mercoledì 24 dicembre 2025

UNA FAVOLA POLITICAMENTE SCORRETTA (un divertimento esagerato)

 (Prima pubblicazione 03.07.2012) © Crenabog 


C’era una volta , in un paese lontano lontano , un signore molto ricco che, grazie al suo duro lavoro di rivenditore di prugne lassative adulterate - molto ricercate dalla popolazione gravata da una dieta di patate dolci, wurstel e cervogia – aveva potuto costruirsi un castello. Ma non un castello grande e grosso, più un castelletto, insomma una specie di grande fattoria circondata da frutteti di prugne ma abbellita da comignoli merlati e da un fossato tutt’intorno, che aveva riempito di sanguisughe perennemente affamate. Il signore non vedeva di buon occhio tutti i villici che andavano a farsi i salassi nel fossato e finì per far pagare un biglietto a tutti gli afflitti da gotta, malattie reumatiche e da eccessiva produzione di emoglobina. Il che lo arricchì ancor più. Aveva una moglie molto devota alle Sacre Scritture la quale, ad ogni accoppiamento annuale gli faceva dono di un figliolo. Si ritrovò così con sette figli maschi e diventò molto nervoso perché voleva una femminuccia. Una notte buia e tempestosa, messosi gli occhiali da sole per non farsi riconoscere, condusse i figlioli nel bosco deciso a farli perdere, sperando che la Provvidenza gli facesse giungere in cambio la figlia femmina. Benché avessero provato a seminare briciole di pane raffermo non trovarono la strada di casa perché l’ultimo, un dormiglione perennemente affamato dalle orecchie a sventola , le mangiò tutte. Resisi conto della grave situazione decisero che avrebbero dovuto mangiare e siccome il padre gli diceva sempre che per mangiare bisogna lavorare, si misero a lavorare. Non avendo altro con sé che dei picconi, scavarono e scavarono e scavarono, fino a realizzare una meravigliosa galleria. Trovarono un infinità di funghi e di essi si nutrirono, sviluppando una filosofia gastronomica salutista che portò il più dotto di loro a pubblicare un ponderoso volume subito esaurito nelle librerie, sulle virtù di certi funghetti allucinogeni. Poi, una volta cresciuta la barba e tatuatosi tutto, col ricavato comprò una Harley e si unì a Jack Kerouac per andare a vendere libri on the road. Gli altri sbucarono finalmente nel giardino privato della regina d’Inghilterra che, valutate le possibilità economiche di quel tunnel sotto la Manica, li fece rinchiudere nella Torre di Londra per non dargli la percentuale sul pedaggio autostradale. Da lì fuggirono anni dopo insieme ad Edmond Dantes travestiti da eremiti, benedicendo le guardie e spargendosi per le contee vicine dove fondarono subito varie sette scismatiche la più famosa delle quali vide tra i suoi più agguerriti sostenitori anche Tom Cruise. Nel frattempo il vecchio padre aveva ricevuto la desiderata figlia femmina, sicuramente bellissima, dotata di una voce incantevole e di una curiosa predilezione per i giochi nel caminetto, da cui spuntava completamente coperta di cenere. Un brutto giorno il padre contrasse una malattia tropicale nel tentativo di accoppiare le prugne del frutteto con delle banane d’importazione – sperava che l’alto contenuto di potassio avrebbe reso le sue prugne ancor più curative. Si tuffò nel fossato e le sue sanguisughe gli restituirono la salute, rendendolo però simile ad una delle vittime di Vlad Tepes. Curato lui, si ammalò la madre – di spavento, nel vederlo così smunto – e passò a miglior vita. Il padre, sentendosi molto solo, decise di impalmare una celebre spogliarellista bulgara di passaggio, le cui lontane origini romagnole gli erano state decantate da tutti i frequentatori del retroscena del circo itinerante dove l’aveva incontrata. Lei accettò di buon grado, alla vista del suo conto in banca. Portò con sé , nella fattoria, due figlie che soffrivano di forti turbe psichiche da quando le foto dei loro enormi piedi erano state postate su Feisbù da certi spasimanti respinti. La dolce figliola del signore era perennemente triste, nel sentire i mugolìi del padre provenire dalla camera da letto della matrigna, giorno e notte, pomeriggio, sera e a volte persino all’alba. Un brutto giorno il padre sparì, nel senso che la matrigna si alzò dal letto e del padre c’erano rimaste solo le pantofole felpate di Karl Lagerfeld , le mutande di Calvin Klein negligentemente gettate sulla dormeouse e una papalina con fiocco nappato eredità dell’arcavolo buonanima, Geppo. Di questi si diceva che fosse stato un buon diavolo e tutti lo chiamavano “Geppo il Diavolo Buono”. Anni dopo ci fecero persino un serial a fumetti. Insomma, com’è come non è, la figliola stava uscendo di testa, non ne poteva più di sentire il rumore continuo dei grandi piedi delle sorellastre. Perciò un giorno, preso di soppiatto lo specchio della matrigna, fece una macumba voodoo e subito apparve il Cacciatore, con i suoi calzoni di cuoio lucidi, palestrato, tartarugato e imbrillantinato. La gentile figliola gli fece portare le sorellastre nel bosco e in cambio si fece dare una testa di cervo impagliata che indubbiamente abbellì molto il salotto. Il Cacciatore portò le sorellastre fino alla sua baita e lì visse a lungo con loro, sprofondando negli abissi morali del feticismo podale. La matrigna se ne tornò in Ukraina, dimostrando che non era né bulgara né bolognese, dove fondò una scuola di lap dance e divenne ricchissima, al punto tale da potersi comprare una Trabbant di seconda mano con la quale scorrazzava per la città ubriaca di vodka. Rimasta sola nella grande fattoria la cara, bella e sporca di cenere ragazza si annoiò al punto tale da cadere in catalessi sul grande letto a baldacchino eretto dalla matrigna. L’unica cosa che le venne da pensare prima di addormentarsi fu “ Mi è semblato di avel sentito un pisello, qua sotto…” . Non si sbagliava. La matrigna dall’incerta provenienza coltivava infatti una insana passione fedifraga per un antico amico circense, e lo nascondeva là sotto da anni per averlo a disposizione quando desiderava. Era un celeberrimo freak, che aveva partecipato a tutti i film di Todd Browning, dove purtroppo, essendo film in bianco e nero, non si poteva apprezzare la sua carnagione verde brillante. Le sue orecchie a trombetta, sì, cosa che lo faceva rivaleggiare con Stan Laurel e Oliver Hardy. Quando Squeck, il freak, uscì dal suo nascondiglio, vide la graziosa cinerea addormentata, valutò i pro e contro e se la portò nella sua dependance vicino alla palude, dove ne godette i favori per anni. Alla fine, l’unico che veramente trasse imperituro guadagno da tutto questo fu un certo Pisney, che ne trasse una lunga serie di lungometraggi animati che andava mostrando nei cinema all’aperto, possibilmente vicino a dei boschi per mantenere intatto il fascino delle ambientazioni. La cooperativa dei venditori di popcorn tutt’ora celebra la Giornata Pisney per ringraziarlo devotamente di avergli fatto lievitare le vendite nei cinema…

