o vestiti, e quindi cominciate a far tremare i polsi. Stessa cosa, un uso improprio degli aggettivi, porta quasi sempre a delle rivelazioni visive drammatiche. Vi è mai capitato di sentirvi preannunciare un appuntamento al buio con una lei che si definisce "burrosa"? Voi magari starete pensando ad una Marilyn Monroe (quella sì che era da sciogliere su un piatto di spaghetti...) e vi arriva una taglia 48 calibrata che si è appena comprata un paio di jeans Wonderful Legs pensando che mettendoseli diventi Naomi Campbell. E se per caso si è definita "morbida" allora occhio perchè potreste dover capire se è veramente lei o un materasso a due piazze di Ikea... Non sarebbe più onesto e franco dirsi, "Cara, domani quando ci vediamo vengo con la cinquecento, ho il riporto tenuto dalla brillantina, e i pantaloni non sono con le pinces perché vanno di moda ma perché i miei addominali non sono mai riusciti ad imitare le tartarughe della Polinesia..." e sentirsi rispondere " Va bene, il cappotto a campana che vedrai non è il dernier cri di Parigi ma l'unica possibilità che ho di non essere confusa con le campane per i rifiuti differenziati, quelli sono grigi chiari, il mio è marròn..." ? Eh, che ne dite? Ricominciamo tutti a studiare l'italiano?

Commenti scelti dei lettori dell'epoca :

Alienman : Ormai non si può che darti ragione ! Non riesco a dissentire dai tuoi scritti, sempre attuali, effervescenti e  lungimiranti. Ciao Gran Cappellaio Matto


TANTI AUGURI !

 (Prima pubblicazione 25.02.2011)


Ma a Tatino, naturalmente, che festeggia il suo compleanno e ha portato a scuola una valanga di patate fritte, torte, coca cola e altra roba bambinesca per far festa, cosa che purtroppo non potevamo fargli fare nè a casa nè in un locale e quindi, ci è spiaciuto tanto, così non avrà regali dai compagnetti. Ho cercato di soddisfarlo lo stesso spendendo una cifra improba in clamorosi modellini da costruire delle astronavi di Star Wars (Antelaooo...)  che a lui piacciono e un po' alla volta impara a realizzarli. Stasera si gioca insieme, da bravi. Anche perché son stanco morto e ieri notte lavorando in stazione ho preso tanto di quel freddo da avere la testa spaccata in due da una nevralgia. Che tocca fa' per campare, eh? Un saluto a tutti gli amici!

Commenti scelti dei lettori dell'epoca : 

Antelao : birthday al Crenaboy! Nemmeno l'illuminato Obi Wan avrebbe potuto fare regalo piu' bello! Mi tornano alla mente i momenti di gioia pura quando con la mia Arianna giocavamo per ore con le astronavi e i personaggi di star wars, con i poster delle locandine dei films  appesi ai muri, ricreavamo le varie scene e io facevo il perfido e cattivissimo Dart Maul! Ho sentito il maestro Yoda, si e' commosso e si e' raccomandato di trasmettere gli auguri a Tatino e un forte abbraccio Jedi a te. Mi ha anche chiesto se per caso ti occorre una spada laser per le tue ronde....

venuste : infiniti auguri a TATINOOOOOOOO  BUON COMPLEANNO TESORO...che la tua vita......sia sempre...... felice .........auguri anche al papa' ed alla sua mammina...beh io credo che Tatino sia piu' felice di festeggiarlo a scuola con tutti i suoi amichetti... della sua stessa eta'...io ricordo iaia... si divertiva tantissimo.....a casa... beh c'erano anche i parenti... e non potevano pazziare come volevano.. dicevano....oddio......come gridano..a scuola invece..... c'erano tutti... era piu bello...erano tutti bambini...AUGURI

