martedì 2 dicembre 2025

LA PAZZA STORIA DEL MONDO - l'Antico Testamento

 (Prima pubblicazione 31.05.2011)


Metuselog fu uno degli uomini più longevi dell'antichità, essendo lui stesso non un discendente degli Hog Sapiens ma l'ultimo degli Hog Sapiens. Una mattina, mentre era intento a spulciarsi insieme alla tribù nelle profondità di una grotta, confortati dal fatto che essa contenesse al suo interno anche una polla d'acqua minerale frizzante d'origine vulcanica, restò terrorizzato dall'immane esplosione giunta dall'esterno che fece crollare le rocce chiudendoli all'interno. Passò del tempo, molto tempo, durante il quale la tribù inventò alcune simpatiche attività sociali come il Domino con i ciottoli, lo Scarabeo con uno scarabeo rimasto anche lui intrappolato al quale insegnarono a cantare ballate in falsetto e, cosa che li aiutò moltissimo a sopravvivere, il Cannibalismo. Il più abile a nascondersi negli anfratti fu ovviamente anche l'ultimo a posare la forchetta, per così dire e quando le piogge continue fecero crollare la massa di pietre che chiudevano l'uscita Metuselog tornò a rivedere la luce. All'esterno scoprì che il pianeta era rimasto devastato e oltre a lui c'era solo un enorme monolito nero dal quale emanavano curiose vibrazioni che gli fecero venir voglia di cantare. Quel che cantò venne poi tramandato nei secoli fino a diventare una hit celebre, "Good Vibrations", dei Beach Boys. Il monolito gli donò una estrema longevità e una miriade di conoscenze che però, essendo naturalmente stupido, non capì affatto. Poteva diventare il padrone del Mondo, divenne il più vecchio di tutti. Nei secoli a venire Metuselog - detto da tutti L'Errante - gironzolò in lungo e in largo figliando come un coniglio e diffondendo la progenie degli Hog ovunque, dalle Alpi alle Piramidi, dal Manzanare al Reno e così via. Un giorno, dalle parti del deserto del Sinai, seguito dalle sue innumerevoli mogli innervosite perchè non trovava mai lavoro per comprare loro caffettani nuovi, e dai suoi innumerevoli e sfaccendati figli scoppiò una lite e fu costretto a fuggire rapidamente. Inoltratosi tra cespugli di rovi e roseti in fiamme (curiosamente inusuali nel deserto del Sinai, cosa che avrebbe dovuto metterlo sull'avviso) mise un piede in fallo e volò da un dirupo. Nel precipitare invocò il Creatore e subito dalle nuvole spuntò una mano enorme e sfolgorante che lo afferrò per il suo venerando attrezzo riproduttivo. Metuselog, sbalordito e dolorante, ringraziò il suo Creatore promettendogli qualsiasi cosa in cambio della salvezza. Quel giorno il Creatore era purtroppo in vena di zingarate e in cambio si prese il prepuzio di Metuselog. Ragion per cui il Creatore restò col prepuzio tra le dita e Metuselog precipitò, ma miracolosamente non si fece nulla. Risalì dunque la scarpata ferocemente incazzato e, prendendosela con tutta la tribù, pretese da ogni maschio la stessa cosa dando origine ad una bizzarra consuetudine religiosa tipica di quelle popolazioni. Gli ultimi tre figli di Metuselog furono Bog, Gog e Magog; estremamente litigiosi, gli ultimi due divennero capi tribù celebri e partirono verso lidi lontani mentre Bog, trovato lavoro come scrivano presso una comunità religiosa - lavoro alquanto appetibile visto che ogni giorno garantiva piatti di lenticchie e latte di capra - si rifece contro di loro inserendo di soppiatto in un certo "Testamento" che gli avevano dato da copiare, versetti incomprensibili e profetici contro Gog e Magog, tacciandoli di tornare al tempo dell'Apocalisse alla guida di tribù antropofaghe. Gog invece aveva preso il largo verso Panama dove fondò una allegra e gioviale tribù, che solo casualmente si trovò a divorare - nel 1671, nel golfo di Uraba - il mitico Jean Nau detto l'Olonese e i suoi pirati. Ma di certo non lo fecero per via di quel che aveva scritto Bog! Magog al contrario si spostò verso la zona di Mindanao, dove i suoi discendenti nel 1971 parteciparono alle riprese del film di Ruggero Deodato, ULTIMO MONDO CANNIBALE, mangiandosi la metà del cast principale. Ma sicuramente anche in questo caso Bog aveva solo scritto delle calunnie!