Commenti scelti dei lettori dell'epoca :

gattamannara : ma tu sei pazzo come un cavallo, lo sai? Ho le lacrime agli occhi, grazie per questo momento di ilarità, un bacione. Crena, tu sei sicuramente conscio del tuo valore come persona e... credimi, è assai consistente!

parnassius2 :  Ma è pazzesco.....ma che testa hai???? La tua fantasia arriva alle stelle, sei superlativo!!!!!

Complimenti Marco è stato veramente un bel leggerti....bravissimo!!!!

albaincontro : Con le lacrime da folli risate ti scrivo che era un pezzo che non mi divertivo così. E' una geniale contaminazione di favole e realtà diverse che solo tu potevi realizzare. Non ti fermare,non mi è sembrato lungo ma gustosissimo!!!!! 

Lucrezya57 : Nooooooooooooooooooooooooooooooo sei super tremendo mi ci voleva una lettura cosi alternativa credimi oggi .....che dirti non dico che mi hai fatto sorridere ma da te una verve cosi spasmodica te possino carissimo amico vedi che è stato giusto entrare solo per sorridere un pò ciao dolce Crena sei un mito ma io te lo dirò sempre perchè lo sei!!!!! by Lucrezya

THE CABIN IN THE WOODS ( Quella casa nel bosco. Recensione)

 (Prima pubblicazione 25.05.2012) © Crenabog 


QUELLA CASA NEL BOSCO (The Cabin in the Woods) è un film horror che vede coinvolta la Metro Goldwyn Mayer e la United Artists in uno sforzo produttivo durato anni: doveva infatti uscire già nel 2010 ma varie vicissitudini hanno finalmente portato la Lions Gate a distribuirlo adesso, in 3D. Il film è diretto da Drew Goddard. In questi anni di film horror se ne sono visti a ripetizione ed è diventato oggettivamente difficile riuscire a vedere qualcosa di innovativo e originale, se si fa eccezione per la saga di SAW e per quella di FINAL DESTINATION. La pecca, in certi film, a parte gli effetti speciali, è quasi sempre la storia, di solito già vista e ripetitiva. Fortunatamente, con QUELLA CASA NEL BOSCO ci inoltriamo invece in un curioso meta-cinema che va ben oltre quel che si vede. Questo film infatti abbonda di citazioni cinefile, da SHINING a THE CUBE, forse persino a GANTZ; un gruppo di giovani affitta una villetta isolata tra le montagne e dovrà affrontare orrori di ogni genere, inconsapevoli dell'enorme macchinazione che c'è dietro. E questa è la parte più intrigante, perché il tema del sacrificio umano offerto per placare l'ira dei Grandi Dei Antichi, benché già abusato in film new age come THE WICKED MAN, rimodellato tramite la fiction, la visione in diretta e il controllo da parte di un enorme staff di addetti ai lavori, collegato ad altri sacrifici in contemporanea in altre parti del mondo, va a discendere direttamente dalle tematiche portate alla fama letteraria dal "Solitario di Providence", quell' Howard P. Lovecraft che ha inciso con le sue saghe horror i nostri incubi da metà del novecento ai giorni nostri. Lovecraft aveva creato una sua cosmogonia, svelando l'esistenza degli Antichi, gli dei primordiali tuttora abitanti un universo parallelo e perennemente alla ricerca di un varco per tornare e distruggere tutto. Li avevamo già visti all'opera in IL SEME DELLA FOLLIA e in HELLBOY parte prima, in DAGON, e Brian Yuzna ne aveva cantato le gesta nei suoi film.Esiste anche un mondo cinematografico parallelo, poco conosciuto alle masse, dove un gruppo di agguerriti fans di HPL sta da anni portando sugli schermi le trasposizioni dei suoi molteplici racconti, sovente in film muti e splendidamente orchestrati, girati in bianco e nero, magnificamente retrò. In THE CABIN IN THE WOODS troviamo richiami, cinicamente beffardi, persino ai film di fantasmi orientali, così di moda da qualche anno, laddove vediamo la disperazione degli addetti ai lavori nell'assistere alla sconfitta del fantasma giapponese da parte di un gruppetto di bambine della scuola elementare, piccole ma già perfettamente a loro agio nel ricorrere a buffi contro incantesimi. Gli attori sono ben calati nelle loro parti, che se a prima vista appaiono scontate, nella realtà vanno comprese perché sono essi stessi dei clichè, dei "luoghi comuni", dei "tipi" allineati a quanto richiesto dalle ancestrali modalità dei sacrifici umani. Quando il regista dietro gli schermi comincia a parlare di "tritoni" capiamo subito che non ci stiamo muovendo nel classico campo dell'horror ma stiamo sconfinando nel fantasy e tutto assume una luce diversa. Il disastro finale è da incubo, le mostruosità liberate svolgono il loro sporco lavoro e cominciamo a ricordare i "Magri Notturni" cantati da HPL e a sentire il flauto suonato da Azatoth, il dio cieco e folle, nelle profondità dello spazio. E' l'ora della venuta di Shub Niggurath, il Nero Capro dai Mille Cuccioli, di Nyarlathothep che da millenni vaga tra le sabbie. Persino Cthulhu sta per risvegliarsi dalle profondità della perduta R'lyeh. Inappuntabile il finale alla Cloverfield. Un film imperdibile per chiunque abbia mai letto anche uno solo dei racconti di Lovecraft e comunque un valido horror, ben scritto e solidamente diretto.