DonnaDiClasse : ......bellissima testata, ma questo te lo avevo già detto in privato..........un angelo dallo sguardo severo.......come dire "guai a chi me lo tocca", ed è giusto che sia così, non importa certo dirti .......proteggilo dalle cattiverie del mondo, il tuo sguardo insieme alle mani protettive che lo abbracciano saranno per lui la più grande sicurezza! Toccante e commovente ritratto Anna

DISQUISIZIONE SULL'ARS POETICA

 (Prima pubblicazione 04.02.2011)



Ammettiamolo, la notizia che in Italia i baby geni sono stressati ci lascia sorpresi. Bambini sui cinque anni che protestano dovendo fingere in classe di non saper leggere e scrivere per non essere additati come dei mutanti e spediti alla scuola di Xavier insieme a Wolverine, mentre sull'altro fronte ci attanaglia il cuore sapere che quasi il venti per cento dei ragazzi è semianalfabeta e non sa esprimere con la penna un concetto più ampio di tvb o roba simile. Qual mondo dunque ci si prospetta! Noi, che ci cullavamo nei ricordi di Pascoli, Carducci, Foscolo, Leopardi, Graf, Gozzano vediamo ora la devastazione compiuta dalla obbligata frequentazione dei soliti Buzzati, degli spaziopsichedelici Saint Exupery, di certe improbabili gabbianelle e dei gatti che politicamente corretti non se le mangiarono. Ragazzi che vedono Valentino vestire di nuovo le star e nulla sanno di un Valentino vestito di nuovo, e del cocco ogni giorno e della gallina che glielo depositò...certo non quella che gaia tornava in su la via a ripetere il suo verso dopo la procella. Ragazzi indottrinati su funzionalità corporali d'ogni tipo ad uso di farneticanti esibizioni videocellularesche e che nulla sanno di quali trombette erano capaci certi demòni danteschi, ragazzi preoccupati di informarsi sui contenuti ecologicamente sostenibili degli hamburger di Burger King e che non versano una lacrima su quel che dovette mangiare il conte Ugolino. Nessuno addita più i verdi melograni nè si preoccupa nel vedere una cavallina storna portare il birroccino. Maestre che invece di far leggere testi, chiederne i sunti e proporne poi un tema, unico modo per far imparare a leggere-scrivere-comporre, si dilettano a far creare cartigli perugineschi in versi sciolti, dacché la metrica troppa fatica impone ai teneri virgulti e alle loro menti disfatte. Giambi, epodi, sestine sesquipedali, rime baciate con le lingue d'oil e d'oca appaiono terrificanti come processi di Torquemada, da sfuggire assolutamente. E noi che pensavamo di dover dare ardue sentenze, essendo ormai dei posteri, ci barrichiamo in tra l'oscureggiar di forre cadenti ed antri muschiosi, spigolando a Sapri e in altre librerie antiquarie alla ricerca inesausta dell'Urna e del sapere negletto. In punta di piedi scivoliamo in decadenti scuole abbandonate, tentando di scoprir nei graffiti rupestri - ma sì, persino ad Altamura...- vaghi accenni di poetica creatività, quel quid , quella scintilla (si badi, che non s'illumini d'immenso, eh!) capace di farci ancora credere che pure i giovani sapessero mantener viva l'ars poetica. Ed ecco comparire, al lume delle steariche, certe gioiosità aretinesche, ancora degne di comparire in dotti tomi della Feltrinelli, dediti alla libertà del pensiero. Come questa, celeberrima:

"Lo disse un giorno Socrate,

lo confermò Santippe,

è meglio una scopata

che centomila pippe."

Che ineffabilmente discetta sulla loro storica unione coniugale e sui modi d'intendere, nella latinità, l'igiene sessuale. Ma ancora, avanziamo indianajonessando, scansiamo suvvia quelle ragnatele dai banchi, entriamo nelle ridotte turandoci il naso come certi politici montanelliani, cos'altro partorirono le penne prepuberi?