*continua*

domenica 30 novembre 2025

LA PAZZA STORIA DEL MONDO - gli inizi

 (Prima pubblicazione 29.05.2011)

NOTA PER I NUOVI LETTORI: la serie "La pazza storia del mondo" fu un caleidoscopico divertimento seguitissimo dai lettori originali, basato sull'introduzione dell'antichissimo albero genealogico dei Bog - come ovvio discendente Crenabog, il nick del sottoscritto - dove si celiava modificando fatti leggendari o reali a seconda della partecipazione ad essi di qualche Hog, Bog o così dire. Buon divertimento anche a voi.


In principio fu il Verbo. E il Verbo era "Hog". Ma siccome Colui che aveva pronunciato il Verbo non sapeva bene cosa fosse Hog e cosa farne , decise di fare anche tutto il contorno. Prima fu la Luce, poi fu la Terra e sulla Terra furono le Acque e sulle Acque furono le Nuvole. E in mezzo fu Hog. In principio Hog era piccolissimo, ma talmente piccolissimo che Lui se lo perse subito e in capo a sette giorni, quando si riposò, se l'era scordato. Nel frattempo aveva fatto l'Uomo e la Donna, grande pensata, ma anche loro non videro Hog. Hog galleggiava tranquillo nell'immenso mare, indeciso se aggiungere altre cellule a sé stesso, se produrre dei filamenti o semplicemente galleggiare abbronzandosi. Tra una cosa e l'altra, si diede un nome e il suo nome fu Amebog. Milioni, miliardi, milioni di miliardi di amebe galleggianti videro dunque il fulgido preannunciarsi dell'alba della Rivoluzione Sociale ai comandi del grande Amebog. Fedeli ai dettami del Capo si diedero gioiosamente a riprodursi, fornicando peccaminosamente tra un flutto e l'altro, nell'intento di sviluppare la nuova razza padrona. Amebog vide tutto questo e seppe che era bene e comandò loro di evolversi. Per dare l'esempio, si appostò sornione vicino alla riva e appena la prima Donna si appropinquò per farsi la sua prima lavanda intima, si precipitò a colonizzarla. Le falangi di amebe restarono nelle retrovie in attesa che arrivassero altre Donne ma al momento non ce n'erano, per cui si limitarono a continuare nelle loro fornicazioni. Grande pensata. Amebog fu il primo colonizzatore della specie umana e da lui discesero i Cromagnog, i Nehanderthog e gli Hog Sapiens. I primi millenni ebbero qualche difficoltà a superare le vertigini e ci misero parecchio a decidere di scendere dagli alberi dove si erano installati, anche a causa dei grossi felini zannuti che li aspettavano sotto, annoiati. Poi, scoprirono l'uso delle liane e fu tutto un altro affare. Il calco del primo Amebog riposa solenne in una teca di cristallo nel terzo salone , a destra, tra i trilobiti e la lisca del Dorselletus Elusivii, dello Smithsonian Insitute e ancora oggi famiglie di amebe vi si recano commosse in visita, nascoste all'interno dei turisti, recitando preci di ringraziamento.


*continua*

martedì 18 novembre 2025

CANNIBALI INVOLONTARI

 (17.04.2009)

 A volte capita che il cervello se ne vada per conto suo e si metta a ragionare non più sui massimi sistemi ma su cose talmente improbabili che se non fossero vere ci sarebbe solo da riderci sopra. Ricordate il romanticismo di quei raggi di sole che, solitari, in una stanza buia fendono l'oscurità rivelando ai nostri occhi meravigliati tutto quel dolce vorticare di impalpabile pulviscolo? Una danza fatata di polveri antiche, che pensiamo sappiano di libri vetusti o antiche vestigia. Magari fosse solo così. Adesso andate in bagno, aprite la vostra camicia, alzate la vostra canottiera e datevi una gioiosa passatina sulla pancia...ed eccolo lì, che se ne va danzando per l'aere, il componente all'ottanta per cento del pulviscolo che alligna nell'aria. Siamo noi. I nostri corpi che giornalmente si squamano e consumano, rilasciano microscopiche forfore e macerie organiche, cellule morte. Quando, dopo una corsetta, vi fermate a riempirvi i polmoni d'aria, ragionate un po' su cosa state mandando giù. Per la gioia dei vegetariani inflessibili e per lo spasimo dei vegan, notoriamente ancora più drastici. Ci mangiamo a vicenda, lentamente, giorno per giorno. E cinicamente, vien da ridere a pensare a quegli intransigenti che non toccherebbero un negro. Ma aspirarlo un poco alla volta, ogni giorno, sì però. E chi si porta le salviette chimiche nei bagni per paura di prendersi l'Aids? Dovrebbe girare con un filtro per il microparticolato in bocca...Pensateci, la prossima volta che guarderete quel fatato, sottilissimo pulviscolo che danza nell'aria, guardatelo con occhi diversi e non fatevi prendere dal vomito...anzi, siate positivi, pensate a quanto risparmiate sulla spesa in macelleria e respirate! Anche adesso, su, un bel respiro profondo...Buon appetito!