IL FUTURO E' UN VERBO DECLINANTE (la decadenza civile e morale dell'arte e della società)

 (Prima pubblicazione 14.05.2012) © Crenabog 


Mi son permesso il calembour come titolo ma a pensarci bene non è una cosa tanto sbagliata. Declinante perché. Perché lo intendo come "declino" ovvero qualcosa che va scemando, rovinandosi. Dal futuro tutti si aspetterebbero miglioramenti, aumenti, cose che cambiano in maniera positiva, e se lo aspettavano pure i dinosauri, nel loro piccolo intelletto, immagino. Si è ben visto come è andata. Io non riesco a ragionare sui particolari, di solito, amo guardare servendomi dei grandi numeri, delle lunghe distanze, del cannocchiale: ragion per cui mi diverto a fare paragoni e a srotolare il cervello per strane strade. Vediamo un po': prendiamo la musica, s'era cominciato con i tam tam, con i flauti di osso, evolvendo sino alle immense sinfonie con i più elaborati strumenti musicali e siamo arrivati a suoni nuovamente tribali ma prodotti con le campionature elettroniche. Prendiamo il desiderio di conservare, magari una immagine, un frammento di vita. Siamo passati da Daguerre e dai Lumiere alle imponenti fotocamere reflex, alle Hasselbad con teleobbiettivi enormi fino alla eliminazione di tutto, le pellicole, i bagni chimici, le pazienti lavorazioni, tutto ridotto a microcamere digitali, chiavette usb e fotoritocchi virtuali depositati nelle clouds del web. E chi amava una pellicola voleva tenersela sulle cassette Beta, sui super 8, poi sulle vhs, e poi sui dvd e ora sugli hard disk e poi neanche più quelli, basta guardarsi un film in streaming e dimenticarselo. I libri? siamo passati dalle tavolette d'argilla e dai rotoli del Mar Morto fino al libro elettronico dove non esiste più niente, solo parole che compaiono su uno schermo e svaniscono. L'arte? dalle statue di Abu Simbel, ciclopiche, ai capolavori del Bernini, lavorazioni raffinatissime, fino al decò, agli esperimenti futuristi, sempre più piccolo, sempre più semplice, Henry moore e l'Angelo Caduto, una stele di marmo e basta. Dov'è il lavoro, il sudore, gli anni di pena per creare opere che varcano i millenni? Immolate sull'altare della comunicazione spicciola, un manifesto, quindici giorni appeso e via, sotto un altro. Uno squarcio su una tela, dei chiodi su una tavoletta colorata da schizzi fosforescenti. La "cacca d'artista". Con buona pace dei mecenati rinascimentali. Una Cappella Sistina? Ora? Ma non scherziamo, graffiti incomprensibili, se vi dice bene, se no nemmeno quelli. La cultura, il culto del bello e della creatività? Millenni di scienza ridotti a quiz, a prove invalsi, a test for dummies, secoli di evoluzione del costume sociale e morale che si accartocciano su sè stessi per tornare a riti tribali, al neopaganesimo, all'etica del coatto, al sudicio è bello, un Massimo Inardi che si rivolta nella tomba guardando dall'alto dei cieli i tronisti farfuglianti. E acclamati. Certe teorie ritenevano che l'estinzione dei grandi rettili fosse dovuta al tedium vitae, più che a certi meteoriti fuori rotta. Me li vedo, i T-Rex guardarsi intorno smarriti, certi improvvisamente di aver fatto tutto quello che la loro capacità evolutiva prospettava, calare in una sorta di accettazione zen del "non ho altro da fare" e lasciarsi morire così. Che al futuro ci pensassero le scimmie, avranno bofonchiato tra di loro, ma le scimmie ci hanno solo messo più tempo, per raggiungere lo stesso risultato . Si riduce tutto ad un unica visione illuminante: la vita è solo il preludio della morte e serve a far crescere in sé il seme della propria distruzione. Allo stesso modo riflette in tutte le sue espressioni questo concetto atavico e inamovibile, qualsiasi cosa evolve per arrivare alla involuzione. Pensate non sia così? Però, i nuclei rimasti immoti nei millenni sono solo certe tribù ancora allo stato primitivo in via di estinzione. Solo chi non ha conosciuto l'evoluzione ha retto alla prova del Tempo. Cinicamente, viene da chiedersi se non sia meglio non pensare più al futuro e non alzare più un dito oltre alla blanda ripetitività necessaria alla sopravvivenza. In fondo, ma sì, che ci pensino le scimmie.

