martedì 2 dicembre 2025

LA PAZZA STORIA DEL MONDO - nascita di una leggenda

 (Prima pubblicazione 17.06.2011)


Intorno alla fine del 1590, in un minuscolo villaggio inglese chiamato Scrooby, William Brewster, figlio del bailiffo dell'Arcivescovo, inizia a mostrare segni di dissenso contro la Chiesa Anglicana, abbraccia via via varie credenze scismatiche e decide alla fine di scappare verso l'Olanda con un gruppo di seguaci. Nel suo intento viene accompagnato dal suo servitore e uomo di fiducia, un certo Giona Booger, ritenuto da tutti sfortunatissimo, dalle origini quanto mai incerte. Chi ritenne fosse un trovatello, chi gli imputava lo sterminio della famiglia a causa di una pentola di latte lasciata a bollire nel fienile vicino alle rotoballe, chi vedeva in lui solo un menagramo di ampia portata. Certo è che di Giona si sa pochissimo, segno sicuro che chiunque avesse avuto a che fare con lui ne aveva nascosto per prudenza ogni traccia. Si trova invece un accenno a Giona in un manoscritto segreto della setta dei Puritani, dove viene indicato come stipendiato fisso. L'ombra del sospetto che egli non fosse altro che una spia dei Puritani mandata a vigilare sulle attività di Brewster prende quindi piede. Quando nel 1607 il gruppo si assesta in Olanda, in breve tempo iniziano a verificarsi ogni sorta di accadimenti che influenzano negativamente la loro permanenza. La loro profonda religiosità vacilla sotto le intemperanze dei fedeli, accompagnati nelle bettole e nei postriboli da Giona, sempre pronto a pagarne i conti con i soldi ricevuti da emissari Puritani. La comunità vede i giovani abbandonare la cittadina di Leiden per godersi la vita e tentare la fortuna qua e là, assiste impotente alla copula collettiva delle mucche olandesi con i tori britannici importati e risente pesantemente dei nefasti influssi provocati da certe bottigliette di Profumo vendute nottetempo da un ebreo di nome Susskind, le cui ricette risultano essergli state suggerite da Giona. Dopo parecchie incertezze la comunità sale infine a bordo di due navi, la Mayflower e la Speedwell. Su quest'ultima prende posto Giona e poco tempo dopo la nave inizia ad affondare; si dà la colpa ai legni non stagionati della chiglia ma è risaputo che Giona si aggirasse di notte e che strani rumori di sega e martello venissero uditi nella sentina. John Howland tenta di gettare in mare Giona durante una tempesta ma cade lui e solo per miracolo viene salvato con una corda. Quando risale a bordo, Giona è scomparso. Nascosto in una botte di cetrioli olandesi in salamoja, di cui era ghiottissimo, trova riparo e finisce imbarcato con gli altri sulla Mayflower, sbarcando a novembre del 1620 vicino a Cape Cod. I Pilgrim Fathers, così si erano rinominati, iniziano l'esplorazione delle lande, finendo per subire attacchi mortali da parte di una sconosciuta ma mitica tribù locale dalle bizzarre consuetudini, i Mik Mak, noti in Inghilterra e in seguito cantati sia da Carroll che da Lovecraft come i Misquamaqus. Machen fa cenno a loro come i progenitori della Piramide di Fuoco, null'altro che una enorme pira sulla quale bruciavano i prigionieri. Giona