"In questo luogo di sicuro asilo,

feci uno stronzo che pesava un chilo."

Oh, come ci intenerisce pensare ai nostri pargoli che, intimoriti dai segaligni barbuti tutori del sapere, trovavano conforto e rifugio nei bagni alla turca dove potevano infine liberare le loro coscienze dal peso del dovere e di certi piatti di polenta e patate, atti al volgo e alla robustezza del fisico ma certo sconosciuti alla jeunesse dorèe frequentatrice di ben altri collegi, e usa a tartine e caviale ed alla stitichezza intellettuale. Così, mentre all'esterno il mondo moderno va a rotoli, e non di Scottex, dimentico del fatto d'esser stato fatto per seguire virtute e conoscenza impavidi analizziamo un ultimo distico mistico, massonicamente inestricabile eppure foriero del disvelarsi dell'ultima verità, che un giorno comparve su un muro capitolino e lì rimase granitico, mostrando la strada della liberazione dall'Eterno Femminino.

"Le donne ce l'hanno,

perché non ce la danno?"

Vero gioiello capace di far indietreggiare la Sfinge stessa e farla fuggire alle radici del Nilo, a piangere sulle ginocchia di Ayesha, la Donna Eterna... continuino così, i giovani d'oggi, paghi dei loro videogiochi, delle macchinette diesel da dodicimila euro, dell'happy hour. Nulla più sanno e di questo s'allietano. Noi, dubitanti del fatto che sol chi non lascia eredità d'affetti poca gioia ha nell'urna, scrutiamo tremebondi l'ultimo orizzonte dove non sorge più il sole libero e gioioso, ma solo i monoscopi dei canali televisivi.

Commenti scelti dei lettori dell'epoca : 

DonnaDiClasse : ...........credo che le tue battute simpatiche e ironiche vogliano in realtà sdrammatizzare un pochino un problema che, così come fai capire anche tu, riguarda un argomento molto serio, quello della scuola di oggi; Un problema per tutti quelli che, così come te, hanno figli che frequentano; Come sai ho una nipotina di 10 anni che frequenta la 5 elementare, quindi mia figlia risente dello stesso problema, un tempo pieno a suola e quando arrivano a casa devono ancora fare i compiti e studiare perchè il pomeriggio li fanno giocare a baseball e a casa i genitori devono quindi sotituirsi spesso alle insegnanti, nonostante ne abbiano tre in aula, una per Italiano e storia, una per la matematica, una per l'inglese; sono 20 bambini quindi non dovrebbe essere difficile un buon insegnamento, ma sembra che la maggior parte di loro abbia bisogno di ripetizioni; Ho provato a sfogliare i suoi libri e i sistemi di insegnamento, sarà, che siano preparati per affrontare la scuola media e le superiori ma ho seri dubbi.

Una volta, la scuola era diversa, adesso gli insegnanti sono quelli che hanno imparato dai non preparati e quindi......stessa minestra!

Ti auguro una buona serata

tenalady : E' da tanto che non entro, ma i saluti spero ti giungano tramite Veniste.

Il problema che hai affrontato nel post è evidente anche nelle Universita',non per questo mi chiedo:  " come mai i saputelli che dal liceo sono usciti con il voto di 100/100,all'universita' si sono persi in un bicchiere d'acqua? Il massimo che riescono a prendere è 21 su 30?  ragazze la cui loquacita' faceva al resto della classe 2 00 cosi...all'universita' si sono smarrite come pecorelle il un sentiero tortuoso....Questo per dirti che nei licei...le preferenze per gli alunni sono alla portata del giorno...se sei il figlio di' in particolar modo...ma fortunatamente all'universita' cambiano parecchie cose...li' ti" fai" da solo!

Proprio per questo ho avuto le mie soddisfazioni ..e ne vado fiera! Studi senza orario,giorno e notte,ma alla fine il 28/30 arriva.