CENTOMILA VISITE (ricordo del primo traguardo importante del vecchio blog)

 (Prima pubblicazione 28.04.2012) © Crenabog 

N.B. al momento della cancellazione del blog originale, sulla piattaforma Chatta.it che chiuse il 31.12.2025, le visite erano arrivate a circa 617.000 , una cifra impressionante considerato che non si trattava di una piattaforma come Wordpress o Blogger, e i blog erano relativamente pochi come livello qualitativo e letterario:


E così, finalmente, tutti insieme, io che scrivo e voi che leggete e commentate e che da sempre mi fate compagnia, siamo riusciti a varcare la soglia della monumentale cifra delle centomila visite al blog. Un viaggio, questo in Chatta, che dura da cinque anni, spesi a scrivere e descrivere, a inventare, affabulare, scherzare e dibattere su ogni argomento possibile. Una mole di lavoro prodotto impressionante, milletrecentottantadue post dal comico al drammatico, dalla semplice notizia alle dritte per usare programmi e pc, dai lamenti alle disquisizioni filosofiche. Una cosa che, a riandarle a leggere, lascia veramente senza fiato e anche io mi stupisco di come sia riuscito a reggere un ritmo del genere sino ad oggi perché ammettiamolo, riuscire a fare quasi 1400 articoli uno diverso dall'altro è roba da matti... Sempre coerente e amico con tutti, posso dire con grande soddisfazione di aver racimolato apprezzamento e rispetto da ognuno di voi, se vogliamo escludere i soliti inutili disturbatori che allignano sulle pagine di chiunque abbia un blog. Il blog ha conosciuto una forte impennata nel numero di visitatori da quando ho cominciato a linkarlo ovunque, e grazie anche ai molti articoli "redazionali" che spiccano nei motori di ricerca e di riflesso importano lettori esterni ma interessati agli argomenti trattati. In questi anni ho dato vita anche ad altri blog, che tutti conoscete: alcuni sono estinti, erano delle collaborazioni finite col tempo; altri sono ancora in piedi benché non li usi molto, visto che sto sempre qui con voi. Il blog ha visto tanti cambiamenti, grafici, di impostazione, così come in questi anni sono cambiato - poco in verità - io, con i miei problemi di vita, di lavoro, di salute e di famiglia. Ma è normale, per un essere umano. Speriamo di riuscire ad andare avanti ancora a lungo, sempre soddisfacendovi e mantenendo alto il livello qualitativo di questo blog che, in fondo, non è altro che la parte scritta, pubblica, di me stesso. Ed ora, un ringraziamento particolare ad Isabel "Lady.falco63" che ha fatto scattare il contatore, stamattina, ed un abbraccio, ideale, globale a tutte le gentili amiche e i cari amici che a centinaia hanno voluto condividere con me una piccola parte della loro preziosa esistenza. Grazie, di cuore, a tutti voi!


In questo blog hanno vissuto, oltre a me, anche:


