mercoledì 12 novembre 2025

MEDIOEVO PROSSIMO VENTURO, una favola

 (27.11.2008) C'era una volta, nel nord dell'Europa, tra boschi e vallate, un paesino minuscolo lontano dagli occhi rapaci dei predoni e dei ricchi possidenti di terre. La gente che lo abitava era industriosa e amava le arti, dipingeva, scolpiva, scriveva poesie e si scambiava volentieri aiuto e consigli. La vita scorreva placida in quel gentile paese. Gli orchi non scendevano a valle e i lupi avevano il loro daffare sui monti. Abitava colà un menestrello con la sua grassa moglie astiosa ed un figliolo briccone matricolato che si metteva in piazza ad arringare tutti con interminabili disquisizioni sui massimi misteri dell'universo cercando di farsi regalare balocchi e dolcetti. Un giorno il menestrello, andando per le vie acciottolate, scorse ad una finestra una graziosa dama e ritenne farle cosa gradita dedicarle alcune sue creazioni, e quindi suonò, e cantò, e scherzò. Pago di questo egli usava tornarsene alla sua modesta magione col cuore soddisfatto, null'altro chiedendole che un poco di attenzione. Come Don Chisciotte per Dulcinea, aveva serbato a lei un minuscolo angolino nei suoi pensieri eleggendola a dama di un sentimento trobadourico. Un giorno, mentre menestrellava per i campi lo avvicinò un cavaliere a cavallo, chiedendogli conto della sparizione della dama. Qualche malvagia strega dell'est, o forse il perfido marito, l'avevano segregata? Il menestrello non seppe rispondere dato che si limitava a stornellargli sotto le finestre, ma restò incuriosito nello scoprire in quanti le avevano stornellato sotto le finestre. Ci dovevano esser stati dei gran bei concerti, pensò, e lui non se ne era accorto! Il menestrello e il cavaliere decisero adunque di celebrare le loro delusioni nella taverna locale davanti a grandi boccali di cervogia tiepida, spassandosela con arguti mottetti e ciacole amene, diventando amici. Finalmente, ubriachi fradici, tra uno strimpellar di liùto ed un guizzar della spada, trovarono nella matematica applicata al linguaggio la soluzione ultima di tanti affanni, giacché convennero che dall'espressione:" Un amico non vale una donna", rimuovendo un semplice fattore si poteva arrivare ad una verità ancora più profonda. Bastava togliere "un amico" e lasciare il resto..




FAVOLA PER UNA NOTTE DI LUNA PIENA

 (14.11.2008)  C'era una volta un signore di mezza età, solo, tradito, amareggiato, che non vedeva più chiaro nella propria vita. Non pensava che avrebbe più ricordato cosa fosse l'amore, i sensi, tutte quelle dolci schermaglie che un rapporto a due sa regalare. In quello strano momento della sua vita rincontrò il suo antico amore che, come un fulmine inaspettato nel cielo d'autunno, scoppiò illuminandogli la vita. Oh, furono giorni lunghi a passare, furono promesse eterne, furono nuove speranze future che nascevano, furono cavalcate furiose allacciati l'un l'altro. Il signore di mezza età, vedeva pian piano scomparire il grigio intorno a sé, ricominciò a sentirsi vivo, a sentirsi uomo, a sentirsi desiderato. Ne parlò agli amici vicini e lontani e furono pacche sulle spalle, e furono commenti complici e felici. Alcuni persino lo invidiarono, increduli. Poi lei gli disse che aveva dei problemi e non poteva scrivergli più e si sentirono tutti i giorni, vedendosi ogni momento che potevano. Poi, lei gli disse che aveva molte cose da fare e si videro quelle poche volte che potevano. Poi, lui la chiamò. E lei aveva spento tutti i cellulari. E il telefono di casa. E se trovava la linea libera, nessuno rispondeva alla chiamata. E aspettò. E aspettò. E infine imparò un altra grande lezione dalla vita, che è sempre una severa maestra: capì, esattamente, fino all'ultima arida goccia, come si sente una puttana. Usata. Illusa. Buttata via. E sotto la pioggia, sotto la pallida luna piena, il signore di mezza età ritrovò quel che era e che purtroppo sarebbe rimasto. Un uomo col cuore solo.