Ti abbraccio

SUPERMAGIC 2011

 (Prima pubblicazione 02,02,2011)


Ieri sera, sforando il budget e andando tragicamente in rosso, ci siamo concessi di portare Tato a teatro a vedere lo show Supermagic, ottava edizione, al teatro Olimpico. Ci tengo a dirvi che è stato assolutamente all'altezza delle aspettative, con numeri altamente spettacolari, bravissimi tutti gli artisti, una gioia per gli occhi e anche i più smaliziati han goduto due ore di grande prestidigitazione. Meraviglioso Jae Hoon Lim, che vedete nella foto quando siamo andati nel backstage a farci fare gli autografi da tutti loro, che ha fatto comparire decine di colombe con una bravura assurda. Gran finale con Dani Lary che, con una scenografia gotica imponente, ha sfruttato una macchina magica scenica che era stata già adoperata da Brachetti nello spettacolo che portò mesi fa al Sistina ma che in tanti non hanno riconosciuto. Bellissimo show che non dovete perdere, c'è tempo fino a domenica, a Roma, se trovate ancora i biglietti.


L'INSUSSISTENZA DEL TEMPO

 (Prima pubblicazione 17.01.2011)



L'insussistenza del Tempo, in fondo, non è altro che ciò in cui ognuno di noi spera, in cuor suo. Un qualcosa di paradossale, una capacità - trascendente le leggi della fisica e della logica - di annullarne i poteri al fine di ridurlo a termini che siano per noi graditi, ovvero il dilatarlo sino al punto di farlo scomparire. C'è chi desidera fermarlo in un momento della sua vita particolarmente felice per poterne godere fino in fondo gli effetti, chi vorrebbe tornare sui suoi passi ad un attimo buio per compiere quella vendetta che allora non poté - o non pensò, o non fu in grado di - compiere. E chi insegue le chimere mediche e mediatiche di imbonitori botulinici, venditori di vasche di plasma, stregoni criogenici, contrabbandieri di organi, illeciti sperimentatori di trapianti di teste sulla via demenziale della vita eterna. Cosa che, va da sé, non ci è né concessa né prevista. Così, malinconicamente ma con una vaga punta di romanticismo, ci crogioliamo nel pensarci sempre simili a noi stessi, bambini nell'animo e nel cuore, talvolta impareggiabili burloni alla Amici Miei, scherzatori irrefrenabili, giuggioloni privi di vergogna ma così carini e coccolosi da battere persino i pinguini del Madagascar. Per molti di noi le rughe non sono le orme impietose del Tempo, ma tatuaggi di saggezza o di ilarità, le borse sotto gli occhi non sono il preannunziarsi del crollo ma simboli di bagordi giovanili, lo scricchiolar dell'ossa non un indesiderato anticipo della arteriosclerosi ma il vantabile sintomo di una nottata di follie. Follie... Le vere follie son quelle che cresciamo e manteniamo in noi, quando invece lo specchio della verità ci aspetta, traditore e carogna, appena dietro un impensato angolo. Chi ricorda il tragico affacciarsi di Papillon, una volta l'anno, dalla feritoia della prigione mentre chiede al vicino di cella:-" Come sto? Sono cambiato? " - e l' altro, davanti allo spettacolo del disfacimento, che insiste a negare, a dire che non è cambiato affatto. Solo gli spettatori, muti e oltre lo schermo, a fare da testimoni della Verità. Verità che trovi su quella impareggiabile macina delle illusioni che è Facebook, in quei Campi Elisi dove vagano, sparsi per il mondo, i fantasmi eterei di coloro che hai avuto per compagni di scorrerie nella lontana giovinezza, delle donne che al momento dell'abbandono ti dicevano "Ti amo, ti ho amato e ti amerò per sempre". Cari ricordi, care presenze mai mutate nei nostri cuori. Fino al giorno che ti senti rispondere, dagli uni "Non ti avrei mai riconosciuto!" e dalle altre "Ma chi sei, scusa?", morbide picconate alla base di quella torre di Babele di anni che abbiamo conservato ed eretto intorno alla nostra persona, che mutava fuori di noi, giorno per giorno, trasformando quella canna di acciaio che eravamo in un tubo rugginoso che perde da più punti l'acqua delle lacrime. Arrendersi al Tempo, dunque, resta l'unica soluzione, prendere consapevolezza del Sé, chinare la testa, abbandonare i remi d'un naviglio troppo a lungo e troppo faticosamente spinto contro la corrente, riposare e lasciare che sia quel che sia. Ai tempi della Guerra si diceva, con malcelato orgoglio e furia nel sangue " Indietro non si torna! " e, anche se dette per un motivo affatto differente, mai parole ebbero un senso più completo e annichilente.