Alessandro, emy13, unonn, angi11, xfiorirosax, antonisceddu,appenninico,francesco49,friarielle, topa65,ivapdm, nerorosso, spazio1969, 1punto, 73monella, akabi, alienman, amarcord61, angelikanotte, ariel560, dolcegatta62, michael66, rindindin, mawiya, controllore, xxmusettaxx, arissa, azandush, azatoth, bellamora61, benemerita, bigsandkhauna, blue80m, blumo64, boy80na, bruce.wayne, callingforhell, catry6700, chatta, cioccolatino111, creamy78, danycastle, desert vampire, diopside, dolce nicole, drittoinvena, duchessaazzurra, entropia89, euridica.ale, femi66, forbicecartasasso, franz63, gattomenelao, sitry, temperatura, alfredo35, xxirisxx,universisommersi, honey.yy, nico1165, gisellina, heathersweet, icenora, tigrottina.69, illaka, italybrasileiro, jacky64, jameswan, kabbalah77, kestergirl90, lacrimediunastella, ladykaine, lella98, lestat, linus159, locar, luci46, lucia46, madmax iinterceptor, mgiaxdue, marco, mastergarfield, milord2008, mine62, mirko404, sitedel, unamicaperte, cirobatol, mrfrank666, ninfeadelnilo, peperinax, huldrafolk,predappiotricolor, principessaoto88, ricciolina2, selvaggia307, seriacercaamici85, shakiki290, singstar75, sweetcucciola85, swen.105, sysoev, tablor, poladani, anonima77, tantiricciolidoro, solopa, thefrogprince, toby73, ventodelsud47, voodoonail, whynan, ilcavaliereirlandese, il fantasmadellopera,capogiallo, herlyran, i.ugoh., silvietta58,venuste, wolftiger, 1.zingara. aishia.65, ampollina2,antelao, blas66, bloom32, cerco.g, , cosillo, crenaboghista, darksoul979, delinquentgirl, did.lina, dolceluna71x, dolcestellaxte, donnadiclasse, eurekaa, follettoarrabbiato, gatta2009, gigi1952, girobatol68, guerriera2, hplovecraft, icenora, illaka, kuroichigo, ladyshadow64, linda.68, linn314, madfrancy,solerosso60, milady444, morwen.79, nelcielounastella, ninfeadelnilo, roberto1969, romy72, serenella21, silvy01, sitedel, sospiro69, gattamannara, flyci, ivan.strikingly, dangelis, la.claudia65, spazio.ice, lagunablu2010, spelonga, tata1965, tina67, aloven, tecerco, james54, un.amorepersempre, willy.1973, xy72ss, zen1987, bellissimo, bellissimaxx, eagleeyes, mito, pupazzopazzo, i pelotti, il messia, salmax, attento, dolcilabbra, carogna, jhonny77, mariuccio87, zingaro, ilcavernicolo, toolbar, net, fatinaturchina , nonnetta, drahen, thetanoperante, xvale.73, orchidearossa, Villa.Fraula, AquilaBianca.tp, lillysorriso, stefyste65, albaincontro, alpin.iomame, arissa, bastardnguorp, Chimiportalbioparco, cuoredivaniglia, cittadino.italia, comingback62, aegoliusfunereus.ss, trevesss, chochosan, cicalasiciliana.SR, Blanca.Delicia, calimerosr, callingforhell, draghettina86, exbrigadieredeicc, dolcegatta62, LadyNausicaa, LadyTitty, Monella610, kimi.777, lady.falco63, isolafelice2, SoloZero, ladani6688, il.soleamezzanotte, ombra.luce, O.Dirke, oOoDANAEoOo, nibs, orsettinapolare30, PandiLuna, parnassius2, S.luna, Silvy01, vitoxy, xXsayenneXx, tristina, topo.sapiente, VenaCava, stellinadiluna, sucusprunus, pumalui86, gattina1950, lilly.81, Matt.44, BluVenere.Music, Jasmine.78, malena.RM, RaggiodisoleGE, RussellNash.77, Vellutata.69, florin1977, crissy12, Nhais, Torinesescic, solo.pa3110, Rojer, wildwood, fedor63, Aemome, jannat, ale.62RA, Mavi16, v.oglioridere, dria, FioredeiVisconti, zahir.j, OhLialaLiala, Sharazad, geum, solelunaRM, 85.Maria, neve.rosa, ValerValer, Dolcenera.ally, biondina21, maria.76, serena101.64, pierodasiena, angeloprofumi, an.geloazzurro, zakspadaccino, volaminelcuore6, cuoricino09, carina2010, tossichattomane, visitors.V, claudietta.rm, r.atatui, sebapicco, iosono1984, May.BE, giada.labella, 00.00, capogiallo, azzurraceleste70, angelGuardian77, delizia.55, ooohhhh, Ladylaura3, tata1965, harley62r, wolftigerbrother, 41anna, BOSS.kill, gabytza, spyker, il.Giullare70, Katya85, hellotoyou, lilietta52, viperavelenosa30, actarus.68, Maverick111, pattygag, rebeccabella, net, Menerva, Arcansiel68, Kolibri, Jashinekeys, Eagleeyes, ReScorpione80, ventodelnord55, melody.74, shania8710, gattinattt, Frozzzen, oceanide, annacinque, decimalegio, loti, bebe2u, serenaperte, klardiluna, libera1959, OoALEXMODoO, richi67, alba63, scorpione.AT, villapoliti, tremendocuor, come.faccio, Annaskizzata, magdalene333, flyci, drahen, berglieber, Pelerin, ernestoce, realluv4u01, Solounsogno, xvale.73, lunapiena13, blumo64, swen.105, io.nonsono,andrej.chikatilo, firstcozzy66, stregamonella58, pourniociurlisko, antico2009,falaise3, Gothikembrace, nelfagor.970, Anethe, fuoco43, kritica, ricciolina.2, Lacrimedunastella, elvys.mym, halice, jacky64, Hallokitty.dea, hope63, fata1, Rosso.Fragola, dudet, sara6060, bloguomo, roby1954, pam1983, angeltex, emmelu56, alessiaccia, tigrottabella69, freeman44, brunariccia, ssimonella, alainxx, Argelia, giovannina2008, Lucrezya57, methos1phd, evelin64, astro42, cirobatol, spazio1969, unpensieroxte, albasilente, astilelibero. E mi perdonino tutti gli amici e amiche che ho dimenticato di inserire, ma tutti di valore.


Grazie ancora a chiunque abbia voluto regalarmi un attimo del suo tempo per passarlo insieme.


Commenti scelti dei lettori dell'epoca :

parnassius.2 : Io penso che emergere con le tue CENTOMILA e più visite è un bellissimo traguardo ed il merito è solamente Tutto TUO. Se tante persone di questa community ti seguono e ti leggono, vuol dire che sei riuscito, nel bene o nel male, a trasmettere qualcosa. E....parlando di me, posso dirti con estrema sincerità e senza malizia, che a te mi ci sono affezionata. Sono ancora "novella" in questa community...in Te comunque, trovo sempre un punto di riferimento. Ti abbraccio con affetto, stima e simpatia.....Mary

Antelao : pensa che Udine non ci arriva nemmeno a 100.000 abitanti! Crena, sei il RE dei blogger e ti attendo al milione assieme a Marco Polo, un altro che condivide con noi il nome e che qualche cosa in giro per il mondo l'ha fatta!

