(Prima pubblicazione 17.01.2011)
L'insussistenza del Tempo, in fondo, non è altro che ciò in cui ognuno di noi spera, in cuor suo. Un qualcosa di paradossale, una capacità - trascendente le leggi della fisica e della logica - di annullarne i poteri al fine di ridurlo a termini che siano per noi graditi, ovvero il dilatarlo sino al punto di farlo scomparire. C'è chi desidera fermarlo in un momento della sua vita particolarmente felice per poterne godere fino in fondo gli effetti, chi vorrebbe tornare sui suoi passi ad un attimo buio per compiere quella vendetta che allora non poté - o non pensò, o non fu in grado di - compiere. E chi insegue le chimere mediche e mediatiche di imbonitori botulinici, venditori di vasche di plasma, stregoni criogenici, contrabbandieri di organi, illeciti sperimentatori di trapianti di teste sulla via demenziale della vita eterna. Cosa che, va da sé, non ci è né concessa né prevista. Così, malinconicamente ma con una vaga punta di romanticismo, ci crogioliamo nel pensarci sempre simili a noi stessi, bambini nell'animo e nel cuore, talvolta impareggiabili burloni alla Amici Miei, scherzatori irrefrenabili, giuggioloni privi di vergogna ma così carini e coccolosi da battere persino i pinguini del Madagascar. Per molti di noi le rughe non sono le orme impietose del Tempo, ma tatuaggi di saggezza o di ilarità, le borse sotto gli occhi non sono il preannunziarsi del crollo ma simboli di bagordi giovanili, lo scricchiolar dell'ossa non un indesiderato anticipo della arteriosclerosi ma il vantabile sintomo di una nottata di follie. Follie... Le vere follie son quelle che cresciamo e manteniamo in noi, quando invece lo specchio della verità ci aspetta, traditore e carogna, appena dietro un impensato angolo. Chi ricorda il tragico affacciarsi di Papillon, una volta l'anno, dalla feritoia della prigione mentre chiede al vicino di cella:-" Come sto? Sono cambiato? " - e l' altro, davanti allo spettacolo del disfacimento, che insiste a negare, a dire che non è cambiato affatto. Solo gli spettatori, muti e oltre lo schermo, a fare da testimoni della Verità. Verità che trovi su quella impareggiabile macina delle illusioni che è Facebook, in quei Campi Elisi dove vagano, sparsi per il mondo, i fantasmi eterei di coloro che hai avuto per compagni di scorrerie nella lontana giovinezza, delle donne che al momento dell'abbandono ti dicevano "Ti amo, ti ho amato e ti amerò per sempre". Cari ricordi, care presenze mai mutate nei nostri cuori. Fino al giorno che ti senti rispondere, dagli uni "Non ti avrei mai riconosciuto!" e dalle altre "Ma chi sei, scusa?", morbide picconate alla base di quella torre di Babele di anni che abbiamo conservato ed eretto intorno alla nostra persona, che mutava fuori di noi, giorno per giorno, trasformando quella canna di acciaio che eravamo in un tubo rugginoso che perde da più punti l'acqua delle lacrime. Arrendersi al Tempo, dunque, resta l'unica soluzione, prendere consapevolezza del Sé, chinare la testa, abbandonare i remi d'un naviglio troppo a lungo e troppo faticosamente spinto contro la corrente, riposare e lasciare che sia quel che sia. Ai tempi della Guerra si diceva, con malcelato orgoglio e furia nel sangue " Indietro non si torna! " e, anche se dette per un motivo affatto differente, mai parole ebbero un senso più completo e annichilente.
Coomenti scelti dei lettori dell'epoca :
Dolcenera.60 : Bel post Crena, indietro non si torna, ma poi che ci torniamo a fà? non basta quello che già abbiamo fatto? Giusto o sbagliato che sia, quello che è fatto è fatto...il tempo appunto è tiranno, e non ci è permesso ripensamenti...età o non età avanzata, ci sono sempre nuovi orizzonti e tanti tramonti da poter dire anche questa giornata è passata e grazie a Dio sono ancora qui. Cathy.
cosillo : t'ha fatto male. Per quel sito vale il detto 'se ce semo persi de vista quarche motivo ce sarà'. La vita comunque c'è toccata e dovremmo viverla coerentemente con l'età che attraversiamo in quel momento. Tu però ti rimbocchi la lapide troppo presto, da quando ti conosco hai sempre avuto quest'atteggiamento. Ho cercato di squoterti ma avrei avuto più successo con un baobab. Indietro non si torna e meglio così, sai che palle rivivere le stesse stronzate, i fallimenti giusti perchè basati su illusioni inculcate dalle favole(senza allusioni a crenabog3, non c'entra). Pietosi sono quelli a cui tu accennavi che nun ce vonno sta' e ricorrono a tutto per crollare poi rovinosamente tutt'in una volta. Io dico:' Finchè s'addrizza fallo funziona' poi benvenga la pace dei sensi'. Se c'abbiamo l'indole cazzeggiosa, cazzeggiamo! Ridicoli? No, vivi. Se c'avevo io l 'occhi azzuri le stennevo tutte. Comunque m'arangio lo stesso. Un abbraccio, ti voglio bene Adriano
Antelao : tempo...Tanto parlare di una cosa che comunque non puo' essere in alcun modo alterata. Bisognerebbe mettersela via e dedicarsi ad altre faccende. Ed invece e' l'argomento principale della vita di molti. Non ho abbastanza tempo! Non ho piu' tempo! Mi manca il tempo! Facciamocelo bastare, sto tempo, facciamocelo amico, inutile e' combatterlo. Dedichiamo ad altro le nostre energie: illuminate al proposito la splendida replica di Cosillo. Crena, quando scrivi di argomenti filosofici mi piaci un sacco e a costo di far ingelosire Adriano vorrei dirti che anche io ti voglio bene!
bellitude : cosa inevitabile e necessaria! Non bisogna crucciarsi se il tempo ci ha lasciato le rughe sul viso e il grigio sui capelli(se ancora ci sono);Intanto abbiamo vissuto! Per alcuni il tempo che e' passato addirittura ha portato cambiamenti positivi! La cosa da non fare e' mettersi all'angolo,mai pensare che ormai e' tardi. La vita e' una storia che va' portata a termine con l'obbligo di scriverla nel migliore dei modi fino alla frase THE END! Bellissimo post. Belle
carina2010 : sei proprio bravo a scrivere. Il tempo aiuta, ma è anche tiranno. Il tempo non ci fà sconti, e stò guardando una ruga in più sul mio viso. E' tempo di innamorarmi. Si.

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