MONDO PILLOLA

(16.04.2009)   Al mattino, se riesci ad aprire gli occhi dilaniati dalla sveglia, una pillola al ginseng per darti tono, poi una pillola per l'alito mentre sei in ufficio, dopo la pausa pranzo una pillola per bruciare le calorie in eccesso e quei brutti trigliceridi, altra pillola per l'alito, più tardi pillola antiacido per digerire il panino frettoloso e il capoufficio. Ti sei vestito per uscire a cena, giri con gli amici e vai a rimorchio. Pillola per sballarsi e non essere timidi, ne conosci una la porti al bar e via, una pillola da infilare di soppiatto nella sua bevanda per far sì che sia predisposta al sesso e al non rendersene neanche conto, e una di viagra per te per essere sicuro di non sprecare la nottata. Alla fine della cavalcata, mentre la lasci inebetita in una camera d'albergo, pillola abortiva del giorno dopo per lei e pillola per cancellare la memoria recente per entrambi così lei non ti denuncia e tu non confessi nulla nella macchina della verità. Pillola per dormire mentre ti infili a letto, una preventiva contro le infezioni da rapporto casuale e non protetto, una per la prostata perché non hai più vent'anni e due contro le emorroidi per contrastare i sintomi della faticosa giornata.. E queste, solo perché ancora non ne hanno inventate altre capaci di farci vivere la vita in pillole, ma abbiate pazienza e dategli tempo. Ne faranno altre ancora più utili, magari per seccare le narici così da non doversi preoccupare di smocciolare o quelle per defecare quando serve, quando se ne ha il tempo, e per smettere se proprio te la perdi e non c'è un bagno. Non ci sarà bisogno di ricordarsi di far funzionare il proprio corpo, basterà ricordarsi il giusto colore delle pillole da prendere. Penso sarcastico che forse è la forma stessa del mondo che ci ispira alla pillola, quale che sia, e penso con terrore che vita sarebbe se il mondo avesse la forma di una supposta..



SONETTO RIBALDO

 (27.03.2009) ispirato da, e dedicato a, Paolo Poli

Madama Giunchiglia

aveva una figlia,

dal collo a bottiglia

ed il naso a coppiglia,

ognor profumata

d'odor di vaniglia.

Lanciava lamenti

la pallida figlia,

causando tormenti

a madama Giunchiglia:-

in era passata,

in questa conchiglia,

mi ci era passata

un intera flottiglia!

ed ora che vago

cercando un marito

nemmeno se pago

ci infilano un dito..

Così disperava

la timida figlia

di quella pur brava

madama Giunchiglia

e lei amareggiata

un po' ci pensò

poi la sposa mancata

in convento portò.

Divenne badessa,

vestita di nero

e dopo ogni messa

curava il suo cero..