DanyCastle : Mamma mia vecchio mio, ho un po di nostalgia nel leggere i nik di amici comuni e piu ritrovati...quando una volta eravamo una grande famiglia...ricordi?Cmq grazie a te e a tutti i post ke hai scritto cn criterio e giusto giudizio...alla fine nn siamo in molti ad avere l'anzianità di operato...anzi mi pento di avere cancellato tutti i post antecedenti al mio ritorno...se no penso ke un mille post in tutto li ho scritti anke io...Complimenti vecchio mio...lo meriti...

serenella21 : congratulazioniiiiiiiiiii  100.000 visite te li meriti e tante tante di + sei il top dei bloggers  un vero blogger e uomo auguriiiiiiiiii

Evelin64 : Un blog il tuo, di quelli in cui mi piace fermarmi, con in mano una tazza di caffè e nell'altra la penna...ma la tengo cosi', come a voler prendere appunti, ricordarmi le domande che vorrei farti...poi leggo il post fino in fondo, e mi accorgo di aver bevuto acqua fresca da una fonte speciale..non occorre altro in realtà...solo leggerti  Complimenti vivissimi Crenabog caro, effettivamente è tuo assoluto merito!  Buona serata...Evelin

AquilaBianca.tp : ciao crena, io penso che sia stato un pò un'onore poterti leggere e, considerando le oltre 100.000 visite che hai ricevuto sicuramente non sono solo io a pensarlo. Con affetto continuerò a leggerti e magari sperando anche di ricavarne utili consigli, Giovanni



GRAND PARADE (una satira sulle community di bloggers)

 (Prima pubblicazione 24.04.2012) © Crenabog 


Da quando faccio parte del carrozzone itinerante dei circensi delle community sul web ho girato tanto e ho conosciuto funamboli, gente capace di restare in equilibrio sui fili delle balle che raccontavano all'infinito, i nani che pensavano di essere dei giganti, la donna cannone che fuori dal suo tendone aveva messo il manifesto di una bajadera, i domatori di leoni che fuggivano davanti al ruggito di un topo, gli inservienti sempre pronti a correre sulle gradinate al richiamo dei clienti con i loro sacchetti di noccioline e popcorn... ho visto gente spalare la cacca degli elefanti all'alba, prima che arrivasse il pubblico, per fargli trovare il circo pulito e in ordine... ho visto ragazzini imberbi travestirsi da uomini maturi per sgusciare di soppiatto nei camerini delle ballerine e uomini maturi perdere il senno dietro ad Angeli Azzurri e finire presi a pesci in faccia... il circo viaggia, non si ferma mai, calpesta la strada e riduce in polvere tutto. C'è chi salta sui vagoni in cerca di avventure, chi di nascosto sega i mozzi delle ruote, chi passa la vita davanti allo specchio a rifarsi il trucco, beandosi nei tanti riflessi che diversamente riflettono la sua immagine. Ma mi diverto ancora, ad osservare certe fisime, certi comportamenti che sono oramai diventati abitudine, a tal punto che gli artisti non se ne accorgono neanche più. Hanno costruito i loro mondi di favola, case di sogno, famiglie di sogno, animali di sogno , lavori di sogno e tutti gli spettatori applaudono, oh sì, ancora! ancora! li senti che gridano, raccontateci ancora!! contenti loro, alla fiera delle illusioni c'è posto per tutti, magari sulla balconata o sotto le gradinate, tra la sabbia e la paglia, tra il casotto del bagno e il baraccone delle foto ritoccate. Io? ohh, cari, non curatevi di me, io sono quello là in fondo, quello che guarda tutto, e se ne sta zitto nel suo angolino poi, quando serve, scende in pista a fare il clown, come sempre. Basta che non vi mettiate a cantare "Ridi, pagliaccio" perché mi mette malinconia... ci vediamo nei prossimi spettacoli...

Commenti scelti dei lettori dell'epoca :

Lucrezya57 : ahhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh Ridi pagliaccio ridiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii!!!! E che bel post ma si in fin dei conti è cosi un circo equestre ci sono tutti ma qualcuno hai tralasciato i leoni quelli che fanno il ruggito che fanno paura alle new entry e allora si nascondono o si creano il personaggio bizzarro con la fantasia e la dovuta messa in scena è fatta, Crena hai voglia a commenti oggi che avrai farai il pieno e io intanto rido e dico la mia.....qui tutta una pagliacciata pochi e semplici blogger cmq ci sono sempre dai se no si fa dell'erba tutto un fascio....e poi dove li collochi le madonne del pianto??? vedi quanti personaggi ti sei dimenticato ahhhhhhhhhhhhhhhhh

drittoinvena :  la vita è un grande circo, virtuale o reale che sia,noi pagliacci o marionette inbranate che s'impigliano tra i fili,noi spettatori nei momenti di pausa illusi di esser la star della serata................un abbraccio

gattamannara : Ciao crena, splendido post,ce n'è proprio per tutti...ricordo di una canzone di Renato Zero questa frase:"meglio fingersi acrobati che sentirsi dei nani"... forse è questo che spinge la maggior parte delle persone a frequentare questo circo virtuale? Rinnovo i complimenti per il brillante ed ironico post, ma non riesco a vederti nelle vesti di pagliaccio, purtroppo mi viene in mente per l'appunto l'opera di Leoncavallo, ti vedo meglio come umorista

AMARE IL MALE ( l'attrazione del debole verso il Male)