Coomenti scelti dei lettori dell'epoca : 

Dolcenera.60 : Bel post Crena, indietro non si torna, ma poi che ci torniamo a fà? non basta quello che già abbiamo fatto? Giusto o sbagliato che sia, quello che è fatto è fatto...il tempo appunto è tiranno, e non ci è permesso ripensamenti...età o non età avanzata, ci sono sempre nuovi orizzonti e tanti tramonti da poter dire anche questa giornata è passata e grazie a Dio sono ancora qui. Cathy.

cosillo : t'ha fatto male. Per quel sito vale il detto 'se ce semo persi de vista quarche motivo ce sarà'. La vita comunque c'è toccata e dovremmo viverla coerentemente con l'età che attraversiamo in quel momento. Tu però ti rimbocchi la lapide troppo presto, da quando ti conosco hai sempre avuto quest'atteggiamento. Ho cercato di squoterti ma avrei avuto più successo con un baobab. Indietro non si torna e meglio così, sai che palle rivivere le stesse stronzate, i fallimenti giusti perchè basati su illusioni inculcate dalle favole(senza allusioni a crenabog3, non c'entra). Pietosi sono quelli a cui tu accennavi che nun ce vonno sta'  e ricorrono a tutto per crollare poi rovinosamente tutt'in una volta. Io dico:' Finchè s'addrizza fallo funziona' poi benvenga la pace dei sensi'. Se c'abbiamo l'indole cazzeggiosa, cazzeggiamo! Ridicoli? No, vivi. Se c'avevo io l 'occhi azzuri le stennevo tutte. Comunque m'arangio lo stesso. Un abbraccio, ti voglio bene Adriano

Antelao : tempo...Tanto parlare di una cosa che comunque non puo' essere in alcun modo alterata. Bisognerebbe mettersela via e dedicarsi ad altre faccende. Ed invece e' l'argomento principale della vita di molti. Non ho abbastanza tempo! Non ho piu' tempo! Mi manca il tempo! Facciamocelo bastare, sto tempo, facciamocelo amico, inutile e' combatterlo. Dedichiamo ad altro le nostre energie: illuminate al proposito la splendida replica di Cosillo. Crena, quando scrivi di argomenti filosofici mi piaci un sacco e a costo di far ingelosire Adriano vorrei dirti che anche io ti voglio bene!

bellitude : cosa inevitabile e necessaria! Non bisogna crucciarsi se il tempo ci ha lasciato le rughe sul viso e il grigio sui capelli(se ancora ci sono);Intanto abbiamo vissuto! Per alcuni il tempo che e' passato addirittura ha portato cambiamenti positivi! La cosa da non fare e' mettersi all'angolo,mai pensare che ormai e' tardi. La vita e' una storia che va' portata a termine con l'obbligo di scriverla nel migliore dei modi fino alla frase  THE END! Bellissimo post. Belle

carina2010 : sei proprio bravo a scrivere. Il tempo aiuta, ma è anche tiranno. Il tempo non ci fà sconti, e stò guardando una ruga in più sul mio viso. E' tempo di innamorarmi. Si.