riesce a farsi accettare dai Mik Mak grazie alla scorta di bottiglie di Profumo che li inebriano e gli donano visioni mistiche del Grande Hog. Al grido di "Hog, Hog, Alalog!" attaccano le nuove colonie ma vengono infine respinti nell'entroterra. I Padri Pellegrini fortificano una collina sacra, sede di un cimitero indigeno, senza saperlo e Giona Booger sfrutta la credulità popolare spargendo voci di apparizioni notturne che lui stesso costruisce, nascondendosi sotto i letti e dentro gli armadi ed emettendo lugubri lamenti. Grazie alla monumentale sfortuna che accompagna Giona, i Pellegrini disseppelliscono le tombe indiane nel tentativo di dar pace agli spiriti ma trovano in una di esse dei doni lasciati al defunto, vasi pieni di semi: data dignitosa sepoltura ai resti, conservano i semi e li piantano confidando nella divina Provvidenza per un buon raccolto. Raccolto che si rivelerà di segale, ma della varietà cornuta e tutta la farina prodotta, venduta in seguito nella zona di Salem, darà il via ad una ondata di stregonerie e di caccia alle streghe rimasta negli annali. Giona Booger, non ricevendo da tempo né soldi né notizie dai Puritani inglesi, e abbisognando di mezzi per vivere, benché perennemente alla macchia, si dà al ladrocinio, aspettando nelle ore più buie i passanti da dietro gli angoli e fulminandoli con salti e urla spaventosi. Tutto questo, sommato ad alcuni fortunosi avvistamenti di Giona da parte di Pellegrini del Mayflower, gli dà una triste fama di soggetto pericolosissimo. Le madri cominciano a narrare le sue gesta, esagerandole sempre più, per spaventare i bambini e nell'arco di pochi anni Giona Booger viene conosciuto in tutto il New England come il Boogey o l'Uomo Nero. Il Boogey fugge definitivamente dopo aver provocato un aspro combattimento tra i Pellegrini e la tribù dei Pokanoket, con diecine di morti da ambo le parti, avendo sostituito furtivamente i vestiti degli uni con gli altri. I Pokanoket, non trovando più gli amati perizoma in pelle, le tepa accuratamente masticate dalle squaw per ammorbidirle, ma solo cappelli a cilindro e colletti inamidati, persero la fiducia nella Grande Inghilterra e dissotterrarono i tomahawk. Il Boogey fugge, nella notte lui fugge, tra sequoias e rovi fugge, inseguito da tutti e si ritrova solo e sconvolto in un campo coltivato dalla tribù, cocomeri e zucche a vista d'occhio e neanche un cespuglio dove nascondersi quando, mistico ed inatteso, tra le nubi squarciate dalla luna piena gli appare il Grande Hog che punta l'indice vindice verso il suolo. Il Boogey comprende il da farsi, svuota una enorme zucca e se la cala sulla testa: quando giunge la "posse" a cavallo dei vendicatori si erge di scatto fulminandoli tutti dal terrore. Di lui si perdono le tracce dopo che, accolto dalla tribù dei Wampanoag come il Dio-Dalla-Testa-Di-Zucca, muoiono quasi tutti per una epidemia emorragica scatenata dalle pessime condizioni igieniche del Boogey che non si cambiava la zucca da settimane. Da allora, tutta l'America canta le leggendarie gesta del Boogey, l'Uomo Nero, e lo festeggia ad Halloween con ritratti del Pumpkin'Jack appesi alle porte.