 (Prima pubblicazione 04.04.2012) © Crenabog 


Sarei pronto a scommettere che non ce ne sia uno, tra i lettori, disposto ad ammettere di apprezzare il Male. Tantomeno di essere disposto a piegarsi al Male, a stringerci una alleanza. Chiunque troverà negativa l'immagine del collaborazionista in tempi di guerra, tanto per fare un esempio. Personaggi che hanno perso l'onore in cambio di ritorni economici. Ma il discorso è - a ragionarci sopra - vastissimo e ha radici molto più profonde. Cerchiamo di districarci in questo gomitolo. La parola "mostro", sin dal tempo dei latini, ha indicato il diverso, il difforme; assumendo poi la connotazione prettamente negativa. Di fronte al diverso la prima sensazione, epidermica, è l'incapacità di rapportarvisi dovuta alla non conoscenza dello stesso, dei suoi usi e costumi. Ne deriva la sensazione di inadeguatezza e quindi il sentirsi minoritari e questo porta con sé l'avvertimento di un potenziale pericolo. Da ciò, l'istinto di sopravvivenza che può portare a due atti molto diversi: l'attacco o la sottomissione. Vediamolo nel comportamento animale, è notorio che anche un topo, se messo all'angolo, può diventare una belva feroce così come vediamo dovunque i cani - sia cuccioli che di piccola taglia - che di fronte ad un avversario più grande si mettono a pancia all'aria e se la fanno sotto, proponendo di sé l'immagine di animale "piccolo, giovane, cucciolo" e dunque non pericoloso, in atto di sottomissione. Prendiamo ora in esame la cinematografia, spesso derivante dalla letteratura: sin dagli inizi l'attrazione del pubblico per le storie stupefacenti, morbose, orride è stata lampante. E ne hanno beneficiato racconti e film sui vampiri, sul mito de" la Bella e la Bestia ", o magari King Kong. Il denominatore comune è la persona debole in pericolo e come se ne salva, spesso inchinandosi al Male, piegandosi fino a dimostrare attrazione o amore per il mostro, per la Bestia. Non essendo in alcun modo provato che per forza un essere deforme ( Quasimodo, il gobbo della cattedrale, tanto per dire) debba avere un animo meraviglioso al punto da fare innamorare ( Esmeralda, che poi in realtà ama Febo) se ne deduce che la Bella in questione sta solo tentando di sopravvivere alla minaccia. Un insegnamento inciso a livello genetico da millenni che la gente comune non riesce né a scorgere né ad ammettere, pensando che sia ingiusto, scorretto, antidemocratico vedere il diverso come una minaccia. Anche se poi lo è davvero. E, nell'ansia di venirci a patti, non sentendosi capaci di combatterlo, gli rendono omaggio. Come i lacchè delle corti tiranniche, come gli schiavi dei faraoni, come i bambini che a scuola fanno il loro capo scegliendo l'attaccabrighe peggiore, come le spettatrici di film di vampiri così in voga ai giorni nostri. Nei decenni gli eroi - nella visione popolare - sono cambiati drasticamente, dagli ingenui salvatori del calibro di l'Uomo Mascherato o Flash Gordon, o John Wayne e Gary Cooper, gente dai valori inossidabili, ai moderni succhia sangue. Personaggi dediti alla distruzione, continuamente modificati secondo il volere del pubblico: quando mai un vampiro avrebbe camminato alla luce del sole portando magari un crocefisso al collo? Totalmente fuori luogo eppure eccoli lì, più simili al pubblico per permettere l'identificazione delle potenziali vittime che di essi si innamorano, che li venerano, che vogliono illudersi di essere come loro. Così, il Male continua a trionfare, mostrando di non esserci, o almeno di essere buono, avvicinabile, persino sposabile (come nell'ultimo film di Twilight). In fondo, è solo diverso, non ci scannerà, non berrà il sangue dei nostri figli. Non ci ridurrà a delle larve. Ci farà diventare parte di sé, simili, eredi del suo trono magari. Incapaci di tenercelo, il nostro trono, lo offriamo in dono e preghiamo per le briciole. Mostrando, con questi comportamenti ormai codificati direi etologicamente, tutta la spaventosa debolezza dei pavidi. Il forte, chi è convinto di esserlo, non scende a patti, non si piega sulle ginocchia, magari muore combattendo. E quando vede certi spettacoli ci si fa una risata sopra.

Commenti scelti dei lettori dell'epoca : 

Lucrezya57 : Crena che dirti su tutto quanto il Male l'ho sempre visto come una minaccia per me l ho sempre temuto in tutto e per tutto che sia un film che sia un libro che sia una persona lo tengo a debita distanza non sopporto chi possa procurarmi delle ferite e farmi stare male quando non lo merito quindi il mio parere pur sempre personale allontana la bestia da me stessa perchè la temo la vedo come qualcosa di orribile, pur sapendo che il Male va di pari passo con il Bene....buongiorno amico mio che bel post porterà dei bei commenti e avrai degli spunti...io parto dal presupposto che il bene sconfigge il male ma potrebbe essere che qualcuno con il male si identifichi io no di certo....

Jasmine.78 : un post scritto in maniera magistrale, che merita più di una lettura e un commento "meditato".. buona giornata Crena, tornerò!

malenaRM : se ci pensi un attimo, crena, c'è tutta una serie di espressioni che ci fanno capire come, da sempre, noi che di male siamo fatti (immagino per un onesto 30, 40%) con esso di continuo scendiamo a patti. Noi scegliamo il male minore (mai il bene migliore), invidiamo chi ottiene il successo senza troppo sforzo, transiamo in affari senza troppo pelo sullo stomaco, decurtando ad altri ciò che teniamo per noi. E ne siamo anche fieri. E in tutta la mia vita, mai ho visto qualcuno spezzarsi...i piegamenti vengono meglio e giovano alla linea.