CORTESIE PER IL PROSSIMO

 (13.11.2008) Mi è capitato, l'altro giorno, di trovare in mezzo alla strada uno zaino, tornavo a casa in moto all'alba quindi l'ho caricato su e appena possibile ho controllato il contenuto, penna usb, caricabatterie, portafogli pieno di decine di documenti e carte di credito. Ovviamente ho cominciato a fare telefonate a destra e a manca ai numeri che comparivano nella rubrica per arrivare al proprietario, finalmente il pomeriggio ci siamo sentiti, era in piena depressione per aver perduto tutta quella roba quindi neanche a dire quanto sia stato contento del ritrovamento. Ieri notte ci siamo incontrati per la restituzione e vi dirò che è stata una bella soddisfazione. Ma non la prima: che quest'anno è già la sesta volta che ritrovo cose e mi attivo per ridarle, anche se a volte si sfiora il ridicolo come quando trovai tutti i documenti scippati di una ragazza straniera appena giunta a Roma, andai all'altro capo della città alla sua ambasciata certo che vi si sarebbe precipitata almeno per fare i duplicati e mi sentii dire che non erano autorizzati a prenderli, che avrei dovuto darli alla Polizia che poi li avrebbe spediti a loro che li avrebbero spediti a lei in patria. Ma dico, siamo alla demenza, magari quella arrivava lì dopo un ora e non sarebbe stato giusto darglieli subito tutti? Alla fine riuscii a convincerli ma vedete, le persone buone, use a fare gentilezze, non possono competere con la gretta burocrazia né reggere l'urto di chi riceve il ritrovato senza rispondere con un gesto cordiale di ringraziamento. Non è tutto dovuto, ricordatelo. Magari la prossima volta qualcuno, ritrovando qualcosa, potrebbe pensare d'imboscarsi i soldi, vendersi le carte di credito e gettare il resto in una pattumiera...E allora, non è meglio pensare tutti a fare, e a ricambiare, le cortesie?



GRAN VARIETA' BRACHETTI

(10.11.2008)  Domenica ho portato il Re delle Pulci al Sistina, per fargli capire cosa sia un GRANDE teatro e non quelli soliti minuscoli di periferia dove lo porta la scuola a vedere recite per piccoletti. Mi sono svenato per i biglietti ma ero sicuro che si sarebbe divertito e in effetti...Arturo Brachetti, attualmente il più grande trasformista dai tempi di Fregoli presenta la sua ultima produzione, una storia con un leit motiv intelligente e molti attori, il ché mi ha purtroppo deluso visto che precedentemente aveva dato vita a spettacoli one-man-show, offrendo il top delle sue capacità di inventiva e velocità nel cambiarsi in scena. Stavolta, su due ore e mezza di spettacolo, lui agisce in circa quattro scene, per forse neanche mezz'ora in totale. Bravissimo, per carità, immaginifico quanto volete...gli altri danno vita a uno spettacolo circense come se ne vede tutti gli anni da Moira Orfei, piacevole, musicale, insomma un varietà. Che però, per chi vuole vedere solo Brachetti magari può dar fastidio. Comunque, se volte andarci, vi ho avvertito! 



HALLOWEEN ? Sì, BE', INSOMMA...