*continua*

LA PAZZA STORIA DEL MONDO - la parentesi inglese

 (Prima pubblicazione 14.06.2011)


Nella metà del Cinquecento, un oscuro siciliano, tal Giovanni Bogoli detto il Risparmiatore Tremolante, a causa della sua tendenza a tremare tutto ogni volta che qualcuno gli chiedeva di pagare qualcosa, decide di tentare fortuna nel continente, forse anche per sfuggire ai numerosi creditori. All'unico scopo di risparmiare si lega sotto il fondo di una carrozza con le poche masserizie in suo possesso e si lascia trasportare dal destino convinto di poter scendere in Calabria. Purtroppo per lui la carrozza prende posto su una nave, stipata assieme ad altre, rendendogli impossibile lo slegarsi e obbligatorio il rimanere occultato, cosa che gli provoca stipsi terrificanti per tutta la durata del viaggio. Dopo una traversata interminabile la nave approda nel porto di Londra e la carrozza, finalmente, riprende il suo viaggio fino ad una locanda di Stratford-upon-Avon. Giovanni Bogoli viene scoperto dallo stalliere, completamente rattrappito e privo di sensi: indecisi se carcerarlo o accudirlo, grazie all'intervento di un chierico locale lo riportano alla normalità. Giovanni, comprendendo di trovarsi non in Calabria ma nientemeno che in Inghilterra, decide di far finta di aver perso la memoria e la favella lasciando decidere al Caso della sua sorte. Essendo molto intelligente riesce ben presto a padroneggiare la lingua e gli usi locali ma continua a fingersi muto: il chierico, notando la sua predisposizione all'economia, decide di ribattezzarlo Shake-Sparer e lui lascia fare. Finalmente un giorno mima la caduta in un fosso e si rialza mostrando a tutti di aver riacquistato la parola, iniziando a declamare versetti in perfetta lingua locale. Il chierico, felicissimo, gli trova un lavoro come guantaio e conciatore e da lì inizia la sua scalata sociale aiutato anche da un matrimonio oculato con una donna riccamente dotata in terre e quattrini. Passa dal grado di conestabile a quello di aldermanno e poi di balìvo: a quel punto inizia una lunga lotta con la Società Araldica dalla quale pretende uno stemma da apporre alla sua locanda ma gli viene negato. Con un colpo di mano se ne fa dipingere uno scabroso e sanguinolento col motto - tipico per un conciatore - di "The Slaughtered Lamb" (che secoli dopo venne celebrato nel film AN AMERICAN WEREWOLF IN LONDON) ma la cosa risulta sgradita agli abitanti di Stratford che decidono di non invitarlo più alle riunioni del Consiglio, spargendo la voce che fosse lui a non volerci andare per non farsi beccare dai nuovi creditori locali. Geneticamente predisposto, come tutta la stirpe dei Boghi, a riprodursi eccessivamente, regala alla Pallida Albione otto figli e quando la Peste Nera, nel 1564, arriva anche lì i ratti - e le pulci a cavallo dei ratti - riconoscendo la famiglia dei Boghi dall'odore, molto gentilmente evitano di contagiarli per ringraziamento, cosa che stupisce sfavorevolmente gli altri abitanti che muoiono a centinaia maledicendo il nome degli Shake-Sparer come degli untori. Ad aprile dello stesso anno nasce Willie, il terzo figlio, che con il crescere si rivelerà uno sfaccendato di prima categoria dedito alle gozzoviglie e al calcare le scene di teatrini itineranti nella parte del Bell'Uomo. In effetti aveva preso tutto dal padre che, come si vede dall'unico ritratto giuntoci, era davvero un Bell'Uomo... A scapito di quanto credano gli storici, il padre John (Giovanni) non si presentò alle riunioni perchè coperto di debiti o oppresso dal lavoro. In realtà, essendo uno scrittore prolificissimo, mise su carta un numero impressionante di sonetti, opere, commedie, tragedie, listini della spesa, locandine pubblicitarie e versetti per i cartigli di certi cioccolatini molto in voga all'epoca. Aveva paura che il suo inetto figlio non durasse molto nella vita e desiderava lasciargli di che vivere. Willie, nel 1593, durante la Seconda Ondata della Peste, accortosi che i nuovi ratti invasori non erano stati informati dai loro nonni dell'accordo stipulato tra la Stirpe dei Ratti e quella dei Boghi, e temendo per la propria incolumità, fugge in Italia dove pare venga a contatto con un certo Michelangelo Crollalanza, siciliano anch'egli, che si offre di fargli da cicerone e in seguito da traduttore delle sue opere. Opere del padre John, che Willie custodiva in un borsone in cuoio di agnello macellato, ovviamente, e che stava allegramente da anni spacciando per sue, godendosi gli onori delle cronache. Michelangelo attua una revisione drastica e completa di tutto quel che riesce a leggere, ne fa copia e inizia a farselo stampare da un editore siciliano anche lui, detto amichevolmente il Padrino. Quando Willie se ne accorge tenta di protestare ma l'editore gli fa una proposta che non poteva rifiutare e Willie trova rapido riparo a Londra con due valigie: una con le sue opere originali e una con una testa di agnello mozzata a mo' di souvenir. Negli anni a seguire diventa celeberrimo dando nuovo lustro alla Stirpe dei Boghi mentre John si spegne nel 1601, notevolmente innervosito dal fatto che Christopher Marlowe e Francis Bacon continuassero a raccontare, nei pub e ad ogni fermata dell'Omnibus a cavallo, di aver scritto loro i suoi testi. Lui, unico a conoscere la verità, non poté mai rivelarla.