PONYO SULLA SCOGLIERA

 (23.03.2009) Finalmente son riuscito ad andare con mio figlio  a vedere Ponyo e, come c'era da aspettarsi, nel multisala era l'unico ad essere totalmente esaurito già dalle 14.30; abbiamo trovato posto in prima fila arrovellandoci le pupille ma siamo infine riusciti ad assistere al nuovo film del maestro Miyazaki. Siamo lontani anni luce dai favolosi barocchismi di LA CITTA' INCANTATA, così come dalle atmosfere drammatiche di IL CASTELLO ERRANTE DI HOWL, e anche i monumentali panorami di LAPUTA e di LA PRINCIPESSA MONONOKE qui non trovano spazio. Il film è deliberatamente rivolto ad un pubblico di piccoli spettatori e trasmette una gioia, una tenerezza ineffabili; i disegni sono volutamente semplificati, anche se il suo staff alla Ghibli studios ha prodotto manualmente centosessantamila disegni su lucidi, e lo rendono comprensibile e amabile dal pubblico scelto. Se vogliamo dirla tutta, ricorda nello stile I RACCONTI DI TERRAMARE, il primo film creato da suo figlio Goro, al quale è ispirato il personaggio di Sosuke, il bambino protagonista. In quel film infatti, benchè derivato dalla saga fantasy di Earthsea della U.K.LeGuin i disegni non raggiungevano gli apici a cui ci ha abituato il Maestro e forse anche per questo i suoi fans lo hanno mal digerito. E' pur vero che Miyazaki se la prese a morte col figlio perchè aveva fatto un film per conto suo e non con lui e con lo studio Ghibli, ma forse con questo suo nuovo il Maestro ci manda a dire di una sua riappacificazione con Goro. Ce lo auguriamo. La storia della pesciolina Brunilde, a cui Sosuke da il nome di Ponyo, figlia dello stregone Fujimoto e della Madre del Mare, si svolge con scene bellissime, fino al delirante, onirico innalzarsi del mare fino alle punte delle montagne. Le trasparenze dei fondali richiamano sia la ferrovia immersa di LA CITTA' INCANTATA che la palude in MONONOKE, il personaggio di Fujimoto ha i tratti che ricordano la strega Yubaba, e tra le vecchiette dell'ospizio possiamo ritrovare persino i tratti della Strega dell'Ovest quando diventa vecchia in HOWL. Bellissima la colonna sonora, divertente l'uso modificato della Cavalcata delle Valchirie di Wagner quando Ponyo corre sulle onde per inseguire l'automobilina del suo amato Sosuke. Nel complesso un film davvero bello che, se visto col cuore e non con gli occhi, non fa rimpiangere gli splendori artistici ai quali il Maestro ci ha abituato da tempo. Prenotate il biglietto per tempo, e tenete a mente che in Giappone ha battuto ogni record di incasso con cento milioni di dollari in una settimana.




RITI DIMENTICATI: le indulgenze

 (13.03.2009)  Tra le tante pratiche religiose prettamente cattoliche e le normative emesse dalla Chiesa e ad esse direttamente correlate, ve n'era una molto seguita, quella delle Indulgenze. Quasi tutti conoscete la cosiddetta Indulgenza plenaria che si ottiene ( o "lucra", secondo il lessico antico) attraversando il portone della basilica di San Pietro durante i Giubilei ordinari o straordinari, ovvero la remissione piena e definitiva di tutti i peccati commessi sino a quel momento, purché ci si confessi e ci si comunichi. Ma la maggior parte delle persone non ricorda più la quasi infinita galassia di piccole e grandi Indulgenze che si ottenevano sino a prima del Concilio Vaticano II, che le pose in un dimenticatoio ritenendole obsolete ad una società in continuo mutamento. Voglio approfittare del mio spazio per darvene una panoramica, forzatamente ridotta, indicandovi a quale pratica o preghiera fossero legate, in cosa consistessero e il periodo in cui vennero promulgate, sperando possa interessare, fosse anche a puro titolo di curiosità. Se poi vorrete seguirle, sappiate comunque che non sono state cancellate, dunque hanno tuttora valenza, solo non vengono più insegnate come una volta.

- Facendosi il segno della Croce e recitando: In nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, Amen.: 50 giorni, e 100 giorni se fatto bagnandosi con l'acqua santa. (San Pio X)

- Recitando il Requiem aeternam, 300 giorni di indulgenza. (Febbraio 1908)

- Durante l'elevazione dell'Ostia, se la si guarda e si recita "Mio Signore e Mio Dio", indulgenza per sette anni e sette quarantene (280 gg.), concessa da San Pio X

- Atto di accettazione devota della morte, se recitato dopo la confessione e la comunione, dona l'indulgenza plenaria all'atto della morte senza altre condizioni (Papa Pio IX e San Pio X, 1904), se poi la si rinnova una volta al mese, sempre dopo la confessione e comunione, indulgenza di sette anni e sette quarantene applicabile devotamente ai propri defunti in remissione dei loro peccati.

- Preghiera quotidiana al Sacro Cuore di Gesù, se si recita ogni giorno per un mese, dopo la confessione e comunione, lucra indulgenza di 300 giorni o Plenaria (San Pio X)

- Santo Rosario, recitandolo ogni giorno, reca l'indulgenza Plenaria una volta al mese, o di 300 giorni se recitato una volta (San Pio X)

- Atto di adorazione al Santissimo Sacramento, recitato in Chiesa acquista Indulgenza di sette anni e sette quarantene, Plenaria una volta al mese, dopo confessione e comunione (Benedetto XV, 1917)

La maggior parte delle informazioni sono state tratte da "Oremus", libro di preghiere di F.J.Vallensis del 1945.