 (04.11.2008)  Il Re delle Pulci era finalmente riuscito a strappare ai suoi la promessa di fargli fare una festa in casa con due suoi compagnetti di scuola che avrebbero dovuto restare anche a dormire e si era caricato tutta la settimana, facendo disegni di teschi qua e là, attaccando ragnatele sul camino, gonfiando palloni da legare al soffitto e posizionando zucche più o meno di plastica all'ingresso e dovunque. Aveva tirato fuori un costumino dell'anno precedente e se l'era fatto sistemare con l'aggiunta di un certo qual forconcino rimediato in una mesticheria. E si era messo di buzzo buono ad aspettare il venerdì sera, salvo venire a sapere all'ultimo minuto che Simone non sarebbe venuto per dei non ben precisati impegni familiari. Al Re delle Pulci restava sempre la carta Paolo da giocare e a buona ragione pensò che sarebbe tornato con noi da scuola per stare con lui. Mai dire gatto se non l'hai nel sacco...La madre di Paolo se ne uscì all'ultimo minuto dicendo che doveva portarlo ad una festicciola e che il padre li avrebbe accompagnati da noi per cena. Va bene, si fanno le sette, le otto, arrivano le nove di sera, li sentiamo e dicono che il padre è bloccato al lavoro e non sa quanto ci metterà...Il Re delle Pulci per poco non vomita nel piatto quel po' di cena che avevamo fatto nel frattempo, mentre il tavolo imbandito per otto se ne sta tristemente al centro della stanza buia, con le pietanze fatte dalla moglie che vanno freddandosi. Io mi dedico a riattizzare il camino mentre il Re delle Pulci se ne va mogio davanti alla tele in attesa che il padre vada a ninnarlo. Alle dieci e trenta telefonano per dire che verranno sabato mattina dopo colazione per lasciare Paolo tutto il giorno e a dormire, ce ne andiamo a dormire ringhianti. Sabato mattina passa attorcigliandosi inutile su se stesso fino a che alle dodici e trenta eccoli che si degnano di venire mentre già stiamo per pranzare avendoli dati per dispersi.  Lui tiene subito a far sapere che ha da fare e freme per mollare moglie e figlio lì, al ché educatamente lo accompagno alla porta, un calcio nel culo non pareva indicato..I piccoli ruzzano e si scatenano e Halloween finalmente assume un senso, anche se con un giorno di ritardo, un senso quale che sia, purché significhi un poco di gioia sul volto del mio bambino . Perché non è Halloween la cosa che importa, è il poterlo vedere felice - per un qualsiasi motivo - quel che conta. E anche se poi se ne sono andati alle diciotto (che toccata e fuga!) non importa, tanto c'ero io con lui..



martedì 11 novembre 2025

L'ULTIMO DEI MOHICANI ?

 (26.10.2008) Ieri ero particolarmente skizzato causa la ferale mancanza di sonno da troppo prolungata , perciò come faccio sempre quando sono particolarmente in vena di efferatezze mi sono armato di macchinetta tosatrice e gli ho dato giù nella mia più riuscita interpretazione di Flash Gordon, l'eroe dello spazio creato da Alex Raymond negli anni 30, con quella nuca rasata e il ciuffetto eroico che si stagliava virile contro le falangi dell'imperatore Ming. Che ne dite, mi è riuscito abbastanza bene? eh eh eh!



UNA NOTTATA PESANTE

 (25.10.2008)  E non solo per via che non riuscivo a postare quasi nulla né a connettermi ma anche perchè nelle cucine ho trovato una pirofila di pasta con gamberi e zucchine (circa quattro porzioni), due piatti di pregiato e costosissimo sushi, una cuccuma di macedonia di proporzioni gargantueliche e due bottiglie di Coca Cola.. Voi che avreste fatto?  Quel che ho fatto io? Ah, allora ci troviamo tutti a farci una doccia col bicarbonato..

* questo post ricordo è decisamente legato all'epoca in cui lavoravo la notte presso un grande studio di avvocati al centro e allora le connessioni si facevano con le chiavette attaccate ai pc, a forza di kb e megabyte, non come oggi che abbiamo internet a giga illimitati sui cellulari..*