*continua*

LA PAZZA STORIA DEL MONDO - la fuga in Norvegia

 (Prima pubblicazione 10.06.2011)


Mentre in tutta Europa si diffondeva la Peste Nera, un gruppo di Boghi dissidenti fuggiva attraverso le tundre gelate cercando riparo nel nord della Norvegia. Asserragliatisi in un minuscolo villaggio trovato abbandonato si diedero ad attività prettamente rurali, quali l'allevamento delle renne pelose, la mungitura delle oche - cosa che invero fruttava assai poco - e la coltura di certe patate native che avevano la particolarità di essere enormi e farinose. Ragion per cui la farina di patate norvegesi venduta dal clan dei Boghi iniziò a rendergli abbastanza da potersi permettere l'acquisto di pitali in ceramica dipinti dalla Sassonia, dolcetti mollicci del Bosforo di cui erano particolarmente ghiotti e un cammello acquistato da un circo itinerante condotto dal Dottor Lao. Il capo clan dei Boghi aveva avuto la bizzarra idea di mettere il cammello in un recinto davanti al piccolo negozio nel quale vendevano tabacco trinciato per pipe Goudewagen e l'idea piacque molto ad un viaggiatore che si trovava casualmente da quelle parti e che poi la diffuse in America.. Il cammello Bogo poi morì di freddo ma la discendenza americana del viaggiatore ancora ci guadagna sopra. Il più giovane ed inesperto dei Boghi, Rena l'Impertinente, volendosi creare un attività tutta sua si diede ad allevare pipistrelli, che di giorno dormivano dandogli la scusa per non far niente durante le ore di sole. Aveva casualmente scoperto che il loro guano era un ottimo fertilizzante, visto che quello delle renne non era reperibile perché essendo pelose gli restava tutto attaccato addosso (forse per questo nessuno voleva comprare le loro pelli, dall'aspetto lucido ma dall'odore repellente). Quando nella sua colonia si diffuse la rabbia selvatica dovette sopprimerli tutti ma non ebbe la forza di uccidere anche il suo preferito, un pipistrello bianco chiamato Bartok the Magnificent (le cui gesta vennero cantate dalla 20th Century Fox secoli dopo) che per ringraziarlo lo morse staccandogli il medio e l'anulare e volò via. Rena da allora venne chiamato Rena lo Sfigato o, quando lui non c'era, Rena-il-facente-le-corna. Bartok volò, trasportato dalle correnti calde, fino ad atterrare in Valacchia, alla corte di Vlad III e, non avendo nulla di meglio da fare, lo morse subito. Il povero Vlad III, fino ad allora buono, mite ed assennato, divenne preda della rabbia e cambiò i suoi hobby: mentre prima era noto in tutto il regno per i suoi barbecue pubblici di salsicce e costolette ricoperte di salsa tartara, dal 1456 in poi si diede ad impalare chiunque trovasse sul suo cammino. Pretese di farsi soprannominare Vlad Dracul, o Draculia, e raggiunse la cifra di oltre centomila uccisioni in pochi anni, cercando di finire nel Guinness dei Primati. Finì invece imprigionato a Buda dove torturava scarafaggi, non riuscendo ad afferrare le guardie carcerarie. Nel frattempo, nelle gelide tundre nordiche, Rena Bogo lo Sfigato a causa della malattia perdeva la sua folta chioma, assisteva impotente all'allungarsi delle orecchie e all'aguzzarsi dei canini. Il giorno che non si vide più nello specchio, dalla vergogna si rinchiuse in una cassa di legno in cantina e cominciò ad uscire solo di notte. Quando si rese conto di aver acquisito un fascino davvero "diabolico" su tutte le donne che incontrava prese a viaggiare in lungo e in largo: le sue fans divennero migliaia e lo seguirono fino in Transylvania, dove comprò un castello diroccato e fondò la prima "comune" della storia, vivendo per secoli in orge sfrenate. Quando la notizia giunse in Norvegia, nessuno ebbe più il coraggio di soprannominarlo Lo Sfigato..

