Mamma, ti ricordi quando ero piccoletto?, cantava Rascel...io mi ricordo che per andare a scuola mia madre usava prepararmi dei clamorosi panini imbottiti, non esistevano le merendine confezionate e quelle poche (Buondì Motta, così buono..) erano roba da signori, che occultavo nella vecchia cartella in pelle stile Ministeriale. Per i compagni che venivano con i loro tranci di pizza presi dal fornaio però, i miei panini erano diventati una tentazione irresistibile e per me un vero motivo di cruccio. Ero terrorizzato dall'idea di essere interrogato, non perché non studiassi (maledetta matematica..) ma perché appena andavo alla lavagna invariabilmente mi giravo verso la classe e li vedevo lì, con quelle facce da carogne, tutti felicemente intenti a dividersi il panino che mi avevano fregato. E restavo sempre all'asciutto durante la ricreazione. Poi, mi feci astuto, e appena entrato in classe imboscavo il panino nei pantaloni ottenendo tre risultati: me lo mangiavo caldo, facevo sghignazzare tutti e la prof mi guardava sbalordita e trasognata.. non credo abbia mai sospettato fosse una ciriola!
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