BlancaDelicia : Sto per dire una cosa sconvolgente. Odio il male ma evidentemente ne sono attratta. Non potrebbe essere diverso visto che mi faccio trattare male da alcune persone senza opporre resistenza (almeno per un tempo lunghissimo). I perchè sono dai contorni offuscati. Presumo risiedano nella scarsa autostima che ti devo dire oppure banalmente e tragicamente perchè il male lo conosco e non conosco il bene quindi ripercorro sempre sentieri già a me noti mentre la felicità mi destabilizza. Mi sono fatta psicanalizzare per arrivare a questa conclusione. Non è un gran che vero? Baciotto Blanca

Evelin64 : La tua analisi mi sembra perfetta, anche se sotto certi aspetti credo non sia proprio completa. Io penso che nel momento in cui si manifesta il "male", la mente percepisce si' un pericolo, ma oltre all'istinto di sopravvivenza, a mio avviso intervengono nella mente i "limiti" dell'accettazione, i quali ci aiutano a percepire un moto di abnegazione del male stesso. Quindi secondo me è una deformazione mentale "comprendere" il male come sottomissione o addirittura esserne affascinato. Trovo sia un sentimento che puo' portare la mente a non distinguere gli stessi limiti imposti dal terrore che puo' crearsi intorno al male o al "mostro". Molto interessante il tuo post, mille grazie

CRYING POPEYE (paternità e gli anni che fuggono)

 (Prima pubblicazione 01.04.2012) © Crenabog 


Oggi non ero esattamente nello stato d'animo più lieto che si potesse immaginare per un insieme di motivi che magari mi toccano marginalmente ma che contribuiscono a far vedere la vita non come un campo di margherite e di speranze ma come i bombardati camminamenti della Linea Maginot. Forse per questo, prima di buttarmi a letto inevitabilmente depresso, mi era tornata in mente una striscia degli anni Trenta di Braccio di Ferro. Questo amabile ma iracondo personaggio dell'epoca ce lo ricordiamo tutti, quasi sempre impegnato in scazzottate con Brutus o in corteggiamenti con Olivia ma penso che pochi ricordino il suo profondo rapporto emotivo di padre adottivo di Swee'Pea (Pisellino), che aveva bizzarramente trovato in una scatola. E quella striscia, che mi colpì tanto quando ero giovane, mi è tornata alla memoria rivedendo me e mio figlio, che seguo costantemente ogni giorno, non più ormai con la spensierata gioia che accompagnava i suoi primi anni ma con l'accrescersi dei miei timori per la sua impellente fanciullezza. Nel fumetto per la prima volta vedevo Braccio di Ferro piangere davanti a Poldo, che incuriosito gliene chiedeva il motivo e la sua risposta è stata una delle cose più tragiche e profonde che abbia mai letto. "Piango perché penso che Pisellino sta crescendo, e sarà padre e avrà dei bambini e loro cresceranno e invecchieranno anche loro e non ci saranno più bambini." Paradossale, mi direte, forse pure assurda. Ma è il ciclo della vita e non ho mai nascosto che ho veramente iniziato a rendermi conto che un giorno sarei morto anche io solo quando nacque mio figlio. Prima ero ancora fanciullo dentro, anche se realmente ero un uomo fatto e poi non lo sono stato più, per quanto finga di sentirmi - magari quando scrivo qui - allegro e burlone. I figli crescono, invecchiano. Bambini attorno a noi, che ci facciano ricordare l'essere stati bambini, non ce ne saranno. Oh sì, forse possiamo essere nonni ma la frase di Braccio di Ferro contiene verità profonde, inaspettate dalla penna di Elzie Crisler Segar; verità che fanno male, perché ci fanno vedere il limite del nostro essere. Il Tempo che cambia e distrugge. La Vita che scorre e ci abbandona sul suo cammino. E sempre, quotidianamente, cerco di scolpire nel cuore ogni attimo che passo con lui, perché non si ripeteranno, non torneranno. Non è solo Braccio di Ferro colui che piange, per quanto forte sia, per quanti avversari possa battere.

Commenti scelti dei lettori dell'epoca : 

Evelin64 : Quando guardo i miei figli, mi rendo conto che il tempo passa velocemente, poichè essi ti danno riferimento a tutto cio' che non torna piu'. Fino a che si è soli e responsabili del destino, ci si crede immortali forse, o forse allontana l'orizzonte del tramonto inevitabile, pero' loro ti danno i limiti, oltre i quali non vi è posto per la spensieratezza  Buona domenica Crenabog....Evelin

gattamannara : Molto profondo, molto sentito questo post...si evince il tuo forte legame con Tatino, la tua coscienza di uomo e padre, ma anche la spontaneità e la genuinità di un fanciullo, quel fanciullo che è in te, e che nonostante il tempo scorra inesorabilmente, non ti abbandona... Vivi intensamente ogni momento con tuo figlio, con la responsabilità del padre, ma anche con la freschezza del fanciullo...il tempo passa, ma non può usurare e rendere meno speciali i ricordi che conserverai nel tuo cuore! Ti prego di scusarmi se ti scrivo queste parole, io non ho avuto figli, e quindi probabilmente non sono la persona più adatta a dire la sua, ma ho solo espresso le sensazioni che ho provato leggendo il tuo bel post... Un forte abbraccio

Matt.44 : Però ..l'alta capacità di fermare il tempo, interpretarne la sua lezione e trasfonderla in questo bel messaggio credo che raccontino di una innocenza conservata nei tuoi giorni ; con questo post hai fermato, seppur per un poco, il tempo tornando un pò bambino...mirabile meraviglia dell'artista interiore....ciao Crena

astro42 : E’ vero, la nascita di un figlio ci fa vedere la vita, il mondo, sotto un’altra ottica. Facciamo di tutto affinché esso abbia il nostro buon esempio da poter imitare e andar fieri di noi. La morte comincia a far capolino nei nostri pensieri come pure la paura di non vedere terminato il nostro lavoro di genitore o la paura che l’uomo avido e menefreghista distrugga il regno animale, vegetale, non permettendo più agli esseri umani il regolare svolgimento della vita. Facciamo bene ad assaporare ogni momento dei nostri figli, ma dobbiamo anche caricarci di un po’ di ottimismo altrimenti…….