*continua*

LA PAZZA STORIA DEL MONDO - la fine dei Secoli Bui

 (Prima pubblicazione 07.06.2011)


Mentre l'Europa e il mondo intero si dibattevano nelle profondità dei Secoli Bui, verso la fine del primo millennio, frutto di un imperterrito proliferare della discendenza di Hog, Bog e tutti i loro parenti in ogni angolo del globo, compare - si dice in Bulgaria - un cantante popolare che ebbe un grande seguito tra i contadini e i villici locali. Bogo, questo il suo nome, raggiunse l'apice della popolarità con uno show in cui, al suono dei suoi strumenti a corda, si radunarono più di mille rurali in quello che dai critici musicali è universalmente riconosciuto come l'antesignano di Woodstock. Per mantenere vivo il ricordo del genere musicale e del numero degli intervenuti, Bogo cambiò quasi subito il nome in Pop Bogomil. I suoi fans crescevano continuamente e il movimento bogomilo cominciò a preoccupare severamente i potenti e gli zar locali. Colpito profondamente dal comportamento scorretto del suo impresario , fuggito su una galèa con tutti gli incassi, Pop Bogomil subisce una regressione psicologica che lo porta ad identificare la religione come qualcosa fondata su un solo Dio dai due figli, Cristo e Satana. Quest'ultimo sarebbe stato il responsabile di ogni cosa materiale e il primo - dopo essersi immolato - sarebbe sceso agli inferi per liberare gli uomini da Satana, nel quale Pop Bogomil rivedeva certamente il suo perfido impresario. Essendo rimasto senza un soldo smise di mangiare carne, formaggi e uova, non si poteva concedere vino, non si lavava più e quindi risultava inavvicinabile anche alla più infima prostituta. In un lampo di genio decise di sfruttare tutte queste sue malinconiche tendenze per gettare le basi di una religione eretica e scismatica, che pensava lo avrebbe riportato sulla cresta dell'onda della notorietà. I suoi seguaci bogomili si sparsero per l'Asia, ognuno intenzionato a formare una sua corrente o almeno un nuovo celebre gruppo pop e i concerti pubblici o privati nelle taverne si susseguirono per un periodo interminabile, quasi duecento anni durante i quali i fans di Bogo impararono a tingere le loro tuniche con colori acidi che facevano molto trendy. Restano ineguagliate le performance artistiche dei Manicheos mentre i Cataros ebbero notevoli difficoltà a farsi accettare dagli ascoltatori di Radio Maria. Durante un leggendario concerto denominato La Reunion, al quale parteciparono tutti i gruppi pop,rock,metal, scismatik, eretik-hard-core, al quale fecero da apri pista i "Figli di Ario" (le cui musiche vennero poi adottate dal 1930 al 1945 in Germania...) che si tenne ai piedi dell'Himalaya, dato lo sfrenato affollarsi della gente che non si lavava da decenni, si sviluppò un micidiale bacillo che contagiò le pulci dei ratti. Ratti che, ritenuti molto hard-core, erano usati come mascotte da tutte le band e quindi portati al seguito, vezzeggiati e fatti riprodurre per venderli negli stands dei concerti, autografati. Quando nel 1340 i "The Sons of Bogo" raggiunsero la colonia genovese di Caffa, in Crimea, per dar via al Three Years Tour Around The World, diedero il via invece, senza saperlo all'epidemia della Peste Nera che spazzò Africa, Palestina, Italia, Francia, Spagna, Germania, Ungheria e Scandinavia. Sembra si fosse salvato soltanto un piccolo villaggio francese che da centinaia di anni resisteva all'invasione delle legioni romane, grazie alla loro dieta basata solo su cinghiali arrosto e ad una certa bevanda magica. Quando il loro bardo locale, Assurancetourix, decise di partire per unirsi al gruppo dei "The Sons of Bogo" il villaggio diede un banchetto che durò cento giorni e ancora viene ricordato, dai locali. Alla fine, contati i milioni di morti, la stirpe di Bogo decise molto saggiamente di falsificare i propri documenti e per lungo tempo le loro tracce restano pressocché irrintracciabili.

*continua*

LA PAZZA STORIA DEL MONDO - il Nuovo Testamento

 (Prima pubblicazione 05.06.2011)


Di difficile ricostruzione, anche per via del sincretistico coacervo di realtà e leggenda che nei secoli si è depositato, è la posizione storica di Bogù. Mentre, grazie ai recenti scavi operati da Lord Sean O'Bogum per la Royal Academy of Archeological Sciences, pare definitivamente accertata la sua origine egiziana e che abbia operato nel campo del commercio trascendentale sotto i Faraoni, ancora non si hanno prove documentate della sua affiliazione ad alcune mistiche società misteriche dell'epoca. Tra i graffiti nella Sala del Tempio di Nat-ak-Namon compare una iscrizione - apparentemente pubblicitaria - che mostrerebbe un Bogù affiliato al Quinto Grado di conoscenza della Setta di Umph e Bogedeck mentre compie prodigi, o cerca di vendere qualcosa al Faraone. Comunemente gli vengono imputate truffe clamorose quali l'importazione illegale di cavallette in Egitto, l'intossicazione causata da grano avariato di moltissimi piccoli egiziani fino a quando dovette scappare dalla terra natia essendogli sfuggito un carico di rane-toro che provocarono danni irreparabili alle coltivazioni. Preceduto dalla fama di divinatore, curatore empirico, lettore di tarocchi e profeta, a bordo di un asino (poi cantato persino da Apuleio per il bizzarro colore dorato del manto) giunge in Galilea dove si fa assumere da un falegname mosso a compassione per la sua presunta giovane età, un certo Giuseppe che a causa della vista alquanto bassa non si accorse né della sua barba né dei capelli coi cernecchi. Bogù, sfruttando la posizione defilata nella falegnameria di Giuseppe, continuò ad imbastire truffe e macchinazioni radunando intorno a sé una banda di adepti desiderosi di ricevere l'illuminazione di Settimo Grado della Scala Richter o almeno di guarire dalla alopecia. Già sospettato di vendita di vino liofilizzato ad un matrimonio a Cana, guardato con sospetto dai pretoriani romani per certe fatture fasulle con le quali pretendeva di aver venduto cinquemila pesci e pagnotte pagando invece le tasse solo su tre pani e sei pesci, fu costretto a sfuggire clamorosamente ai creditori che lo inseguivano attraversando il lago di Tiberiade senza affondare, grazie a dei prodigiosi calzari in sughero rinforzato che si era costruito nella falegnameria. Agli occhi di tutti questo sembrò un vero prodigio e servì ad aumentare le sue possibilità di vendere unguenti di grasso di bue mescolato a succo di cardo spacciandoli per rimedi universali. La sua fortuna cominciò a declinare quando perse la testa vedendo che la sua bancarella nel tempio era circondata da venditori ambulanti che vendevano unguenti a minor prezzo e scatenò una rissa pubblica. Ebbe un attimo di fortunosa celebrità quando, avendo venduto lozioni per capelli fatte con il catrame agli adepti, i loro capelli presero fuoco a causa del caldo insostenibile del posto. Tutti videro delle fiamme sulle teste dei compagni e ritennero di essere finalmente passati di grado nella Via per la Illuminazione. Forti di questo, diedero il via ad una rivolta di massa contro la guarnigione romana che si ostinava a praticare i dolci vizi al Foro e talvolta anche dei baccanali. Pilato, in quei tempi console designato, volle vederci chiaro e lo invitò ad una dimostrazione pubblica dei suoi prodotti. Bogù purtroppo aveva passato tutta la notte a gozzovigliare con i compagni all'osteria dell'Orto degli Ulivi e scambiò il sapone di grasso di dromedario, che voleva dare a Pilato, con l'impasto di cocciniglia e ostriche che smerciava per tingere le stoffe. Quando Pilato si ritrovò le mani indelebilmente rosse decise che era ora di darci un taglio e lo condannò alla crocefissione. Durante la marcia verso il Golgota però, Bogù fece cascare la croce sui piedi del legionario Trandaphilo e se la diede a gambe aiutato dalla folla plaudente. Fin qui le tracce storiche, ricavate dalla lettura del suo testamento, un enorme plico di quattromila rotoli trovati nascosti in giare seppellite in una grotta vicino al Mar Morto dato che non è vero che non avesse mai scritto nulla, anzi era verbosissimo e non la piantava mai di scrivere. Aveva comunque una bella calligrafia. Il suo lascito diede la stura ad una infinita progenìe di sette eretiche e il concilio di Nicea, per porre freno a tutto questo, fece bruciare ogni traccia ancora rintracciabile della sua esistenza sostituendone il ricordo popolare con quello di un Sant'Uomo a perenne beneficio dei Papi a venire. Le tracce di Bogù portano invece direttamente in America dove sbarcò da una galera fenicia che aveva perso la rotta e subito riuscì a vendere ad un certo John Smith alcune tavolette in finto oro piene di curiose ed illegibili scarabocchi; quando John Smith si rese conto della truffa, Bogù era ormai giunto nel Parco di Yellowstone e aveva fatto perdere le sue tracce. Smith, non volendo andarci in perdita, radunò un gruppo di creduloni locali e disse loro di aver ricevuto da un Angelo il Testo di Mormon, cosa grazie alla quale mise subito in piedi un fiorentissimo commercio di opuscoli, noti in tutto il mondo.

*continua*

LA PAZZA STORIA DEL MONDO - l'Antico Testamento

 (Prima pubblicazione 31.05.2011)


Metuselog fu uno degli uomini più longevi dell'antichità, essendo lui stesso non un discendente degli Hog Sapiens ma l'ultimo degli Hog Sapiens. Una mattina, mentre era intento a spulciarsi insieme alla tribù nelle profondità di una grotta, confortati dal fatto che essa contenesse al suo interno anche una polla d'acqua minerale frizzante d'origine vulcanica, restò terrorizzato dall'immane esplosione giunta dall'esterno che fece crollare le rocce chiudendoli all'interno. Passò del tempo, molto tempo, durante il quale la tribù inventò alcune simpatiche attività sociali come il Domino con i ciottoli, lo Scarabeo con uno scarabeo rimasto anche lui intrappolato al quale insegnarono a cantare ballate in falsetto e, cosa che li aiutò moltissimo a sopravvivere, il Cannibalismo. Il più abile a nascondersi negli anfratti fu ovviamente anche l'ultimo a posare la forchetta, per così dire e quando le piogge continue fecero crollare la massa di pietre che chiudevano l'uscita Metuselog tornò a rivedere la luce. All'esterno scoprì che il pianeta era rimasto devastato e oltre a lui c'era solo un enorme monolito nero dal quale emanavano curiose vibrazioni che gli fecero venir voglia di cantare. Quel che cantò venne poi tramandato nei secoli fino a diventare una hit celebre, "Good Vibrations", dei Beach Boys. Il monolito gli donò una estrema longevità e una miriade di conoscenze che però, essendo naturalmente stupido, non capì affatto. Poteva diventare il padrone del Mondo, divenne il più vecchio di tutti. Nei secoli a venire Metuselog - detto da tutti L'Errante - gironzolò in lungo e in largo figliando come un coniglio e diffondendo la progenie degli Hog ovunque, dalle Alpi alle Piramidi, dal Manzanare al Reno e così via. Un giorno, dalle parti del deserto del Sinai, seguito dalle sue innumerevoli mogli innervosite perchè non trovava mai lavoro per comprare loro caffettani nuovi, e dai suoi innumerevoli e sfaccendati figli scoppiò una lite e fu costretto a fuggire rapidamente. Inoltratosi tra cespugli di rovi e roseti in fiamme (curiosamente inusuali nel deserto del Sinai, cosa che avrebbe dovuto metterlo sull'avviso) mise un piede in fallo e volò da un dirupo. Nel precipitare invocò il Creatore e subito dalle nuvole spuntò una mano enorme e sfolgorante che lo afferrò per il suo venerando attrezzo riproduttivo. Metuselog, sbalordito e dolorante, ringraziò il suo Creatore promettendogli qualsiasi cosa in cambio della salvezza. Quel giorno il Creatore era purtroppo in vena di zingarate e in cambio si prese il prepuzio di Metuselog. Ragion per cui il Creatore restò col prepuzio tra le dita e Metuselog precipitò, ma miracolosamente non si fece nulla. Risalì dunque la scarpata ferocemente incazzato e, prendendosela con tutta la tribù, pretese da ogni maschio la stessa cosa dando origine ad una bizzarra consuetudine religiosa tipica di quelle popolazioni. Gli ultimi tre figli di Metuselog furono Bog, Gog e Magog; estremamente litigiosi, gli ultimi due divennero capi tribù celebri e partirono verso lidi lontani mentre Bog, trovato lavoro come scrivano presso una comunità religiosa - lavoro alquanto appetibile visto che ogni giorno garantiva piatti di lenticchie e latte di capra - si rifece contro di loro inserendo di soppiatto in un certo "Testamento" che gli avevano dato da copiare, versetti incomprensibili e profetici contro Gog e Magog, tacciandoli di tornare al tempo dell'Apocalisse alla guida di tribù antropofaghe. Gog invece aveva preso il largo verso Panama dove fondò una allegra e gioviale tribù, che solo casualmente si trovò a divorare - nel 1671, nel golfo di Uraba - il mitico Jean Nau detto l'Olonese e i suoi pirati. Ma di certo non lo fecero per via di quel che aveva scritto Bog! Magog al contrario si spostò verso la zona di Mindanao, dove i suoi discendenti nel 1971 parteciparono alle riprese del film di Ruggero Deodato, ULTIMO MONDO CANNIBALE, mangiandosi la metà del cast principale. Ma sicuramente anche in questo caso Bog aveva solo scritto delle calunnie!

*continua*

domenica 30 novembre 2025

LA PAZZA STORIA DEL MONDO - gli inizi

 (Prima pubblicazione 29.05.2011)

NOTA PER I NUOVI LETTORI: la serie "La pazza storia del mondo" fu un caleidoscopico divertimento seguitissimo dai lettori originali, basato sull'introduzione dell'antichissimo albero genealogico dei Bog - come ovvio discendente Crenabog, il nick del sottoscritto - dove si celiava modificando fatti leggendari o reali a seconda della partecipazione ad essi di qualche Hog, Bog o così dire. Buon divertimento anche a voi.


In principio fu il Verbo. E il Verbo era "Hog". Ma siccome Colui che aveva pronunciato il Verbo non sapeva bene cosa fosse Hog e cosa farne , decise di fare anche tutto il contorno. Prima fu la Luce, poi fu la Terra e sulla Terra furono le Acque e sulle Acque furono le Nuvole. E in mezzo fu Hog. In principio Hog era piccolissimo, ma talmente piccolissimo che Lui se lo perse subito e in capo a sette giorni, quando si riposò, se l'era scordato. Nel frattempo aveva fatto l'Uomo e la Donna, grande pensata, ma anche loro non videro Hog. Hog galleggiava tranquillo nell'immenso mare, indeciso se aggiungere altre cellule a sé stesso, se produrre dei filamenti o semplicemente galleggiare abbronzandosi. Tra una cosa e l'altra, si diede un nome e il suo nome fu Amebog. Milioni, miliardi, milioni di miliardi di amebe galleggianti videro dunque il fulgido preannunciarsi dell'alba della Rivoluzione Sociale ai comandi del grande Amebog. Fedeli ai dettami del Capo si diedero gioiosamente a riprodursi, fornicando peccaminosamente tra un flutto e l'altro, nell'intento di sviluppare la nuova razza padrona. Amebog vide tutto questo e seppe che era bene e comandò loro di evolversi. Per dare l'esempio, si appostò sornione vicino alla riva e appena la prima Donna si appropinquò per farsi la sua prima lavanda intima, si precipitò a colonizzarla. Le falangi di amebe restarono nelle retrovie in attesa che arrivassero altre Donne ma al momento non ce n'erano, per cui si limitarono a continuare nelle loro fornicazioni. Grande pensata. Amebog fu il primo colonizzatore della specie umana e da lui discesero i Cromagnog, i Nehanderthog e gli Hog Sapiens. I primi millenni ebbero qualche difficoltà a superare le vertigini e ci misero parecchio a decidere di scendere dagli alberi dove si erano installati, anche a causa dei grossi felini zannuti che li aspettavano sotto, annoiati. Poi, scoprirono l'uso delle liane e fu tutto un altro affare. Il calco del primo Amebog riposa solenne in una teca di cristallo nel terzo salone , a destra, tra i trilobiti e la lisca del Dorselletus Elusivii, dello Smithsonian Insitute e ancora oggi famiglie di amebe vi si recano commosse in visita, nascoste all'interno dei turisti, recitando preci di ringraziamento.


*continua*